sabato 8 marzo 2014

RISOTTO AI LAMPONI E ROBIOLA PER UNLAMPONELCUORE


Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".




Sono venuto a conoscenza della cooperativa Agricola Insieme da questo post pubblicato da Annamaria sul suo blog La cucina di qb ed il suo racconto non ha potuto emozionarmi e quando Wonder Woman Alessandra ha proposto l'iniziativa che poi ha preso il nome di Unlamponelcuore non ho potuto esimermi dal partecipare.
Mi fa oltremodo piacere che questa iniziativa avvenga l'8 marzo, festa della donna e, come riportato nella fotografia iniziale del post, per un 8 marzo senza la solita mimosa.
Voglio sgombrare il campo da ogni possibile equivoco. Personalmente trovo la festa della donna una non festa perché non viene utilizzata festeggiare la donna in quanto tale ma è l'occasione per parlare dei problemi delle donne. Ma non è parlandone o sensibilizzando l'opinione pubblica un giorno all'anno che si risolvono le differenze che tuttura esistono tra uomo e donna nei più svariati campi. Se si vuole risolverli veramente se ne deve discutere ed affrontare tutti i giorni e non solo l'8 marzo.
Personalmente sono favorevole ad una società matriarcale e sono sempre più convinto che se fossero le donne a tenere il bastone del comando vivremmo in un mondo migliore.
Le donne, pur con tutti i loro difetti, sono molto più razionali, sensibili ed attente al benessere delle persone che le circondano degli uomini.
Perlando in generale, escludendo quindi casi particolari, le donne, rispetto agli uomini, sono molto meno curruttibili e meno propense ad atti di forza bruta.
Non è assolutamente un caso che la Gran Bretagna abbia risolto la crisi in cui era finita grazie ad una donna, Margaret Thatcher e non è un caso che a capo della più grande economia europea ci sia un'altra donna, la tanto detestata Angela Merkel. Detestata dalle altre nazioni ma non sicuramente dai tedeschi.
E quando arriverà una donna che riuscirà a rilanciare anche la nostra Italia. Purtroppo sono abbastanza certo che che detiene le chiavi del potere se ne guarderà bene da lasciare che ciò avvenga perché sono altrettanto sicuro che sono consapevoli che una Angela Merkel italiana impiegherebbe poco tempo ad eliminare privilegi e stonature presenti nella politica italiana.
Il problema è che le donne hanno poca fiducia in loro stesse e nelle loro colleghe e difficilmente, su temi importanti, riescono a fare quadrato altrimenti il potere sarebbe già loro.
Per cui festeggiamo le donne 365 giorni all'anno e aiutiamole nelle loro battaglie perché quello che sanno e sapranno donarci vale infinitamente di più di ogni nostro sforzo. 


Tornando all'iniziativa Unlamponelcuore i blogger partecipanti si sono impegnati a pubblicare una ricetta in cui tra gli ingredienti principali ci fosse il lampone. Secondo voi non potevo non andare controcorrente e non proporre una ricetta salata con alla base un ingrediente che di norma si usa nel dolce? Chiaro che sì, per cui è nata questa idea del risotto ai lamponi e alla robiola. Ricetta che ha avuto come tester mia moglie, mia suocera e i miei figli con approvazione unanime.


domenica 23 febbraio 2014

STRUCOLO CON PEPERONI, ROSA CAMUNA E SALSA DEL MANZO ALL'OLIO





Oh Mari, Mari.
Che cos'hai combinato?
Ero tranquillo fino a ieri
ma da oggi sono innamorato!
Non mi piaceva quello strugolo
con tutte quelle mele
ma con questo intingolo
non mangiarlo sarebbe crudele.
E questo è proprio il terzo,
il mio primo salato.
No, non è uno scherzo
e non ero neppure obbligato.
Adesso il pallino l'ha la Gennaro
che, nonostante l'incidente,
magari piano come un carbonaro
un commento lo lascia sicuramente.


