venerdì 25 novembre 2016

TIRAMISÙ


Mettiamo subito in chiaro una cosa.
Questo tiramisù non l'ho fatto io. Arrivati alla 61^ sfida dell'MTC posso finalmente dire di partecipare con mia moglie Emanuela.
Ci voleva la sfida proposta da Susy May del blog Coscina di pollo per convincerla a partecipare attivamente con me.
Finora il suo contributo era sempre stato solo a livello di consiglio nella fase preliminare dell'ideazione delle ricette o come fotografa. ma questa volta il tiramisù ha abbattuto le ultime barriere.
Emanuela, da sempre, fa un tiramisù spettacolare utilizzando i Pavesini e non i savoiardi non per una questione di gusto dei biscotti ma perché i Pavesini sono più piccoli e molto meno spessi dei savoiardi per cui il dolce risulta molto più ricco di crema.
Preso atto che per la sfida si dovevano usare i savoiardi abbiamo deciso di tenere come base il suo tiramisù con la sola sostituzione dei biscotti.
A questo punto occorreva individuare un legame con un attore, nel mio caso attrice, e un suo film che avesse una connotazione sexy.
Ora, per me, si apriva il mondo. Quante erano le attrici che per me avevano una connotazione sexy?
Tante, troppe.
Ho pensato a Catherine Zeta Jones in Entrapment o La Maschera di Zorro, a Uma Turman sotto la pioggia in Un marito di troppo, a Kate Backinsale in Serendipity, a Ashley Judd in Colpevole d'innocenza, a ... tante altre ancora.
Alla fine Emanuela mi ha suggerito quella che per lei è a l'icona sexy per antonomasia, Marilyn Monroe nel film Quando la moglie è in vacanza nella scena in cui il passaggio della metropolitana le solleva la gonna del suo abito bianco. Ho pensato che la stessa scena fu ripresa anche con Kelly LeBrock ne La signora in rosso in cui l'espressione di Gene Wilder era lo specchio di quella degli spettatori maschi.


L'abbinamento con il tiramisù è stato relativamente semplice.
Marilyn abito bianco e nel film A qualcuno piace caldo interpreta il ruolo di Zucchero per cui qualcosa di bianco e dolce e la scelta non sarebbe potuta essere che la meringa.
Kelly LeBrock abito rosso e ho pensato alla punta di acidità che avrebbe potuto avere il personaggio interpretato da Gene Wilder quando dopo essere stato a un passo da lei si trova a rifugiarsi su un cornicione; da ciò, rosso e leggermente acidulo, la melagrana.
Abbiamo quindi fatto, oltre al tiramisù classico nella pirofila, anche due monoporzioni, una con la meringa e l'altra con la melagrana.


[Emanuela]
Per me è stata la prima esperienza da infiltrata dell'MTC, ed è stato divertente visto quanto sono golosa. Però, anche se tutti i commenti che ho letto in precedenza davano come preferiti i savoiardi nella ricetta (biscotti che per altro mi piacciono molto) io continuerò a farlo con i Pavesini.
[Io]
Parere assolutamente personale; ho trovato molto più buona la soluzione con la melagrana perché con la meringa è molto più dolce.
La Manu fa delle meringhe eccellenti ma questa volta non le ha potute fare perché siamo in un periodo veramente complicato e tempo libero ne abbiamo avuto poco per ho optato per quelle di pasticceria.



Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di novembre 2016



lunedì 24 ottobre 2016

TAPAS, MONTADITOS Y PINCHOS


Questa volta, per la sfida n° 60 dell'MTC, la cara Mai del blog I colori della curcuma ha deciso di portarci dalle sue parti visto che è catalana e la sfida è sulle tapas. O meglio, sulle 3 tipologie che da noi vengono comunemente definite tapas. Le tipologie sono:
  • Le tapas che vengono mangiate seduti in un piattino
  • I montaditos che sono pezzetti di pane conditi come si vuole
  • I pinchos che sono dei bocconi tenuti da uno stuzzicadente 

La sfida prevede la realizzazione di tutte e tre le tipologie ma che abbiano un comune denominatore.
La prima sfida è stata quella di trovare questo benedetto denominatore comune e, più velocemente di quanto pensassi ho deciso che questo denominatore ero io. Più precisamente le 3 località dove ho abitato.
Gallarate - dove sono nato e vissuto la prima parte della mia vita.
Siena - dove ho mosso i primi passi in tutti i sensi e che, anche se ci ho abitato poco, è quella che sento più profonda nel mio cuore.
Brescia - dove ho vissuto gran parte della mia vita e che amo e apprezzo più di tanti bresciani doc.


