Visualizzazione post con etichetta Ricette; Secondi; Pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette; Secondi; Pesce. Mostra tutti i post

sabato 10 ottobre 2020

FILETTI DI PESCE PERSICO FRITTI


I filetti di pesce persico fritti sono un piatto tipico dei laghi bresciani e, in particolare, del lago d'Iseo e del lago d'Idro. L'unica difficoltà è nel renderli belli croccanti fuori e morbidi dentro ed è per questo motivo che ho fatto la doppia infarinatura. Infatti la prima infarinatura viene assorbita dai filetti e li rende così più croccanti. Provate anche con le alici; vengono fantastiche
Vi posso assicurare che sono come le patatine. Uno tira l'altro.
Questo è assolutamente uno dei mie comfort food.
Personalmente gli acquisto alla Cooperativa pescatori di Clusane - Iseo perché sono freschissimi e li vendono già puliti, pronti da cucinare.


Con questa sono 388 le ricette che ho proposto in 10 anni. Sì perché oggi il blog Cocogianni compie 10 anni Trascorsi con alti e bassi ma che mi hanno permesso di conoscere tantissime persone e, per mia fortuna, di diventare amico di molte di loro.
Per questo voglio ringraziarle tutte ed, in particolare, le amiche ed amici dell'MTC che mi hanno consentito di aumentare le mie conoscenze e di crescere.


Un ringraziamento particolare ad Emanuela che mi ha, più o meno, supportato, criticato e incoraggiato e ai mie figli ed agli amici che hanno accettato di fare da cavia con le mie preparazioni con la fortuna di averli delusi raramente.
Probabilmente cambierò qualcosa di questo blog ma, compatibilmente con il tempo, sicuramente continuerò con almeno lo stesso entusiasmo.

GRAZIE DI CUORE


INGREDIENTI (per 4 persone)
16 filetti di pesce persico
Farina 00
1-2 uova
100 g di pane grattugiato
50 g di grana grattugiato
Olio di semi di girasole
Sale
Pepe bianco 

PREPARAZIONE
Asciugare ed infarinare bene i filetti di pesce persico mettendoli su carta forno in un solo strato.
Lasciare riposare una decina di minuti e, nel frattempo, sbattere le uova con un po' di sale e pepe.
Miscelare ed amalgamare bene il pane ed il grana grattugiati.
Ripassare bene nella farina i filetti quindi nell'uovo e nella miscela di pane e grana.
In una pentola portare a ca. 175-175°C l'olio di semi quindi friggere i filetti pochi per volta così da non fare abbassare troppo la temperatura dell'olio. Una volta dorati toglierli e asciugarli bene con carta assorbente. Tenere in caldo (forno statico a 90-100°C).
Servire accompagnando con patatine fritte e qualche fettina di limone.

lunedì 5 febbraio 2018

TINCA AL FORNO


Mi piace molto il pesce sia di mare che di lago.
Dei pesci d'acqua dolce la tinca è uno dei miei preferiti.
La tinca al forno è un piatto tipico di Clusane, frazione di Iseo, sull'omonimo lago, che recentemente è tutelato dalla denominazione comunale De.Co.
La terza settimana di luglio si tiene in paese la sagra della tinca al forno dove il locali propongono questa preparazione a prezzo fisso convenzionato.
La prima volta che ho mangiato questo piatto è stato circa 50 anni fa. Ricordo che una domenica mio padre ci portò al Ristorante Rosmunda a Clusane e assaggiai questa prelibatezza.
Dopo l'ho mangiata molte volte e in diversi Ristoranti ma alla fine la mia preferita, e da almeno 25 anni non la tradisco, è quella della Trattoria Al Porto. Quando la Manu ha compiuto 40 anni ho organizzato una festa a sorpresa proprio lì.