Ho seguito il consiglio che mi aveva lasciato commentando il mio primo strudel, Mari del blog Lasagna Pazza, e dopo aver preparato due versioni dello strudel dolce ho voluto provare anche quello salato, detto strucolo, cotto non al forno ma bollito.
Ho pensato che fosse giusto prepararne una versione che avesse una precisa connotazione con il territorio che da ormai tantissimi anni mi ospita.
Per il ripieno volevo un formaggio tipicamente bresciano e, una volta scartato il bagoss che non ritengo adatto per la sua consistenza, mi sono orientato sulle tante formaggelle che vengono prodotte nelle nostre valli e, a questo punto, è stato abbastanza semplice optare per la Rosa Camuna. 
Il formaggio Rosa Camuna presenta la tipica forma a fiore stilizzato simile a quello che le antiche popolazioni incisero sulle rocce della valle e che è anche il simbolo della Regione Lombardia. Il formaggio Rosa Camuna è a pasta semicotta, e viene prodotto con latte parzialmente scremato in centrifuga. Viene salato con la salamoia per 10-12 ore e prevede una stagionatura che va dai 30 ai 45 giorni.
Anche la salsa volevo che fosse fortemente caratterizzata dal territorio bresciano. Avevo pensato al classico burro versato con salvia che viene usato come condimento dei nostri mitici casonsei. Mi piaceva l'idea ma questo condimento non si può dire che sia tipicamente bresciano in quanto lo si ritrova in tantissime ricette di altre provincie e regioni.



Poi sistemando alcune carte ho trovato un foglio dove avevo annotato alcune ricette che mi ripromettevo di fare e tra le tante c'è anche il "Manzo all'olio" che è più che un piatto bresciano. È un piatto della Franciacorta e, ancora più precisamente, è una ricetta del paese di Rovato.
In realtà ho già preparato il manzo all'olio ma non avevo ancora iniziato l'avventura di questo blog e ricordo chiaramente che mi era avanzato un po' di sughetto che avevo utilizzato per condire la pasta il giorno successivo. Immaginando il sapore del mio strogolo ho pensato che quell'intingolo sarebbe stato perfetto come accompagnamento.
Alcune considerazioni sulla riuscita del piatto.
Ho tirato la sfoglia un po' troppo fine e al termine della cottura lo strogolo si è, come dire, un po' seduto.
Emanuela quando l'ha visto non era molto entusiasta dell'assaggio mentre mia figlia mi ha dato il beneficio del dubbio. Alla fine è piaciuto a tutti e, praticamente, non è rimasto nulla.
La Rosa Camuna era spettacolare! Una crema compatta e con i peperoni ci stava benissimo.
Per la salsa? Beh! Per la salsa leggete gli ingredienti e ditemi se non può uscire un qualcosa di più che buono.
Per completare la contaminazione bresciana consiglio di accompagnare questo piatto con delle Bollicine della Franciacorta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di febbraio 2014

domenica 16 febbraio 2014

STRUDEL DI FRUTTA SECCA E CREMA NAMELAKA




Per fortuna non mi piace lo strudel.
La ricetta per il tema di questo mese dell'MTC l'ho già fatta e chi ha avuto l'occasione di leggere il relativo post ricorderà che mia moglie Emanuela mi aveva suggerito di fare uno strudel con la frutta secca e la crema pasticcera.
Mi sono sentito in debito con lei per cui ho voluto preparare anche la "sua" versione.
E per confermare il pronostico della carissima Flavia (al secolo Elisa Baker) ecco la mia seconda ricetta dello strudel in versione dolce.  



Per l'abbinamento ho pensato alla crema dolce che io preferisco: la namelaka. Crema che ho scoperto grazie ad una ricetta di Maurizio Santin vista su Gambero Rosso Channel e da me a suo tempo provata (qui).
In quella trasmissione ricordo che Santin affermò che la namelaka si prestava benissimo ad essere aromatizzata (io ho già provato con il basilico) e/o colorata e visto che mi sono arrivate delle splendide arance da Ribera ho pensato di aromatizzarla all'arancia. La crema è rimasta più o meno del suo colore naturale mentre sapore e profumo erano inconfondibili.


Questa volta in cottura lo strudel si è leggermente aperto per circa metà lunghezza mentre la crema pasticcera si è come nascosta alla vista ma si sente assolutamente all'assaggio.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di febbraio 2014

giovedì 13 febbraio 2014

STRUDEL APERTO CON FRUTTA ESOTICA E GELATO AL CIOCCOLATO DEL "PASTICCIERE DEL RE"












