Visualizzazione post con etichetta Ricette; Pane. Mostra tutti i post
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martedì 24 novembre 2020

PAN BRIOCHE


Ebbene sì.
Questa è stata la prima volta che ho preparato il pan brioche.
Il motivo? Beh! Non è che mi sono alzato e ho detto oggi faccio il pan brioche.
No. Molto semplicemente ho deciso di preparare, per le prossime feste il panettone gastronomico, e, visto che la maggioranza dei pasticceri e dei fornai, affermano che la base è l'impasto del pan brioche ho deciso di provare a farlo.
Felicità della Manu a cui il pan brioche piace molto.
Non per vantarmi ma è venuto veramente buono nonostante qualcuno mi dicesse:
  • non sta lievitando, 
  • perché smonti la lievitazione, 
  • così non lievita più,
  • hai fatto una treccia da schifo,
  • nonostante tutto cresce ma la superficie è già scura
  • devo dire che l'aspetto non è male
  • posso assaggiare o devo aspettare
  • però, proprio niente male
  • veramente buono
Resta il fatto che comunque è stato apprezzato.


Ho guardato in rete e le ricette sono tutte molto simili. Molte utilizzano il lievito di birra o secco o fresco. Il mio pan brioche l'ho fatto con lievito madre idratato al 50% e ho utilizzato un pizzico (1 g forse di  lievito di birra fresco per fare da starter alla lievitazione.
Ho fatto qualche modifica anche al procedimento perché mi sento sicuro di quello che descriverò. 
In rete si trovano ricette le cui dosi sono per forme da pan brioche di lunghezza 40-42 cm.
Io le ho interpolate per la mia forma da plum-cake da 25 cm. 

Comunque modificherò questa ricetta per il panettone gastronomico adeguando le quantità di sale e zucchero.

Primo assaggio con marmellata di limoni

Buono anche da solo è spettacolare con una buona marmellata o con una crema alla nocciola.

INGREDIENTI (per forma da plum-cake di 25 cm)
Impasto
Tra parentesi le dosi senza utilizzo di pasta madre
155 g (180) farina Manitoba
155 g (180) farina 00
115 g (145) latte intero
35 g di zucchero semolato
1 uovo
1 tuorlo
110 g burro morbido
6 g sale
1 g (8) lievito di birra fresco
84 g (0) di lievito madre al 50%

Finitura
1 uovo
1 cucchiaino di latte

PREPARAZIONE
Preparare tutti gli ingredienti pesati mescolando le due farine e scaldando il latte a ca. 30°C
Tagliare il burro in una decina di pezzetti e farlo ammorbidire.
Nel vaso della planetaria mettere il lievito madre, il pizzico di lievito di birra, lo zucchero, l'uovo e il tuorlo ed il latte.
Azionare la planetaria al minimo per amalgamare gli ingredienti.
Aggiungere un poco di farina e fare inglobare. Ripetere l'operazione per altre 3/4 volte.
Quando si versa per l'ultima volta la farina aggiungere anche il sale.
Iniziare ad incorporare il burro inserendo un pezzetto alla volta aspettandone l'assorbimento prima di aggiungerne altro.
Terminata l'aggiunta del burro azionare la planetaria a una velocità superiore.
L'impasto sarà pronto quando le pareti del vaso della planetaria risulteranno pulite.
Si otterrà una massa compatta, morbida e leggermente umida.
Lavorarla a mano pirlandorla fino a ottenere una palla (forma tipo quelle delle pizze)
Su una placca mettere un foglio di carta forno, appoggiare l'impasto e coprirlo con la pellicola lasciata lasca.
Mettere in forno con la luce accesa e lasciare lievitare fino al raddoppio (un paio d'ore).
NB - Io accendo il forno alla massima potenza per un minuto quindi spento con la luce accesa.
Preparare lo stampo imburrandolo bene, come ho fatto io, o rivestendolo di carta forno.
Trascorso il tempo riprendere l'impasto, dividerlo in tre parti e fare dei salcicciotti.
Unire in alto i tre capi e formare una treccia e inserirla nello stampo adeguandola bene.
Rimettere in forno a lievitare per un ora o, almeno fino a quando l'impasto non avrà raggiunto il bordo dello stampo.
Togliere dal forno l'impasto e accendere il forno a 180°C in modalità statica
In una ciotola amalgamare il tuorlo ed il latte e spennellare bene tutta la superficie quindi, una volta raggiunta la temperatura di cottura infornare per 40 minuti.
Se la superficie dovesse colorarsi troppo, dopo una ventina di minuti, coprire con foglio di alluminio.
Sfornare, togliere dallo stampo capovolgendolo quindi farlo raffreddare su una graticola in modo che circoli aria anche nella parte sottostante, coperto da un panno pulito.
Lasciare intiepidire prima di tagliare.

