Visualizzazione post con etichetta Ricette; Dolci; Torte. Mostra tutti i post
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venerdì 27 marzo 2020

BANANA CHOCOLATE CHIP WACKY CAKE


Per festeggiare il 3° compleanno del Club del 27 ho scelto una ricetta del tema "Tutto in teglia" del febbraio 2018 che non avevo fatto ma che era tra le mie candidate: la Banana chocolate chip wacky cake.


Io amo incondizionatamente le banane e questo dolce mi è piaciuto particolarmente.
Tra l'altro è di una semplicità disarmante in quanto, facendo fede al tema, viene tutto amalgamato direttamente nella pirofila dove avverrà poi la cottura.


Con questo post partecipo al Club del 27 - Marzo 2020 - 3° compleanno del Club del 27



Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.


INGREDIENTI 
225 g di farina
110 g di zucchero di canna
90 g di burro
1 banana grande o 2 medie
70 ml di latte
1 cucchiaio di bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di aceto (necessario per il bicarbonato)
70+80 g di gocce o scaglie di cioccolato
40-50 g di noci o noci pecan
Un pizzico di sale

PREPARAZIONE
Riscaldare il forno a 180°C in modalità ventilata-
In una ciotola mescolare la farina, lo zucchero, il bicarbonato e il sale.
Fare sciogliere il burro a calore moderato (non deve sfrigolare e diventare color nocciola) quindi farlo intiepidire e aggiungere la banana schiacciata, il latte e l'aceto.
Versarli nel contenitore che andrà in forno (io una tortiera in silicone), amalgamare bene con una forchetta e aggiungere la farina e gli altri ingredienti secchi. fino ad ottenere un composto omogeneo.
Livellare la superficie e cospargerla con le gocce di cioccolato e le noci.
Infornare per 30-35 minuti e comunque fare la prova dello stecchino che dovrà risultare asciutto.
Può essere accompagnato con crema al cioccolato o del gelato.

lunedì 16 aprile 2018

TORTA ALLE PERE CON FARINA DI CASTAGNE


Come ho già riportato nel post sulla zuppa di farro il primo weekend del novembre scorso ho avuto il piacere di essere tra gli invitati alla presentazione del progetto della Comunità del Cibo della Garfagnana.
Sono stato ospite, insieme a altri blogger e giornalisti, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana che ci hanno presentato i prodotti che fanno della Garfagnana una Terra Unica.
Tra le varie iniziative abbiamo partecipato a una sorta di degustazione di pseudo street food garfagnigni e  tra le tante proposte, la mia preferita è la polenta di formenton 8 file condita con un fantastico ragù. In questa fiera c'era la possibilità di acquistare prodotti tipici locali quali farro, miele, farina di formenton, funghi secchi, marmellate dai gusti particolari e, naturalmente, la farina di castagne.


Una domenica pomeriggio di dicembre mi è venuta voglia di preparare una torta e inizialmente avevo pensato di fare la classica ciambella dei 7 vasetti che di norma fa la Manu. Poi ho pensato che avevo la farina di castagne acquistata in Garfagnana e delle pere che andavano assolutamente consumate. Ho anche sostituito la granella di zucchero che la Manu mette di solito con dei pinoli e lo zucchero a velo.
Ho fatto un adattamento della classica torta ed è venuta una ciambella fantastica tanto che l'ho fatta assaggiare ai miei vicini e ne sono rimasti entusiasti.
La ciambella è risultata con una bella crosticina con l'interno umido solo in prossimità delle pere che comunque. credetemi, hanno un loro perché.


Come detto la torta l'ho fatta a dicembre e l'ho già rifatta almeno altre due volte. Avevo preparato la base del post ma ne avevo sempre rinviato la pubblicazione quando ieri ho visto che la mia cara amica Annarita del blog Il Bosco di Alici ha pubblicato la sua torta di farina di castagne per cui ho deciso di completare il post e pubblicarlo.


martedì 27 marzo 2018

TI FACCIO N'UOVO - HAWAIIAN SWEET ROLLS


Ti faccio n'uovo è il titolo dell'argomento del mese di marzo per il Club del 27. La scelta doveva essere fatta tra le ricette tratte dal libro The Perfect Eggs di Teri Lyn Fisher e Jenny Park.
Ne avevo prese in considerazione diverse ma alla fine ho scelto questa che mi ricorda nella forma il Danubio che mi piace moltissimo..


Rispetto alla ricetta originale che riporto integralmente ho fatto solo una pirofila da cm 18x25 e ho dimezzato le dosi riportate.
Le uova previste sono 3 per l'impasto e uno per la lucidatura della superficie. Io ne ho utilizzate due leggermente sbattute da cui ne ho prelevato circa un quarto per la lucidatura mentre il resto l'ho messo nell'impasto.
Ho rispettato quantità e preparazione ma ho avuto qualche problema con la lievitazione. La prima lievitazione è durata quasi 3 ore e l'impasto era quasi raddoppiato.
Vista la dimensione della pirofila che ho utilizzato ho suddiviso l'impasto in 8 sfere, ho coperto con la pellicola e l'ho rimesso a lievitare. Dopo 2 ore le sfere erano sì cresciute ma non raddoppiate.
Sempre per una questione di tempi ho eseguito la cottura durante la quale le sfere sono cresciute ancora un po', ma non quanto mi aspettassi.


