giovedì 16 febbraio 2017

POLLO FRITTO - FRIED CHICKEN


Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di febbraio 2017


Il mese scorso avevo avvisato Alessandra che a gennaio e febbraio avrei avuto problemi a partecipare all'MTC visto che tra lavoro, mia mamma che è caduta dopo Natale e ancora non si è ripresa del tutto e, soprattutto, un nuovo trasloco, di tempo ne avrei avuto davvero poco.
Quando però ho visto il tema del mese proposto da Silvia Zanetti mi sono detto che dovevo trovare il modo di partecipare,
Essenzialmente per due motivi:
1. Adoro il pollo e fritto "me pone loco"
2. Se avessi vinto in qualche occasione l'MTC, il pollo fritto sarebbe stato la mia prima proposta


Come detto adoro il pollo ma fritto è stata una scoperta relativamente recente. L'ho mangiato la prima volta ben 20 anni fa a Cuba nel "paladar" di Pedro a Holguin. Direte 20 anni fa non è recente. Beh, è tutto relativo visto che ho dovuto aspettare 38 anni per scoprirlo. Del resto a casa, quando era mia mamma che cucinava, il fritto era bandito. Persino le patate erano solo o lesse o a forno.
Tornando a Cuba il pollo fritto era fantastico soprattutto abbinato alle "mariquitas" praticamente le chips fatte con il platano. Qualche tempo fa avevo anche provato a fare il pollo fritto alla cubana (qui)
Qualche anno dopo ho mangiato un eccellente pollo fritto anche in Romania in una località montana della Transilvania dove ho festeggiato il Capodanno del 2000.


Veniamo alla ricetta. Da regolamento si doveva friggere il pollo preparato in due metodi: con panatura con farina e con panatura con uovo e pane. Un metodo doveva essere fatto seguendo alla lettera quanto descritto da Silvia mentre per l'altro si poteva dare spazio alla fantasia
Ho scelto di fare come da ricetta di Silvia la panatura con farina e di variare quella con pane e uovo. Una variazione minima visto che ho cambiato solo la miscela del pane grattugiato. Ho utilizzato del pane azzimo frantumato grossolanamente con il batticarne, un po' di farina formenton otto file, varietà di granturco tipico della Garfagnana (già usato in questa ricetta) e del classico pane grattugiato.
Come suggerito da Silvia ho fritto il tutto in olio di semi di mais avendo come risultato un fritto asciutto e croccante.
Per il latticello, non avendolo trovato in commercio, l'ho preparato con il secondo metodo suggerito da Silvia
Per la salsa di accompagnamento ho preparato una maionese aromatizzata da alici di Cetara conservate in olio al peperoncino, capperi e curcuma in polvere.
Come contorno ortaggi (scalogno, ravanello, peperoncino dolce giallo e rosso) in agrodolce e delle classiche chips di patate.
Da ultimo, visto che il pollo lo mangiamo solo io e le mie belve e la Manu lo rifiuta categoricamente ho acquistato delle parti, cosce e sovra cosce, già porzionate

Sempre da regolamento si dovevano eseguire le seguenti fotografie:

LA PANAGE

LA FRITTAGE

LA INTIMITAGE
LATTICELLO

INGREDIENTI
250 g di latte intero
250 g di panna
10 g di succo di limone

PREPARAZIONE
Versare il latte e lo yogurt in una ciotola e amalgamarli bene quindi aggiungere il limone. Lasciare a temperatura ambiente una quindicina di minuti e il latticello sarà pronto per essere utilizzato.

POLLO FRITTO

PANATURA DI FARINA
Ingredienti
3 cosce di pollo
Latticello
Farina 00
Sale
Pepe
Preparazione
Prendere il pollo, metterlo in un contenitore, coprirlo interamente con il latticello; chiudere con la pellicola e lasciare riposare in frigorifero per almeno 4 ore o, meglio, come ho fatto io tutta la notte.
Togliere il pollo dalla marinatura e metterlo a scolare su una gratella per una mezz'ora.
Versare in un piatto fondo la farina con sale e pepe. Infarinare i pezzi di pollo premendo bene in modo che la farina aderisca bene e uniformemente. Eliminare la farina eccedente e metterli a riposare su un piatto.

PANATURA DI UOVO E PANE
Ingredienti
3 sovra cosce di pollo
Latticello
Farina 00
3 fette di pane azzimo
1 cucchiaio di farina formenton 8 file
1 cucchiaio di pane grattugiato
2 cucchiai di sale
Pepe
Preparazione
Prendere il pollo, metterlo in un contenitore, coprirlo interamente con il latticello; chiudere con la pellicola e lasciare riposare in frigorifero per almeno 4 ore o, meglio, come ho fatto io tutta la notte.
Togliere il pollo dalla marinatura e metterlo a scolare su una gratella per una mezz'ora.
Versare in un piatto fondo la farina con sale e pepe. Infarinare i pezzi di pollo premendo bene in modo che la farina aderisca bene e uniformemente. Eliminare la farina eccedente e metterli a riposare su un piatto.
Spezzare le fette di pane azzimo e metterle in un sacchetto; usare il batticarne per frantumarlo grossolanamente fino a ottenere una granulato non superiore a 3 mm. Versare la graniglia ottenuta in un piatto fondo, aggiungere la farina di formenton e il classico pane grattugiato e miscelarli bene con le mani,
Sbattere le uova aggiungendo sale e pepe.
Passare i pezzi di pollo nell'uovo facendo attenzione a farlo aderire uniformemente; passarli nella miscela di pane e premere per fare aderire uniformemente la panatura. Metterli a riposare in un piatto.