Martedì 4 febbraio 2014 - Ore 20,30
Ho la mente ottenebrata dagli indizi relativi alla ricetta oggetto della sfida di febbraio dell'MTC. Mi domando che cosa si saranno inventate Mari del blog Lasagna Pazza (vincitrice della sfida di gennaio) e WonderWoman Gennaro. Gli indizi, come detto, non mi aiutano. Qualcuno, dopo aver saputo chi era la vincente del mese scorso, aveva commentato un post su Facebook dicendo che stavolta era probabile si finisse su qualche ricetta di pesce. Magari. Ma non ne sono convinto. È tutto il giorno che qualcosa mi frulla in testa e mi rendo conto che la mia mente si rifiuta di prendere in considerazione questa eventualità. Ho proprio paura che si andrà su qualcosa di dolce. Incrocio le dita.
Mercoledì 5 febbraio 2014 - Ore 10,30
Sono appena uscito da un colloquio con l'assessore all'ambiente di un Comune vicino a quello in cui abito. Salgo in auto e prendo il tablet. Voglio connettermi per vedere quel'è la ricetta della sfida. Digito l'indirizzo del sito, premo invio e ... wait. Sta caricando. È passato solo un secondo e mi rendo conto che la sindrome della clessidra mi ha colpito a fondo. Fisso lo schermo e attendo. Finalmente inizia a comporsi l'immagine, quanto tempo è passato? Cinque secondi. Un'eternità. Comincio a scorrere l'immagine, ecco:
MTC n° 36: la ricetta della sfida di febbraio è ...
Fisso il titolo inebetito. Lo strudel? Ma se nemmeno mi piace! Lo sapevo, un dolce, che palle. Continuo a fissare il titolo. Ca..o: la pasta sfoglia, ecco il vero tema della sfida e la mia voglia di partecipare questo mese è scesa in cantina o anche più giù.
Scorro il post e comincio a leggere: ...le versioni proposte sono due, una dolce e una salata... Anche salata; mi rinfranco un pochino e continuo a leggere: ...La caratteristica principale dello strudel è la sua sfoglia- e su questa verterà la parte più tecnica della sfida... Vedi? Avevo ragione. Comincio a pensare al panetto di impasto da spalmare con il burro e ripiegare, spalmare e ripiegare, fare raffreddare stendere con il mattarello, spalmare e ripiegare, spalmare e ripiegare. Per quante volte si dovrà ripetere il ciclo? Sette? Otto?
Continuo a leggere ...strudel dolce, con cottura in forno; la seconda è quella dello strudel salato (o strucolo), che viene avvolto in un canovaccio e bollito... Bollito? A questa poi proprio non la sapevo ma la sfida mi ispira sempre meno. Proseguo ...In tutti i casi, il limite delle vostre proposte è sempre fissato a 5 ricette (non 10, come mi auguro che non sia venuto in mente a nessuno)... Sinceramente è un problema che non mi pongo. Sarà tanto se riuscirò a farne una. Arrivo in fondo al post, leggo la spiegazione degli indizi e mando la Gennaro a visitare un paese lontano. Ma lontano, lontano. Ora non ho tempo e nemmeno voglia di leggere la ricetta di Mari. Lo farò stasera. Forse.


Mercoledì 5 febbraio 2014 - Ore 18,00
Sono davanti al computer e vado sul blog di Mari a leggere la ricetta. Scorro la prima parte e, come sempre, scopro tante cose che non sapevo. Apprezzo soprattutto i riferimenti storici. Mi piace scoprire quali sono le origini di ricette che ormai sono parte della nostra tradizione. Arrivo agli ingredienti e tra quelli della sfoglia vedo che non c'è il burro. Scorro velocemente per andare a vedere la preparazione e mi rendo conto che la sfoglia dello strudel non è la millefoglie. E vai! Continuo a leggere e mi rendo conto che mi ricorda tanto la sfoglia della torta pasqualina. Cavolo, quella mi ero divertito a farla, ricordo che ne avevo fatte due versioni. Il tema di questo mese comincia ad intrigarmi.
Due colpi di clacson. Sta arrivando la Manu. Abbandono il computer e vado ad accoglierla. Dopo i soliti convenevoli: Come stai? Tutto bene in ufficio? Sei stanca?
- Hanno pubblicato il tema della sfida del mese dell'MTC.
- È vero era oggi. E qual'è?
- Lo strudel
- Non mi piace, lo sai
- Dolce o salato
- Non mi piace lo stesso
- Ma lo devo fare
- Almeno non metterci le mele
- No! quelle non le metto di sicuro. Avevo pensato a un ripieno tropicale tipo l'ananas.
- No, l'ananas non va bene. È troppo umido. Perché non fai qualcosa con la frutta secca?
- No, non mi convince. Beh ci penso un po' su.
Giovedì 6 febbraio 2014 - Ore 00,30
Sono a letto e prendo il tablet per leggere un libro. Ieri ho terminato "Il pasticciere del Re" di Anthony Capella. Il protagonista, Carlo Demirco, è bravissimo a preparare sorbetti e gelati. Gelati? Con lo strudel bisogna abbinare qualcosa tipo creme, salse, gelati e sorbetti. Potrei abbinare un gelato descritto, per quanto succintamente, nel libro. Mi ispirava molto quello al cioccolato. Vado a rileggerlo.

