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lunedì 27 novembre 2017

TARTARE DI POMODORINI DI PACHINO CON FILETTO DI ORATA


L'AIFB - Associazione Italiana Food Blogger in collaborazione con il Consorzio del pomodoro di Pachino IGP, per celebrare l'eccellenza di questo prodotto hanno organizzato per oggi, lunedì 27 dicembre 2017, una sorta di Flash Mob. I soci dell'AIFB che lo desiderano pubblicano oggi sui loro blog una ricetta inedita che ha come protagonista il pomodoro di Pachino.
Il pomodoro di Pachino è caratterizzato dalla forma a ciliegia su un grappolo a spina di pesce e da un colore molto intenso. Contiene significative quantità di licopene, un antiossidante di cui diversi studi scientifici hanno dimostrato le sue qualità salutistiche (qui). 


Ho una vera passione per le tartare siano di carne o di pesce che adoro abbinare con la frutta.
Questa volta, approfittando della consistenza e della compattezza della sua polpa ho voluto mettere al centro del piatto una tartare di pomodoro di Pachino dove l'orata e la salsa di porro servono solo a dare supporto a quello che è il vero protagonista del piatto.





Con questa ricetta partecipo al contest: Flash Mob: A tutto Pachino 2017



lunedì 19 giugno 2017

PANZANELLA CLASSICA


La panzanella, piatto tipico toscano, è uno di quei piatti che volevo fare da diverso tempo e quando ho visto che nel Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge mi sono deciso a farla.
Ho avuto modo di mangiare la panzanella diverse volte ma quasi mai nella sua forma classica. Qualche volta una crema, altre volte ingredienti in aggiunta ma quasi sempre "condita" termine appreso da una cara amica, Patrizia del blog Andante con gusto.
C'è una particolarità che ci accomuna; io, tanti anni fa mi sono trasferito da Siena a Brescia e lei ha fatto il percorso inverso. Chi indovina chi ci ha guadagnato?


Tornando alla terminologia in suoi 2 post sulla panzanella (1 e 2) Patrizia spiega, chiaramente ed in maniera integralista, che la panzanella è una ed una sola. Tutto il resto è condito.
Visti i presupposti non me la sono sentita di farne una condita anche se, da un po' di tempo, un'idea me l'ero fatta. Sicuramente la prossima sarà condita con buona pace di Patrizia.
Comunque la versione che propongo è esattamente la sua sia nelle dosi che nel procedimento ed è veramente buonissima e adatta al periodo di calore che stiamo attraversando sia per la freschezza che per la rapidità di preparazione.


Recentemente ho mangiato la panzanella classica circa un mese fa quando ho partecipato con altre blogger a un weekend in Garfagnana e abbiamo cenato presso l'osteria Vecchio Mulino.
Era veramente buona e mi ha fatto piacere quando la mia prima critica, dopo avere assaggiato questa, mi ha detto che, secondo lei si avvicinava molto a quella del mitico Andrea.
Sia io che mia moglie avremmo preferito il pane un poco più grande e leggermente più croccante ma, vi assicuro, si tratta di inezie.



venerdì 9 giugno 2017

CARPACCIO DI CARNE SALADA CON LA GIARDINIERA DI GEMMA


Ho aperto questo blog nell'ottobre del 2010 e a gennaio del 2011 ho postato la Carne Salada nella versione cotta. Se guardo i miei primi post inorridisco sia per le fotografie che per i testi ma, vediamola in positivo, significa anche che sono cresciuto.
La carne salada è un piatto tipico del Trentino, in particolare, della zona che comprende Riva del Garda e Arco di Trento.
Nei locali della zona viene proposta sia nella versione cotta, accompagnata da fagioli, sia nella versione cruda con la giardiniera. 
All'epoca avevo proposto la versione cotta; stavolta, con l'occasione della Giornata del Carpaccio del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge, propongo la versione cruda visto che non è altro che un carpaccio di carne salada.
La carne salada viene ottenuta mettendo sotto salamoia la fesa di bovino adulto, taglio di carne magrissimo. Infatti la carne salada parti grasse inferiori al 1% ed è quindi adatta nelle diete. 