FRITTURA
Prima di procedere alla frittura preriscaldare il forno a 120°C con la funzione ventilato così da asciugare ulteriormente il pollo. Preparare un piatto con carta assorbente per fritti.
In una pentola con i bordi alti versare l'olio di semi di mais fino ad arrivare circa a metà. Non esagerare con l'olio perché l'immersione dei pezzi di pollo ne aumenterà il volume e nello stesso momento l'olio friggerà creando delle grosse bolle aumentando di volume.
Portare l'olio alla temperatura di 180°C aiutandosi con un termometro o, in alternativa, immergendo la punta di uno stuzzicadenti; quando si formeranno delle bollicine l'olio sarà in temperatura.
Raggiunta la temperatura cominciare a friggere 2-3 pezzi alla volta avendo cura di aumentare la fiamma all'inizio per poi riportarla, dopo circa un minuto, alla situazione precedente. Dopo circa 6-7 minuti, a seconda della dimensione, i pezzi saranno cotti. Toglierli dall'olio o con il cestino forato per frittura o con una paletta a larga trama e adagiarli sui fogli di carta assorbente. Tamponarli leggermente e metterli su una placca nel forno tenuto leggermente aperto (la classica fessura). 
Proseguire fino alla frittura di tutti i pezzi.

ORTAGGI AGRODOLCI

Ingredienti
10 scalogni
10 ravanelli
10 peperoncini dolci gialli e rossi
250 g di aceti di vino bianco
250 g di acqua fredda
50 g di zucchero di canna
Sale
Pepe
Preparazione
Pelare lo scalogno e lasciarlo intero o, se già di natura, dividerlo a metà.
Pulire i ravanelli eliminando le foglie e il filamento inferiore.
Tagliare la sommità dei peperoncini ed eliminare la parte interna superiore.
Versare tutti gli ingredienti in una pentola e portare a bollore. Continuare a fare sobbollire per una decina di minuti.
Mettere gli ortaggi in vasi sterilizzati e versare la salamoia fino a coprire.
Porli in frigorifero per 24 ore.
N.B. Io non ho resistito e dopo 8 ore li ho mangiati.
Per approfondimento leggere qui l'articolo di Eleonora

MAIONESE ALLA CURCUMA

Ingredienti
2 uova
Olio di semi
Succo di limone
Sale
Pepe bianco
5 alici di Cetara
5-6 capperi sotto sale
Un cucchiaino di curcuma in polvere
Preparazione
Versare nel robot le due uova e azionarla. Versare a filo l'olio e continuare fino a quando si otterrà una maionese ben compatta. Aggiungere il pepe, il succo di limone, i capperi, le alici e la curcuma quindi azionare di nuovo il robot. Quando il tutto sarà amalgamato correggere eventualmente di sale completare facendo qualche altro giro alle lame del robot. Versare in un vasetto sterile e tenere in frigorifero. Da consumare in un paio di giorni.

PATATE CHIPS FRITTE
Ingredienti
4 patate di media dimensione
Olio di semi di mais
Sale
Preparazione
Tagliare le patate a fettine sottili con una mandolina. Mettere le patate in un capiente ciotola coprendole con acqua fredda. Cambiare l'acqua ogni mezz'ora fino a quando non resterà limpida. A questo punto le patate avranno perso tutto l'amido. 
Asciugare molto bene le fette di patate e porle in frigorifero.
In una pentola con i bordi alti versare l'olio di semi di mais fino ad arrivare circa a metà. 
Portare l'olio alla temperatura di 180°C aiutandosi con un termometro o, in alternativa, immergendo la punta di uno stuzzicadenti; quando si formeranno delle bollicine l'olio sarà in temperatura.
Raggiunta la temperatura cominciare a friggere immergendo le patate una ventina di pezzi alla volta avendo cura di aumentare la fiamma all'inizio per poi riportarla, dopo circa un minuto, alla situazione precedente. Dopo circa 2-3 minuti le chips saranno cotte. Toglierle dall'olio o con il cestino forato per frittura o con una paletta a larga trama e adagiarli sui fogli di carta assorbente. Tamponarli leggermente e metterli su una placca nel forno tenuto leggermente aperto (la classica fessura). 
Proseguire fino alla frittura di tutti i pezzi.