Gelato al cioccolato: non è facile da preparare, ma il risultato vale tutti gli sforzi. Mescolate una tazza di polvere di cioccolato e mezza tazza di zucchero. Aggiungete latte freddo fino a ottenere una pasta, poi due tazze di latte ben caldo. Fate sobbollire piano, senza smettere di mescolare, per otto minuti. Poi togliete dalla fiamma e aggiungete sei tavolette di cioccolata da un’oncia, tritate finemente. In una ciotola sbattete sei tuorli d’uovo e mezza tazza di zucchero fino a ottenere un composto bello chiaro. Versatevi il cioccolato, sbattendo con forza. Scaldate senza far bollire; aggiungete mezza tazza di sciroppo di zucchero; lasciate raffreddare in un bagno di acqua fredda, e infine incorporate due tazze di panna doppia prima di congelare.

Ho deciso. Farò il cioccolato come da ricetta del libro aromatizzandolo con il mio peperoncino. E lo strudel? Avendo scelto il gelato cioccolato sono ancora più convinto di fare un ripieno con frutta tropicale. Penso a quali mi piacciono di più. Cocco, banana e mango. Il cocco non lo posso mettere a pezzetti, troppo "coriaceo". E poi non ho proprio idea di come possa essere dopo la cottura. La ricetta di Mari nel ripieno ha usato il pangrattato. Perfetto lo sostituisco con la polpa di cocco grattugiata. E invece della cannella userò lo zenzero. Per limitare l'umidità della frutta all'interno farò un taglio longitudinale così da consentirne l'uscita.
Ho deciso. Mi rigiro nel letto e mi addormento immediatamente.


Domenica 9 febbraio 2014 - Ore 13,00
Servo alla Manu il mio dessert. Strudel aperto con frutta esotica e gelato al cioccolato al peperoncino del "Pasticciere del Re". Lo assaggia e attendo il suo parere.
- Uhm, uhm. Non c'è male
- Davvero niente male. Si sentono tutti i sapori, la frutta, lo zenzero. E che profumo di cocco.
- Adesso il gelato. Uhmmm, buonissimo. Avevo paura che fosse troppo dolce e invece è veramente ... buono. E mi piace anche il retro gusto del peperoncino che non senti all'inizio ma che poi avverti distintamente.
Finisce la porzione mangiando lo strudel da solo, il gelato da solo e poi insieme.
- Bravo. Non pensavo che saresti riuscito a farmi mangiare uno strudel così di gusto.
Domenica 9 febbraio 2014 - Ore 21,30
Siamo all'intervallo del posticipo del Campionato Italiano di calcio. Stasera è Inter-Sassuolo e come sempre si soffre. Entra in sala la Manu per fare uscire la Ginger per i suoi bisogni.
- Tato, non fare più quel gelato
- Perché?
- Perché l'ho finito tutto
Rido
- Allora ti è piaciuto?
- Secondo te? Anzi, non è che c'è la ricetta per fare il fiordilatte?

Questa è la genesi di questa ricetta che, guarda caso, mi sono anche divertito a preparare.
Ho voluto aggiungere una sfida ulteriore a quella proposta dall'MTC. Nonostante abbia la gelatiera ho voluto provare a fare il gelato come descritto nel libro senza utilizzare accessori elettrici. Ho utilizzato il freezer, visto che non avevo a disposizione una ghiacciaia come Carlo Demirco, ma per il resto ciotole, pentolini, mestoli, fruste, posate e olio di gomito. E sono soddisfatissimo del risultato ottenuto.
Rispetto alla ricetta riportata nel libro ho sostituito lo sciroppo di zucchero con la soluzione di glucosio sia perché non volevo un gelato troppo dolce sia perché quest'ultima evita la cristallizzazione degli zuccheri.
Ho aggiunto anche il sale perché comunque nel libro viene sempre usato il salnitro (evito di dirvi come era ottenuto) o, successivamente, il sale per fare addensare il gelato.
Per le quantità ho ipotizzato che la tazza usata come unità di misura sia la stessa usata nei paesi anglosassoni e ho fatto le conseguenti equivalenze dividendo il tutto per 2 perché mi sembrava troppo.

