lunedì 27 gennaio 2014

SPEZZATINO DI CINGHIALE, PURÈ DI CAROTE E CIPOLLE ROSSE AGRODOLCI


Nuovo anno e si riparte con le sfide dell'MTC.
Questo mese il tema è stato scelto da Chiara e Marta, due sorelle toscane, del blog La cucina spontanea che hanno proposto lo spezzatino.
Dallo spezzatino alle cotture a fuoco lento il passo è stato spontaneo.
Come al solito le concorrenti si sono sbizzarite sia nella scelta delle carni che negli abbinamenti che nei metodi di cottura.
Confesso che, dopo aver letto il post di Fabiana del blog Tagli e intagli con il suo Spezzatino ancestrale cotto nella terra come fanno i Maori, mi sono chiesto se era il caso di partecipare o passare la mano.
Al di là dell'ammirazione per la proposta di Fabiana resta il fatto che ho sempre interpretato l'MTC soprattutto come una sfida con me stesso e non con gli altri per cui non mi restava che mettermi all'opera.
Contrariamente a quanto di norma faccio con i post dell'MTC, questa volta non racconterò né anedotti né storielle ma mi limiterò a raccontare come è nata l'idea di questa ricetta.


Il 5 gennaio, domenica, prima di andare a leggere quale fosse il tema della sfida, ho messo in cottura quello che avevo programmato per il pranzo. Stracotto d'asino con polenta (tra l'altro non ho ancora preparato il post relativo).
Quando ho letto il tema del mese non ho potuto fare a meno di sorridere pensando che la carne d'asino sarebbe stata perfetta per farne uno spezzatino.
Tralasciando l'asino inizialmente avevo pensato di preparare una ricetta che avesse delle contaminazioni orientali per cui ho chiesto a mia figlia Rossella di chiedere al suo ragazzo Hou se ci fosse qualche ricetta cinese che potesse essere considerata uno spezzatino.
Non ho ottenuto delle risposte che mi stimolassero a mettermi ai fornelli per cui ho guardato in altre direzioni.
Un giorno dando una lettura rapida al Giornale di Brescia ho visto un articolo che informava che era stato dato il via libera alla caccia per il contenimento del numero dei cinghiali che popolano le colline ed i monti del bresciano.
Ho un amico cacciatore e ricordai che tempo addietro mi disse che la caccia ai cinghiali non era aperta a tutti perché, controllata e contingentata dalla Provincia, possibile solo in caso di selezione e contenimento degli esemplari e che solo una ristretta cerchia di cacciatori poteva praticarla.
Leggere questo articolo sul giornale e decidere di fare uno spezzatino di cinghiale è stato praticamente simultaneo.



A quel punto dovevo recuperare della carne di cinghiale ed il mio amico cacciatore, da me interpellato, mi ho dato un nominativo di un macellaio della provincia che teneva questa qualità di carne.
Mi sono procurato la carne, confezionatami sottovuoto e, in funzione di altri impegni, ho programmato l'esecuzione della ricetta per domenica 26.
Potete immaginare la mia sorpresa quando giovedì 23, aprendo la mail vedo il solito messaggio di Giallo Zafferano con la ricetta del giorno "Spezzatino di cinghiale con polenta taragna".
Di norma vado a leggere queste mail solo quando vedo nel titolo ricette che suscitano il mio interesse (abbastanza poche) altrimenti le cancello.
Questa volta non ho potuto fare a meno di andare a leggerla anche per un confronto con quella che avevo in mente io e benché qualche similitudine ovviamente ci sia, ci sono anche differenze negli ingredienti della marinatura e dell'intingolo dello spezzatino.