lunedì 2 gennaio 2017

MOSCARDINI IN UMIDO


Eccomi con la prima ricetta del 2017.
Questo è un piatto che avevo in mente di fare da diverso tempo.
La decisione di prepararlo è venuta dopo la mia seconda visita della Garfagnana avvenuta ai primi dello scorso novembre dove, tra le altre, ho avuto modo di visitare il Mulino di Piezza attivo dal 1736 e, come allora, le macine n pietra sono attivate dalle acque del Serchio.
Il proprietario, Aldo Bacci, produce farina di castagne, grano farro, segale, orzo e, in particolare, di formenton otto file, varietà di granturco locale di colore rosso arancio che coltiva personalmente e con un gusto eccellente.
Volevo provare la polenta fatta con questo formenton e avevo scelto di abbinarla allo stracotto d'asino che, come ben sa chi mi segue su FB, è stato oggetto di furto da parte della mia povera, piccola micia, Thea.


Come detto era un po' di tempo che volevo fare i moscardini che, quando avevo occasione di andare a Nizza per lavoro, ho mangiato spesso a Savona, sul lungo mare Corso Cristoforo Colombo, al Ristorantino di Mauro. Ora so che si è trasferito in una nuova sede, sempre lungo mare in Corso Vittorio Veneto 63 r; lo consiglio perché si mangia solo pesce che ha trovato al mattino al mercato, cotto benissimo, con la cortesia e simpatia del proprietario cuoco.
I moscardini sono molluschi simili al polipo ma decisamente più piccoli visto che un adulto può raggiungere una lunghezza massima di una quarantina di cm disteso e si differenzia altresì per avere lungo i tentacoli una sola fila di ventose. Hanno una carne meno pregiata di quella del polipo ma in umido o alla griglia sono comunque una delizia per il palato.


INGREDIENTI (per 4 persona)
Moscardini
600 g di moscardini
1 bicchiere di vino bianco secco
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino piccolo
2 bicchieri di passata di pomodoro
Un rametto di rosmarino
Un paio di foglie di alloro
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
Polenta
300 g di farina formenton 8 file arancio
1,5 litri di acqua
Sale grosso

PREPARAZIONE
Moscardini
Consiglio di prendere dei moscardini già puliti. Verificare che non siano più presenti gli occhi altrimenti toglierli con un coltellino. Passare i moscardini sotto l'acqua corrente quindi asciugarli bene.
Versare l'olio evo in una pentola a fiamma bassa, aggiungere l'aglio, il peperoncino, il rosmarino e l'alloro e lasciare andare per una decina di minuti. Togliere gli aromi versare i moscardini e farli cuocere per un paio di minuti quindi sfumare con il vino bianco. Aggiungere la passata di pomodoro e portare a cottura i moscardini a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto. Il tempo dipende dalla dimensione degli stessi. Nel mio caso, erano moscardini da 150-170 g, sono stati necessari una trentina di minuti. 
Polenta
Portare a bollore l'acqua in una pentola capace, aggiungere il sale e abbassare la fiamma.
Versare a pioggia la farina mescolando velocemente con la frusta per un paio di minuti.
Portare la fiamma al minimo e coprire la pentola (in questo modo non è necessario continuare a mescolare).
Mescolare bene ogni 5 minuti e portare a cottura. Con la farina che ho usato la cottura è stata di un ora circa.

venerdì 25 novembre 2016

TIRAMISÙ


Mettiamo subito in chiaro una cosa.
Questo tiramisù non l'ho fatto io. Arrivati alla 61^ sfida dell'MTC posso finalmente dire di partecipare con mia moglie Emanuela.
Ci voleva la sfida proposta da Susy May del blog Coscina di pollo per convincerla a partecipare attivamente con me.
Finora il suo contributo era sempre stato solo a livello di consiglio nella fase preliminare dell'ideazione delle ricette o come fotografa. ma questa volta il tiramisù ha abbattuto le ultime barriere.
Emanuela, da sempre, fa un tiramisù spettacolare utilizzando i Pavesini e non i savoiardi non per una questione di gusto dei biscotti ma perché i Pavesini sono più piccoli e molto meno spessi dei savoiardi per cui il dolce risulta molto più ricco di crema.
Preso atto che per la sfida si dovevano usare i savoiardi abbiamo deciso di tenere come base il suo tiramisù con la sola sostituzione dei biscotti.
A questo punto occorreva individuare un legame con un attore, nel mio caso attrice, e un suo film che avesse una connotazione sexy.
Ora, per me, si apriva il mondo. Quante erano le attrici che per me avevano una connotazione sexy?
Tante, troppe.
Ho pensato a Catherine Zeta Jones in Entrapment o La Maschera di Zorro, a Uma Turman sotto la pioggia in Un marito di troppo, a Kate Backinsale in Serendipity, a Ashley Judd in Colpevole d'innocenza, a ... tante altre ancora.
Alla fine Emanuela mi ha suggerito quella che per lei è a l'icona sexy per antonomasia, Marilyn Monroe nel film Quando la moglie è in vacanza nella scena in cui il passaggio della metropolitana le solleva la gonna del suo abito bianco. Ho pensato che la stessa scena fu ripresa anche con Kelly LeBrock ne La signora in rosso in cui l'espressione di Gene Wilder era lo specchio di quella degli spettatori maschi.