Per Gallarate ho scelto la Tapa con i bruscitt. Questo è un piatto che ha origini bustocche e poi si è diffuso nel varesotto e nella provincia di Novara. Come specificato nel post del piatto essendo una vecchia ricetta nata nelle case ci sono diverse varianti e io la preparo come la faceva mio zio Tarcisio e come la mangiavo di domenica in una trattoria che frequentavo con mio padre.
Non ho indicato nella ricetta la polenta perché ognuno prepara la propria. In questo caso io la consiglio tendente al morbido.

Per Siena ho scelto i Montaditos perché cosa c'è di più classico dei crostini toscani. Non ho fatto quelli classici con milza e fegatini di pollo perché, a casa, non me li avrebbe mangiati nessuno e avrei avuto da ridire con qualcuno di mia conoscenza per cui ho deciso di farne 3 versioni che ho mangiato lo scorso anno nei 5 mesi trascorsi in Toscana.

Per Brescia rimanevano i Pinchos e la scelta è venuta da sola. Infatti nel periodo autunno inverno, a Brescia, non c'è ristorante, trattoria, agriturismo che non proponga, il sabato e la domenica, le lumache avvolte nella pancetta servite infilzate nello stuzzicadenti

Queste le motivazioni della mia scelta tenendo anche presente che sono tutte ricette di cui sono veramente goloso

Come d'uso nelle sfide dell'MTC, ecco l'infografica di Mai del blog I colori della curcuma

Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di ottobre 2016


TAPAS - Gallarate (VA) - Bruscitt


INGREDIENTI
400 g di cappello del prete di manzo
1 salamine fresche
200 g di passata di pomodoro
1/2 bottiglia di vino corposo (io uso Barbaresco o Nebbiolo)
1 noci di burro
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
Misto di grani di pepe (nero, bianco, verde, rosa)
2-3 bacche di ginepro
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
Semi di finocchio
2 chiodi di garofano
Pizzico di noce moscata
Pezzetto di cannella
PREPARAZIONE
Tagliare la carne in modo da ricavare dei dadini della dimensione di un pisello (alternativa veloce: farsi tritare il pezzo di carne dal macellaio a grana di salame nostrano). Questa volta ho fatto così
Togliere la pelle alla salamina e sgranarla mischiandola alla carne.
Preparare un sacchettino di cotone (un quadrato da cm 20x20 è sufficiente) inserendo tutti gli aromi, spezzettando una foglia di alloro e qualche ago di rosmarino tritato. Chiudere bene il sacchettino con spago da cucina e schiacciare con un batticarne tutti gli aromi.
Mettere in una pentola capiente il burro con l'olio EVO, un rametto di rosmarino, due foglie di alloro ed il sacchettino di aromi facendo soffriggere a fiamma moderata.
Nel frattempo consiglio di sfumare il vino versandolo in un pentolino portandolo ad ebollizione per un paio di minuti così da eliminare l'alcool. Io lo faccio 2 bicchieri per volta.
Eliminare il rametto di rosmarino ed il sacchettino con gli aromi (il loro dovere l'hanno già fatto) e aggiungere la carne mescolandola bene e farla ben rosolare.
Quando la carne è ben rosolata aggiungere il vino e portarlo a sobbollire; chiudere con un coperchio e lasciare cuocere a fiamma bassa mescolando di tanto in tanto.
Dopo circa due ore aggiungere la passata di pomodori (o i pezzettoni) e lasciare cuocere coperto per almeno un altra ora mescolando di tanto in tanto.
Preparare nel frattempo la polenta di accompagnamento.
Servire ben caldo versando un mestolo di polenta ponendo un paio di cucchiai di carne al centro.