La tinca è un pesce di lago dalla carne saporita ma con molte spine e viste le abitudini alimentari può sapere un po' di fango; per questo motivo, una volta pulita, è bene risciacquarla per diversi minuti. La sua carne ha poche calorie, circa 70 ogni 100 g; chiaramente questo piatto ne ha molte di più. La sua dimensione standard è di circa 30 cm ma se ne trovano anche di più grosse.


Dall'agosto scorso avevo voglia di cimentarmi in questa ricetta. Sono andato alla Cooperativa dei pescatori del lago d'Iseo a Clusane ma, per svariati motivi che non sto ad elencare non c'era mai.
Sabato scorso ho chiamato per sapere se ci fossero e, contrariamente a quanto mi aspettavo, mi hanno detto che ne avevano 3 ma la pezzatura era grossa, intorno a 1200-1400 g.
La pezzatura ideale per questa ricetta sarebbe di circa 300-400 g destinando un pesce a persona.
Ero indeciso ma alla fine la voglia di prepararla ho prevalso.
Sono andato e le tenevano ancora vive in una vasca. Ho preso la più piccola, 50 cm per 1250 g.
Mi hanno chiesto se la volevo viva ma ho preferito di no.
Tornato a casa l'ho tolta dal sacchetto e messa in un vassoio l'ho riposta in frigorifero programmando di pulirla nel pomeriggio.
Ero al computer in cameretta quando ho sentito la Manu chiamarmi dalla cucina, le ho detto di aspettare un momento che volevo terminare il passaggio che stavo facendo quindi sono andato a vedere cosa volesse e vedo che la tinca ora è nel lavandino con dell'acqua. Mi dice che ha aperto il frigorifero perché sentiva dei rumori, la tinca è saltata fuori e lei l'ha messa nel lavandino con dell'acqua.
Le ho detto che probabilmente erano riflessi post mortem ma, guardando bene, ho visto che muoveva lentamente le branchie. Ho preso il mattarello e l'ho colpita al centro della testa. Convinti che fosse morta l'abbiamo lasciata nel lavandino con l'acqua e siamo andati a fare una volata al mercato.
Al ritorno, nonostante tutto, la tinca manifestava ancora qualche segno di vita al che ho ripetuto l'operazione con il mattarello e ho deciso di provvedere subito alla pulizia.

Alcune precisazioni:

  • La pulizia della tinca così grossa si è rivelata abbastanza complessa soprattutto per eliminare la pinna dorsale
  • La tinca era talmente grossa che non avevo una pirofila adatta a contenerla per cui ho dovuto usare una teglia da forno. La prossima volta invece di cuocerla intera la taglierò utilizzando più pirofile.
  • Nella ricetta ho riportato le dosi indicate dalle ricette dei vari locali di Clusane (tutte praticamente uguali) però, per il ripieno, ho usato 200 g di pane grattugiato e 200 g di grana padano ed è risultato lo stesso abbondante.
  • La dimensione della tinca è stata però un vantaggio nell'eliminazione delle lische che sono riuscito a togliere quasi completamente.
  • Anche per la cottura, secondo me, un ora e mezza è più che sufficiente. 

Alla fine il risultato, a detta dei miei commensali, è stato eccellente ed il sapore quello tipico di questa preparazione. Il ripieno è risultato un po' asciutto visto che una parte del condimento è stato assorbito dalla carta forno mentre con una pirofila rimane sul fondo ma, mi chiedo, visto che i sapori c'erano, sarà stato un male?



lunedì 21 agosto 2017

SARDE DEL LAGO D'ISEO AL FORNO


Le sardine di acqua dolce si chiamano in realtà agoni ma sono comunemente chiamate così per la somiglianza con le sorelle di mare.
I laghi bresciani sono ricchi di questo pesce, in particolare il lago d'Iseo dove vengono pescate ed essiccate al sole. A Monte Isola, località divenuta famosa per The Folating Piers di Christo, è tipica questo tipo di lavorazione ed è facile vedere lungo le vie queste rastrelliere dove gli agoni vengono essiccati.
La ricetta tipica sono le sarde secche con polenta abbrustolita.
Le sarde fresche vengono preparate o alla griglia o con un ripieno a base di pane secco e formaggio grana, cotte al forno ed accompagnate dalla polenta. 


