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sabato 7 settembre 2013

BRUSCHETTA CON LA BURRATA



Questo è un periodo di transizione della mia vita e sono in procinto di fare diversi cambiamenti soprattutto nell'ambito lavorativo. Sono in attesa che arrivino i permessi per avviare una nuova professione e mi sto scontrando con la burocrazia italiana; chiaramente questi permessi non puoi richiederli tutti insieme ma solo ottenuto il primo puoi passare al secondo e così via. E l'informatizzazione della pubblica amministrazione ne vogliamo parlare? In ognuno di questi permessi mi trovo a presentare le medesime dichiarazioni che avevo già presentato all'Ente precedente e per finire, ma non ultimo, presento la domanda alla Camera di Commercio di Milano e mi dicono che per procedere con la pratica devono attendere l'autorizzazione della Prefettura per l'antimafia. OK, ci sta! Ma, mi chiedo, se questa è la procedura perché devo presentarti l'autocertificazione (che tra l'altro ha valore penale) e perché non ti coordini con la Provincia di Brescia che per rilasciarmi la sua autorizzazione ha già fatto le medesime richieste?
Del resto più paletti vengono messi e più burocrazia è necessaria, più si giustifica il carrozzone statale ed i relativi costi.
Sarà un caso che gli Stati che hanno meno burocrazia siano gli stessi dove c'è meno corruzione e dove la crisi è meno avvertita?



Bah! Lasciamo questi discorsi e torniamo a quello che sono le protagoniste di questo blog: le ricette.
Ultimamente, "trainato" dal mio amico Mauro, ho ripreso a frequentare una compagnia di amici che il martedì ed il venerdì, dopo aver giocato a tennis, si trova a finire la serata a tavola. Il venerdì è oramai fisso che si vada al Merlo, un ristorante posto alla sommità dei Campiani, da cui si può ammirare il panorama, da un lato, della zona nord di Brescia e inizio della val Trompia, dall'altro, della Franciacorta e della pianura verso Milano. Tenuto conto che siamo in leggera collina e che attorno c'è solo bosco abbiamo il risultato che anche in queste afose giornate, si abbia una temperatura perfetta per una cena all'aperto. 



La ricetta che propongo è uno degli antipasti che si possono ordinare in questo ristorante.
È proprio un piatto estivo dove non si deve cucinare nulla ma si assemblano solo degli ingredienti che però, se si vuole ottenere un gran risultato, devono essere di eccellente qualità.


lunedì 25 aprile 2011

CAPRINI SOTT'OLIO ALLA MEMORIA

Di lui ho tanti ricordi e non passa settimana che non sia nei miei pensieri, a volte con dei ricordi nitidi a volte con dei flash-back.
Era un uomo che quando aveva 40 anni sembrava più vecchio della sua età in quanto gia le rughe scavavano il suo viso, in compenso, a 60 era .. uguale a vent'anni prima: non ricordo di avergli mai visto un capello bianco.
Era una persona molto intelligente e si era diplomato al Liceo Classico con 9 in Matematica, in Latino ed in Greco.
Al suo paese lo chiamavano "il profesür" perché nella seconda metà degli anni cinquanta preparava privatamente i rampolli delle famiglie "bene" della zona, che però erano stati espulsi dai vari collegi, agli esami di Licenza Media Superiore e li preparava in tutte le materie (Italiano, Latino, greco, Matematica, etc.).
Non mi risulta che qualcuno dei suoi studenti non ce l'abbia fatta.
La figura dell'insegnante si evidenziava in lui anche anni dopo, quando di professione faceva tutt'altro, gli piaceva alla sera interrogare e correggere i compiti dei suoi figli.
Se trovava degli errori al più grande faceva volare i quaderni mentre alla figlia, in maniera stupefacente, senza staccare mai la penna dal foglio, disegnava un'ochetta vicino all'errore.
Lui precorreva i tempi, alcune sue lettere, appunti, scritti vari, datati anni sessanta, contengono abbreviazioni che ora sono la norma; mi vengono in mente ad esempio: xké, x, +, ris8, nn e tante altre.
Era intelligente ma purtroppo più di una volta non ha avuto il coraggio di affrontare le avversità che la vita riserva.
Si era innamorato di una sola donna e anche se il matrimonio, per colpa sua, era finito dopo solo 12 anni ha continuato ad amarla fino alla fine anche se non ha mai capito come fare per riconquistarla.
Diceva che lui era come l'edera "dove si attacca muore".
Fumava tanto, troppo, 3 pacchetti di nazionali lunghe al giorno.
Soffriva di acidità di stomaco dovuta ad un ulcera che lui alleviava bevendo gran quantità di latte freddo.
Era nato il 25 aprile 1921 e oggi avrebbe compiuto 90 anni anche se dopo il 1945 aveva smesso di festeggiarlo.
L'ultima volta che lo vidi aveva 67 anni e ci incontrammo nei corridoi di un ospedale dove era in procinto di essere dimesso dopo un ricovero per delle ustioni alle mani.
Qualche giorno dopo arrivò una cartolina da Montecassino in cui diceva che il voto era stato sciolto ed una lettera, spedita da Roma, in cui esprimeva il desiderio di andarsene via.
Non l'ho più rivisto né nulla ho saputo di lui.
Lui, era mio padre.


Questa semplice, direi quasi banale ricetta, era il suo antipasto preferito ed è il mio modo di ricordarlo.