MONTADITOS - Siena - Crostini


INGREDIENTI
Pane toscano
Pomodori ramati
Acciughe distese sotto olio
Pecorino toscano
Funghi (io champignon)
Vino bianco
Prezzemolo
Basilico
Aglio
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
PREPARAZIONE
Pelare i pomodori, tagliarli in 4 ed eliminare la costolatura interna, i semi e l'acqua di vegetazione. Tagliare la polpa in quadretti regolari.
Mettere i pomodori in una ciotola condirli con olio evo, pepe, foglie di basilico tritate e uno o due spicchi d'aglio in camicia. Mescolare, coprire con la pellicola e lasciare riposare in frigorifero per una notte.
In un contenitore con coperchio stendere i filetti di acciuga pulite del loro olio di conservazione. Aggiungere dell'olio evo a coprire e completare con un trito di aglio e prezzemolo. Coprire e lasciare insaporire per una notte in frigorifero.
Prendere i funghi, togliere i gambi, e pulire bene le cappelle con un panno umido. In una padella versare un poco di olio evo e una paio di spicchi d'aglio. Quando sarà caldo mettere le cappelle dei funghetti con la parte inferiore verso l'alto e fare cuocere qualche minuto (5-6) quindi girarli con la parte superiore della cappella in vista. Sfumare con un po' di vino bianco, salare, pepare e completare la cottura. Mettere le cappelle sul tagliere e tagliarle a fettine non troppo sottili. Metterle da parte in caldo con il proprio sughetto.
Tagliare il pane a fette di circa un cm di spessore e renderle abbastanza regolari.
Scaldare una griglia quindi posizionare le fette di pane e farle abbrustolire da ambo i lati. Quando saranno pronte preparare i crostini.
Per quelli con funghi e acciughe è sufficiente distribuirle sui crostini nappando con il loro sughetto. Per i pomodori aggiungere il sale (da mettere in ultimo in modo che i pomodori perdano poco della loro acqua) mescolare bene e distribuire sulla bruschetta completando con piccole scagliette di pecorino toscano.

PINCHOS - Brescia - Spiedini di lumache e pancetta


INGREDIENTI
Lumache
Fette di pancetta affumicata
Salvia
Pane grattugiato
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe
PREPARAZIONE
Fare lessare, in acqua leggermente salata, le lumache per almeno due ore spurgando di tanto in tanto. Un ottimo sistema per la spurgatura e quella di tenere un vecchio coltello con la lama sul fuoco e ogni mezz'oretta inserirla nella padella. Non so dire in base a quale principio funzioni ma mi era stato suggerito dalla mia ex suocera e ha sempre dato grandi risultati.
Una volta cotte togliere le lumache dal guscio e lasciarle raffreddare. Preparare in una ciotola una miscela con il pane grattugiato, l'aglio e la salvia tritati, il sale e il pepe.
Stendere la pancetta affumicata e dividerla in 2-3 parti uguali (in base alla dimensione delle lumache). Avvolgere una lumaca con ogni pezzetto di pancetta, passare "l'involtino" nel pane grattato aromatizzato e mettere da parte. Quando saranno tutti pronti fare scaldare una padella con un poco di olio evo e cuocere gli "involtini" fino ad ottenere una pancetta croccante. Infilare uno stuzzicadente in ogni lumaca e servire ben caldi.

mercoledì 28 settembre 2016

FRISELLI CON ZUCCHINE, SALSICCIA E RICOTTA


Scorrendo i vari post di FB l'altro giorno ne ho letto uno che faceva riferimento al Recipe-tiuonist gioco tra food blogger organizzato dalla cara amica Flavia nel suo blog Cuocicucidici. Per questioni di tempo ho diradato le mie partecipazioni e sono passati mesi dalla ultima ed è quindi con grande piacere che ritorno a parteciparvi con questa ricetta.