Avevo pensato di racchiudere lo strudel ed il gelato in una gabbia di caramello ma non mi è venuto bene né la gabbia né la fotografia per cui alla fine ho rinunciato. Ho pensato però che fosse giusto fare vedere, seppur ignobile, quale sia stato il risultato.


A proposito di fotografie, le condizioni di luce (di sera in interno) e di temperatura (con mia suocera e la Manu 22° in casa è appena accettabile) hanno fatto sì che, per mantenere una certa consistenza del gelato, ho dovuto preparare la pallina quando questo ancora piuttosto solido (per non dire duro) e rimettere la pallina in freezer fino al momento di utilizzarla; nonostante questo accorgimento ed il piatto freddo, si può notare che già si stava sciogliendo alla base.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di febbraio 2014

domenica 2 febbraio 2014

POLLO SPEZIATO CON VERDURE ALL'ORIENTALE



In questi giorni mio figlio Giacomo ed io abbiamo iniziato una nuova avventura nel variegato mondo dei blogger.
Tutto è nato qualche mese fa quando, parlando con Giacomo, sono venuto a sapere che ad alcuni suoi amici americani sarebbe piaciuto trovare in un blog i piatti della tradizione italiana nella loro versione classica e non "americanizzata".
A Giacomo sarebbe piaciuto anche fornire un'informazione di località e luoghi italiani fuori dai classici tour per stranieri e la conseguenza logica è stata quella di pensare di abbinare una ricetta per ogni località proposta.
Inizialmente avevamo pensato di escludere le grandi città ma, dopo approfondite discussioni, abbiamo deciso di proporre anche delle attrazioni che pur essendo in città turistiche sono fuori dai circuiti internazionali.
L'idea di partenza c'era; si trattava ora di decidere come svilupparla ed attuarla.
Innanzi tutto abbiamo deciso che doveva essere in lingua inglese e, vista la mia indiosincrazia per questo idioma, la stesura delle scritte del blog e dei testi dei post la avrebbe fatta Giacomo con eventuale supporto di Rossella.
Io mi sarei occupato delle ricette: esecuzione, fotografia, descrizione (tradotta poi dai figli).
Giacomo delle località e dei luoghi di interesse.
Per il nome del blog è stato logico, soprattutto per aumentare le possibilità direperibilità con i motori di ricerca, scegliere Italian places and recipes
Come potevamo dare una sequenza se non logica quanto meno lineare a quello che saremmo andati a pubblicare?
Dopo qualche settimana in cui avevamo spesso delle idee che naufragavano con la stessa velocità della loro nascita Giacomo mi dice: "Perché non facciamo raccontare il tutto a due personaggi, padre e figlio, cuoco e viaggiatore e che si prendono amabilmente in giro?".
L'approvazione è stata immediata come anche l'idea di non presentarci "fotograficamente" ma con un'immagine che fosse la nostra caricatura.
A questo punto ci è venuta in aiuto la Mai (I colori della curcuma) che si è offerta di prepararci le nostre caricature e l'immagine dell'intestazione del blog.


Il risultato è andato oltre le nostre più rosee aspettative e ci siamo immediatamente riconosciuti e identificati nelle immagini di Mai.
Alla fine Johnnie (io) e Jammy (Giacomo) si trovano improvvisamente in Italia e cominciamo a girarla senza un itinerario ben definito ed a proporre 1 o 2 post relativi a luoghi che consigliamo di visitare abbinati ad un post con la ricetta che avremo scelto per quella località. Il tutto con un filo conduttore ironico e divertito.
Vediamo se saremo capaci di realizzare qualcosa di interessante.