Il risultato ottenuto sono stati dei rolls decisamente buoni anche se mi aspettavo di sentire maggiormente il sapore dell'ananas. Peccato che la lievitazione non sia stata assolutamente perfetta e sono risultati un po' troppo compatti.
Non son riuscito a capire il perché ma sono pronto a rifarli perché il gusto e veramente piaciuto. La prossima volta mi prenderò più agio nei tempi e aspetterò pazientemente il raddoppio.
Il mese scorso avevo concluso il mio post del Club del 27 sconsigliando la pasta che avevo preparato quanto meno nelle dosi e nel procedimento.
Questa volta invece mi sento di consigliare di preparare questi rolls perché sono sicuro che non vi deluderanno.
Dimenticavo; li ho mangiati, oltre che da soli, anche accompagnati dalla mia confettura di fragole aromatizzata allo zenzero. Ci stava benissimo.

Con questo post partecipo al Club del 27 - Marzo 2018 - Ti Faccio N'Uovo per l'MTC.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.



domenica 21 gennaio 2018

MEDOVIK - TORTA RUSSA AL MIELE CON CREMA ALLA PANNA ACIDA


Quasi due anni fa, nel febbraio 2016, la sfida dell'MTC era stata proposta da Eleonora del blog Burro e Miele con Michael Meyers e il tema era il miele. Tra le tante proposte mi aveva colpito la torta russa di Sara del blog Pixelicious.
Durante le feste natalizie parlando con la moglie di mio figlio Safiya, originaria di Kazan, capitale della regione russa del Tatarstan, ci siamo proposti di cucinare insieme alcune ricette russe da pubblicare poi su questo blog.
Mi sono ricordato di questo torta e l'ho fatta subito vedere a Safiya.
Conosce molto bene la Medovik che pare sia presente in tutta la Russia europea ma con diverse declinazioni della crema a seconda delle regioni.
Quella che fin da piccola faceva con sua mamma era la versione tatara o con la crema di burro o con la crema di panna acida ed è quest'ultima quella di cui riporto la ricetta.


Il risultato è una torta che trovo molto gradevole sul piano estetico e veramente gustosa anche se non è propriamente leggera.
Alla Manu non è piaciuta molto perché non le piace il miele mentre altri che l'hanno mangiata se queste preclusioni l'hanno trovata decisamente buona. La cugina della Manu, Grazia, che aveva avuto modo, non molto tempo fa, di mangiarne una fetta di una versione fatta da una signora ucraina l'ha trovata molto più buona con questo tipo di crema.
Io l'ho apprezzata e prossimamente voglio provarne una versione con la crema di mascarpone.


Sara del blog Pixelicious è anche la recipe-tionist di Gennaio - Febbraio 2018. Confesso che me ne sono accorto prima di preparare e pubblicare questa ricetta. Visto che rientro nei termini previsti dal regolamento e che, come previsto nel regolamento stesso, ho solo fatto una modifica rispetto alla sua ricetta colgo l'occasione per parteciparvi.



Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Gennaio - Febbraio 2018


lunedì 27 novembre 2017

IN RICORDO DI MICHAEL MEYERS


Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente Michael Meyers.
Invece mi pregio di conoscere abbastanza bene Eleonora che con lui ha avuto un rapporto come se fossero stati realmente padre e figlia.
Questo post vuole solo essere un modo di ricordare una persona che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare solo attraverso il web ma che mi è sempre piaciuta per l'equilibrio, per il modo di porsi, per aver fatto trasparire l'enorme cultura che possedeva ma sempre in maniera garbata e ponendosi alla stessa altezza dei suoi interlocutori.
Nel gruppo dell'MTC era conosciuto solo come "il dottore" e solo dopo la sua morte molti di noi hanno saputo che era Professore con varie specializzazioni di cui oncologia e nutrizione clinica erano le principali.
Nonostante tutto ciò era entrato in punta di piedi nella community dell'MTC partecipando e vivendo come tutti noi l'attesa per la ricetta, gli indizi, lo sviluppo della sfida, l'attesa del vincitore. Era entrato abbastanza recentemente nella community MTC ma era come se ci fosse sempre stato.
Arrivederci Doc.




giovedì 4 settembre 2014

FRENCH CHOCOLATE CAKE DELLA VAN PELT


























Come ho già avuto modo di dire in altro post, da fine maggio gestisco con mio fratello il bar ristorante della Club House di un circolo di tennis di Brescia, uno dei più vecchi e conosciuti della città.
Stiamo cercando di dare un impronta più personale rispetto al passato ma è sempre complicato rimuovere vecchie abitudini.
La scelta dei dessert da proporre è una delle più ardue anche perché non ne abbiamo un consumo elevato per cui sto cercando di selezionarne alcuni da poter proporre. Non rientrando i dolci tra le mie preferenze mi sono permesso di chiedere qualche suggerimento alle amiche blogger ponendo come vincolo la rapidità, la possibilità di conservazione e naturalmente anche l'estetica.
Mi hanno risposto in tante mettendomi ancora più in difficoltà; sto sperimentando i suggerimenti proposti ,magari aggiungendo qualche tocco personale, e quanto prima metterò al corrente delle scelte.