La Recipe-tionist di questo mese è Lidia con il suo blog The spicy note e, una volta deciso di riprendere la mia partecipazione, per prima cosa sono andato a curiosare tra le sue ricette. Ho guardato e segnalato diverse ricette tra antipasti, primi, secondi e dolci anche se già sapevo che, per questioni tecniche familiari, la mia scelta sarebbe andata su una pasta. Alla fine ho deciso per quella riportata nel post Sulla scia del sedanino rigato ...
Non ho usato i sedanini ma, visto che li ho trovati freschi al super, i friselli pugliesi.
Rispetto alla ricetta originale ho leggermente modificato la cottura di salsicce e zucchine e ho aggiunto la ricotta per dare un po' di cremosità in più al piatto e i grissini frantumati per la nota croccante.


venerdì 23 settembre 2016

GNOCCHI DI PATATE AL BURRO FUSO CON VONGOLE E CREMA DI PANE


Quando ho letto il tema del mese dell'MTC, scelto dalla carissima Annarita del blog Il bosco di alici, sono stato felice perché gli gnocchi di patate sono uno dei miei piatti preferiti.
Come tutti credo, ho il ricordo di mia nonna Anna che preparava gli gnocchi per noi nipoti e che ci consentiva di dare una mano a rigarli. Dovevamo però promettere di non mangiarli crudi (e qui partiva la frase terroristica) "perché se li mangiate crudi si attaccano alle pareti dello stomaco e poi deve intervenire il dottore per farli sparire". La storiella funzionava quando si era proprio piccoli poi, o è arrivata la consapevolezza che la storia non fosse vera o non si riusciva a resistere al desiderio di contravvenire alle regole (e in questo ero davvero bravo) e partiva l'assaggio cercando di non farsi vedere il che non ci riusciva praticamente mai. Quante belle vacanze mi sono fatto da mia nonna. Al mattino si andava a giocare con gli altri ragazzini del caseggiato o nel cortile o nella vicina brughiera dove c'era una balera con la pista in cemento. La sirena delle 12 della Siae Marchetti ora Augusta Westland ci segnalava che si doveva rientrare per il pranzo. Mangiavo con i nonni e mio zio poi lui rientrava in fabbrica e io andavo da mia zia Lisa che lavorava in casa e ricamava le coperte per una ditta della zona. Il mio compito era di tagliare i fili che spuntavano dal retro del ricamo. Mi dava 5 lire a ricamo ma ero abbastanza veloce, tanto che verso le 15 mi pagava e io andavo all'oratorio a prendere il gelato e a giocare. Poi di nuovo da mia nonna che mi mandava in un negozio che vendeva di tutto a fare la spesa con il libretto dove venivano annotate tutte le spese che sarebbero state saldate a fine mese all'arrivo della pensione. Il problema era che mia nonna spesse volte non mi diceva tutto quello che dovevo comprare ed è capitato che mi facesse andare avanti e indietro 3-4 volte. All'andata non c'era problema perché abitava in cima al paese e quindi era tutta discesa ma il ritorno con il peso della spesa era molto più duro.
Forse è stato proprio durante queste vacanze che mi è nata la passione per il volo. Mio zio mi raccontava dell'assemblaggio degli aeroplani e la casa di mia nonna era lungo il rateo di discesa (allora non sapevo che si chiamasse così) degli aerei che atterravano sulla pista della Siae Marchetti. Ricordo quando sentivo il rumore correvo sulla terrazza, al secondo e ultimo piano, per vederli passare. Erano talmente vicini che si vedeva benissimo il pilota. Oltre ai classici aerei da turismo mi piacevano da impazzire i Fairchild un aereo da trasporto con il doppio timone di coda che faceva un rumore pazzesco.
Che bei tempi. Ci accontentavamo di poco ma quel poco ci rendeva felici.

Fairchild (foto dal web)