L'abbinamento con il tiramisù è stato relativamente semplice.
Marilyn abito bianco e nel film A qualcuno piace caldo interpreta il ruolo di Zucchero per cui qualcosa di bianco e dolce e la scelta non sarebbe potuta essere che la meringa.
Kelly LeBrock abito rosso e ho pensato alla punta di acidità che avrebbe potuto avere il personaggio interpretato da Gene Wilder quando dopo essere stato a un passo da lei si trova a rifugiarsi su un cornicione; da ciò, rosso e leggermente acidulo, la melagrana.
Abbiamo quindi fatto, oltre al tiramisù classico nella pirofila, anche due monoporzioni, una con la meringa e l'altra con la melagrana.


[Emanuela]
Per me è stata la prima esperienza da infiltrata dell'MTC, ed è stato divertente visto quanto sono golosa. Però, anche se tutti i commenti che ho letto in precedenza davano come preferiti i savoiardi nella ricetta (biscotti che per altro mi piacciono molto) io continuerò a farlo con i Pavesini.
[Io]
Parere assolutamente personale; ho trovato molto più buona la soluzione con la melagrana perché con la meringa è molto più dolce.
La Manu fa delle meringhe eccellenti ma questa volta non le ha potute fare perché siamo in un periodo veramente complicato e tempo libero ne abbiamo avuto poco per ho optato per quelle di pasticceria.



Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di novembre 2016



lunedì 24 ottobre 2016

TAPAS, MONTADITOS Y PINCHOS


Questa volta, per la sfida n° 60 dell'MTC, la cara Mai del blog I colori della curcuma ha deciso di portarci dalle sue parti visto che è catalana e la sfida è sulle tapas. O meglio, sulle 3 tipologie che da noi vengono comunemente definite tapas. Le tipologie sono:
  • Le tapas che vengono mangiate seduti in un piattino
  • I montaditos che sono pezzetti di pane conditi come si vuole
  • I pinchos che sono dei bocconi tenuti da uno stuzzicadente 

La sfida prevede la realizzazione di tutte e tre le tipologie ma che abbiano un comune denominatore.
La prima sfida è stata quella di trovare questo benedetto denominatore comune e, più velocemente di quanto pensassi ho deciso che questo denominatore ero io. Più precisamente le 3 località dove ho abitato.
Gallarate - dove sono nato e vissuto la prima parte della mia vita.
Siena - dove ho mosso i primi passi in tutti i sensi e che, anche se ci ho abitato poco, è quella che sento più profonda nel mio cuore.
Brescia - dove ho vissuto gran parte della mia vita e che amo e apprezzo più di tanti bresciani doc.


Per Gallarate ho scelto la Tapa con i bruscitt. Questo è un piatto che ha origini bustocche e poi si è diffuso nel varesotto e nella provincia di Novara. Come specificato nel post del piatto essendo una vecchia ricetta nata nelle case ci sono diverse varianti e io la preparo come la faceva mio zio Tarcisio e come la mangiavo di domenica in una trattoria che frequentavo con mio padre.
Non ho indicato nella ricetta la polenta perché ognuno prepara la propria. In questo caso io la consiglio tendente al morbido.

Per Siena ho scelto i Montaditos perché cosa c'è di più classico dei crostini toscani. Non ho fatto quelli classici con milza e fegatini di pollo perché, a casa, non me li avrebbe mangiati nessuno e avrei avuto da ridire con qualcuno di mia conoscenza per cui ho deciso di farne 3 versioni che ho mangiato lo scorso anno nei 5 mesi trascorsi in Toscana.

Per Brescia rimanevano i Pinchos e la scelta è venuta da sola. Infatti nel periodo autunno inverno, a Brescia, non c'è ristorante, trattoria, agriturismo che non proponga, il sabato e la domenica, le lumache avvolte nella pancetta servite infilzate nello stuzzicadenti

Queste le motivazioni della mia scelta tenendo anche presente che sono tutte ricette di cui sono veramente goloso

Come d'uso nelle sfide dell'MTC, ecco l'infografica di Mai del blog I colori della curcuma

Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di ottobre 2016


TAPAS - Gallarate (VA) - Bruscitt


INGREDIENTI
400 g di cappello del prete di manzo
1 salamine fresche
200 g di passata di pomodoro
1/2 bottiglia di vino corposo (io uso Barbaresco o Nebbiolo)
1 noci di burro
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
Misto di grani di pepe (nero, bianco, verde, rosa)
2-3 bacche di ginepro
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
Semi di finocchio
2 chiodi di garofano
Pizzico di noce moscata
Pezzetto di cannella
PREPARAZIONE
Tagliare la carne in modo da ricavare dei dadini della dimensione di un pisello (alternativa veloce: farsi tritare il pezzo di carne dal macellaio a grana di salame nostrano). Questa volta ho fatto così
Togliere la pelle alla salamina e sgranarla mischiandola alla carne.
Preparare un sacchettino di cotone (un quadrato da cm 20x20 è sufficiente) inserendo tutti gli aromi, spezzettando una foglia di alloro e qualche ago di rosmarino tritato. Chiudere bene il sacchettino con spago da cucina e schiacciare con un batticarne tutti gli aromi.
Mettere in una pentola capiente il burro con l'olio EVO, un rametto di rosmarino, due foglie di alloro ed il sacchettino di aromi facendo soffriggere a fiamma moderata.
Nel frattempo consiglio di sfumare il vino versandolo in un pentolino portandolo ad ebollizione per un paio di minuti così da eliminare l'alcool. Io lo faccio 2 bicchieri per volta.
Eliminare il rametto di rosmarino ed il sacchettino con gli aromi (il loro dovere l'hanno già fatto) e aggiungere la carne mescolandola bene e farla ben rosolare.
Quando la carne è ben rosolata aggiungere il vino e portarlo a sobbollire; chiudere con un coperchio e lasciare cuocere a fiamma bassa mescolando di tanto in tanto.
Dopo circa due ore aggiungere la passata di pomodori (o i pezzettoni) e lasciare cuocere coperto per almeno un altra ora mescolando di tanto in tanto.
Preparare nel frattempo la polenta di accompagnamento.
Servire ben caldo versando un mestolo di polenta ponendo un paio di cucchiai di carne al centro.

MONTADITOS - Siena - Crostini


INGREDIENTI
Pane toscano
Pomodori ramati
Acciughe distese sotto olio
Pecorino toscano
Funghi (io champignon)
Vino bianco
Prezzemolo
Basilico
Aglio
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
PREPARAZIONE
Pelare i pomodori, tagliarli in 4 ed eliminare la costolatura interna, i semi e l'acqua di vegetazione. Tagliare la polpa in quadretti regolari.
Mettere i pomodori in una ciotola condirli con olio evo, pepe, foglie di basilico tritate e uno o due spicchi d'aglio in camicia. Mescolare, coprire con la pellicola e lasciare riposare in frigorifero per una notte.
In un contenitore con coperchio stendere i filetti di acciuga pulite del loro olio di conservazione. Aggiungere dell'olio evo a coprire e completare con un trito di aglio e prezzemolo. Coprire e lasciare insaporire per una notte in frigorifero.
Prendere i funghi, togliere i gambi, e pulire bene le cappelle con un panno umido. In una padella versare un poco di olio evo e una paio di spicchi d'aglio. Quando sarà caldo mettere le cappelle dei funghetti con la parte inferiore verso l'alto e fare cuocere qualche minuto (5-6) quindi girarli con la parte superiore della cappella in vista. Sfumare con un po' di vino bianco, salare, pepare e completare la cottura. Mettere le cappelle sul tagliere e tagliarle a fettine non troppo sottili. Metterle da parte in caldo con il proprio sughetto.
Tagliare il pane a fette di circa un cm di spessore e renderle abbastanza regolari.
Scaldare una griglia quindi posizionare le fette di pane e farle abbrustolire da ambo i lati. Quando saranno pronte preparare i crostini.
Per quelli con funghi e acciughe è sufficiente distribuirle sui crostini nappando con il loro sughetto. Per i pomodori aggiungere il sale (da mettere in ultimo in modo che i pomodori perdano poco della loro acqua) mescolare bene e distribuire sulla bruschetta completando con piccole scagliette di pecorino toscano.

PINCHOS - Brescia - Spiedini di lumache e pancetta


INGREDIENTI
Lumache
Fette di pancetta affumicata
Salvia
Pane grattugiato
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
PREPARAZIONE
Fare lessare, in acqua leggermente salata, le lumache per almeno due ore spurgando di tanto in tanto. Un ottimo sistema per la spurgatura e quella di tenere un vecchio coltello con la lama sul fuoco e ogni mezz'oretta inserirla nella padella. Non so dire in base a quale principio funzioni ma mi era stato suggerito dalla mia ex suocera e ha sempre dato grandi risultati.
Una volta cotte togliere le lumache dal guscio e lasciarle raffreddare. Preparare in una ciotola una miscela con il pane grattugiato, l'aglio e la salvia tritati, il sale e il pepe.
Stendere la pancetta affumicata e dividerla in 2-3 parti uguali (in base alla dimensione delle lumache). Avvolgere una lumaca con ogni pezzetto di pancetta, passare "l'involtino" nel pane grattato aromatizzato e mettere da parte. Quando saranno tutti pronti fare scaldare una padella con un poco di olio evo e cuocere gli "involtini" fino ad ottenere una pancetta croccante. Infilare uno stuzzicadente in ogni lumaca e servire ben caldi.

mercoledì 28 settembre 2016

FRISELLI CON ZUCCHINE, SALSICCIA E RICOTTA


Scorrendo i vari post di FB l'altro giorno ne ho letto uno che faceva riferimento al Recipe-tiuonist gioco tra food blogger organizzato dalla cara amica Flavia nel suo blog Cuocicucidici. Per questioni di tempo ho diradato le mie partecipazioni e sono passati mesi dalla ultima ed è quindi con grande piacere che ritorno a parteciparvi con questa ricetta.