Nel lancio della sfida era indicato come obbligatorio abbinare allo spezzatino almeno un contorno e qualche cosa che servisse a raccogliere l'intingolo.
Per quest'ultimo la scelta è stata immediata. Fin da quando l'avevo fatto nell'ottobre del 2012 volevo rifare il Katmer Pogaça, il pane sfogliato turco e stavolta l'ho fatto semplice senza il ripieno.
Per l'accompagnamento avevo poche idee e confuse. Visto che il cinghiale è comunque selvaggina avevo pensato a una confettura di frutti di bosco, avevo pensato alle classiche patate, alle fave, ai piselli, etc.
Poi ho letto il post di Fabiana, ho visto le proposte che venivano di volta in volta segnalate su Facebook e mi sono detto che lo spezzatino si poteva pensare di presentarlo con la sua salsa ma con le verdure abbinate ben distinte.
Nel pensare a quello che dovevo acquistare, quando sono arrivato alla carota per il soffritto mi è venuto in mente che, quando ero piccolo e passavo da lei le vacanze, mia nonna Anna mi faceva spesso il purè di carote (qualche volta abbinato a quello di patate). Quindi decisione presa: purè di carote.
Però con il purè di carote dovevo abbinare qualcosa che andasse in contrasto con il suo sapore tendenzialmente dolce. Mi è venuto in mente il soffritto e ho pensato che delle cipolle rosse in agrodolce potessero starci bene.
Considerazioni finali
Il cinghiale dopo una cottura così prolungata (3 ore e mezza) era morbido come burro e si scioglieva in bocca. Non ho aggiunto sale nello spezzatino perché era ben saporito di suo.
Il pane sfogliato è venuto benissimo. Degli 8 pani fatti Emanuela me ne ho lasciasto 1 e mezzo ed il resto se l'è imboscato.
Sono soddisfatto dell'abbinamento con il purè e con le cipolle anche se quest'ultime, lo confesso, non erano come me le ero prefissate. O meglio. Lo erano prima che, convinto di aver spento il fornello, hanno invece proseguito la cottura per altri 10 minuti buoni con la conseguenza che sono venute un po' più scure di quello che mi ero prefissato e un po' più caramellate.
Nell'insieme le mie tester hanno apprezzato.

Nel preparare questo post mi sono accorto che tra i post in bozza c'è anche uno spezzatino speziato che avevo preparato qualche tempo fa. Non sono sicuro di riuscirci ma se mi è possibile proporrò anche quello.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di gennaio 2014

giovedì 5 dicembre 2013

... è scoccata L'ORA DEL paTÈ


In questi giorni in Facebook tante persone hanno continuato a pubblicare la frase "Questo Natale: niente biscotti" e chi non era a conoscenza del motivo non ci ha capito nulla.
La finalità è stata di attirare l'attenzione di chi ci legge e ci segue fino alla data di oggi perché alle 9,00 molti blog di appartenenti alla community dell'MTC, hanno pubblicato un post, tutti con lo stesso titolo e tutti con la stessa immagine principale, per presentare il primo libro della community e stasera alle ore 18,00 presso La Feltrinelli di Genova avverrà la presentazione ufficiale. Il libro è "L'Ora del paTé".
Cos'è questo libro?  È la prima monografia della community dell'MTChallenge; la prima, speriamo, di una lunga serie dove verranno ripresi i temi che sono stati oggetto delle sfide mensili dell'MTC.
Il termine sfida è quello che ho associato quando ho deciso di iniziare la mia avventura all'MTC nel gennaio del 2011.
Una sfida agli altri concorrenti che presto si è tramutata in sfida con me stesso visto che i concorrenti si sono tramutati in amici e compagni di avventura.
Fin dall'inizio ho cercato di dare una mia personale impronta alle ricette che presentavo, sia nel post che nella ricetta stessa. Prova ne sia che, commentando la mia prima ricetta, Alessandra Wonder Woman Gennaro mi scrisse "Anche questa, è una novità, perchè finora non abbiamo avuto ripieni crudi!".
Non che io sia una mosca bianca intendiamoci. Se andiamo a leggere le ricette che mensilmente vengono prodotte per l'MTC dai partecipanti ci stupiremmo se trovassimo qualche ricetta "banale". Impossibile! Chi più chi meno riesce sempre a dare una propria impronta alle proposte; chi più chi meno riesce a sviluppare al meglio il tema che mensilmente viene indicato. Un esempio? Chi avrebbe scommesso, nel settembre 2012, quando il tema era la Torta Pasqualina che sarebbero arrivate ben più di 100 ricette una diversa dall'altra?
Personalmente posso senza dubbio affermare che l'MTC mi ha insegnato tante cose e che negli ultimi 2 anni sono migliorato molto e non ho nessuna intenzione di smettere di imparare.
È per questo che attendiamo con ansia le scadenze mensili fisse dell'MTC.
È per questo che continuo a partecipare con entusiasmo.  