Ho scelto di preparare questa ricetta perché la ritengo la più gustosa in assoluto dove l'unica difficoltà consiste nella pulizia della sarde con l'eliminazione della lisca ricavando un unico filetto che deve essere aperto a portafoglio.
Vi assicuro che comunque il risultato che si ottiene è un piatto fantastico.


Con questa ricetta partecipo a 21 agosto 2017 giornata nazionale delle sarde del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

INGREDIENTI (per 4 persone)
Sarde
4 sarde grandi o 8 medie
150 g di burro
100 g di formaggio grana grattugiato
100 g di pane secco
Qualche rametto di prezzemolo
Qualche foglia di salvia
Una foglia di alloro
1 spicchio d'aglio
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
Polenta
250 g di farina formenton della Garfagnana
1 litro di acqua
Sale grosso

PREPARAZIONE
Sarde
Pulire le sarde. Squamarle se necessario e togliere tutte le pinne.
Aprirle lungo il ventre dalla testa fino alla coda. Eliminare le interiora e la lisca centrale prendendola all'altezza della testa e facendo scorrere le dita fino alla coda.
Sciacquare sotto l'acqua fredda, asciugarle e metterle da parte aperte a portafoglio.
Nel mixer mettere il pane raffermo, le foglie di prezzemolo, di salvia e di alloro e lo spicchio d'aglio. Tritare il tutto, aggiungere il formaggio grattugiato e amalgamare il tutto. Completare con sale e pepe.
In una teglia versare un poco di olio evo, stendere in uno strato solo le sarde con la pelle verso il basso. Distribuire uniformemente sopra il pesce la miscela di formaggio e pane. Coprire totalmente il trito con fette di burro.
Inserire la teglia nel forno già caldo a 160°C in modalità ventilata per una mezz'ora (dipende dalle dimensioni delle sarde e dal grado di coloritura che si vuole del ripieno).
Polenta
Portare a bollore l'acqua in una pentola capace, aggiungere il sale e abbassare la fiamma.
Versare a pioggia la farina mescolando velocemente con la frusta per un paio di minuti.
Portare la fiamma al minimo e coprire la pentola (in questo modo non è necessario continuare a mescolare).
Mescolare bene ogni 5 minuti e portare a cottura. Con la farina che ho usato la cottura è stata di ca. 50 minuti.