La Recipe-tionist di questo mese è Lidia con il suo blog The spicy note e, una volta deciso di riprendere la mia partecipazione, per prima cosa sono andato a curiosare tra le sue ricette. Ho guardato e segnalato diverse ricette tra antipasti, primi, secondi e dolci anche se già sapevo che, per questioni tecniche familiari, la mia scelta sarebbe andata su una pasta. Alla fine ho deciso per quella riportata nel post Sulla scia del sedanino rigato ...
Non ho usato i sedanini ma, visto che li ho trovati freschi al super, i friselli pugliesi.
Rispetto alla ricetta originale ho leggermente modificato la cottura di salsicce e zucchine e ho aggiunto la ricotta per dare un po' di cremosità in più al piatto e i grissini frantumati per la nota croccante.


venerdì 23 settembre 2016

GNOCCHI DI PATATE AL BURRO FUSO CON VONGOLE E CREMA DI PANE


Quando ho letto il tema del mese dell'MTC, scelto dalla carissima Annarita del blog Il bosco di alici, sono stato felice perché gli gnocchi di patate sono uno dei miei piatti preferiti.
Come tutti credo, ho il ricordo di mia nonna Anna che preparava gli gnocchi per noi nipoti e che ci consentiva di dare una mano a rigarli. Dovevamo però promettere di non mangiarli crudi (e qui partiva la frase terroristica) "perché se li mangiate crudi si attaccano alle pareti dello stomaco e poi deve intervenire il dottore per farli sparire". La storiella funzionava quando si era proprio piccoli poi, o è arrivata la consapevolezza che la storia non fosse vera o non si riusciva a resistere al desiderio di contravvenire alle regole (e in questo ero davvero bravo) e partiva l'assaggio cercando di non farsi vedere il che non ci riusciva praticamente mai. Quante belle vacanze mi sono fatto da mia nonna. Al mattino si andava a giocare con gli altri ragazzini del caseggiato o nel cortile o nella vicina brughiera dove c'era una balera con la pista in cemento. La sirena delle 12 della Siae Marchetti ora Augusta Westland ci segnalava che si doveva rientrare per il pranzo. Mangiavo con i nonni e mio zio poi lui rientrava in fabbrica e io andavo da mia zia Lisa che lavorava in casa e ricamava le coperte per una ditta della zona. Il mio compito era di tagliare i fili che spuntavano dal retro del ricamo. Mi dava 5 lire a ricamo ma ero abbastanza veloce, tanto che verso le 15 mi pagava e io andavo all'oratorio a prendere il gelato e a giocare. Poi di nuovo da mia nonna che mi mandava in un negozio che vendeva di tutto a fare la spesa con il libretto dove venivano annotate tutte le spese che sarebbero state saldate a fine mese all'arrivo della pensione. Il problema era che mia nonna spesse volte non mi diceva tutto quello che dovevo comprare ed è capitato che mi facesse andare avanti e indietro 3-4 volte. All'andata non c'era problema perché abitava in cima al paese e quindi era tutta discesa ma il ritorno con il peso della spesa era molto più duro.
Forse è stato proprio durante queste vacanze che mi è nata la passione per il volo. Mio zio mi raccontava dell'assemblaggio degli aeroplani e la casa di mia nonna era lungo il rateo di discesa (allora non sapevo che si chiamasse così) degli aerei che atterravano sulla pista della Siae Marchetti. Ricordo quando sentivo il rumore correvo sulla terrazza, al secondo e ultimo piano, per vederli passare. Erano talmente vicini che si vedeva benissimo il pilota. Oltre ai classici aerei da turismo mi piacevano da impazzire i Fairchild un aereo da trasporto con il doppio timone di coda che faceva un rumore pazzesco.
Che bei tempi. Ci accontentavamo di poco ma quel poco ci rendeva felici.

Fairchild (foto dal web)