Per la giardiniera di accompagnamento ho voluto preparare la ricetta che mi ha dato Gemma dell'Azienda Agricola Cerasa in Garfagnana.
Recentemente ho avuto ancora occasione di trascorrere qualche giorno in Garfagnana cosa che mi era capitata in altre due occasioni nell'ultimo anno e mezzo.
Ho avuto modo di apprezzare i luoghi ma, soprattutto, le persone, orgogliose del loro territorio e tutte impegnate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti. Farro, castagne e relativa farina, formenton 8 file, e tanti altri prodotti che hanno in comune la qualità e l'amore con cui vengono coltivati e trattati. Per me la Garfagnana è stato un colpo di fulmine e, visto che l'ultima volta è venuta anche Emanuela, lo è stato anche per lei.


Tra le tante realtà conosciute in queste visite un posto di riguardo lo riservo all'Azienda Agricola Cerasa nel comune di Pieve Fosciana, di proprietà della Regione Toscana data in affidamento alla Comunità Montana Garfagnana e da questa data in gestione alla famiglia Cavani composta da Ombretta, titolare della gestione, e i genitori Mario e Gemma. Mario oltre ad essere un allevatore di rara esperienza è anche un norcino e i suoi salumi sono eccellenti. Gemma... beh, Gemma è Gemma. In questa località si sta portando avanti con successo un progetto per la reintroduzione nel territorio della pecora Garfagnina, razza che non ha una lana particolarmente pregiata ma, in compenso, produce un latte la cui composizione consente di ottenere ottimi formaggi con minori quantità.
Nella tenuta vi sono un infinità di castagni secolari ed è anche possibile adottarne uno (informazioni qui)
Tutte e tre le mie visite in Garfagnana si sono concluse con un pranzo presso l'Az. Agricola e abbiamo sempre mangiato piatti semplici ma veramente buoni. Da subito sono stato conquistato dalla giardiniera di Gemma e alla mia seconda visita ho chiesto e ottenuto la ricetta.
Da allora mi ero ripromesso di farla ma avevo sempre rimandato.
L'occasione della giornata del carpaccio è stata troppo propizia per non provarci.








La ricetta che segue è quella dettatami da Gemma.
In questa occasione ho voluto sostituire l'aceto bianco con quello di mele. Personalmente il risultato mi ha soddisfatto mentre Emanuela, che preferisce sapori più agri, mi ha "intimato" di attenermi alla ricetta di chi ha molta più esperienza di me anche se concorda con me che la prossima volta che farò questa giardiniera, perché è sicuro che la rifarò, accorcerò i tempi di cottura di una decina di minuti. Questo perché entrambi preferiamo le verdure un po' più croccanti tenuto conto che durante il raffreddamento la cottura continua.
La dimostrazione è data che nel prepararla avevo dimenticato di mettere in pentola le cime di cavolfiore cosa che ho fatto al termine della cottura e queste si sono cotte ma sono rimaste croccanti.



martedì 2 maggio 2017

FRITTATA CON VERDURE
























Oggi, per il Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge è la giornata dedicata alla frittata.
Le uova sono da sempre uno dei miei alimenti preferiti.
Quando arrivo a casa alla sera e non ho idee su cosa mangiare il mio rifugio sono le uova: stapazzate, sode, all'occhio di bue, non c'è problema, mi piacciono in qualunque modo.
Tra questi c'è, naturalmente, la frittata fatta con qualunque cosa siano formaggi, verdure o altro.Quando preparavo, nel bar di un amico, gli stuzzichini da abbinare all'aperitivo potevo variare tutto ma la frittata era sempre presente. Preparata in una teglia e infornata mi garantiva sempre un ottimo risultato.Anche a casa, dopo una prima cottura in padella, la completavo al forno senza girarla.