Qualche giorno fa la carissima Alessandra ha inaugurato il suo nuovo blog An Old Fashioned Lady e tra le prime proposte c'era questa torta che mi ha subito ispirato.
Ho provato a farla e visto che c'erano alcune persone a cena l'ho proposta e servita.
Risultato? È piaciuta molto, in particolare l'abbinamento con la namelaka è stato molto apprezzato e quindi entrerà di sicuro a far parte delle mie proposte per i dessert visto che "fa la sua porca figura".
L'ho subito rifatta anche per fare le fotografie visto che con la prima sono stato preso in contropiede.
Per non smentire quanto riporta Alessandra nel suo post (qui) quando l'ho fatta la prima volta ho aggiunto anch'io un "senza" visto che nell'accingermi a dosare gli ingredienti, la bilancia digitale ha deciso di smettere di funzionare e, visto che la bilancia meccanica che ho in alternativa è totalmente inaffidabile, sono andato, come si suol dire a occhio, a sentimento.


La prima volta ho seguito le dosi di Alessandra ma visto che utilizzo una tortiera da 22 cm, la seconda volta ho modificato i quantitativi mantenendo inalterate le proporzioni. Per semplicità ho aumentato le uova (da 3 a 4) e andando in proporzione con gli altri ingredienti.
Differentemente da quanto indicato sa Alessandra ho foderato solo il fondo della tortiera con carta forno e unto con burro le pareti dell'anello; la torta si è sformata perfettamente.
Non ho potuto usare il forno statico in quanto quello presente ha solo la modalità ventilata e dopo 25 minuti la torta era cotta perfettamente.
Per quanto riguarda la namelaka chiaramente le dosi indicate nella ricetta sono esagerate per l'utilizzo in questo caso ma sono sicuro che quella rimasta non durerà molto. A proposito, nota a margine; da quando mio fratello ha provato la namelaka sono costretto a sorvegliarla perché ogni scusa è buona per mangiarla,
E visto che ho nominato Santin concludo come solito fare lui: "Che dire? Provatela e fatemi sapere".

INGREDIENTI (per 8 porzioni)
155 g di cioccolato fondente (io al 70%)
75 g di burro a pezzetti
4 uova medie intere
115 g di zucchero semolato
27 g di farina
Un pizzico di sale
Qualche goccia di estratto di vaniglia
Zucchero a velo per decorare
8 fragole
Foglioline di menta
Per la namelaka vedi qui

PREPARAZIONE
Per la preparazione della namelaka vedi qui.
Fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato e quando comincia a sciogliersi, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare fino a quando non si sarà completamente sciolto e amalgamato. Togliere dal bagnomaria e lasciare intiepidire.
In una ciotola ben capiente montare i tuorli con lo zucchero fino a quando si saranno schiariti e saranno soffici e spumosi. Aggiungere ai tuorli il cioccolato fuso nel composto montato ed amalgamare il tutto delicatamente con un cucchiaio di metallo. Versare le gocce di vaniglia e mescolare.
Aggiungere al composto la farina ed il sale setacciati ed incorporarli delicatamente. Si deve evitare il più possibile di smontare il composto. 
Montare gli albumi a neve ben ferma e incorporarli al composto mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Visto che mano a mano che viene aggiunto l'albume la massa lo incorporerà più facilmente ho applicato un suggerimento colto in una trasmissione del mio mito Maurizio Santin. Ho versato un cucchiaio di albume montato e l'ho ben amalgamato al composto quindi ho ripetuto l'operazione aumentando sempre la quantità di albume montato fino al completamento. In totale ho ripetuto l'operazione 5 volte e ho ottenuto che il composto finale risultasse ancora ben montato.
Versare nella teglia ed infornare a forno già caldo a 180°C per 25 minuti.
Lasciare raffreddare nello stampo per una decina di minuti trasferendo delicatamente la torta sul piatto di portata. Spolverare abbondantemente con lo zucchero a velo, tagliare le 8 porzioni e servire in un piatto con un cucchiaio di namelaka e decorare una fragola aperta a ventaglio e foglioline di menta.

mercoledì 25 giugno 2014

TORTA AL CACAO



E dopo la ricetta per partecipare all'MTC ecco che arriva quella per il Recipe-tionist di giugno.
La vincitrice di maggio è stata Stefania del blog Cardamomo&co. Per i pochi che non lo sanno Stefania nel suo blog propone tutte ricette gluten-free e scorrendone la lista non si può non restare colpiti dalla quantità e dalla qualità delle stesse.
Deciso che la mia assenza dal Recipe-tionist era stata fin troppo lunga ho cominciato a scorrere l'elenco delle ricette di Stefania  e ne ho salvate una quindicina. Ho lasciato in sospeso la scelta della ricetta da riproporre proponendomi di rileggerle e poi decidere.
Sono passati alcuni giorni e, visto che ai lupi del Grest a metà pomeriggio devo preparare una merenda che può essere frutta, poco richiesta, pane e Nutella, un plebiscito, o delle torte, abbastanza richieste, ho pensato di guardare se tra le ricette di Stefania ci fossero delle torte interessanti e di semplice realizzazione.
Ho dimenticato l'elenco che mi ero estrapolato precedentemente e mi sono concentrato sulle torte.
Scorrendone i titoli ho visto e ricordato che, quando ero stato io il Recipe-tionist del mese (ottobre 2012), Stefania aveva partecipando proponendo la mia torta alle mandorle chiaramente in versione gluten-free (qui). Questo mi ha ulteriormente convinto a riproporre una sua torta.
Dopo aver letto attentamente diverse possibili ricette ho scelto la Torta al cacao e qui trovate la ricetta di Stefania. Perché l'ho scelta? Solo ed esclusivamente per il post e la dedica che accompagnano la ricetta di Stefania anche se sarebbe più corretto affermare che è la ricetta l'accompagnamento.
Chi mi conosce e conosce le mie precedenti partecipazioni al Recipe-tionist sa che mi piace riproporre le ricette sfruttando la concessione che ti da il regolamento di cambiare un ingrediente e/o la presentazione della ricetta. Questa volta avevo deciso che avrei ripetuto pedestremente la ricetta di Stefania perché mi sembrava offensiva qualsiasi variante.