sabato 25 giugno 2016

LA PIZZA VERACE NAPOLETANA


Ci sono periodi in cui mi piace fare e mangiare le stesse cose e uno dei cibi che più subiscono questa mia abitudine è la pizza. In questo periodo vado di Capricciosa ma c'è stato il periodo della quattro o cinque formaggi bianca, della scamorza e speck, della salciccia , funghi e grana, di tante altre e del calzone farcito.
Avevo 19 - 20 anni quando la mia pizza era il calzone farcito.
All'epoca, appena diplomato, in attesa di meglio avevo trovato lavoro come magazziniere presso il deposito di Brescia della Pirelli Cavi. Lavoro che mi occupava quasi completamente al mattino ma che al pomeriggio mi lasciava la possibilità di preparare un paio di esami di ingegneria in attesa che il rinvio del servizio di leva diventasse un atteso esonero.
Il week end lo trascorrevo di norma da mio padre a Gallarate; il sabato dandogli una mano nel suo lavoro e la domenica facendo escursioni in montagna, soprattutto in Val D'Ossola.
Il sabato sera mio padre non mangiava mai per cui andavo in una pizzeria vicino a casa, Il Ciclope, e ordinavo la mia birra media con il calzone farcito. Ero così abitudinario che ero arrivato al punto che entravo, mi sedevo, chiaramente sempre allo stesso tavolo, e senza ordinare arrivava la mia cena. In uno di questi week end mi fece conoscere un suo cliente che si occupava di impiantistica elettrica e che aveva solo 3 anni più di me. Antonio, questo il suo nome; origini napoletane e carica di simpatia contagiosa. Di solito, al sabato sera, mio padre si ritirava presto e io andavo al cinema. Dopo aver conosciuto Antonio il mio sabato sera venne stravolto e rivoltato come un calzino. Antonio mi disse: "Basta cinema. Da adesso in poi discoteca."
Ora, io e la discoteca non siamo mai andati molto d'accordo anche perché non è che il ballo mi attirasse molto.
Comunque mi venne a prendere verso le dieci di sera con la sua Rover 3500 Coupé, una macchina fantastica con interni incredibili, un gran motore e un consumo vicino a quello di una Ferrari; per fortuna pagava lui. Mi disse che non dovevamo arrivare troppo presto per cui andammo a berci una caffè ad Arona, sponda piemontese del lago Maggiore e dopo una bella chiaccherata ci avviammo verso la discoteca La Selva di Vergiate. Molto frequentata da milanesi in quanto i DJ erano quelli che all'epoca andavano per la maggiore nelle radio milanesi: Federico l'olandese volante, Leopardo, Albertino, solo per citarne alcuni.
Antonio si era occupato dell'impianto luci per cui il gestore lo faceva entrare gratis e non pagava nemmeno le consumazioni e io che ero con lui, idem.
Quando entrammo c'era già tanta gente anche se la serata disco non era ancora incominciata. Si usa va fare un'oretta di musica d'ascolto prima di scatenare le danze. Appena entrati mi portò verso le consolle, che erano poste un po' più in alto rispetto alla pista, e cominciò a salutare i suddetti DJ con baci e abbracci presentandomi con il suo più caro amico. Io pensavo fosse finita lì quando, non ricordo se fosse stato Federico o Leopardo, prese in mano il microfono e con la voce impostata come si usava allora: "Wow, un applauso per i nostri amici Antonio e Gianni, wow, wow, che stasera sono qui con noi e hanno voglia di vedervi ballare. Dai tutti in pista". L'effetto di quella sparata lo compresi solo poco dopo quando abbandonammo la zona DJ. Non eravamo ancora arrivati a livello pista che una decina di ragazze voleva conoscerci. Credetemi. Non ho mai conosciuto tante ragazze in una volta come quella sera, nemmeno ai raduni MTC e AIFB. Passammo una bellissima serata alla Selva fino alle due, poi, visto che si approssimava l'orario di chiusura, andammo in un locale a Gallarate che stava aperto fino al mattino dove incontrammo diverse persone che avevamo conosciuto prima. Tornai a casa che erano le 5. Mi misi a letto e ... alle 6 mio padre viene a svegliarmi visto che dovevamo andare in montagna. Noooo. Mio padre era un martello. Non arrivavi a un minuto tra una chiamata e l'altra e io continuavo a rigirarmi nel letto visto che nessuna parte di me voleva abbandonarlo. Questo fino a quando mio padre cominciava a ripetere cantilenando: "Alla sera leoni, alla mattina coglioni". Questo proprio non lo sopportavo e mi alzavo. Avevo passato un sabato serata stupenda e una domenica da incubo.
Ripetemmo le nostre serate molte volte e anche se erano sempre uguali, tipo, per chi l'ha visto, il film "Il giorno della marmotta", mi sono sempre molto divertito anche perché dalla volta successiva l'impegno della gita in montagna con mio padre fu sospeso.
Smisi di andare a Gallarate quando non fu necessario andare a dare una mano a mio padre e a Brescia aprì un locale splendido che rimase unico nel suo genere, il Discover. Locale ricavato in un vecchio cinema teatro in cui potevi accedere solo se in possesso di apposita tessera che non costava moltissimo ma che veniva data, in numero chiuso, ad insindacabile giudizio dei proprietari oppure se eri accompagnato da uno con la tessera. Il bello del locale era che la pista da ballo era ricavata sul palco, in platea divanetti e poltroncine e in galleria delle piazzole dove c'erano dei tavolini e dove la musica arrivava attenuata e potevi scambiarti due parole. Si pagava l'ingresso solo il venerdì e il sabato mentre al giovedì e alla domenica pagavi solo la consumazione. Una sera venne come DJ Leopardo e ci salutammo molto volentieri. Purtroppo non durò molto per questioni di "vicinato" leggasi ripicche di altre discoteche della zona. Provarono a riaprirlo un anno dopo con ingresso libero ma, tolto l'abbrivio iniziale non raggiunse mai il livello del primo.