Questa volta l'ho preparata tutta sul fuoco girandola circa a metà cottura e mi è venuta abbastanza bene.Nella frittata io uso aggiungere un po' di birra perché la rende soffice e spumosa anche se la superficie risulta irregolare. Del resto quando incorporo la birra mescolo il minimo indispensabile per non disperdere i gas per cui ci possano essere zone che si gonfiano meno di altre.
In aggiunta all'uovo ho messo le mie verdure preferite ma, come detto, ci puoi mettere di tutto. Ad esempio per me è buonissima inserendo della salamella sgranata fatta saltare leggermente in padella.



Con questa ricetta partecipo a 2 maggio 2017 giornata della frittata del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge



martedì 11 aprile 2017

TORTINO DI ASPARAGI




Nell'estate di 2 anni fa ho avuto occasione di partecipare a un tour organizzato dall'AIFB presso le cantine Mazzei a Fonterucoli in provincia di Siena. In quella occasione ho avuto l'opportunità di conoscere lo chef  Lorenzo Baldacci dell'Osteria di Fonterucoli e di apprezzarne la cucina.
Periodicamente ricevo una mail di aggiornamento dei prodotti delle Cantine Mazzei e, a volte, c'è anche una ricetta di Lorenzo. Ai primi di questo mese c'era come ricetta il tortino agli asparagi bianchi. Ho subito deciso di prendere spunto per farne una mia versione.


Ho scelto gli asparagi verdi perché quelli bianchi che avevo trovato erano piuttosto bruttini.
Ho preferito fare la brisè anziché la frolla solo perché la preferisco.
Ho voluto aromatizzare il ripieno con della buccia d'arancia perché, secondo me dona un tocco di profumo al piatto.
Il tortino ha un sapore fantastico a detta sia di mia moglie che dall'assaggiatrice ufficiale.
Peccato che mi si siano seccate le punte degli asparagi perché altrimenti sarebbero stati anche belli.


Con questa ricetta partecipo a 11 aprile 2017 giornata dell'asparago del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 g di asparagi verdi
4 dischi di pasta brisè italiana (vedi in fondo al post)
100 g di ricotta
1 cucchiaio di panna
2 uova
Buccia di arancia grattugiata
3 cucchiai grana grattugiato
Sale
Pepe
Rametti di rosmarino

PREPARAZIONE
Lavare gli asparagi e eliminare la parte inferiore.
Cuocerli per 10 minuti in abbondante acqua salata quindi scolarli e immergerli per qualche minuto in acqua ghiacciata.
Mescolare in una ciotola la ricotta, la panna, 2 cucchiai di formaggio grattugiato e la buccia grattugiata di un arancia. Aggiustare di sale e pepe.
Tagliare gli asparagi a pezzetti tenendo da parte 4-5 punte per ogni stampino per la decorazione.
Stendere con un mattarello la pasta brisè fino ad ottenere una sfoglia di 2 mm ca. di spessore; ricavare 4 dischi di diametro doppio rispetto a quello dello stampino.
Ungere 4 stampini e foderarli con la pasta brisè. Disporre sul fondo i pezzetti di asparagi fino a metà stampino. Completare con la farcia, spolverare la superficie con il restante grana grattugiato e completare posizionando le punte di asparago avvolte con carta stagnola.
Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 10 minuti e per altri 15 minuti a 175°C. (*)
Servire tiepidi o freddi decorando con rametti di rosmarino.
(*) I tempi cambiano per ogni forno; il consiglio è quello di controllare spesso. I tortini nelle fotografie sono stati cotti a 175°C per 25 minuti come da ricetta di Lorenzo e a 200°C per altri 10 ma le punte di asparago si sono un po' seccate.

