mercoledì 22 marzo 2017

TERRINA DI MAIALE E DI UN POLLO CHE SI CREDE ... UN'ARAGOSTA


Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di marzo 2017


Il tema della sfida dell'MTC n° 64 per questo mese di marzo è stato proposto da Giuliana del blog La Gallina Vintage e ha scelto le terrine.
Ho incontrato per la prima volta Giuliana lo scorso novembre in Garfagnana nel corso del weekend dedicato all'approfondimento del tema sugli gnocchi. Ho avuto modo di conoscere una vera signora in tutti i sensi positivi del termine con cui ho passato del tempo in modo molto gradevole.
Prima di allora non conoscevo il suo blog ma, visto il nome del suo blog, non mi sono stupito affatto di ritrovarmi a dover fare qualcosa che andava molto di moda qualche anno fa.
Anche stavolta mi sono dovuto cimentare con qualcosa che non avevo mai fatto e che probabilmente non avrei mai scelto di fare. Ma questo è nel DNA dell'MTC: ogni volta una sfida non tanto verso gli altri ma in particolare contro se stessi.
Qualche anno fa ho cominciato a giocare a golf e, essendo la mia indole iper competitiva, appena possibile ho cominciato a fare delle gare togliendomi anche qualche soddisfazione. Confesso però che adoro giocare da solo. Solo contro il campo ma, soprattutto, contro me stesso. Per me l'MTC è soprattutto questo. L'MTC mette a disposizione il campo, qualche volta simile ma sempre differente, e io ci metto l'impegno e la voglia di fare sempre meglio.
Io amo il golf e per la proprietà transitiva amo l'MTC.


La cosa più complessa questa volta è stato reperire una terrina. Ho guardato, con poca speranza, tra le cose di mia suocera e ho sondato mia mamma per vedere se aveva qualcosa adatto allo scopo. Negativo.
Con gioia della Manu ero oramai certo di dover fare la terrina in crosta quando, svuotando gli scatoloni del precedente trasloco mi sono ritrovato una ciotola tonda in ceramica e, immediatamente, mi sono ricordato che c'era anche il suo coperchio in vetro. Senza foro ma dal filo diretto avevo letto che si poteva comunque ovviare alla cosa provvedendo comunque allo sfiato della terrina.
Sono quindi andato a caccia del coperchio e, finalmente, l'ho trovato. Rotto.
Il fantasma della terrina in crosta si è riaffacciato nella mente ma non mi sono dato per vinto. Ho controllato tutti i coperchi che ho a disposizione e ho trovato un coperchio in vetro, del diametro giusto (200 mm) e, udite, udite, dotato di un meraviglioso forellino.


A questo punto ho dovuto "solamente" decidere gli ingredienti e mi sono affidato al mio gusto e all'effetto estetico che volevo ottenere.
Mi sono letto attentamente il post di Giuliana e ho deciso prima di tutto di fare degli strati abbastanza distinguibili e ho optato per le carni bianche. Al maiale, che avendo intrapreso questa strada era quasi d'obbligo, ho voluto aggiungere il pollo; carne che, come ho più volte detto, adoro.
Facendo degli strati ho deciso di non mescolare le due carni ma di tenerle nettamente distinte. Ho scelto quindi le mie verdure preferite: i peperoni e i fagiolini (dalle mie parti i cornetti) che sia come sapore che cromaticamente ero sicuro mi avrebbero soddisfatto.
Per lo strato di pollo volevo ottenere al taglio un effetto "marmorizzato". L'ho quindi tagliato a pezzetti irregolari e, dopo averlo salato e pepato, l'ho ricoperto con abbondante paprika e mi sembra di aver ottenuto l'effetto voluto.
La Manu, tenuta all'oscuro degli ingredienti, quando ha visto la terrina tagliata mi ha chiesto se al centro avevo messo del pesce. Alla mia risposta negativa, saputo che era pollo, dopo aver fatto una faccia schifata (a lei il pollo proprio non piace) mi ha detto: "Peccato, sembrava quasi astice o aragosta". Questa frase mi ha dato il là per il titolo del post.
Per ultimo ho deciso di lasciare scondite le verdure a parte una piccola presa di sale.
Note di colore:
  • La mia Ginger, quando ho tolto la terrina dal frigorifero e l'ho liberata dalla pellicola mi saltava intorno impazzita; forse pensava che fosse per lei.
  • La Manu non ha mangiato la parte di pollo e ha fatto la felicità della Ginger; in compenso mi ha mangiato tutte le cipolle.
  • Ho fatto assaggiare il tutto a Grazia, cugina della Manu nonché vicina di casa e, dopo l'assaggio si auto proclamata assaggiatrice ufficiale dei miei piatti
Per il rispetto del regolamento speciale della sfida è obbligatorio inserire almeno 3 fotografie che rappresentino fasi della terrina dopo la cottura e sono le seguenti. 