Ora la cosa più importante. Perché la frase "Questo Natale: niente biscotti"?
Perché con questo libro la community dell'MTChallenge sostiene il progetto "Cuore di bimbi" della Fondazione "Aiutare i bambini", nata nel 2000 per iniziativa dell'Ing. Goffredo Modena, per dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona, nel mondo e in Italia. Sono 71 i paesi del Mondo in cui operano i volontari dell'associazione. La fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere ad emergenze reali e portati avanti con abnegazione, serietà e competenza. Fra questi, Cuore di bimbi, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali.
La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
Da oggi anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua.

Fondazione Aiutare i bambini - http://www.aiutareibambini.it
Progetto Cuore di bimbi - http://www.aiutareibambini.it/component/k2/item/310-sostieni-la-campagna-cuore-di-bimbi-

Per questo urlo con quanto fiato in gola ho: QUESTO NATALE: NIENTE BISCOTTI
Invece di regalare biscotti regalate questo libro perché per quanto buoni possano essere i vostri biscotti, e sono certo che lo siano, non potranno mai essere buoni come l'azione di dare un aiuto ai bambini.

Da oggi il libro è in vendita in tutte le librerie d'Italia, su Amazon.it e su Ibs ma, soprattutto è disponibile sul sito della Fondazione: contattateli a questo indirizzo http://www.aiutareibambini.it/oradelpate e richiedete le vostre copie, in modo da sostenere con maggiore efficacia il progetto.


COLOPHON
Titolo: L'Ora del paTé
Pagine: 144

Costo: 18,00 euro
Casa editrice : Sagep - Genova
Illustrazioni di Roberta Sapino (Le Chat Egoiste)

Fotografie di Sabrina de Polo
Nel libro trovate: 41 ricette di paté, 8 di burri composti, 33 fra pani e crackers, grissini, muffins, scones chips e tutto quanto ha fatto parte della 17esima sfida dell'MTC.


Tra i tanti testimonial di questa iniziativa non potevo che segnalarvi lui:


Infine non posso nascondere la mia soddisfazione nel segnalare che a pagina 50 c'è una mia ricetta: Patè d'anatra all'arancia al rum.

Concludo con un doveroso ringraziamento ad Alessandra Wonder Woman Gennaro, che cento ne pensa e cento ne fa, per avermi reso partecipe di questa iniziativa e a tutte le amiche e amici della community dell'MTC per gli insegnamenti che tutti i mesi mi danno.

lunedì 25 novembre 2013

GNOCCHETTI DI ZUCCA AI FUNGHI


Ed eccoci nuovamente a partecipare al Recipe-tionist organizzato come sempre da Flavia di Cuocicucidici.
Anche questa volta arrivo in extremis, anzi devo corre perché la mezzanotte si avvicina.
Questo mese la Recipe-tionist è, nuovamente, la mia cara amica piacentina Elena del blog ZIbaldone Culinario. Ho avuto modo di avere un contatto con lei via FB e le avevo promesso che questa volta non potevo assolutamente mancare.
Dopo pochi giorni da quando era stata nominata Recipe-tionist ho fatto nuovamente un giro tra le sue ricette, soprattutto nell'angolo salato, ed alla fine me ne ero segnate 8 che mi ispiravano.
La scelta si è fatta difficile e non riuscivo a decidermi per cui, alla fine, visto che i giorni passavano, ho sottoposto le ricette a mia moglie chiedendogli di dirmi cosa preferisse che le preparassi.