sabato 23 aprile 2016

I BISCOTTI BRESCIANI


Il biscotto bresciano raccontato dal Maestro Iginio Massari


Questo post non volevo o, meglio, non riuscivo a farlo perché in questi giorni i miei pensieri vanno tutti a quello che sta accadendo a una persona a me vicina e alla sua lotta che in un futuro molto, molto, troppo prossimo avrà la sua ineludibile fine.
Mi hanno convinto a pubblicare lo stesso le care amiche dell'MTC e il pensiero che anche lei tutto vorrebbe fuorché cambiare i miei impegni e le mie abitudini. Non riesco però a fare un post come quelli che di solito faccio per le sfide dell'MTC e sarà, di conseguenza, un po' ridotto.
Il tema di questo mese per l'MTC è stato proposto da Dani & Juri del blog Acqua e Menta.
Se volete cimentarvi nella realizzazione di biscotti vi consiglio di leggere il loro post che è estremamente esaustivo per le varie tipologie proposte.

Come dice il Maestro Iginio Massari il biscotto bresciano è un biscotto da inzuppo e può effettivamente fregiarsi del nome biscotto in quanto sono necessarie due cotture.


Essendo un biscotto rustico la cui origine non è ben definita nel tempo ho volutamente evitato di usare stampi o sac a poche ma ho steso l'impasto e ho tagliato dei pezzi abbastanza regolari che però, spostandoli sulla placca, hanno subito qualche piccola deformazione.
Li ho fatti di forma e dimensione diversi di quelli che si trovano in commercio.(piccoli e tondeggianti) in modo da agevolare l'inzuppo dei biscotti.
Ultima annotazione; li ho fatti assaggiare (per cena?) a mia suocera in sostituzione dei suoi amati biscotti Plasmon. Ebbene li ha mangiati senza brontolare come al solito e, udite udite, ne ha voluto uno da mangiare da solo come dopo cena.

Oltre a proporre la sfida, come d'uso nelle sfide dell'MTC, ecco l'infografica di Daniela del blog Acqua e Menta 


e, per la serie, una ne penso cento ne faccio, questo mese "Dimmi che biscotto vuoi e ti dirò chi sei" e io scelgo i Krumiri di Casale Monferrato:

25. Krumiri di Casale Monferrato - Lo Stakanovista: lo sciopero non ti tocca, il sindacalista non ti fila. Non prendi un giorno di ferie dal '63. (Non avete idea di quanto è azzeccato)

Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di aprile 2016


INGREDIENTI (circa 15 biscotti #)
400 g di farina 00
60 g di burro
25 g di latte intero
1 uovo (30 g)
1 albume (20 g)
10 g di zucchero
10 g di miele
Bacca di vaniglia usata
5 g di carbonato di ammonio (ammoniaca per dolci)
5 g di lievito in polvere
5 g di sale
(#) Le quantità indicate sono quelle da me utilizzate ma per un impasto ottimale andrebbero tutte moltiplicate per 5 (2 kg di farina 00) o meglio ancora per 10 (4 kg di farina 00)

PREPARAZIONE
In un pentolino scaldare il latte con la bacca di vaniglia, spegnere e lasciare in infusione per una mezz'oretta.
Fare fondere il burro quindi aggiungere lo zucchero, il miele, il sale ed il latte filtrato. Mescolare e amalgamare bene; aggiungere la farina setacciata, il lievito il carbonato di ammonio e l'uovo. Mescolare e amalgamare bene tutto l'impasto. Anche se vi sembrerà un po' asciutto non aggiungere altri liquidi perché sarà sufficiente l'albume ad ammorbidirlo (io ho aggiunto un cucchiaio di latte e, alla fine, l'impasto era troppo morbido).
Montare a neve ben ferma gli albumi. Aggiungere gli albumi all'impasto amalgamando con il classico movimento dal basso verso l'alto.
Una volta incorporato bene l'albume montato mettere l'impasto su un foglio di carta forno posizionare sopra un altro foglio di carta forno e con il mattarello stenderlo fino a uno spessore di 4-5 mm.
Togliere il foglio superiore di carta forno e, con una rotella liscia o dentata sagomare i biscotti a proprio piacere (io ho fatto dei rettangoli di circa 8x4 cm).
Posizionare i biscotti su una placca rivestita di carta forno distanziandoli un poco tra di loro.
Portare il forno statico a una temperatura di 180°C quindi inserire la placca a metà. Fare questa operazione rapidamente in modo che il forno non scenda di temperatura così che lo shock termico non faccia "sdraiare" i biscotti. Cuocere per 15 minuti quindi togliere la placca da forno e fare raffreddare i biscotti. Una volta freddi rimettere la placca in forno a 200°C per 10 minuti lasciando una fessura nell'anta del forno.
Se non li mangiate tutti si conservano diversi giorni in scatole di latta ben chiuse.