PASTA BRISE'  ITALIANA (Ricetta ricavata da qui)
Ingredienti
250 g di farina a media forza
125 g di burro
80-85 g di acqua fredda
5 g di sale
Preparazione
Sbriciolare con le dita il burro e la farina creando una specie di sabbia. Aggiungere il sale e mescolare. Unire l'acqua un cucchiaio alla volta e impastare fino ad ottenere un panetto liscio e compatto. Coprire con la pellicola e fare riposare almeno mezz'ora prima dell'utilizzo.

sabato 27 settembre 2014

CUPOLA DI RISO CON SORPRESA






Quando ho visto che la vincitrice dell'MTC di luglio era Annalena del blog Acquaviva scorre ero sicuro che ci avrebbe proposto per la sfida di settembre qualcosa che avesse a che fare con l'Oriente. Quando aveva vinto la volta precedente aveva scelto il Kaki-Age e questa volta cosa si sarebbe inventata? Tra l'altro aveva anche tutto agosto per pensarci.
Arrivato il fatidico 5 settembre ho letto che il tema della sfida era il riso in 3 dei molteplici tipi di cottura.
Ho subito pensato di coinvolgere il ragazzo di mia figlia Jianou, per tutti noi Ou, che è cinese e lavora in un Take away di gastronomia cinese. Era diverso tempo che volevo fare qualcosa con lui. Ho chiesto a Rossella se era disponibile e, compatibilmente con i nostri impegni, ci siamo ritrovati una sera a cucinare. Precedentemente avevo analizzato con Rossella cosa avremmo potuto preparare e alla fine ci ha convinto questa cupola di riso con all'interno una sorpresa.
Che sorpresa? L'uovo in camicia.
Volevo anche aromatizzare il riso per cui ho pensato allo zenzero che purtroppo non ho trovato fresco. Per controbilanciare i sapori abbastanza decisi di zenzero, olio al peperoncino e prosciutto crudo ho pensato a qualcosa di leggermente "dolce" come i piselli che tra l'altro danno una bella nota cromatica.


Ci siamo accordati che io avrei procurato tutti gli ingredienti tranne il riso a cui avrebbe pensato Ou.
Il riso acquistato da Ou è un Fragrant Thai Dancer, varietà del riso Jasmin. Un riso aromatico naturale di grande qualità che viene coltivato in Thailandia caratterizzato da chicchi lunghi e affusolati ricco di elementi nutritivi e durante la cottura inonda l'ambiente di un piacevolissimo aroma nel mio caso con l'aggiunta del profumo dello zenzero. Questo riso lo si può trovare anche confezionato da aziende italiane.


Alla fine ci siamo divisi i compiti con Ou che si sarebbe occupato del riso e di tutto quanto prevedesse l'uso del coltello.
Vederlo all'opera è uno spettacolo.
Pensavo di non cavarmela male ma dopo che ho visto lui mi sono dovuto ricredere.
Vedere come ha tritato il prosciutto e, soprattutto, come ha spellato i peperoni è stato uno bello e istruttivo.
A proposito di istruttivo qualche mese fa gli ho fatto eliminare la pelle a un filetto di salmone e ho scoperto un trucco che consente di rendere la cosa quasi banale. 
Naturalmente devo ringraziare Rossella che, oltre a darci una mano (non sta ferma neppure a legarla), ha provveduto a fare da traduttrice anche se a volte non c'è stato bisogno di parlare perché arrivavamo ambedue alla stessa conclusione.

venerdì 28 giugno 2013

INSALATA DI RISO COME PIACE A MIA MOGLIE


Siamo giunti alla quarta sfida di "Tutti cuochi per te" lanciata da Ponti a mezzo della pagina Facebook Cuochi di fulmine.
Il titolo di questa sfida è: Hey, sono un cuoco a 5 stelle.
Per il piatto proposto è indispensabile l'utilizzo dei seguenti ingredienti:
- riso a scelta
- pesce/crostaceo (preferibilmente del mare Adriatico)
- basilico
- almeno due prodotti Ponti a scelta
Inizialmente avevo pensato di fare un risotto ma mentre mi aggiravo tra le corsie del supermercato guardando i prodotti della Ponti mi è venuto in mente che mia moglie, quando si prepara l'insalata di riso, utilizza i vasetti Peperlizia di insalata per riso e, visto che qualche giorno fa aveva espresso il desiderio di mangiare l'insalata di riso, ho pensato di prendere i classici due piccioni con una fava.