Domenica mattina, appena alzato, ho acceso il computer per rileggermi la ricetta e, sorpresa, non c'era connessione internet e lo stesso dicasi per il tablet.
Panico. Più o meno me la ricordavo ma, visto gli scherzi che mi fa ultimamente la memoria, ero certo di toppare in qualche cosa. Come ovviare all'inconveniente? Telefonando a mia figlia Rossella.
Sono le 8,15 della domenica mattina, faccio il numero, e suona, e suona, e suona; sto per riattaccare che sento una voce provenire dall'oltretomba dire il fatidico: prroonnttooooo.
Ciao Briciola, sono il papà. Ti ho svegliato? Ah, mi spiace. Senti non è che mi potresti fare un piacere? 
Le ho spiegato il tutto e mi sono fatto leggere la ricetta.
Come ricompensa l'ho chiaramente invitata a mangiarli.
Rispetto alla ricetta originale ho variato un poco le quantità e, su richiesta di mia moglie Emanuela, ho aggiunto le patate. Avrei voluto fare saltare i pezzetti di zucca in un po' d'olio evo con un rametto di rosmarino prima di cuocerla al vapore, ma avrei aggiunto un ulteriore ingrediente ed il regolamento non lo consente per cui l'ho utilizzato solo per decorazione.
Comunque sono davvero buoni e proverò sicuramente a rifarli.


Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Novembre 2013 ospitato da Zibaldone culinario


mercoledì 20 novembre 2013

LASAGNE AI SAPORI DEL BOSCO

Sono passati quasi due mesi dal mio ultimo post ma, tra un improvviso ed inaspettato attacco di labirintite e il trasloco a casa di mia suocera, non ho davvero avuto il tempo di dedicarmi al blog.
Il trasloco ha conseguentemente comportato un'allocazione diversa della cucina che prima era piccola ed ora ... lo è di più.
Nonostante questo ci sono degli aspetti positivi: una migliore distribuzione degli spazi e degli alloggiamenti degli oggetti, una maggiore luminosità del locale, il piano di lavoro proprio alle spalle del piano cottura, aver trovato il modo di posizionare una mensola con tutte le mie adorate spezie e, ultimo ma non ultimo, il fatto che la mia presenza all'interno della cucina comporta l'impossibilità ad altri di entrarvi.
Questa quindi è il primo post di un piatto realizzato nella nuova cucina.
Il mio post precedente era per partecipare all'MTC di settembre e questo, per ricominciare, è per l'MTC di novembre.
La ricetta scelta da Serena del blog Pici e castagne per la sfida di questo mese non è una ricetta ma un ingrediente: le castagne.
L'idea di questa ricetta mi è venuta quasi immediatamente ma prima di parlare di questo, come sempre in occasione delle sfide dell'MTC, voglio raccontare qualcosa che abbia attinenza con il tema.