giovedì 17 agosto 2017

TROTA SALMONATA ALLA GIARDINIERA DI MORGAN


Quando ho letto sulla pagina Facebook del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge che Lidia del blog The Spicy Note, in collaborazione con Erica (blog Sapori e dissapori) organizzava una giornata alla Giardiniera di Morgan ho deciso immediatamente di parteciparvi.
Ho conosciuto la Giardiniera di Morgan 3 anni fa quando collaboravo con il mio amico del Vescovado Café di Brescia. Mi era stata proposta da un fornitore e subito sono stato colpito dalla dimensione e dalla bellezza dei colori delle verdure contenute nel vaso. Quando poi l'ho assaggiata me ne sono innamorato. La croccantezza e il sapore leggermente agre ma per niente invasivo mi ha conquistato.
Sabato 1 luglio mi sono presentato all'appuntamento con le organizzatrici e ci siamo avviati a Malo (VI)  presso i Cinque sensi. Una volta arrivati siamo stati accolti da Claudia che è stata il collegamento tra le organizzatrici e la famiglia Pasqual e ho avuto modo di conoscere le altre partecipanti: Vittoria (blog La cucina piccolina) che conosco da tempo, Paola (blog Prelibata), Lisa (blog Mum Cake Frelis) e Daniela (blog Timo e lenticchie).
Il programma prevedeva una visita al laboratorio, la spiegazione da parte di Morgan della storia della sua giardiniera e una degustazione.
Dopo le presentazioni con Morgan e sua moglie Luciana o dopo averci offerto un ottimo caffé, Morgan ci ha raccontato la storia sua e della sua giardiniera.
Morgan era lo chef del Ristorante 5 sensi e come accompagnamento per la soppressa e formaggi tipici serviva una giardiniera che era talmente apprezzata dai clienti che nasce l'idea di produrne una d'asporto per i clienti. Le richieste sono rapidamente aumentate fino a portare alla decisione nel 2012 di creare un laboratorio per la produzione della giardiniera di Morgan. L'anno successivo il ristorante chiude ma le giardiniere si moltiplicano. Prima con la giardiniera di Luciana e poi con le giardiniere dedicate ai figli che prendono spunto dai loro caratteri e dal loro aspetto fisico.
Infatti la giardiniera di Morgan è una ricetta agrodolce fresca e innovativa per le tipologie di verdure utilizzate mentre la giardiniera di Luciana è la versione sottolio della Morgan con un taglio delle verdure più piccolo e con l'aggiunta di cipolla e sedano.
La giardiniera di Giada è anch'essa sottolio e alle verdure della Morgan aggiunge sedano, cipolle viola, fagiolini e cipolle borrettane per una superiore varietà di colori e un sapore più deciso.
La giardiniera di Anna è la più aromatica visto che alla base della Morgan aggiunge il cipollotto, peperoncino e zenzero. (La mia preferita)
La giardiniera di Giovanni si distingue per la varietà e particolarità delle verdure che cambiano a seconda delle stagioni e dalla presenza della frutta.
Tutti gli ingredienti utilizzati hanno una filiera certificata, la lavorazione delle verdure è tutta manuale con la cottura effettuata al vapore con una tecnologia che ne salvaguarda consistenze e colori. Morgan non utilizza additivi chimici e conservanti.
Oltre alle giardiniere vengono preparati altri prodotti agrodolci quali: il radicchio tardivo di Treviso, gli asparagi bianchi, i funghi pioppini, le cipolline, i cipollotti, le cipolle viola con capperi, le uova di quaglia e i pomodorini. Non dimenticando anche 3 tipi di salse.
A seguire la visita in laboratorio con sorpresa. Erano state preparate delle postazioni e abbiamo preparato la nostra giardiniera, scegliendo e tagliando le verdure a nostra scelta, con il liquido di governo della Giardiniera di Morgan. Uno l'ho aperto in occasione di questa ricetta. Fantastica.
Abbiamo poi degustato i vari prodotti con vari abbinamenti e ne siamo stati tutti estasiati.
Devo un grosso ringraziamento a Lidia per avermi dato la possibilità di partecipare a questo evento e a Morgan e la sua fantastica famiglia per averci fatto conoscere meglio un prodotto che è di diritto nelle produzioni italiane di food.


























L'idea di questo piatto mi è stata data direttamente da Morgan quando sono andato a trovarlo un paio di settimane fa per presentargli un amico.
Secondo Morgan la sua giardiniera poteva stare bene con del salmone cotto con il liquido di governo della giardiniera stessa. Ci ho pensato e l'ho preso come spunto per la realizzazione di questo piatto.
Ho marinato parte del filetto con il liquido di governo con l'aggiunta di rametti di timo con un risultato delicato e profumato.
Con la cottura del trancio in "due tempi" ho ottenuto il lato della pelle cotto e croccante, la parte superiore ben cotta e la parte centrale calda ma ancora cruda.
A detta delle mie ospiti fantastica.