domenica 16 febbraio 2014

STRUDEL DI FRUTTA SECCA E CREMA NAMELAKA




Per fortuna non mi piace lo strudel.
La ricetta per il tema di questo mese dell'MTC l'ho già fatta e chi ha avuto l'occasione di leggere il relativo post ricorderà che mia moglie Emanuela mi aveva suggerito di fare uno strudel con la frutta secca e la crema pasticcera.
Mi sono sentito in debito con lei per cui ho voluto preparare anche la "sua" versione.
E per confermare il pronostico della carissima Flavia (al secolo Elisa Baker) ecco la mia seconda ricetta dello strudel in versione dolce.  



Per l'abbinamento ho pensato alla crema dolce che io preferisco: la namelaka. Crema che ho scoperto grazie ad una ricetta di Maurizio Santin vista su Gambero Rosso Channel e da me a suo tempo provata (qui).
In quella trasmissione ricordo che Santin affermò che la namelaka si prestava benissimo ad essere aromatizzata (io ho già provato con il basilico) e/o colorata e visto che mi sono arrivate delle splendide arance da Ribera ho pensato di aromatizzarla all'arancia. La crema è rimasta più o meno del suo colore naturale mentre sapore e profumo erano inconfondibili.


Questa volta in cottura lo strudel si è leggermente aperto per circa metà lunghezza mentre la crema pasticcera si è come nascosta alla vista ma si sente assolutamente all'assaggio.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di febbraio 2014

giovedì 13 febbraio 2014

STRUDEL APERTO CON FRUTTA ESOTICA E GELATO AL CIOCCOLATO DEL "PASTICCIERE DEL RE"












Martedì 4 febbraio 2014 - Ore 20,30
Ho la mente ottenebrata dagli indizi relativi alla ricetta oggetto della sfida di febbraio dell'MTC. Mi domando che cosa si saranno inventate Mari del blog Lasagna Pazza (vincitrice della sfida di gennaio) e WonderWoman Gennaro. Gli indizi, come detto, non mi aiutano. Qualcuno, dopo aver saputo chi era la vincente del mese scorso, aveva commentato un post su Facebook dicendo che stavolta era probabile si finisse su qualche ricetta di pesce. Magari. Ma non ne sono convinto. È tutto il giorno che qualcosa mi frulla in testa e mi rendo conto che la mia mente si rifiuta di prendere in considerazione questa eventualità. Ho proprio paura che si andrà su qualcosa di dolce. Incrocio le dita.
Mercoledì 5 febbraio 2014 - Ore 10,30
Sono appena uscito da un colloquio con l'assessore all'ambiente di un Comune vicino a quello in cui abito. Salgo in auto e prendo il tablet. Voglio connettermi per vedere quel'è la ricetta della sfida. Digito l'indirizzo del sito, premo invio e ... wait. Sta caricando. È passato solo un secondo e mi rendo conto che la sindrome della clessidra mi ha colpito a fondo. Fisso lo schermo e attendo. Finalmente inizia a comporsi l'immagine, quanto tempo è passato? Cinque secondi. Un'eternità. Comincio a scorrere l'immagine, ecco:
MTC n° 36: la ricetta della sfida di febbraio è ...
Fisso il titolo inebetito. Lo strudel? Ma se nemmeno mi piace! Lo sapevo, un dolce, che palle. Continuo a fissare il titolo. Ca..o: la pasta sfoglia, ecco il vero tema della sfida e la mia voglia di partecipare questo mese è scesa in cantina o anche più giù.
Scorro il post e comincio a leggere: ...le versioni proposte sono due, una dolce e una salata... Anche salata; mi rinfranco un pochino e continuo a leggere: ...La caratteristica principale dello strudel è la sua sfoglia- e su questa verterà la parte più tecnica della sfida... Vedi? Avevo ragione. Comincio a pensare al panetto di impasto da spalmare con il burro e ripiegare, spalmare e ripiegare, fare raffreddare stendere con il mattarello, spalmare e ripiegare, spalmare e ripiegare. Per quante volte si dovrà ripetere il ciclo? Sette? Otto?
Continuo a leggere ...strudel dolce, con cottura in forno; la seconda è quella dello strudel salato (o strucolo), che viene avvolto in un canovaccio e bollito... Bollito? A questa poi proprio non la sapevo ma la sfida mi ispira sempre meno. Proseguo ...In tutti i casi, il limite delle vostre proposte è sempre fissato a 5 ricette (non 10, come mi auguro che non sia venuto in mente a nessuno)... Sinceramente è un problema che non mi pongo. Sarà tanto se riuscirò a farne una. Arrivo in fondo al post, leggo la spiegazione degli indizi e mando la Gennaro a visitare un paese lontano. Ma lontano, lontano. Ora non ho tempo e nemmeno voglia di leggere la ricetta di Mari. Lo farò stasera. Forse.