Non ricordo esattamente quando è successo quello che vado a raccontare se nel 1979 o il 1980 ma più o meno ci siamo e le protagoniste, con il sottoscritto, furono Simonetta che abitava nella nostra stessa scala ed aveva 5 anni meno di me, Antonella e Iole che, compagne di scuola di mia sorella, lo erano di soli 2 anni.
Tutto ebbe inizio in un sabato autunnale. Il sabato non lavoravo e avevo l'abitudine di attendere Simonetta all'uscita della scuola per accompagnarla a casa. Inutile nascondere che avevo un debole per Simonetta e, pur non essendo mai stati insieme, per il nostro reciproco comportamento tutti pensavano che lo fossimo.
Purtroppo il Grande Architetto ha voluto chiamarla a sé molto, troppo, presto.
Comunque quel giorno Simonetta mi chiese se il mattino dopo avevo voglia di andare con lei per boschi a cercare castagne. Secondo voi ho rifiutato? Certo che no e ci mettemmo daccordo per il mattino seguente.
Nel pomeriggio, come ogni sabato invernale era d'obbligo una vasca in centro. Ci si andava verso le 17 perché a quell'ora i PQ (paesà quader) avevano già preso la via del ritorno al paesello (più che snob eravamo imbecilli). Passeggiando lungo i portici del centro incontro Antonella compagna di scuola nonché amica del cuore di mia sorella. Tra l'altro, all'epoca, si somigliavano tantissimo e non per niente erano state soprannominate le Specus. Abbiamo fatto due passi insieme e, non ricordo chi lo propose, ma ci accordammo per vederci la domenica pomeriggio. A fare cosa l'avremmo deciso al momento.
Alla sera, dopo cena, ci trovammo come sempre presso un locale, la Pagoda, situata nei pressi del castello (#).
Come canta Max Pezzali nella canzone Gli anni erano quelli delle grandi compagnie che si ritrovavano in qualche locale per poi dividersi e contiunuare la serata in altri e noi non facevamo eccezione. A ripensarci, di vista ci si conosceva in tanti ma poi, quando si andava da qualche altra parte, ci si ritrovava sempre gli stessi.
Quella sera dopo diverso tempo rividi Iole, altra ex compagna di scuola di mia sorella. il nostro gruppo decise di andare in discoteca ed Iole ed io facemmo coppia fissa per tutto il tempo. All'epoca le discoteche chiudevano intorno alle 2 ed al termine della serata la riaccompagnai a casa e ci mettemo daccordo per vederci nel tardo pomeriggio per un aperitivo.
La domenica mattina chiamai Simonetta e andammo per boschi in alta Val Trompia a cercare castagne. Ricordo che di castagne ne trovammo poche, in compenso raccogliemmo un bel po' di finferli e, al nostro ritorno, sua madre ci preparò un ottimo risottino.
Salutai Simonetta e sua madre e dopo essere passato da casa a cambiarmi andai a prendere Antonella.
Non sapevamo cosa fare, non c'era un film che ci ispirasse ed alla fine, visto che era una bella giornata, decidemmo di andare a fare una passeggiata in Maddalena (monte alle porte di Brescia).
Al termine della passeggiata ci fermammo a bere qualcosa nel locale che c'era proprio in vetta ed in quel momento, nel caminetto all'interno del locale, stavano cuocendo le caldarroste che ovviamente mangiammo volentieri.
Riaccompagnai a casa Antonella e andai a prendere Iole e dopo un aperitivo finimmo con l'andare a mangiare all'Inferno, un locale piccolissimo, non più di una dozzina di coperti, in prossimità del vecchio Tribunale dove potevi mangiare le rane fritte e una tartare di cavallo unica.
Non ricordo come terminò ma mi resta il ricordo di aver passato una bellissima giornata.
(#) Per chi non conosce Brescia, praticamente in centro c'è il colle Cidneo alla cui sommità si erge il Castello, fortezza di origine medievale fatto erigere dai Visconti.


Tornando alla ricetta, come ho detto, mi è subito venuto in mente questo piatto ma soprattutto, visto che adoro la besciamella, ero curioso di vedere come sarebbe venuta utilizzando la farina di castagne.
Il risultato mi ha soddisfatto si nel sapore che nell'aspetto visto che mi aspettavo il colore beige che poi si ottiene.
L'unico dubbio che avevo era di avere un risultato un po' "dolce", privo di sapidità.
Invece i funghi hanno compensato bene la pasta e la besciamella e le noci hanno dato la croccantezza e l'amaro che ci stà benissimo.
Abbiamo terminato il trasloco ma restano da mettere in ordine alcune cose e, al momento di dover stendere la sfoglia, mi sono accordo di non sapere dove trovare l'accessorio del Kitchen-Aid per la bisogna.
Mi sono ricordato della sfida dell'MTC delle tagliatelle per cui ho tirato la sfoglia con il mattarello e invece di ricavare le strisce delle classiche lasagne ho tagliato la sfoglia delle dimensioni della pirofila.
L'ultimo problema era la presentazione delle lasagne in quanto, visto che mi piace abbondare con la besciamella ero certo che, calde, si sarebbero sdraiate e miscelate, cosa che si è puntualmete verificata.
Per un attimo avevo pensato di congelarle, almeno parzialmente, e poi tagliarle per fotografarle ma mi sarebbe sembrato di fare qualcosa di ingannevole e chi mik conosce sa che non è nello stile mio e di questo blog.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di novembre 2013