sabato 25 giugno 2016

LA PIZZA VERACE NAPOLETANA


Ci sono periodi in cui mi piace fare e mangiare le stesse cose e uno dei cibi che più subiscono questa mia abitudine è la pizza. In questo periodo vado di Capricciosa ma c'è stato il periodo della quattro o cinque formaggi bianca, della scamorza e speck, della salciccia , funghi e grana, di tante altre e del calzone farcito.
Avevo 19 - 20 anni quando la mia pizza era il calzone farcito.
All'epoca, appena diplomato, in attesa di meglio avevo trovato lavoro come magazziniere presso il deposito di Brescia della Pirelli Cavi. Lavoro che mi occupava quasi completamente al mattino ma che al pomeriggio mi lasciava la possibilità di preparare un paio di esami di ingegneria in attesa che il rinvio del servizio di leva diventasse un atteso esonero.
Il week end lo trascorrevo di norma da mio padre a Gallarate; il sabato dandogli una mano nel suo lavoro e la domenica facendo escursioni in montagna, soprattutto in Val D'Ossola.
Il sabato sera mio padre non mangiava mai per cui andavo in una pizzeria vicino a casa, Il Ciclope, e ordinavo la mia birra media con il calzone farcito. Ero così abitudinario che ero arrivato al punto che entravo, mi sedevo, chiaramente sempre allo stesso tavolo, e senza ordinare arrivava la mia cena. In uno di questi week end mi fece conoscere un suo cliente che si occupava di impiantistica elettrica e che aveva solo 3 anni più di me. Antonio, questo il suo nome; origini napoletane e carica di simpatia contagiosa. Di solito, al sabato sera, mio padre si ritirava presto e io andavo al cinema. Dopo aver conosciuto Antonio il mio sabato sera venne stravolto e rivoltato come un calzino. Antonio mi disse: "Basta cinema. Da adesso in poi discoteca."
Ora, io e la discoteca non siamo mai andati molto d'accordo anche perché non è che il ballo mi attirasse molto.
Comunque mi venne a prendere verso le dieci di sera con la sua Rover 3500 Coupé, una macchina fantastica con interni incredibili, un gran motore e un consumo vicino a quello di una Ferrari; per fortuna pagava lui. Mi disse che non dovevamo arrivare troppo presto per cui andammo a berci una caffè ad Arona, sponda piemontese del lago Maggiore e dopo una bella chiaccherata ci avviammo verso la discoteca La Selva di Vergiate. Molto frequentata da milanesi in quanto i DJ erano quelli che all'epoca andavano per la maggiore nelle radio milanesi: Federico l'olandese volante, Leopardo, Albertino, solo per citarne alcuni.
Antonio si era occupato dell'impianto luci per cui il gestore lo faceva entrare gratis e non pagava nemmeno le consumazioni e io che ero con lui, idem.
Quando entrammo c'era già tanta gente anche se la serata disco non era ancora incominciata. Si usa va fare un'oretta di musica d'ascolto prima di scatenare le danze. Appena entrati mi portò verso le consolle, che erano poste un po' più in alto rispetto alla pista, e cominciò a salutare i suddetti DJ con baci e abbracci presentandomi con il suo più caro amico. Io pensavo fosse finita lì quando, non ricordo se fosse stato Federico o Leopardo, prese in mano il microfono e con la voce impostata come si usava allora: "Wow, un applauso per i nostri amici Antonio e Gianni, wow, wow, che stasera sono qui con noi e hanno voglia di vedervi ballare. Dai tutti in pista". L'effetto di quella sparata lo compresi solo poco dopo quando abbandonammo la zona DJ. Non eravamo ancora arrivati a livello pista che una decina di ragazze voleva conoscerci. Credetemi. Non ho mai conosciuto tante ragazze in una volta come quella sera, nemmeno ai raduni MTC e AIFB. Passammo una bellissima serata alla Selva fino alle due, poi, visto che si approssimava l'orario di chiusura, andammo in un locale a Gallarate che stava aperto fino al mattino dove incontrammo diverse persone che avevamo conosciuto prima. Tornai a casa che erano le 5. Mi misi a letto e ... alle 6 mio padre viene a svegliarmi visto che dovevamo andare in montagna. Noooo. Mio padre era un martello. Non arrivavi a un minuto tra una chiamata e l'altra e io continuavo a rigirarmi nel letto visto che nessuna parte di me voleva abbandonarlo. Questo fino a quando mio padre cominciava a ripetere cantilenando: "Alla sera leoni, alla mattina coglioni". Questo proprio non lo sopportavo e mi alzavo. Avevo passato un sabato serata stupenda e una domenica da incubo.
Ripetemmo le nostre serate molte volte e anche se erano sempre uguali, tipo, per chi l'ha visto, il film "Il giorno della marmotta", mi sono sempre molto divertito anche perché dalla volta successiva l'impegno della gita in montagna con mio padre fu sospeso.
Smisi di andare a Gallarate quando non fu necessario andare a dare una mano a mio padre e a Brescia aprì un locale splendido che rimase unico nel suo genere, il Discover. Locale ricavato in un vecchio cinema teatro in cui potevi accedere solo se in possesso di apposita tessera che non costava moltissimo ma che veniva data, in numero chiuso, ad insindacabile giudizio dei proprietari oppure se eri accompagnato da uno con la tessera. Il bello del locale era che la pista da ballo era ricavata sul palco, in platea divanetti e poltroncine e in galleria delle piazzole dove c'erano dei tavolini e dove la musica arrivava attenuata e potevi scambiarti due parole. Si pagava l'ingresso solo il venerdì e il sabato mentre al giovedì e alla domenica pagavi solo la consumazione. Una sera venne come DJ Leopardo e ci salutammo molto volentieri. Purtroppo non durò molto per questioni di "vicinato" leggasi ripicche di altre discoteche della zona. Provarono a riaprirlo un anno dopo con ingresso libero ma, tolto l'abbrivio iniziale non raggiunse mai il livello del primo.