mercoledì 29 aprile 2020

PANINI ALL'OLIO


In questo periodo di clausura uno degli svaghi che mi concedo è quello di fare il pane. Ho fatto vari tipi di pagnotte, un pane rustico con lievito madre (qui), ho provato i panini mantovani, oggetto di un prossimo post, ho fatto le michette che dovrò rifare perché non mi sono uscite benissimo.
Invece questi panini all'olio sono venuti buonissimi al punto che la Manu me li ha fatti rifare immediatamente.
In questo periodo sto utilizzando, a seconda delle necessità o il classico lievito di birra o il lievito madre regalatomi da Antonio il proprietario e pizzaiolo della pizzeria Verace di Gussago.
Il lievito madre che mi avevano regalato i cari Giodisca e Fabio del Forno di Rivanazzano di Siena è purtroppo defunto per mio demerito visto che non lo avevo curato con continuità.


Per la ricetta di questi panini ho cercato su internet e alla fine, come quasi sempre quando si tratta di impasti. ho seguito la ricetta di Vittorio del sito Viva la focaccia e volendo la potrete trovare a questo link.
Dai consigli di Vittorio voglio evidenziarne due che sono fondamentali per la riuscita del pane:
la temperatura dell'acqua deve essere tra i 28 e i 30°C
nella formatura dei panini dopo la prima lievitazione mentre si arrotolano a ogni giro si deve fare forza con il pollice così da dare forza all'impasto che nella successiva lievitazione che nella cottura non si siederà.
Si possono conservare per tre giorni se avvolti con del telo (quello delle camicie è perfetto).



INGREDIENTI (8 panini)
500 g farina 0 - W240-260
250 g acqua
50 g olio extra vergine d'oliva
1 tuorlo
15 g sale
6 g di miele o zucchero
18 g lievito di birra

PREPARAZIONE
Preparare tutti gli ingredienti.
Nella ciotola della planetaria versare l'acqua (28-30°C) e il lievito e farlo sciogliere. Aggiungere il tuorlo, l'olio e il miele. Mescolare bene gli ingredienti. Aggiungere metà della farina e azionare la planetaria alla velocità minima; in questa fase è possibile che vediate dei grumi ma non è un problema perché verranno assorbiti. Dopo 5 minuti aggiungere ancora una parte della farina e azionare la planetaria al minimo fino a che non verrà assorbita. Aggiungere la restante farina tenendone un poco per la spianatoia e il sale. Azionare sempre al minimo la planetaria fino all'assorbimento della farina quindi aumentare la velocità per qualche minuto. Quando otterrete un impasto liscio e setoso )8-10 minuti) versarlo sulla spianatoia con la restante farina e continuare ad impastare a mano dando forza utilizzando i pollici.
Fare una bella palla e posizionarla sulla placca da forno coperta da carta forno. Fare tre incisioni sulla superficie (favorirà la lievitazione), bagnarsi le mani con acqua tiepida e inumidire la superficie dell'impasto così che non si secchi. Coprire con la pellicola aderente all'imposto ma tenuta lenta e fare lievitare nel forno spento ma con la luce accesa per un'ora e, comunque, fino al raddoppio.
Mettere l'impasto sulla spianatoia e farne più o meno un rettangolo. Dividere in 8 parti che saranno di poco più di 100 g.
Cambiare la carta forno.
Prendere un pezzo di impasto, dargli una forma più o meno rettangolare, stenderlo con il mattarello senza premere troppo. Ripiegare nel senso della lunghezza i bordi esterni verso il centro della striscia in modo da ottenere una lingua di impasto con l'unione al centro. stendere di nuovo con il mattarello, A questo punto si deve arrotolare su se stessa la lingua con la mano destra con il pollice che a ogni mezzo giro preme al centro della parte arrotolata e la mano sinistra che tende a tirare leggermente la parte di lingua non ancora arrotolata; se al termine la parte interna sporgerà un poco si può lasciare così o premerla delicatamente con due dita verso l'interno. Tenere la parte finale della lingua nella parte inferiore e posizionare il panino sulla teglia. Ripetere per le altre parti di impasto avendo cura di tenere distanziati i panini.
Bagnarsi nuovamente le mani con acqua tiepida e inumidire la superficie dei panini. Coprire con la pellicola aderente ai panini ma tenuta lenta e fare lievitare nel forno spento ma con la luce accesa per 45 minuti.
Togliere la placca dal forno 5 minuti prima dello scadere del tempo e accendere il forno a 220-230°C in modalità ventilata. In un pentolino che possa andare in forno portare a bollore un po' d'acqua.
Raggiunta la temperatura del forno togliere la pellicola e se si vuole una crosticina di spessore minimo e morbida spruzzare dell'acqua tiepida sulla superficie dei panini.
Inserire nel forno il pentolino con l'acqua in modo che sia semplice e veloce toglierlo quindi inserire la placca e cuocere per 25 minuti. Trascorsi i primi 10 minuti togliere il pentolino con l'acqua e continuare la cottura.
Al termine trasferire i panini su una griglia e lasciarli raffreddare coperti da un telo.