Terrina nel suo contenitore
Mezza terrina nel suo contenitore
Terrina nel piatto
La terrina con il suo coperchio
Per l'abbinamento ho scelto di fare delle cipolle rosse in carpione e una composta di mele piccante. La neo assaggiatrice ufficiale ha molto apprezzato.


lunedì 20 marzo 2017

CONIGLIO CON CONFETTURA DI FICHI


La Recipe-tionist di questo mese è Cristiana con il suo blog Beuf a la mode.
Il suo è un blog che seguo da molto tempo e ho avuto occasione di conoscere personalmente sia Cristiana che Flavia, del blog Cuocicucidici organizzatrice del Recipetionist, qualche anno fa in una bellissima domenica passata nel Masoneshire (non cercatolo sull'atlante o con Google Maps, solo chi lo conosce capirà). Due persone con caratteri completamente diversi; una calma e riflessiva e l'altra estroversa e esuberante. Ambedue persone fantastiche.
Sono andato a curiosare tra le ricette. Ho guardato e riguardato diverse ricette segnandomene ben 14. Alla fine ho deciso per il coniglio con confettura di fichi.


Normalmente nel Recipetionist mi piace fare fare qualche variazione che non stravolga il piatto ma che lo personalizzi un poco.
Questa volta rispetto alla ricetta originale ho solo modificato i gradi e i tempi di cottura e ho gestito in maniera differente la salsa di cottura.


Adoro il coniglio e questa ricetta mi ha intrigato molto. Non posso dare un parere dei miei assaggiatori ufficiali perché in famiglia sono il solo a mangiare il coniglio per cui esprimo solo il mio. Ho trovato molto interessante l'abbinamento l'abbinamento con la confettura di fichi ed è certo che questa ricetta la ripeterò.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo-Aprile 2017


INGREDIENTI (per 4 persone)
700 g di coniglio tagliato in pezzi
1 cipolla
2 cucchiai di confettura di fichi
8 fichi secchi
1 fetta spessa di pancetta stesa fresca
1/2 bicchiere di vino bianco
Salvia
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe

PREPARAZIONE
Accendere il forno a 150°C in modalità statica.
Tritare la cipolla e la pancetta a cubetti.
Farli rosolare a fuoco basso con un poco di olio evo in una pentola che possa andare in forno grande abbastanza da fare stare i pezzi di coniglio in un solo strato.
Quando si saranno ammorbiditi toglierli dalla padella e mettere il coniglio facendolo rosolare bene da tutte le parti. Completata la rosolatura sfumare con il vino bianco.
Aggiungere il trito, la salvia, la confettura di fichi e il fichi, alcuni tagliati in 2 e altri interi.
Mescolare bene il tutto e mettere in forno per una mezz'oretta.
Aggiungere mezzo bicchiere di acqua calda e continuare la cottura per altri 30 minuti.
Togliere dal forno e togliere dalla pentola il coniglio e i fichi.
Versare il condimento nel bicchiere del frullatore a immersione e frullare il tutto fino ad ottenere una crema omogenea ma rustica.
Rimettere salsa e coniglio nella padella e tenere in caldo fino al momento di servire.
Distribuire la crema sul fondo del piatto, posizionare un paio di pezzi di coniglio e i fichi e completare con delle foglie di salvia.