INGREDIENTI (per 4 persone)
4 filetti di trota salmonata
Giardiniera di Morgan
Rametti di timo
Olio extra vergine d'oliva
Pepe

PREPARAZIONE
Tagliare ogni filetto ricavando un trancio di ca. 4-5 cm dalla parte verso la testa.
Eliminare con attenzioni le eventuali lische residue.
In un contenitore sufficientemente grande da contenere le code dei filetti in un solo strato versare qualche cucchiaio del liquido di governo della Giardiniera di Morgan fino ad avere uno strato di 2-3 mm. Posizionare i filetti con la pelle verso l'alto, aggiungere qualche rametto di timo, chiudere con la pellicola e lasciare marinare 3-4 ore in frigorifero.
Trascorso tale tempo togliere i filetti dalla marinatura e asciugarli.
Versare il liquido di governo in un pentolino.
Tagliare a carpaccio i filetti di trota marinati, metterli nei piatti con qualche verdura della giardiniera di Morgan.
Scaldare il liquido di governo della giardiniera fino quasi a bollore.
Versare in una padella un filo d'olio evo e farla scaldare il più possibile.
Posizionare i tranci con la pelle a contatto della padella.
Quando la pelle sarà croccante, abbassare la fiamma e versare sopra i tranci il liquido di governo caldo.
Togliere immediatamente dalla padella e aggiungerli completando i piatti

martedì 30 maggio 2017

FRITTO MISTO - MARE E ORTO


























Personalmente ritengo il fritto come uno dei cibi più buoni.
Quando ho letto le date del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge e ho visto che c'era il giorno dedicato al fritto misto ho deciso che avrei partecipato.
Avevo una mezza idea di cosa avrei messo nel fritto misto, pesce e verdure, e ero indeciso solo quale "pesciolino" fare. Quando gestivo la Club House del centro tennis in Castello a Brescia mi chiedevano spesso di fare i latterini e dire che erano graditi è dir poco. Del resto, le volte che posso andare a fare 2-3 giorni di relax a Rapallo con gli amici mi chiedono sempre di fare le alici del Tigullio fritte, piatto tipico dei ristoranti della zona. Non so perché ma preferiscono quelle che faccio io. 
Alla fine ho deciso per le alici visto che le ho trovate provenienti dal mar Ligure e, per di più, già pulite.


I gamberoni li ho scelti più che altro per rendere più ricco e scenografico il piatto.
Ho trovato poi delle belle mazzancolle medie per cui non è stato difficile aggiungerle.
La Manu voleva poi i "ciuffetti" di seppia, praticamente le teste e i tentacoli; le ho acquistate piccole e già pulite e le ho separate dal corpo tagliando quest'ultimo in due.
Per ultimo ho acquistato dei calamari piccoli perché non mi piacciono gli anelli troppo grossi; anche a questi ho tolto testa e tentacoli e ho tagliato il corpo facendo degli anelli.


Per le verdure, a parte i fiori di zucchina e la salvia che non possono mancare, ho optato per zucchine, carote, cipolle, carciofi e ciuffi di cavolo verde. Alla Manu erano però piaciute molto le patate come le avevo fatte quando ho fatto i rolls per cui alla fine ho aggiunto anche quelli.
Chiaramente io ho scelto queste ma se ne possono fare tante altre. 
Il problema più grosso che si ha quando si frigge in casa è avere un fritto croccante e, visto che non si riesce a farlo in un colpo solo, mantenerlo così fino al servizio. 
Per il fritto croccante è basilare la temperatura dell'olio e, avendo l'induzione, oramai mettendo sul 7 sono sicuro di avere una temperatura tra i 170 e i 180 °C, per cui quando metto gli alimenti a friggere vado per una trentina di secondi sull'8 mentre se c'è una pausa nella frittura scendo al 6.
Ho letto tanti suggerimenti ma quello che ho avuto modo di sperimentare e che dà un risultato accettabile è asciugare bene il fritto e mantenerlo su una placca in forno ventilato a 80°C tenendolo coperto.
In questo caso ho utilizzato una padella e una pentola in modo da ridurre i tempi di frittura.
Per mantenere il più possibile pulito l'olio ho fritto prima le patate, poi le alici che erano solo infarinate e in ultimo pescato e verdure in pastella.