martedì 24 settembre 2013

RAVIÒLE DËL PLIN CON BAGOSS E SALSA ALLA ZUCCA


Avevo sentito parlare delle raviòle dël plin, tipica ricetta piemontese, ma non avevo mai avuto l'occasione né di assaggiarle né di conoscerne a fondo ingredienti e procedimento di preparazione.
Ho quindi accolto con entusiasmo la scelta di Elisa del blog Sapori di Elisa di proporli come tema del mese per l'MTC.
Credetemi; è stato un sollievo scoprire che "plin" deriva dal dialetto piemontese e significa "pizzicotto" e, soprattutto, non ha niente a che fare con Cristina Chiabotto, guarda caso piemontese anche lei, ed il suo "plin plin" pubblicitario.
Ci mancava solo avere dei ravioli che favorissero la diuresi.


Prendo spunto da questo per raccontare un aneddoto capitatomi un po' di anni fa; precisamente nel 1985, il giorno di Ferragosto.
La mia prima moglie Alessandra ed io stavamo trascorrendo le vacanze in campeggio, nella roulotte di mio zio Pippo, sulle rive del lago Maggiore. Nostri vicini erano una coppia di Brugherio (MI) con il loro bimbo Luca di circa un anno, responsabile della decisione di mettere in cantiere la creatura che, puntuale, sarebbe arrivata nove mesi dopo.
Avevamo deciso di passare il Ferragosto facendo un pic-nic in Val Vigezzo nei pressi della cascata del Toce in quanto avevamo saputo che per quella giornata l'Enel ne avrebbe garantito il flusso completo.
ERRATA CORRIGE: Chiedo scusa, la cascata del Toce è in Val Formazza e non in Val Vigezzo (altro segnale che l'età avanza)


Arrivati a destinazione ci "accampammo" in una magnifica area attrezzata nelle vicinanze di una vasca in pietra dove sgorgava dell'acqua freschissima.
Col passare del tempo avevamo notato che molte persone arrivavano dal paese vicino cariche di bottiglie e le riempivano con quest'acqua. 
Ad un certo momento, il mio amico Massimo ed io, decidemmo di andare a bere un po' di quell'acqua e ci avvicinammo alla fontana dove un signore, che avrà avuto circa cinquant'anni, stava riempiendo le sue bottiglie. Cominciammo a parlare del più del meno e, ad un certo punto, Massimo chiese se quell'acqua avesse delle proprietà particolari visto il continuo via vai di persone. 
L'uomo, serissimo, ci fissò e ci disse: "Quest'acqua, a parte che è purissima e proviene da una sorgente di alta montagna ma ha anche un effetto diuterico sull'organismo."
Vi lascio solo immaginare la nostra difficoltà, dopo questa affermazione, nello stare seri e non scoppiare con le inevitabili risate che vennero spontanee quando raccontammo il tutto alle nostre mogli e quando ci domandammo quali fossero questi "effetti diuterici" soprattutto su noi maschi.