domenica 12 aprile 2020

PANE RUSTICO CON LIEVITO MADRE


In questo periodo in cui siamo quasi tutti a casa, quasi perché, ad esempio, la Manu sta lavorando sembra che tutti siano stati presi dalla voglia di impastare per cui il classico lievito di birra è praticamente introvabile.
In frigorifero avevo ancora un po' del lievito madre che mi avevano dato i carissimi Giodisca e Fabio del Forno di Rivanazzano di Siena quando avevo partecipato al blog tour organizzato dalla CNA di Siena. Confesso che non sono stato molto puntuale con i rinfreschi ma mi sembrava che i due che avevo fatto recentemente avessero dato dei risultati buoni.
Questo lievito madre l'ho utilizzato per fare nuovamente il Pane di montagna che avevo pubblicato anni fa, modificandone le dosi per utilizzare il lievito madre al posto di quello di birra.
Il risultato è stato soddisfacente e la Manu ha apprezzato.


Mentre rinfrescavo il predetto lievito madre ho chiesto ad Antonio proprietario e pizzaiolo della pizzeria d'asporto Verace di Gussago se mi poteva vendere un po' di lievito di birra. Chiaramente me lo ha regalato con in aggiunta un po' di lievito madre e di una pagnotta fatta con lo stesso lievito madre.
Ora mi ritrovo con due lieviti madre per cui cercherò di alternarli nei vari impasti che farò.
In questo caso ho utilizzato il lievito madre di Antonio ed il risultato è quello che si può vedere nelle foto.
Rispetto al pane di montagna ho modificato leggermente le dosi aumentando un poco la farina di semola, sostituendo lo sciroppo di grano con il miele e aggiungendo l'olio evo al posto di un poco di acqua.
L'olio ha reso il pane molto profumato sia in cottura che all'assaggio




INGREDIENTI
530 g di farina manitoba
170 g di semola di grano duro
520 ml di acqua a 26°C
180 g lievito madre
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaino di miele
2 cucchiaini di sale