Mercoledì 5 febbraio 2014 - Ore 18,00
Sono davanti al computer e vado sul blog di Mari a leggere la ricetta. Scorro la prima parte e, come sempre, scopro tante cose che non sapevo. Apprezzo soprattutto i riferimenti storici. Mi piace scoprire quali sono le origini di ricette che ormai sono parte della nostra tradizione. Arrivo agli ingredienti e tra quelli della sfoglia vedo che non c'è il burro. Scorro velocemente per andare a vedere la preparazione e mi rendo conto che la sfoglia dello strudel non è la millefoglie. E vai! Continuo a leggere e mi rendo conto che mi ricorda tanto la sfoglia della torta pasqualina. Cavolo, quella mi ero divertito a farla, ricordo che ne avevo fatte due versioni. Il tema di questo mese comincia ad intrigarmi.
Due colpi di clacson. Sta arrivando la Manu. Abbandono il computer e vado ad accoglierla. Dopo i soliti convenevoli: Come stai? Tutto bene in ufficio? Sei stanca?
- Hanno pubblicato il tema della sfida del mese dell'MTC.
- È vero era oggi. E qual'è?
- Lo strudel
- Non mi piace, lo sai
- Dolce o salato
- Non mi piace lo stesso
- Ma lo devo fare
- Almeno non metterci le mele
- No! quelle non le metto di sicuro. Avevo pensato a un ripieno tropicale tipo l'ananas.
- No, l'ananas non va bene. È troppo umido. Perché non fai qualcosa con la frutta secca?
- No, non mi convince. Beh ci penso un po' su.
Giovedì 6 febbraio 2014 - Ore 00,30
Sono a letto e prendo il tablet per leggere un libro. Ieri ho terminato "Il pasticciere del Re" di Anthony Capella. Il protagonista, Carlo Demirco, è bravissimo a preparare sorbetti e gelati. Gelati? Con lo strudel bisogna abbinare qualcosa tipo creme, salse, gelati e sorbetti. Potrei abbinare un gelato descritto, per quanto succintamente, nel libro. Mi ispirava molto quello al cioccolato. Vado a rileggerlo.

Gelato al cioccolato: non è facile da preparare, ma il risultato vale tutti gli sforzi. Mescolate una tazza di polvere di cioccolato e mezza tazza di zucchero. Aggiungete latte freddo fino a ottenere una pasta, poi due tazze di latte ben caldo. Fate sobbollire piano, senza smettere di mescolare, per otto minuti. Poi togliete dalla fiamma e aggiungete sei tavolette di cioccolata da un’oncia, tritate finemente. In una ciotola sbattete sei tuorli d’uovo e mezza tazza di zucchero fino a ottenere un composto bello chiaro. Versatevi il cioccolato, sbattendo con forza. Scaldate senza far bollire; aggiungete mezza tazza di sciroppo di zucchero; lasciate raffreddare in un bagno di acqua fredda, e infine incorporate due tazze di panna doppia prima di congelare.

Ho deciso. Farò il cioccolato come da ricetta del libro aromatizzandolo con il mio peperoncino. E lo strudel? Avendo scelto il gelato cioccolato sono ancora più convinto di fare un ripieno con frutta tropicale. Penso a quali mi piacciono di più. Cocco, banana e mango. Il cocco non lo posso mettere a pezzetti, troppo "coriaceo". E poi non ho proprio idea di come possa essere dopo la cottura. La ricetta di Mari nel ripieno ha usato il pangrattato. Perfetto lo sostituisco con la polpa di cocco grattugiata. E invece della cannella userò lo zenzero. Per limitare l'umidità della frutta all'interno farò un taglio longitudinale così da consentirne l'uscita.
Ho deciso. Mi rigiro nel letto e mi addormento immediatamente.


Domenica 9 febbraio 2014 - Ore 13,00
Servo alla Manu il mio dessert. Strudel aperto con frutta esotica e gelato al cioccolato al peperoncino del "Pasticciere del Re". Lo assaggia e attendo il suo parere.
- Uhm, uhm. Non c'è male
- Davvero niente male. Si sentono tutti i sapori, la frutta, lo zenzero. E che profumo di cocco.
- Adesso il gelato. Uhmmm, buonissimo. Avevo paura che fosse troppo dolce e invece è veramente ... buono. E mi piace anche il retro gusto del peperoncino che non senti all'inizio ma che poi avverti distintamente.
Finisce la porzione mangiando lo strudel da solo, il gelato da solo e poi insieme.
- Bravo. Non pensavo che saresti riuscito a farmi mangiare uno strudel così di gusto.
Domenica 9 febbraio 2014 - Ore 21,30
Siamo all'intervallo del posticipo del Campionato Italiano di calcio. Stasera è Inter-Sassuolo e come sempre si soffre. Entra in sala la Manu per fare uscire la Ginger per i suoi bisogni.
- Tato, non fare più quel gelato
- Perché?
- Perché l'ho finito tutto
Rido
- Allora ti è piaciuto?
- Secondo te? Anzi, non è che c'è la ricetta per fare il fiordilatte?