Ho voluto legare in qualche modo le mie raviòle dël plin al territorio bresciano. Noi abbiamo i mitici "casonsei" (1) e, a seconda delle zone, vengono fatti con ripieno di magro (pane e formaggio), di carne o di zucca. Ho preparato il ripieno di magro sostituendo il classico formaggio grana con il molto più saporito e bresciano Bagòss e, per contrastarne un poco il sapore, li ho conditi non con il classico burro versato ma con una salsa alla zucca (2) molto più delicata e con una nota dolciastra a compensare la forte sapidità del formaggio.
Premesso che, come sempre quando si preparano i cansoncelli in casa nostra, anche la realizzazione delle raviòle dël plin ha coinvolto anche mia moglie Emanuela.
Abbiamo avuto qualche difficoltà a dosare gli ingredienti in quanto, di norma, ne prepariamo molti di più. Alla fine con le dosi indicate abbiamo preparato, con metà dalla sfoglia e con tutto il ripieno, ca. 100 raviòle dël plin, a mio avviso sufficienti per 4 persone.



Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di settembre 2013

sabato 7 settembre 2013

BRUSCHETTA CON LA BURRATA



Questo è un periodo di transizione della mia vita e sono in procinto di fare diversi cambiamenti soprattutto nell'ambito lavorativo. Sono in attesa che arrivino i permessi per avviare una nuova professione e mi sto scontrando con la burocrazia italiana; chiaramente questi permessi non puoi richiederli tutti insieme ma solo ottenuto il primo puoi passare al secondo e così via. E l'informatizzazione della pubblica amministrazione ne vogliamo parlare? In ognuno di questi permessi mi trovo a presentare le medesime dichiarazioni che avevo già presentato all'Ente precedente e per finire, ma non ultimo, presento la domanda alla Camera di Commercio di Milano e mi dicono che per procedere con la pratica devono attendere l'autorizzazione della Prefettura per l'antimafia. OK, ci sta! Ma, mi chiedo, se questa è la procedura perché devo presentarti l'autocertificazione (che tra l'altro ha valore penale) e perché non ti coordini con la Provincia di Brescia che per rilasciarmi la sua autorizzazione ha già fatto le medesime richieste?
Del resto più paletti vengono messi e più burocrazia è necessaria, più si giustifica il carrozzone statale ed i relativi costi.
Sarà un caso che gli Stati che hanno meno burocrazia siano gli stessi dove c'è meno corruzione e dove la crisi è meno avvertita?



Bah! Lasciamo questi discorsi e torniamo a quello che sono le protagoniste di questo blog: le ricette.
Ultimamente, "trainato" dal mio amico Mauro, ho ripreso a frequentare una compagnia di amici che il martedì ed il venerdì, dopo aver giocato a tennis, si trova a finire la serata a tavola. Il venerdì è oramai fisso che si vada al Merlo, un ristorante posto alla sommità dei Campiani, da cui si può ammirare il panorama, da un lato, della zona nord di Brescia e inizio della val Trompia, dall'altro, della Franciacorta e della pianura verso Milano. Tenuto conto che siamo in leggera collina e che attorno c'è solo bosco abbiamo il risultato che anche in queste afose giornate, si abbia una temperatura perfetta per una cena all'aperto. 



La ricetta che propongo è uno degli antipasti che si possono ordinare in questo ristorante.
È proprio un piatto estivo dove non si deve cucinare nulla ma si assemblano solo degli ingredienti che però, se si vuole ottenere un gran risultato, devono essere di eccellente qualità.


venerdì 28 giugno 2013

INSALATA DI RISO COME PIACE A MIA MOGLIE


Siamo giunti alla quarta sfida di "Tutti cuochi per te" lanciata da Ponti a mezzo della pagina Facebook Cuochi di fulmine.
Il titolo di questa sfida è: Hey, sono un cuoco a 5 stelle.
Per il piatto proposto è indispensabile l'utilizzo dei seguenti ingredienti:
- riso a scelta
- pesce/crostaceo (preferibilmente del mare Adriatico)
- basilico
- almeno due prodotti Ponti a scelta
Inizialmente avevo pensato di fare un risotto ma mentre mi aggiravo tra le corsie del supermercato guardando i prodotti della Ponti mi è venuto in mente che mia moglie, quando si prepara l'insalata di riso, utilizza i vasetti Peperlizia di insalata per riso e, visto che qualche giorno fa aveva espresso il desiderio di mangiare l'insalata di riso, ho pensato di prendere i classici due piccioni con una fava.