Questa volta non dico i pareri delle mie ospiti ma, mentre friggevo, mi sono detto che forse ne avevo fatto troppo. Eravamo in 3 con le dosi che ho indicato per 4 persone e sono avanzate solo 4 o 5 pezzetti di verdura

Con questa ricetta partecipo a 30 maggio 2017 giornata del Fritto Misto del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

lunedì 2 gennaio 2017

MOSCARDINI IN UMIDO


Eccomi con la prima ricetta del 2017.
Questo è un piatto che avevo in mente di fare da diverso tempo.
La decisione di prepararlo è venuta dopo la mia seconda visita della Garfagnana avvenuta ai primi dello scorso novembre dove, tra le altre, ho avuto modo di visitare il Mulino di Piezza attivo dal 1736 e, come allora, le macine n pietra sono attivate dalle acque del Serchio.
Il proprietario, Aldo Bacci, produce farina di castagne, grano farro, segale, orzo e, in particolare, di formenton otto file, varietà di granturco locale di colore rosso arancio che coltiva personalmente e con un gusto eccellente.
Volevo provare la polenta fatta con questo formenton e avevo scelto di abbinarla allo stracotto d'asino che, come ben sa chi mi segue su FB, è stato oggetto di furto da parte della mia povera, piccola micia, Thea.


Come detto era un po' di tempo che volevo fare i moscardini che, quando avevo occasione di andare a Nizza per lavoro, ho mangiato spesso a Savona, sul lungo mare Corso Cristoforo Colombo, al Ristorantino di Mauro. Ora so che si è trasferito in una nuova sede, sempre lungo mare in Corso Vittorio Veneto 63 r; lo consiglio perché si mangia solo pesce che ha trovato al mattino al mercato, cotto benissimo, con la cortesia e simpatia del proprietario cuoco.
I moscardini sono molluschi simili al polipo ma decisamente più piccoli visto che un adulto può raggiungere una lunghezza massima di una quarantina di cm disteso e si differenzia altresì per avere lungo i tentacoli una sola fila di ventose. Hanno una carne meno pregiata di quella del polipo ma in umido o alla griglia sono comunque una delizia per il palato.


INGREDIENTI (per 4 persona)
Moscardini
600 g di moscardini
1 bicchiere di vino bianco secco
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino piccolo
2 bicchieri di passata di pomodoro
Un rametto di rosmarino
Un paio di foglie di alloro
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
Polenta
300 g di farina formenton 8 file arancio
1,5 litri di acqua
Sale grosso

PREPARAZIONE
Moscardini
Consiglio di prendere dei moscardini già puliti. Verificare che non siano più presenti gli occhi altrimenti toglierli con un coltellino. Passare i moscardini sotto l'acqua corrente quindi asciugarli bene.
Versare l'olio evo in una pentola a fiamma bassa, aggiungere l'aglio, il peperoncino, il rosmarino e l'alloro e lasciare andare per una decina di minuti. Togliere gli aromi versare i moscardini e farli cuocere per un paio di minuti quindi sfumare con il vino bianco. Aggiungere la passata di pomodoro e portare a cottura i moscardini a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto. Il tempo dipende dalla dimensione degli stessi. Nel mio caso, erano moscardini da 150-170 g, sono stati necessari una trentina di minuti. 
Polenta
Portare a bollore l'acqua in una pentola capace, aggiungere il sale e abbassare la fiamma.
Versare a pioggia la farina mescolando velocemente con la frusta per un paio di minuti.
Portare la fiamma al minimo e coprire la pentola (in questo modo non è necessario continuare a mescolare).
Mescolare bene ogni 5 minuti e portare a cottura. Con la farina che ho usato la cottura è stata di un ora circa.

venerdì 16 novembre 2012

FILETTO DI MERLUZZO CON SALSA DI PEPERONI


Il colore scelto per questo mese di novembre da Valentina e Cinzia per il loro contest "Colors & Food What Else?" è Bright Orange - Arancione brillante.
Tra le tante cose che mi accomunano a mia moglie c'è la passione per il colore arancio e non potevo quindi esimermi dal partecipare. 
Mi piacciono molto i peperoni e li abbino spesso con il pesce. Qualche volta riesco a trovare dalla mia fruttivendola dei peperoni arancioni ma non è stato così questa volta; ho abbinato quindi dei peperoni gialli e rossi.
La scelta del merluzzo è invece dovuto al fatto che volevo un filetto con un certo spessore ma che non fosse salmone e visto quello che era disponibile in pescheria è stata una scelta praticamente obbligata.