Questa ricetta è nata perché oggi dovevo mangiare del petto di pollo che, anziché fare come al solito alla griglia, ho voluto cucinare con ingredienti e spezie che richiamano i paesi asiatici.

lunedì 27 gennaio 2014

SPEZZATINO DI CINGHIALE, PURÈ DI CAROTE E CIPOLLE ROSSE AGRODOLCI


Nuovo anno e si riparte con le sfide dell'MTC.
Questo mese il tema è stato scelto da Chiara e Marta, due sorelle toscane, del blog La cucina spontanea che hanno proposto lo spezzatino.
Dallo spezzatino alle cotture a fuoco lento il passo è stato spontaneo.
Come al solito le concorrenti si sono sbizzarite sia nella scelta delle carni che negli abbinamenti che nei metodi di cottura.
Confesso che, dopo aver letto il post di Fabiana del blog Tagli e intagli con il suo Spezzatino ancestrale cotto nella terra come fanno i Maori, mi sono chiesto se era il caso di partecipare o passare la mano.
Al di là dell'ammirazione per la proposta di Fabiana resta il fatto che ho sempre interpretato l'MTC soprattutto come una sfida con me stesso e non con gli altri per cui non mi restava che mettermi all'opera.
Contrariamente a quanto di norma faccio con i post dell'MTC, questa volta non racconterò né anedotti né storielle ma mi limiterò a raccontare come è nata l'idea di questa ricetta.


Il 5 gennaio, domenica, prima di andare a leggere quale fosse il tema della sfida, ho messo in cottura quello che avevo programmato per il pranzo. Stracotto d'asino con polenta (tra l'altro non ho ancora preparato il post relativo).
Quando ho letto il tema del mese non ho potuto fare a meno di sorridere pensando che la carne d'asino sarebbe stata perfetta per farne uno spezzatino.
Tralasciando l'asino inizialmente avevo pensato di preparare una ricetta che avesse delle contaminazioni orientali per cui ho chiesto a mia figlia Rossella di chiedere al suo ragazzo Hou se ci fosse qualche ricetta cinese che potesse essere considerata uno spezzatino.
Non ho ottenuto delle risposte che mi stimolassero a mettermi ai fornelli per cui ho guardato in altre direzioni.
Un giorno dando una lettura rapida al Giornale di Brescia ho visto un articolo che informava che era stato dato il via libera alla caccia per il contenimento del numero dei cinghiali che popolano le colline ed i monti del bresciano.
Ho un amico cacciatore e ricordai che tempo addietro mi disse che la caccia ai cinghiali non era aperta a tutti perché, controllata e contingentata dalla Provincia, possibile solo in caso di selezione e contenimento degli esemplari e che solo una ristretta cerchia di cacciatori poteva praticarla.
Leggere questo articolo sul giornale e decidere di fare uno spezzatino di cinghiale è stato praticamente simultaneo.



A quel punto dovevo recuperare della carne di cinghiale ed il mio amico cacciatore, da me interpellato, mi ho dato un nominativo di un macellaio della provincia che teneva questa qualità di carne.
Mi sono procurato la carne, confezionatami sottovuoto e, in funzione di altri impegni, ho programmato l'esecuzione della ricetta per domenica 26.
Potete immaginare la mia sorpresa quando giovedì 23, aprendo la mail vedo il solito messaggio di Giallo Zafferano con la ricetta del giorno "Spezzatino di cinghiale con polenta taragna".
Di norma vado a leggere queste mail solo quando vedo nel titolo ricette che suscitano il mio interesse (abbastanza poche) altrimenti le cancello.
Questa volta non ho potuto fare a meno di andare a leggerla anche per un confronto con quella che avevo in mente io e benché qualche similitudine ovviamente ci sia, ci sono anche differenze negli ingredienti della marinatura e dell'intingolo dello spezzatino.