Di norma l'insalata di riso che preparo io è decisamente diversa ma devo sempre considerare che non sono il solo a mangiarla e se dall'altra parte non c'è la benché minima intenzione di assaggiare la mia, devo necessariamente fare buon viso a cattivo gioco.
Visto che è espressamente richiesta la presenza nella ricetta o di pesce o di crostacei, per rendere l'insalata di riso più ricca e, forse, meglio presentabile, ho aggiunto delle code di mazzancolla, di cui ne ho lasciate 4 per porzione intere e le altre tagliate a pezzetti ed aggiunte all'insalata; inoltre della senape di Digione a contrasto della glassa di aceto balsamico e un olio al basilico.
Ho fatto assaggiare questa insalata di riso a mia moglie con l'esclusione della senape perché a lei non piace (lo so, lo so, detta alla Carotone "è un mondo difficile") e l'ha trovata decisamente buona.


Con questa ricetta partecipo alla quarta sfida di "Tutti cuochi per te" di Ponti


giovedì 27 giugno 2013

LA CAESAR SALAD - ALTRA VERSIONE


Sì. La mia Thea è proprio una gatta curiosa. Chissà se era più interessata dalla mia insalata o dal profumo di cozze e cappesante. Io qualche sospetto ce l'ho.
Spesso, quando vado al supermercato con mia moglie, con la scusa di farmi da promemoria, la metto al corrente delle ricette che voglio preparare e magari ne chiedo il parere preventivo.
Questo mese per l'MTC si deve preparare la propria versione della Caesar Salad con libero sfogo alla fantasia. Quando ho deciso come preparare la mia prima Caesar Salad, mentre andavamo a fare la spesa, ho spiegato alla Manu i vari ingredienti sia dell'insalata che della vinaegrette e, visto che era particolarmente in vena, ha cominciato a dire: "e perché non ci aggiungi questo ... - e perché non togli questo ... - no questo non mi piace ... - e perché la vinaegrette non la fai così ...". Alla fine ho sbottato: "e perché non ti fai la tua insalata?"
Chiaramente la Manu ha raccolto immediatamente il guanto e ci siamo sfidati nella preparazione ognuno della propria Caesar Salad.



Visto che ultimamente all'MTC si sono cimentati alcuni compagni delle blogger partecipanti ho chiesto alla Manu perché non si avventurasse anche lei nella partecipazione pubblicando sul suo blog, My Favourite Things, la sua insalata.
È stata subito entusiasta dell'idea così oltre a fotografare la mia ho fatto qualche scatto anche alla sua.
Però, c'è sempre un però, conoscendo bene la mia dolce metà l'ho invitata a leggere bene il regolamento dell'MTC e alla fine, come immaginavo, ha rinunciato. La motivazione? Avrebbe potuto anche non dirmela perché sapevo benissimo che lo scoglio sarebbe stato l'obbligo di partecipazione ad almeno 8 delle 10 sfide annuali.
Per cui resto il solo in famiglia a partecipare a questa sfida non sapendo di perdersi delle sfide che possono anche impegnarti ma ti divertono e ti insegnano tanto. A volte mi chiedo quante delle ricette proposte all'MTC le avrei provate se non ne fossi stato "obbligato". Probabilmente la maggior parte.
Ma non dispero: dalla prossima vedrò se riesco a coinvolgere la mia piccola. Rossella



In questa mia Caesar Salad ho inserito due ingredienti che adoro: le cappesante e le ciliege.
Le prime sono solo scottate all'esterno quindi con un effetto cotto-crudo mentre le ciliege le ho messe al posto del pomodoro.
Ho scelto la panna acida nella vinaigrette per contrastare il dolce delle ciliege, del mais e delle carote.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di giugno 2013