Di norma l'insalata di riso che preparo io è decisamente diversa ma devo sempre considerare che non sono il solo a mangiarla e se dall'altra parte non c'è la benché minima intenzione di assaggiare la mia, devo necessariamente fare buon viso a cattivo gioco.
Visto che è espressamente richiesta la presenza nella ricetta o di pesce o di crostacei, per rendere l'insalata di riso più ricca e, forse, meglio presentabile, ho aggiunto delle code di mazzancolla, di cui ne ho lasciate 4 per porzione intere e le altre tagliate a pezzetti ed aggiunte all'insalata; inoltre della senape di Digione a contrasto della glassa di aceto balsamico e un olio al basilico.
Ho fatto assaggiare questa insalata di riso a mia moglie con l'esclusione della senape perché a lei non piace (lo so, lo so, detta alla Carotone "è un mondo difficile") e l'ha trovata decisamente buona.


Con questa ricetta partecipo alla quarta sfida di "Tutti cuochi per te" di Ponti


domenica 7 ottobre 2012

SOUFFLE' DI FUNGHI E PATATE


Ho scoperto la raccolta Abbecedario culinario d'Italia solo a settembre, dopo che erano state "visitate" diverse regioni. Sono riuscito a partecipare per la lettera R (Roma e Lazio) con la pasta Cacio e pepe e per la S (Siracusa - Sicilia) con le Sarde alla beccafico. Con queste ultime ho avuto il piacere di vedere una mia fotografia scelta come testimonial della lettera S.
Adesso è il turno della lettera T (Trieste- Friuli Venezia Giulia) ospitato dal blog Fiordisale.
Ho sottoposto a mia moglie alcune ricette tipiche friulane trovate sul web e, alla fine, ha scelto questo soufflé.
Ero abbastanza sicuro che avrebbe scartato alcune ricette per la presenza di uvetta o canditi che a lei proprio non piacciono mentre funghi e patate è come ... un rigore a porta vuota.
Ho variato un po' le dosi che avevo trovato perché mi sono sembrate un pochino strane; erano indicate per 4 persone quando con la stessa quantità ho preparato 12 porzioni.
Mi scuso per aver dovuto lasciare il soufflé nella cocottina per fotografarlo ma purtroppo, una volta tolto dal forno si sgonfiano velocemente











Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette del Friuli Venezia Giulia, dal blog Fiordisale.


Con questa ricetta partecipo al contest di My taste for food e Essenza in cucina - Brown like Autumn



sabato 18 agosto 2012

CIPOLLINE ALLA GRIGLIA ALL'ACETO BALSAMICO


Per il ritrovo di famiglia di Ferragosto, quest'anno da mia cugina Noemi, tra le altre cose ho preparato anche queste cipolline grigliate al barbecue e finite di cuocere in pentola.
Tempo fa avevo già postato le cipolline in agrodolce ma questa volta ho voluto fare alcune varianti.
Per prima cosa volevo dare una nota affumicata che solo la cottura al barbecue ti può dare e la nota agro dolce la volevo meno agre ed un po' più dolce. Per questo ho utilizzato sia l'aceto balsamico che l'aceto di vino.
Anche la salsa ottenuta, data la presenza dell'aceto balsamico, è risultata più cremosa.
Il sapore ottenuto è vicino a quello che desideravo; penso che siano ideali a chi piacciono le cipolline ma non gradiscono molto il sapore agro.
con il senno di poi penso che la prossima volta sostituirò il sale con la salsa di soia
E' un antipasto che si prepara davvero con un minimo impegno, l'unica attenzione è nel momento della grigliatura e nel finale della cottura in pentola, ma dal risultato davvero soddisfacente.