sabato 23 aprile 2016

I BISCOTTI BRESCIANI


Il biscotto bresciano raccontato dal Maestro Iginio Massari


Questo post non volevo o, meglio, non riuscivo a farlo perché in questi giorni i miei pensieri vanno tutti a quello che sta accadendo a una persona a me vicina e alla sua lotta che in un futuro molto, molto, troppo prossimo avrà la sua ineludibile fine.
Mi hanno convinto a pubblicare lo stesso le care amiche dell'MTC e il pensiero che anche lei tutto vorrebbe fuorché cambiare i miei impegni e le mie abitudini. Non riesco però a fare un post come quelli che di solito faccio per le sfide dell'MTC e sarà, di conseguenza, un po' ridotto.
Il tema di questo mese per l'MTC è stato proposto da Dani & Juri del blog Acqua e Menta.
Se volete cimentarvi nella realizzazione di biscotti vi consiglio di leggere il loro post che è estremamente esaustivo per le varie tipologie proposte.

Come dice il Maestro Iginio Massari il biscotto bresciano è un biscotto da inzuppo e può effettivamente fregiarsi del nome biscotto in quanto sono necessarie due cotture.


Essendo un biscotto rustico la cui origine non è ben definita nel tempo ho volutamente evitato di usare stampi o sac a poche ma ho steso l'impasto e ho tagliato dei pezzi abbastanza regolari che però, spostandoli sulla placca, hanno subito qualche piccola deformazione.
Li ho fatti di forma e dimensione diversi di quelli che si trovano in commercio.(piccoli e tondeggianti) in modo da agevolare l'inzuppo dei biscotti.
Ultima annotazione; li ho fatti assaggiare (per cena?) a mia suocera in sostituzione dei suoi amati biscotti Plasmon. Ebbene li ha mangiati senza brontolare come al solito e, udite udite, ne ha voluto uno da mangiare da solo come dopo cena.

Oltre a proporre la sfida, come d'uso nelle sfide dell'MTC, ecco l'infografica di Daniela del blog Acqua e Menta 


e, per la serie, una ne penso cento ne faccio, questo mese "Dimmi che biscotto vuoi e ti dirò chi sei" e io scelgo i Krumiri di Casale Monferrato:

25. Krumiri di Casale Monferrato - Lo Stakanovista: lo sciopero non ti tocca, il sindacalista non ti fila. Non prendi un giorno di ferie dal '63. (Non avete idea di quanto è azzeccato)

Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di aprile 2016


INGREDIENTI (circa 15 biscotti #)
400 g di farina 00
60 g di burro
25 g di latte intero
1 uovo (30 g)
1 albume (20 g)
10 g di zucchero
10 g di miele
Bacca di vaniglia usata
5 g di carbonato di ammonio (ammoniaca per dolci)
5 g di lievito in polvere
5 g di sale
(#) Le quantità indicate sono quelle da me utilizzate ma per un impasto ottimale andrebbero tutte moltiplicate per 5 (2 kg di farina 00) o meglio ancora per 10 (4 kg di farina 00)