PREPARAZIONE
Versare le farine nella ciotola della planetaria con il 55% dell'acqua e mescolare per un paio di minuti fino a ottenere un impasto aggregato ma ancora grezzo. Togliere l'impasto dalla planetaria e posarlo sulla spianatoia. Coprirlo con una ciotola e fare riposare per circa mezz'ora al fine di attivare l'autolisi.
Questo procedimento consente di avere, quando si utilizza il lievito madre, un impasto più elastico e soffice.
Rimettere l'impasto nella planetaria, aggiungere il lievito madre, il miele, l'olio evo e la restante acqua quindi proseguire nell'impasto per circa 15 minuti.
Aggiungere il sale e proseguire ad impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico (incordato)
Essendo l'impasto molto idratato per ottenere quanto desiderato ho azionato la planetaria per altre 20 minuti.
Togliere l'impasto e sulla spianatoia formare una palla. 
Mettere l'impasto a lievitare (io dentro il forno con luce accesa) per 3 ore avendo cura di inumidirne leggermente la superficie così da non farlo seccare.
Trascorse le 3 ore riprendere l'impasto, sgonfiarlo e reimpastarlo velocemente a mano.
Posizionarlo su una placca leggermente infarinata, inumidire nuovamente la superficie e coprire con la pellicola tenuta molto lasca. Io, per contenerne la circonferenza gli ho posizionato attorno l'anello di una tortiera anch'esso leggermente infarinato. Mettere di nuovo a lievitare per 4 ore (io sono andato a dormire e quindi è lievitato per 6 ore).
A scelta togliere o lasciare l'anello (io l'ho tolto), spolverizzare la superficie con una miscela di farina e semola e praticare un incisione a croce sulla superficie.
Infornare in forno preriscaldato a 220°C per 40 minuti.
Fare raffreddare su una griglia.

venerdì 27 ottobre 2017

KATMER POGAÇA, PANE TURCO SFOGLIATO ALLE ACCIUGHE


Avevo già avuto modo di fare questi panini sfogliati turchi ed in famiglia erano stati molto apprezzati per cui quando ho visto che tra le possibili scelte per il Club del 27 c'erano anche i Katmer Pogaça non ho avuto il minimo dubbio e ho deciso di rifarli.
La prima volta li avevo preparati nell'ottobre 2012 in occasione della Giornata Mondiale del pane e li avevo preparati nella versione dolce con della crema gianduia e salata con del gorgonzola (qui).
Questa volta li ho fatti con all'interno delle acciughe del Mare Cantabrico conservate sotto olio. Ho scelto queste perché avevo avuto modo di assaggiarle e, oltre ad essere un po' più grandi di quelle dei nostri mari, abbinano anche un sapore fantastico. 


La ricetta da cui prendere spunto è quella di Mariella del blog Mariella Cooking ma rispetto a lei ho diviso il disco in 8 parti perché volevo ottenere dei panini della dimensione di una bella brioches.
Sono veramente semplici da fare e abbastanza veloci con un risultato che vi sorprenderà.




Con questo post partecipo al Club del 27 - Ottobre 2017 - Sfogliamo l'Atlante
Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.


INGREDIENTI (per 8 panini)
500 g di farina 00
200 ml di latte
100 ml di olio riso (sostituibile con olio evo)
15 g di lievito di birra
1 albume
2 cucchIaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
80 g di burro sciolto
8 acciughe cantabriche sotto olio
Tuorlo e latte per spennellare

PREPARAZIONE
Sciogliere il lievito nel latte e attendere qualche minuto fino a che non si formeranno delle bollicine in superficie.
Versare nel vaso della planetaria la farina, il latte con il lievito, l'olio, l'albume, il sale e lo zucchero; azionare la planetaria con il gancio fino a quando non si formerà una massa compatta ed omogenea.
Dividere il composto ottenuto in otto parti uguali, fermare delle palline e lasciare riposare per almeno 15 minuti.
Nel frattempo fare sciogliere il burro ma non troppo; è meglio che rimanga spalmabile..
Prendere ognuna delle palline e stenderla formando dei dischi più o meno della stessa dimensione (ca. 20 cm).
Prendere un disco di impasto, pennellargli sopra un po' di burro morbido quindi sovrapporre con un altro disco. Ripetere l'operazione fino al completamento dei dischi.
Fare riposare 10 minuti in frigorifero.
Girare la pila dei dischi e con il mattarello cominciare a stendere premendo leggermente fino ad ottenere un disco di ca. 40 cm.
Fare nuovamente riposare 10 minuti in frigorifero.
Girare il disco e proseguire con il mattarello fino ad ottenere un disco di 55-60 cm di diametro.
Dividere il disco in 8 parti uguali ottenendo dei triangoli; farcirli con le acciughe nella parte più larga, risvoltare i due angoli laterali ed infine tirare la punta mentre si arrotolano verso di essa.
Mettere i panini su una placca con carta forno tenendoli un pochino distanziati e spennellare la superficie con il tuorlo sbattuto con un po' di latte.
Lasciare riposare per almeno 90 minuti.
Infornare con forno già caldo a 200°C e cuocere fino a doratura. A me sono stati necessari 25-30 minuti. 