domenica 3 giugno 2012

FRITTURA DI VERDURE MISTE


Oggi doveva essere una delle poche domeniche in cui potevo evitare di mettermi ai fornelli.
Infatti, ieri, Emanuela mi ha detto che avrebbe preparato lei il pranzo perché aveva voglia di mangiare le "sue" polpette.
Ma secondo voi potevo evitare di preparare qualcosa? Certo che no e, approfittando del fatto che oggi scade il termine per il contest di Donatella del blog Fiordirosmarino - Io amo le verdure - ho pensato di preparare, come antipasto, questa frittura mista di verdure. 





Ho utilizzato, zucchine, carote, fiori di zucca e foglie di salvia e come pastella la versione che avevo a suo tempo già utilizzato per il Kaki-Age.
Visto che tra gli ingredienti ci sono i fiori di zucca e che il tema del contest di Essenza in cucina e My taste for food, per il mese di giugno, è Petali nel piatto, approfitto per partecipare anche al loro contest.
Una curiosità, Cinzia, di Essenza in cucina, è stata la vincitrice del premio speciale del mio contest "Dolci in monoporzione" e, come premio, le ho inviato il libro "Mia nonna mangiava i fiori" scritto dal famoso pasticciere Igino Massari; ebbene, non so perché, ma me lo sentivo che uno dei temi che sarebbero stati proposti avrebbe riguardato i fiori.







Con questa ricetta partecipo al contest di Fiordirosmarino - Io amo le verdure


Con questa ricetta partecipo al contest di Essenza in cucina e My taste for food - Petali nel piatto


domenica 20 maggio 2012

BUDINO SALATO AI PISELLI CON GELATO AL GORGONZOLA, CIALDA DI GRISSINO AL SESAMO E PESTO DI NOCCIOLE


Gennaio 1996. Era l'ultima sera di una splendida vacanza di due settimane a Varadero - Cuba che mi era stata regalata dal mio amico Mauro. La prima settimana l'avevamo trascorsa insieme ad altri 4 amici di Mauro mentre la seconda eravamo rimasti noi due.
Nonostante avessimo la cena compresa nel pacchetto dell'Hotel non ne abbiamo usufruito nemmeno una volta. La prima settimana ogni sera provavamo un locale diverso mentre la seconda abbiamo sempre cenato in un locale, situato vicino al mare ma un pochino defilato dalla zona più turistica, dove proponevano la cucina tipica creola che ci aveva subito conquistato.
Fin dalla prima sera eravamo entrati in simpatia con Manuel uno dei camerieri.
Lui qualche parola in italiano la parlava, io facevo lo stesso con lo spagnolo, Mauro, incredibilmente, riusciva a farsi capire di più quando parlava il dialetto bresciano di quando parlava l'italiano. Comunque, tutte le sere, da questa miscelanea di lingue, venivano fuori conversazioni anche abbastanza prolungate.
Avevamo saputo, tra le altre, che Manuel era stato per qualche anno pilota della Cubana de Aviacion ma che aveva smesso quando aveva deciso di sposarsi per andare a fare il cameriere. Restammo molto sorpresi ma ci spiegò che quello che prendeva solo di mance dai turisti in un mese era ben superiore dello stipendio da pilota e per di più in dollari e non in pesos. Questo gli consentiva di fare una vita più che decente con la moglie e i due figli.
Tornando a quell'ultima sera Mauro al termine della cena fece capire a Manuel che gli sarebbe piaciuto mangiare come dolce un budino. E Manuel "Pudín. No hay problema. Espera un poco".
Vidi Manuel allontanarsi, parlare con il suo capo, fece una telefonata ed uscì all'esterno da una porta secondaria. Mentre continuavamo a parlare tra noi e le nostre due amiche, attraverso la finestra, con la coda dell'occhio, vidi Manuel allontanarsi in bicicletta.
Passò del tempo, almeno una mezz'ora, quando rividi ritornare Manuel con appoggiato sul manubrio un pacchetto.
Dopo poco Manuel venne al nostro tavolo dicendoci che di lì a poco avrebbe portato i budini ed infatti dopo una decina di minuti arrivò con i nostri 4 tremolantissimi budini.
Per curiosità gli chiesi dove fosse andato in bicicletta. Mi rispose che al ristorante non avevano gli ingredienti per farli ma sapeva che sua moglie li aveva sempre in casa perché ne era golosa e li preparava spesso. Aveva quindi fatto avvisare sua moglie da una vicina che aveva il telefono, di preparargli 4 budini ed era andato a prenderli. L'ulteriore attesa era dovuta alla necessità di metterli in ghiacciaia per farli rapprendere un poco.
Inutile dire che restammo di stucco. Avrebbe potuto dirci che non ne avevano ed invece si era ingegnato per accontentarci. Fu uno dei primi assaggi della simpatia, affabilità e disponibilità della popolazione cubana e che potemmo constatare anche nei viaggi successivi.