Questa è la genesi di questa ricetta che, guarda caso, mi sono anche divertito a preparare.
Ho voluto aggiungere una sfida ulteriore a quella proposta dall'MTC. Nonostante abbia la gelatiera ho voluto provare a fare il gelato come descritto nel libro senza utilizzare accessori elettrici. Ho utilizzato il freezer, visto che non avevo a disposizione una ghiacciaia come Carlo Demirco, ma per il resto ciotole, pentolini, mestoli, fruste, posate e olio di gomito. E sono soddisfatissimo del risultato ottenuto.
Rispetto alla ricetta riportata nel libro ho sostituito lo sciroppo di zucchero con la soluzione di glucosio sia perché non volevo un gelato troppo dolce sia perché quest'ultima evita la cristallizzazione degli zuccheri.
Ho aggiunto anche il sale perché comunque nel libro viene sempre usato il salnitro (evito di dirvi come era ottenuto) o, successivamente, il sale per fare addensare il gelato.
Per le quantità ho ipotizzato che la tazza usata come unità di misura sia la stessa usata nei paesi anglosassoni e ho fatto le conseguenti equivalenze dividendo il tutto per 2 perché mi sembrava troppo.

Avevo pensato di racchiudere lo strudel ed il gelato in una gabbia di caramello ma non mi è venuto bene né la gabbia né la fotografia per cui alla fine ho rinunciato. Ho pensato però che fosse giusto fare vedere, seppur ignobile, quale sia stato il risultato.


A proposito di fotografie, le condizioni di luce (di sera in interno) e di temperatura (con mia suocera e la Manu 22° in casa è appena accettabile) hanno fatto sì che, per mantenere una certa consistenza del gelato, ho dovuto preparare la pallina quando questo ancora piuttosto solido (per non dire duro) e rimettere la pallina in freezer fino al momento di utilizzarla; nonostante questo accorgimento ed il piatto freddo, si può notare che già si stava sciogliendo alla base.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di febbraio 2014

lunedì 25 febbraio 2013

BLUE VELVET CAKE E 12 SMAGLIATURE DI AZZURRO


Questo mese, Stefania del blog Cardamomo & Co., ha proposto come tema del mese per l'MTC, la Red Velvet Cake senza glutine. Personalmente non ho mai avuto la necessità di prestare particolare attenzione a questo tema e non ho nemmeno mai pensato di fare questo tipo di torta.
Per l'ennesima volta con l'MTC, il dover preparare qualcosa di inedito mi ha fatto venire voglia di cimentarmi sia in un tipo di dolce che non amo particolarmente, sia nell'avventurarmi nel mondo del "gluten free".
Dal momento che ne è stata data la possibilità, io, sia come maschio, sia perché avevo già in casa il colorante blu, ho scelto di fare la Blue Velvet Cake.
Avevo scelto il colore blu anche perché volevo dedicarla alle nostre nazionali richiamando con i colori della crema, delle fragole e del kiwi quelli della nostra bandiera.
Avevo perfettamente in testa come doveva venire: torta a strati bianco e azzurri decorazione superiore con caviale di fragole e kiwi e decorazione nel piatto con mousse di fragole e kiwi e relativi frutti.
Peccato che:
  • nonostante abbia fatto due volte l'impasto della Velvet Cake (la seconda eliminando i tuorli) quello che si presentava di un meraviglioso azzurro sia diventato, dopo la cottura, verde; 
  • per velocizzare i tempi avevo acquistato le mousse di fragole e kiwi per scoprire che essendo miscelate alla mela avevano il colore di quest'ultima; avevo delle fragole in casa per cui sono riuscito a fare la mousse di fragole ma per il kiwi mi sono dovuto accontentare
Visto che non sono riuscito ad ottenere quello che volevo, ho pensato di rinunciare e per questo mese passare ma, nello spirito del gioco, mi sembrava giusto partecipare comunque.
Qui trovate la ricetta originale di Stefania.



In realtà questa volta la vera sfida non è stata la Velvet Cake; la vera sfida era il "tacco 12".
Scartata immediatamente l'ipotesi di indossare io un "tacco 12" mentre preparo la Velvet Cake, ho pensato di farmi assistere dalla Manu ma da anni ha smesso di portare i tacchi alti (ultima volta al matrimonio) ed ora è votata alle ballerine.
Cosa fare? Dovevo trovare una soluzione così ho pensato di farmi assistere da una collega della Manu che porta spesso tacchi altissimi e questa è la cronistoria della preparazione della Velvet Cake.