Nel lancio della sfida era indicato come obbligatorio abbinare allo spezzatino almeno un contorno e qualche cosa che servisse a raccogliere l'intingolo.
Per quest'ultimo la scelta è stata immediata. Fin da quando l'avevo fatto nell'ottobre del 2012 volevo rifare il Katmer Pogaça, il pane sfogliato turco e stavolta l'ho fatto semplice senza il ripieno.
Per l'accompagnamento avevo poche idee e confuse. Visto che il cinghiale è comunque selvaggina avevo pensato a una confettura di frutti di bosco, avevo pensato alle classiche patate, alle fave, ai piselli, etc.
Poi ho letto il post di Fabiana, ho visto le proposte che venivano di volta in volta segnalate su Facebook e mi sono detto che lo spezzatino si poteva pensare di presentarlo con la sua salsa ma con le verdure abbinate ben distinte.
Nel pensare a quello che dovevo acquistare, quando sono arrivato alla carota per il soffritto mi è venuto in mente che, quando ero piccolo e passavo da lei le vacanze, mia nonna Anna mi faceva spesso il purè di carote (qualche volta abbinato a quello di patate). Quindi decisione presa: purè di carote.
Però con il purè di carote dovevo abbinare qualcosa che andasse in contrasto con il suo sapore tendenzialmente dolce. Mi è venuto in mente il soffritto e ho pensato che delle cipolle rosse in agrodolce potessero starci bene.
Considerazioni finali
Il cinghiale dopo una cottura così prolungata (3 ore e mezza) era morbido come burro e si scioglieva in bocca. Non ho aggiunto sale nello spezzatino perché era ben saporito di suo.
Il pane sfogliato è venuto benissimo. Degli 8 pani fatti Emanuela me ne ho lasciasto 1 e mezzo ed il resto se l'è imboscato.
Sono soddisfatto dell'abbinamento con il purè e con le cipolle anche se quest'ultime, lo confesso, non erano come me le ero prefissate. O meglio. Lo erano prima che, convinto di aver spento il fornello, hanno invece proseguito la cottura per altri 10 minuti buoni con la conseguenza che sono venute un po' più scure di quello che mi ero prefissato e un po' più caramellate.
Nell'insieme le mie tester hanno apprezzato.

Nel preparare questo post mi sono accorto che tra i post in bozza c'è anche uno spezzatino speziato che avevo preparato qualche tempo fa. Non sono sicuro di riuscirci ma se mi è possibile proporrò anche quello.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di gennaio 2014

giovedì 5 dicembre 2013

... è scoccata L'ORA DEL paTÈ


In questi giorni in Facebook tante persone hanno continuato a pubblicare la frase "Questo Natale: niente biscotti" e chi non era a conoscenza del motivo non ci ha capito nulla.
La finalità è stata di attirare l'attenzione di chi ci legge e ci segue fino alla data di oggi perché alle 9,00 molti blog di appartenenti alla community dell'MTC, hanno pubblicato un post, tutti con lo stesso titolo e tutti con la stessa immagine principale, per presentare il primo libro della community e stasera alle ore 18,00 presso La Feltrinelli di Genova avverrà la presentazione ufficiale. Il libro è "L'Ora del paTé".
Cos'è questo libro?  È la prima monografia della community dell'MTChallenge; la prima, speriamo, di una lunga serie dove verranno ripresi i temi che sono stati oggetto delle sfide mensili dell'MTC.
Il termine sfida è quello che ho associato quando ho deciso di iniziare la mia avventura all'MTC nel gennaio del 2011.
Una sfida agli altri concorrenti che presto si è tramutata in sfida con me stesso visto che i concorrenti si sono tramutati in amici e compagni di avventura.
Fin dall'inizio ho cercato di dare una mia personale impronta alle ricette che presentavo, sia nel post che nella ricetta stessa. Prova ne sia che, commentando la mia prima ricetta, Alessandra Wonder Woman Gennaro mi scrisse "Anche questa, è una novità, perchè finora non abbiamo avuto ripieni crudi!".
Non che io sia una mosca bianca intendiamoci. Se andiamo a leggere le ricette che mensilmente vengono prodotte per l'MTC dai partecipanti ci stupiremmo se trovassimo qualche ricetta "banale". Impossibile! Chi più chi meno riesce sempre a dare una propria impronta alle proposte; chi più chi meno riesce a sviluppare al meglio il tema che mensilmente viene indicato. Un esempio? Chi avrebbe scommesso, nel settembre 2012, quando il tema era la Torta Pasqualina che sarebbero arrivate ben più di 100 ricette una diversa dall'altra?
Personalmente posso senza dubbio affermare che l'MTC mi ha insegnato tante cose e che negli ultimi 2 anni sono migliorato molto e non ho nessuna intenzione di smettere di imparare.
È per questo che attendiamo con ansia le scadenze mensili fisse dell'MTC.
È per questo che continuo a partecipare con entusiasmo.  



Ora la cosa più importante. Perché la frase "Questo Natale: niente biscotti"?
Perché con questo libro la community dell'MTChallenge sostiene il progetto "Cuore di bimbi" della Fondazione "Aiutare i bambini", nata nel 2000 per iniziativa dell'Ing. Goffredo Modena, per dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona, nel mondo e in Italia. Sono 71 i paesi del Mondo in cui operano i volontari dell'associazione. La fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere ad emergenze reali e portati avanti con abnegazione, serietà e competenza. Fra questi, Cuore di bimbi, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali.
La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
Da oggi anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua.