PREPARAZIONE
In un pentolino scaldare il latte con la bacca di vaniglia, spegnere e lasciare in infusione per una mezz'oretta.
Fare fondere il burro quindi aggiungere lo zucchero, il miele, il sale ed il latte filtrato. Mescolare e amalgamare bene; aggiungere la farina setacciata, il lievito il carbonato di ammonio e l'uovo. Mescolare e amalgamare bene tutto l'impasto. Anche se vi sembrerà un po' asciutto non aggiungere altri liquidi perché sarà sufficiente l'albume ad ammorbidirlo (io ho aggiunto un cucchiaio di latte e, alla fine, l'impasto era troppo morbido).
Montare a neve ben ferma gli albumi. Aggiungere gli albumi all'impasto amalgamando con il classico movimento dal basso verso l'alto.
Una volta incorporato bene l'albume montato mettere l'impasto su un foglio di carta forno posizionare sopra un altro foglio di carta forno e con il mattarello stenderlo fino a uno spessore di 4-5 mm.
Togliere il foglio superiore di carta forno e, con una rotella liscia o dentata sagomare i biscotti a proprio piacere (io ho fatto dei rettangoli di circa 8x4 cm).
Posizionare i biscotti su una placca rivestita di carta forno distanziandoli un poco tra di loro.
Portare il forno statico a una temperatura di 180°C quindi inserire la placca a metà. Fare questa operazione rapidamente in modo che il forno non scenda di temperatura così che lo shock termico non faccia "sdraiare" i biscotti. Cuocere per 15 minuti quindi togliere la placca da forno e fare raffreddare i biscotti. Una volta freddi rimettere la placca in forno a 200°C per 10 minuti lasciando una fessura nell'anta del forno.
Se non li mangiate tutti si conservano diversi giorni in scatole di latta ben chiuse. 

martedì 29 marzo 2016

VENTAGLIETTI DI PANE


Finalmente è ripartito il Recipe-tionist.
Vero che la mia partecipazione a questo appuntamento mensile non è stata, soprattutto ultimamente, molto frequente ma cercavo comunque di essere bene informato sull'andamento.
Come ho avuto modo più volte di sottolineare mi piace prendere spunto da ricette di altre/i blogger per farne una versione mia seguendo comunque i limiti imposti dal regolamento.
Sono molto felice che Flavia abbia deciso di continuare a proporre questo appuntamento mensile e mi auguro di potervi partecipare con maggiore frequenza e che altri si aggiungano a quelle che sono le partecipanti fisse.
Questo mese il blog Recipe-tionist è Un'arbanella di basilico di Carla Emilia che è già stata in passato recipe-tionist almeno un altra volta; allora avevo partecipato con il Risotto ai porri e robiola, un piatto che entrato di diritto tra quelli che preparo con buona frequenza.


Questa volta ho deciso di partecipare con questi ventaglietti di pane. La scelta è dovuta solamente al fatto che ho scoperto abbastanza tardi che il Recipe-tionist era tornato per cui ho fatto la ricetta per me più comoda anche se molte altre erano estremamente interessanti.
Stavolta, contrariamente a quanto detto sopra, non ho fatto varianti alla ricetta di Carla Emilia se non nei tempi e nello spessore dai lei indicato nel suo post penso per un refuso (2 cm al posto di 2 mm).
Un appunto che non vuole essere polemico ma costruttivo e che se i blog avessero un indice delle ricette sarebbe decisamente più comodo cercare quella che può interessare riproporre.


Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di marzo 2016


INGREDIENTI
190 g di farina 00
95 ml di latte crudo
30 g di burro
8 g di lievito di birra
5 g di succo di limone
Mezzo cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero

PREPARAZIONE
Preparare il latticello versando il succo di limone in 80 ml di latte lasciando riposare 5 minuti.
Intiepidire leggermente i restanti 15 ml di latte, aggiungere il lievito e lo zucchero quindi mescolare per fare sciogliere il tutto. Fare riposare fino a quando non si formeranno in superficie le classiche bollicine.
Mescolare nell'impastatrice la farina setacciata, il latticello, la metà del burro (15 g) fuso con il micro-onde e il sale. Cominciare ad impastare e dopo qualche minuto aggiungere il latte con il lievito. Continuare fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Ungere l'impasto con poco olio e farlo riposare in una ciotola coperto con la pellicola fino al raddoppio.
Prendere l'impasto, farlo sgonfiare e farlo riposare per altri 15 minuti.
Stendere l'impasto con il mattarello fino ad ottenere un rettangolo alto un paio di mm. Spennellare la superficie con il restante burro fuso. Tagliare delle strisce larghe 3-4 cm (io 6 strisce). Sovrapporre le strisce ottenute, pareggiare i bordi quindi tagliare la striscia in tante parti rettangolari. Premere uno dei lati lunghi per sigillare gli strati tra di loro e posizionarli in una stampo per muffin in silicone con la parte sigillata in basso. Io ho uno stampo in silicone per 6 muffin e ho quindi ottenuto 6 ventaglietti. 
Fare lievitare coperto per un ora. Cuocere in forno a 200°C per 15-20 minuti fino a doratura.
Io ho fatto una pre-cottura a tarda sera di 10 minuti che ho completato al mattino con altri 10 minuti.
Fare raffreddare su una griglia.