Con questa ricetta partecipo al contest di My taste for food e Essenza in cucina - Bright Orange

mercoledì 27 giugno 2012

UMAK - I LOVE ISTRIA



Non sono mai stato in Istria ma è sicuramente uno dei posti dove vorrei andare.
Quando ero ragazzo i genitori del mio amico Luciano mi avevano più volte invitato a trascorrere le vacanze con loro a Medulin, località molto vicina a Pola.
Per questioni familiari non sono mai potuto andare ricordo benissimo come decantava la cucina istriana, soprattutto quella di mare, il padre del mio amico
Negli ultimi anni mio fratello passa spesso i weekend estivi lungo le coste istriane ed anche lui mi decanta sempre la cucina di mare di quei luoghi.
Ho visto solo negli ultimi giorni il contest di Ambra e Claudia e mi rammarico di non aver partecipato alla parte dedicata ai piatti di terra ma ho voluto rimediare con questa ricetta.









 
Con questa ricetta partecipo al contest "I love Istria - Blu - I sapori del mare" de Il gatto ghiotto e da Verde Cardamomo

venerdì 4 maggio 2012

TROTA AL FORNO IN CROSTA



Abito in una provincia ricca di laghi e fiumi e, di conseguenza, di molte ricette a base di pesce d'acqua dolce.
A Montisola, l'isola lacustre più grande d'Europa, ci sono ancora pescatori che fanno seccare le sardine al sole e poi vengono conservate in barili.

Foto dal web
A Clusane, sempre sul lago d'Iseo, è tipica la tinca al forno; sul Garda il coregone alla griglia o in carpione ed il luccio alla gardesana; sul lago d'Idro gli straordinari filettini di pesce persico fritti.
Nonostante questo non ho ancora postato alcuna ricetta con pesce d'acqua dolce e come prima ricetta ho pensato alla trota, pesce che mi piace particolarmente.
Questa ricetta ha una preparazione e una cottura semplicissima.
















In questo caso ho acquistato in pescheria i filetti già pronti.


venerdì 23 marzo 2012

FILETTO DI PESCE PERSICO CON SALSA DELLA PASSIONE


Nonostante i molteplici impegni che mi hanno portato a trascurare la cucina ed il blog, anche questo mese non ho potuto non partecipare a "Recipe-tionist" organizzato da Flavia di Cuocicucidici.
Per il mese di marzo il blog dove scegliere la ricetta da riproporre è Murzillo Saporito di Valeria e fin dall'inizio ho cominciato a girovagare tra le tante ricette proposte. Ogni volta che incontravo una ricetta interessante e che avrei riproposto volentieri, la salvavo in un'apposita cartella dei preferiti e, alla fine, mi sono ritrovato a scegliere tra ben 12 ricette.
Non è stato semplice sceglierne una ed intanto il tempo passava ed alla fine ho scelto questa perché adoro l'abbinamento, che più volte ho proposto, pesce e frutta.







Ho quindi riproposto esattamente la ricetta di Valeria che trovate qui con la sola aggiunta di un pezzetto di zenzero grattugiato.
Mia considerazione è che si tratta di un ottimo abbinamento ma trovo la salsa un po' troppo dolce.
Rifarò sicuramente questa ricetta aggiungendo una punta agra ed avrei pensato, per rimanere in un tema esotico tropicale, all'aggiunta del succo di un lime. Secondo me la salsa raggiungerebbe un sapore agro dolce che le darebbe una marcia in più.


 Con questa ricetta partecipo a "The Recipe-tionist" di Marzo ospitato da Murzillo Saporito