Fondazione Aiutare i bambini - http://www.aiutareibambini.it
Progetto Cuore di bimbi - http://www.aiutareibambini.it/component/k2/item/310-sostieni-la-campagna-cuore-di-bimbi-

Per questo urlo con quanto fiato in gola ho: QUESTO NATALE: NIENTE BISCOTTI
Invece di regalare biscotti regalate questo libro perché per quanto buoni possano essere i vostri biscotti, e sono certo che lo siano, non potranno mai essere buoni come l'azione di dare un aiuto ai bambini.

Da oggi il libro è in vendita in tutte le librerie d'Italia, su Amazon.it e su Ibs ma, soprattutto è disponibile sul sito della Fondazione: contattateli a questo indirizzo http://www.aiutareibambini.it/oradelpate e richiedete le vostre copie, in modo da sostenere con maggiore efficacia il progetto.


COLOPHON
Titolo: L'Ora del paTé
Pagine: 144

Costo: 18,00 euro
Casa editrice : Sagep - Genova
Illustrazioni di Roberta Sapino (Le Chat Egoiste)

Fotografie di Sabrina de Polo
Nel libro trovate: 41 ricette di paté, 8 di burri composti, 33 fra pani e crackers, grissini, muffins, scones chips e tutto quanto ha fatto parte della 17esima sfida dell'MTC.


Tra i tanti testimonial di questa iniziativa non potevo che segnalarvi lui:


Infine non posso nascondere la mia soddisfazione nel segnalare che a pagina 50 c'è una mia ricetta: Patè d'anatra all'arancia al rum.

Concludo con un doveroso ringraziamento ad Alessandra Wonder Woman Gennaro, che cento ne pensa e cento ne fa, per avermi reso partecipe di questa iniziativa e a tutte le amiche e amici della community dell'MTC per gli insegnamenti che tutti i mesi mi danno.

lunedì 25 novembre 2013

GNOCCHETTI DI ZUCCA AI FUNGHI


Ed eccoci nuovamente a partecipare al Recipe-tionist organizzato come sempre da Flavia di Cuocicucidici.
Anche questa volta arrivo in extremis, anzi devo corre perché la mezzanotte si avvicina.
Questo mese la Recipe-tionist è, nuovamente, la mia cara amica piacentina Elena del blog ZIbaldone Culinario. Ho avuto modo di avere un contatto con lei via FB e le avevo promesso che questa volta non potevo assolutamente mancare.
Dopo pochi giorni da quando era stata nominata Recipe-tionist ho fatto nuovamente un giro tra le sue ricette, soprattutto nell'angolo salato, ed alla fine me ne ero segnate 8 che mi ispiravano.
La scelta si è fatta difficile e non riuscivo a decidermi per cui, alla fine, visto che i giorni passavano, ho sottoposto le ricette a mia moglie chiedendogli di dirmi cosa preferisse che le preparassi.


Domenica mattina, appena alzato, ho acceso il computer per rileggermi la ricetta e, sorpresa, non c'era connessione internet e lo stesso dicasi per il tablet.
Panico. Più o meno me la ricordavo ma, visto gli scherzi che mi fa ultimamente la memoria, ero certo di toppare in qualche cosa. Come ovviare all'inconveniente? Telefonando a mia figlia Rossella.
Sono le 8,15 della domenica mattina, faccio il numero, e suona, e suona, e suona; sto per riattaccare che sento una voce provenire dall'oltretomba dire il fatidico: prroonnttooooo.
Ciao Briciola, sono il papà. Ti ho svegliato? Ah, mi spiace. Senti non è che mi potresti fare un piacere? 
Le ho spiegato il tutto e mi sono fatto leggere la ricetta.
Come ricompensa l'ho chiaramente invitata a mangiarli.
Rispetto alla ricetta originale ho variato un poco le quantità e, su richiesta di mia moglie Emanuela, ho aggiunto le patate. Avrei voluto fare saltare i pezzetti di zucca in un po' d'olio evo con un rametto di rosmarino prima di cuocerla al vapore, ma avrei aggiunto un ulteriore ingrediente ed il regolamento non lo consente per cui l'ho utilizzato solo per decorazione.
Comunque sono davvero buoni e proverò sicuramente a rifarli.


Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Novembre 2013 ospitato da Zibaldone culinario