domenica 13 marzo 2016

BRODETTO DI PESCE COTTO E CRUDO


Sono passate molte edizioni dalla mia prima partecipazione all'MTC, precisamente gennaio 2011 con la sfida sugli involtini di verza.
Ci voleva la vittoria di Anna Maria Pellegrino del blog La cucina di qb, per avere di nuovo una sfida con il pesce, anzi, con il pescato: Il brodetto dell'Adriatico. Finora solo una volta il pesce era stato tema della sfida: il baccalà alla livornese di novembre 2011.
In tutte queste edizioni pare che un paio di volte sia andato vicino alla vittoria e, se per un verso vincere darebbe una spinta notevole alla mia autostima, per l'altro sarebbe un incombenza troppo onerosa. Proporre una sfida che sia quanto meno in linea con le precedenti e dover fare da giudice lo ritenevo e lo ritengo tutt'ora, difficilissimo e probabilmente fuori dalla mia portata.
Comunque, per non farmi trovare impreparato, da un po' di tempo tenevo accuratamente riposto il tema che avrei voluto proporre: La zuppa di pesce. Zuppa di pesce, non brodetto.
In verità, da quando la Patty ci ha fatto disossare il pollo mi è venuto anche il desiderio di vedervi tutte/i pulire e sfilettare un bel pesce.
La ricetta che propongo per la sfida di questo mese è nei miei pensieri da molto tempo anche perché a mia moglie piace molto il pesce crudo e meno quello cotto.
Non l'ho mai pubblicata perché pensavo di inserirla nell'eventuale post della sfida per specificare il tipo di zuppa di pesce esclusa dalla stessa. Per intenderci avrei voluto vedere zuppe come il cacciucco, la bouillaibasse, la zuppa all portoghese (caldeirada de peixe), la zarzuela, etc.
La caratteristica principale di questa ricetta è la cottura nel piatto versando sul pescato il brodo bollente così da avere la parte esterna cotta con l'interno ancora crudo.
Dopo circa un minuto dal momento in cui avremo versato il brodo bollente avremo i pezzetti di pesce caldi e cotti all'esterno e freddi e crudi all'interno.
In questo modo avremo sensazioni diverse date dalla temperatura e dalla consistenza nello stesso boccone.
Ricordo che quando andai a Genova alla presentazione del primo libro dell'MTC, L'ora del paté, Alessandra e Giulio ci portarono a cena a La Bigoncia dello chef Corrado Carpi dove servono specialità genovesi. Non mangiai nulla perché ero indisposto ma ricordo che ci portarono una portata di lattughe ripiene dove viene versato il brodo chiarificato caldo. Pur non avendo mangiato dai commenti degli altri commensali ebbi la certezza che la mia idea potesse funzionare.

Prima di versare il brodo bollente
Ho voluto aromatizzare il fumetto di pesce per cui ho aggiunto lo zenzero in quantità minima in modo da non coprire il sapore del pesce ma di dare un poco di freschezza e un leggerissimo sentore di piccante.

Dopo aver versato il brodo bollente
Avrei voluto inserire nelle fotografie la brocca con il brodo ma l'unica decente che avevo non ha resistito alle sollecitazioni del brodo bollente e si è staccata la parte inferiore facendo uscire tutto il contenuto.
Per questo motivo ho dovuto rifare il brodo e per fortuna ne avevo congelato abbastanza.
Anche stavolta ringrazio la Manu per le fotografie che ha fatto con il suo nuovo I-phone 6 Plus (definizione maggiore rispetto a tante reflex).

Come d'uso nelle sfide dell'MTC ecco l'infografica di Daniela del blog Acqua e Menta 


Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di marzo 2016