Questo mese il tema della sfida dell'MTC, proposta da Acquolina, sono i budini salati.
Anche questa volta ho dovuto realizzare qualcosa che non avevo mai fatto né dolce né, tanto meno, salato.
Quando ho letto il tema della sfida ho pensato subito a questa combinazione di contrasti:
- il caldo del budino con il freddo del gelato
- il gusto morbido del budino con quello deciso del gelato
- la morbidezza di budino e gelato con la croccantezza del pesto di nocciole e la cialda al sesamo.
Tra l'altro il gelato al gorgonzola è un po' che mi frullava in mente pensando di abbinarlo a del pesce, cosa che in futuro sicuramente farò, ma la tentazione di abbinarlo al budino è stata troppo forte.



È doveroso precisare che questa volta il piatto è stato realizzato a quattro mani in quanto la realizzazione del gelato è merito di mia moglie Emanuela. 
Questa volta non sono riuscito a fare assaggiare questo piatto a mia suocera perché quando l'ho portato in tavola mi ha guardato e mi ha detto: "Io il budino verde non lo mangio; io mangio solo il budino marrone e molto dolce". È proprio vero ... si torna bambini.
Concludo facendo due considerazioni:
  • una volta tanto sono soddisfatto del risultato perché sia il gusto che la presentazione sono come li avevo immaginati.
  • questo è uno di quei piatti dove il boccone non deve essere con un singolo componente ma deve essere mangiato comprendendo budino, gelato e pesto insieme. 



Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di maggio 2012



lunedì 13 giugno 2011

KAKI-AGE - LE NUVOLE NIPPONICHE


"Sveglia bambini! E' ora di alzarsi o farete tardi a scuola".
Aprì gli occhi e vide che la prima luce del mattino già faceva capolino all'orizzonte.
Corse alla finestra e guardò il mare. Gli piaceva osservarlo con quella luce. Suo padre era un pescatore e, quando era nato, aveva voluto chiamarlo Takumi "il mare che spacca la terra". E il mare, tre anni prima, lo aveva preso con sé per sempre.
Non riusciva a odiare il mare; lo temeva, sapeva che sarebbe arrivato il momento in cui, anche lui come il padre, lo avrebbe combattuto in tante battaglie e avrebbe fatto di tutto per sconfiggerlo. Lo rispettava e sapeva che, in fondo lo amava.
Sentì la madre chiamarli nuovamente e accompagnò la sorellina a lavarsi. Era nata una settimana dopo la morte del padre. Prematura. Sua madre l'aveva chiamata, in ricordo del marito, Umiko "bambina del mare".
Dal piano inferiore sentiva il profumo del kaki-age che stava preparando la madre; lo preparava con le verdure e con il pesce che non mancava mai perché, gli amici del padre, tutte le mattine lo portavano fresco.
Era il suo piatto preferito e sua madre era bravissima a prepararlo.
Mangiò golosamente 3 frittelle insiema a una ciotola di riso.
Uscirono tutti insieme e la madre li accompagnò alla fermata dello scuolabus, quindi li salutò e si avvio verso un estremità del porto. Riparava e realizzava nuove reti per la pesca.
La scuola comprendeva: asilo nido, scuola d'infanzia e scuola elementare e era situata su una collinetta che dominava il villaggio.
Dal giardino della scuola il paesaggio verso il mare era fantastico.
Quando arrivarono salutò la sorellina e si incamminò verso l'ingresso; si sarebbero rivisti alla mensa all'ora di pranzo.
La mattinata trascorse tranquillamente e, dopo un rapido spuntino, vista la bella giornata, le insegnanti ne approfittarono per fare trascorrere ai bambini qualche ora in giardino.
Arrivò inaspettata. La presagirono solo alcuni cani in lontananza che abbaiavano furiosamente da alcuni minuti.
Era una scossa tremenda. Molto più forte di quelle che aveva avvertito in passato e, soprattutto, molto più lunga. Il tempo sembrava si fosse fermato. La scossa pareva non dovesse finire mai.
Le insegnanti reagirono prontamente e radunarono tutti i bambini al centro del giardino. Lo fecero per precauzione. La scuola era stata costruita di recente secondo i più moderni sistemi antisismici.
Arrivarono altre scosse molto meno intense della prima.
Non ci furono scene di panico. Fin da piccoli veniva loro insegnato come comportarsi e a gestire la convivenza con questi eventi.
Trascorse del tempo che non riuscì a quantificare, dieci minuti, mezz'ora, un ora.
Improvvisamente vide il viso della sua insegnante guardare il mare con stupore e, subito dopo, con terrore.
Si voltò verso il mare e in lontananza vide un ringrossamento parallelo all'orizzonte.
Solo dopo qualche istante comprese che quella che stava vedendo era un'onda enorme che si avvicinava velocemente alla costa.
Era uno tsunami.
In pochi istanti l'ondata raggiunse la costa. Vide inghiottire prima le barche presenti in porto quindi l'enorme massa d'acqua si riversò nel villaggio travolgendo tutto quanto incontrava sul suo percorso. Penetrò per diverse centinaia di metri, poi, esaurita la sua spinta, iniziò il riflusso trascinando con sé tutto quanto aveva investito poco prima.
Era uno spettacolo impressionante e nessuno aveva fiato per parlare o gridare.
Finì tutto velocemente così com'era cominciato.
Takumi rimase impietrito a osservare come in pochi istanti il paesaggio che così bene conosceva fosse irrimediabilmente mutato per sempre.
Le insegnanti cercavano di mantenere tranquilli i bambini; cercò la sorellina, la vide, le si avvicinò e la strinse a sé.
Provava nuovamente le stesse sensazioni che aveva avvertito il giorno in cui aveva atteso inutilmente il ritorno del padre. Cercò di vedere in lontananza il vecchio fabbricato dove lavorava la madre ma ... non c'era più nulla. Pensò alla madre, la rivide quella mattina mentre facevano colazione e in quel momento comprese. Strinse più forte la sorellina e, in silenzio, cominciò a piangere. Ora erano rimasti soli.

La storia e i personaggi sono frutto di fantasia, l'unico fatto, purtroppo vero, è la tragedia che ha sconvolto il Giappone l'11 marzo 2011.
Faccio mio quanto riportato da Acquaviva nel proporre il tema dell' MTC di questo mese ricordando che le popolazioni colpite continuano a necessitare di aiuto e è in corso una raccolta fondi a favore della Croce Rossa Giapponese organizzata dal Consolato Generale del Giappone.



Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di giugno