DODICI SMAGLIATURE E UNA SFUMATURA DI AZZURRO

mercoledì 25 aprile 2012

CROSTATA FRANGIPANE CON COMPOSTA D'ANANAS


Che io sappia non ho mai mangiato la torta frangipane e, pertanto, non ho ricordi per poter scrivere qualcosa di inerente.
Ho perciò deciso di raccontare un episodio successo diversi anni fa in un periodo in cui non riuscivo a mangiare praticamente nulla.
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Non era un bel periodo. Ho sempre dormito abbastanza poco, 5-6 ore per notte, ma allora faticavo molto a prendere sonno e bastava un nulla per svegliarmi e passare il resto della notte in bianco. In aggiunta, la maggior parte della volte che mi sedevo a tavola per pranzo o cena dopo un paio di bocconi mi si chiudeva lo stomaco e non riuscivo a mangiare altro. Il medico mi aveva rassicurato: "Non è nulla di grave, solo un po' di stress. Cerca di riposare e rilassarti e vedrai che passa!".
All'epoca oltre al mio lavoro quotidiano, per 3-4 sere alla settimana, davo una mano al papà del mio amico Luciano, che aveva uno Studio di progettazione idraulica.
Una di queste sere, mentre ero in Studio, arriva Luciano, mi dice che non aveva ancora cenato e mi chiede di accompagnarlo in un locale che ogni tanto frequentavamo. Avevo già terminato il mio lavoro per cui lo accompagnai volentieri anche perché a casa non ero riuscito a mangiare nulla e speravo che, forse, facendogli compagnia, mi venisse voglia di mangiare.
Al nostro arrivo nel locale vediamo una tavolata di una decina di persone quasi tutte conosciute che ci invitano ad accomodarci con loro. Mi sedetti di fronte ad una ragazza che non conoscevo e che, a prima vista, pensavo avesse 4-5 anni meno di me. Avevano appena terminato l'antipasto, attendevano il primo e poi ci sarebbe stata una grigliata mista. In previsione della grigliata ordinai la, per noi bresciani, classica minestrina sporca (brodo di carne con fegatini tritati).
All'arrivo dei primi iniziai a mangiare ma dopo un paio di cucchiaiate il mio stomaco mi diede inequivocabili segnali di non voler accettare altro.
La ragazza di fronte a me mi chiese il motivo per cui non mangiassi e, per sommi capi, le spiegai la situazione.
Mi disse che era una insegnante di yoga e che se tutto era davvero dovuto allo stress, lei, o meglio, lo yoga poteva essermi d'aiuto.
Le spiegai che mi era sempre piaciuto provare nuove esperienze soprattutto se relative all'attività fisica e allo sport ma lo yoga non lo vedevo proprio adatto a me.
Lei insistette spiegandomi che non dovevo credere che lo yoga fosse solo il mantenere per molto tempo la stessa posizione ascoltando sottofondi musicali più o meno rilassanti ma che, soprattutto con il metodo Iyengar che insegnava lei, si trattava di una disciplina molto più complessa e, all'inizio, decisamente impegnativa. Confesso che mi veniva da ridere a sentire queste parole ma non sarebbe stato carino farlo realmente di una disciplina per me assolutamente sconosciuta.
Mi invitò più volte ad andare a provare un paio di lezioni per poi decidere se praticarlo e alla fine cedetti;<Za confesso che accettai soprattutto perché lei era decisamente carina.
Mi accordai quindi con Nadia per una serata della settimana successiva e, naturalmente, Luciano pensò bene di accodarsi.
Arrivammo puntuali (strano con Luciano), ci cambiammo e fummo presentati alle altre persone del corso. Nadia ci indicò i nostri tappetini con a fianco un plaid, una cinghia di circa un metro e mezzo ed un parallelepipedo di legno che aveva i tre lati di lunghezza diversa. Notai che eravamo i soli ad avere questa dotazione per cui chiesi a cosa servivano e mi rispose che, vista la nostra struttura fisica (allora pesavo 86 kg) e che eravamo principianti, ci avrebbero aiutato a fare alcune delle posizioni (āsana).
Iniziammo con la posizione della montagna (Tādāsana) per proseguire con molte altre; fu un'ora davvero intensa e per niente noiosa anche perché le posizioni erano sempre consequenziali ed si riusciva a percepire una certa armonia nei propri movimenti.
Al termine delle asana ero stanco ma soddisfatto perché con gli "aiuti" forniti da Nadia ero riuscito a fare tutto in maniera accettabile. A quel punto Nadia ci disse che avremmo completato la lezione con un esercizio di rilassamento. Ci fece posizionare schiena a terra con il sedere contro il muro facendoci piegare le gambe, inizialmente distese verso il soffitto, portando i piedi il più possibile a contatto dei glutei. Sentivo i muscoli anteriori della coscia tesi all'inverosimile e dolevano alquanto.
"E questa è una posizione rilassante?" chiesi.
"Non ti preoccupare che passa subito". rispose.
Aveva messo una musica new age molto rilassante, abbassato le luci, e cominciò a voce abbastanza bassa: "Chiudete gli occhi ... ora sentite il vostro corpo ... sentite che i muscoli della coscia si rilassano e non fanno più male (era vero) ... sentite il vostro intestino che si abbassa e si posa sul pavimento ... anche il vostro stomaco si abbassa .........
Quando riaprii gli occhi sentivo solo il sottofondo musicale. Dopo qualche istante Nadia mi disse di aspettare ancora un minuto poi di mettermi a sedere lentamente. Quando lo feci mi guardai intorno non c'era nessuno, c'era solo lei che mi guardava sorridendo.
"Ti sei addormentato ... russavi persino ... sei rimasto così una mezz'oretta ... gli altri sono già andati ... ti riaccompagno io a casa."
Improvvisamente, così come erano apparsi, i miei problemi di insonnia e di digestione mi abbandonarono.
Ho frequentato i corsi di Nadia nei due anni successivi poi per vari motivi non ho più potuto ma spesse volte mi dico che dovrei ricominciare perché in quel periodo mi sono sentito bene con me stesso ed il mio corpo.
Ancora adesso se mi capita di non riuscire a prendere sonno assumo una posizione che mi ha suggerito Nadia e dopo pochi minuti ... dormo.
Lo yoga è stato una grande scoperta e da allora lo consiglio a tutti.
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Quando ho letto il post di Ambra in cui lanciava la sfida confesso che non mi sono entusiasmato.
Finora ho passato una sola volta l'MTC ed è stato il mese in cui si doveva preparare il Danubio anche se poi l'ho fatto a dicembre quando l'MTC non c'era e ne sentivo la mancanza.
Da allora questa è stata la volta che più sono stato tentato di passare l'appuntamento dell'MTC. Non avevo idee. Non riuscivo a focalizzare nulla che mi soddisfacesse. Se poi aggiungo che sono a dieta e che a nessun'altro in famiglia oltre a me piacciono creme o impasti con le mandorle, il quadro si faceva sempre più desolante.
Ho anche pensato che, visto che le altre partecipanti all'MTC questa volta si sono scatenate con più ricette, Alessandra, Daniela, Ambra e Giorgia avrebbero avuto già abbastanza da fare.
Poi ho pensato che la composta d'ananas, di per sé dolce, con l'aggiunta della nota amara del succo d'acero, con la sferzata leggermente piccante dello zenzero e la punta di acidità del limone, poteva essere un abbinamento perfetto con la frangipane.
Per cui mie care vi tocca anche la mia.
N.B.: Un grazie ad Emanuela che mi ha aiutato preparando la crema frangipane.



Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di aprile 2012



mercoledì 14 marzo 2012

CHEESECAKE AL CIOCCOLATO BIANCO


Sto esagerando! Un altro dolce.
Non ho mai fatto una cheesecake ed avevo promesso a me stesso che avrei provato a farne una; quale migliore occasione del mio compleanno?
Anche questa volta partecipo allo scambio di ricette organizzato da Cinzia de Il ricettario di Cinzia e per questa terza tornata sono stato abbianato al blog Viaggiando Mangiando. Ho fatto un giro panoramico tra le tante ricette ed a un certo punto ho visto questa cheesecake al cioccolato bianco ed ho subito pensato che sarebbe stata la cheesecake ideale per iniziarmi a questa tipologia di dolce e, visto che adoro il cioccolato bianco, sarebbe stata l'ideale per augurarmi un buon compleanno.



Essendo il mio esordio ho scelto una cheesecake che non necessita di cottura considerato che, guardando vari blog, ho visto che anche le più esperte sono in apprensione quando devono cuocere una cheesecake. Per la prima volta me la sono voluta risparmiare.
Qui trovate la ricetta di Viaggiando Mangiando; le variazioni apportate sono però presenti nella ricetta da cui ha preso spunto Viaggiando Mangiando che trovate qui.
Alcune quantità sono variate in quanto la mia forma era da 28 cm e non da 20.
In definitiva, per festeggiare il mio compleanno, idealmente, ve ne offro una fetta.





Sarà perchè il cioccolato bianco mi piace molto ma è davvero buonissima.

Con questa ricetta partecipo al 3° giro del gioco de Il ricettario di Cinzia - Dai! Ci scambiamo una ricetta


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Facile con Pam - Sublime bontà. Il cioccolato bianco


domenica 11 marzo 2012

TORTA DI CAROTE


Qualche tempo fa ho dato a mia moglie Emanuela il soprannome di Bradipus Festivus. 
Sì perchè quando arriva il sabato e la domenica i suoi tempi di reazione rallentano enormemente e, di conseguenza aumentano i tempi necessari per fare qualsiasi cosa come, a solo titolo d'esempio, la colazione.
Infatti, il sabato e la domenica, la sua colazione ha una durata variabile tra l'ora e l'ora e mezza e se non ho cose particolari da fare mi piace farle compagnia chiaccherando o guardando qualcosa alla televisione.
Qualche sabato fa, durante la colazione, abbiamo visto una puntata del programma di Nigella Lawson su Gambero Rosso Channel in cui veniva data la sua ricetta della torta di carote. Volevo giusto fare una torta per la domenica e visto che veniva a pranzo mia figlia che adora la torta alle carote ho pensato di prepararla.
Volevo pubblicare immediatamente la ricetta ma in questo periodo non riesco proprio; sono solo riuscito a riportare gli ingredienti e importare le fotografie.
Nel frattempo è terminato "The Recipe-tionist" di Febbraio e la vincitrice è stata Valeria del blog Murzillo Saporito.
Ho guardato attentamente le ricette presenti nel blog per vedere se riuscivo a trovare qualcosa di interessante; tra le tante ci sono anche i Carrot Cupcakes di Nigella Lawson che non sono proprio la torta di carote ma si avvicinano molto.





Penserete che con questa ricetta partecipi al contest di marzo, ma qui vi sbagliate. Questa ricetta l'ho preparata prima di conoscere il blog di Valeria pertanto non posso affermare di aver voluto trasformare i cupcakes in torta e, pur essendo simili, ci sono delle differenze anche nelle quantità degli ingredienti. Ho comunque trovato tante altre ricette interessanti con cui partecipare a Recipe-tionist di marzo. Devo "solo" trovare il tempo di farle.












Ecco quindi la torta di carote di Nigella Lawson che non sarà quella originale ma è davvero molto buona.