martedì 29 marzo 2016

VENTAGLIETTI DI PANE


Finalmente è ripartito il Recipe-tionist.
Vero che la mia partecipazione a questo appuntamento mensile non è stata, soprattutto ultimamente, molto frequente ma cercavo comunque di essere bene informato sull'andamento.
Come ho avuto modo più volte di sottolineare mi piace prendere spunto da ricette di altre/i blogger per farne una versione mia seguendo comunque i limiti imposti dal regolamento.
Sono molto felice che Flavia abbia deciso di continuare a proporre questo appuntamento mensile e mi auguro di potervi partecipare con maggiore frequenza e che altri si aggiungano a quelle che sono le partecipanti fisse.
Questo mese il blog Recipe-tionist è Un'arbanella di basilico di Carla Emilia che è già stata in passato recipe-tionist almeno un altra volta; allora avevo partecipato con il Risotto ai porri e robiola, un piatto che entrato di diritto tra quelli che preparo con buona frequenza.


Questa volta ho deciso di partecipare con questi ventaglietti di pane. La scelta è dovuta solamente al fatto che ho scoperto abbastanza tardi che il Recipe-tionist era tornato per cui ho fatto la ricetta per me più comoda anche se molte altre erano estremamente interessanti.
Stavolta, contrariamente a quanto detto sopra, non ho fatto varianti alla ricetta di Carla Emilia se non nei tempi e nello spessore dai lei indicato nel suo post penso per un refuso (2 cm al posto di 2 mm).
Un appunto che non vuole essere polemico ma costruttivo e che se i blog avessero un indice delle ricette sarebbe decisamente più comodo cercare quella che può interessare riproporre.


Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di marzo 2016


INGREDIENTI
190 g di farina 00
95 ml di latte crudo
30 g di burro
8 g di lievito di birra
5 g di succo di limone
Mezzo cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero

PREPARAZIONE
Preparare il latticello versando il succo di limone in 80 ml di latte lasciando riposare 5 minuti.
Intiepidire leggermente i restanti 15 ml di latte, aggiungere il lievito e lo zucchero quindi mescolare per fare sciogliere il tutto. Fare riposare fino a quando non si formeranno in superficie le classiche bollicine.
Mescolare nell'impastatrice la farina setacciata, il latticello, la metà del burro (15 g) fuso con il micro-onde e il sale. Cominciare ad impastare e dopo qualche minuto aggiungere il latte con il lievito. Continuare fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Ungere l'impasto con poco olio e farlo riposare in una ciotola coperto con la pellicola fino al raddoppio.
Prendere l'impasto, farlo sgonfiare e farlo riposare per altri 15 minuti.
Stendere l'impasto con il mattarello fino ad ottenere un rettangolo alto un paio di mm. Spennellare la superficie con il restante burro fuso. Tagliare delle strisce larghe 3-4 cm (io 6 strisce). Sovrapporre le strisce ottenute, pareggiare i bordi quindi tagliare la striscia in tante parti rettangolari. Premere uno dei lati lunghi per sigillare gli strati tra di loro e posizionarli in una stampo per muffin in silicone con la parte sigillata in basso. Io ho uno stampo in silicone per 6 muffin e ho quindi ottenuto 6 ventaglietti. 
Fare lievitare coperto per un ora. Cuocere in forno a 200°C per 15-20 minuti fino a doratura.
Io ho fatto una pre-cottura a tarda sera di 10 minuti che ho completato al mattino con altri 10 minuti.
Fare raffreddare su una griglia.

domenica 9 dicembre 2012

PANE ALLA ZUCCA



È proprio vero. A volte il caso riesce a toglierti dal dubbio e arrivi a decidere rapidamente su cose, anche banali, che magari era qualche giorno che ti trovavano indeciso.
È il caso di questo pane. Avevamo già programmato di avere ospiti sabato sera per una pizza due nostri cari amici nonché testimoni di nozze, Daniela e Andrea.
Daniela adora la zucca per cui avevo pensato di preparare uno stuzzichino o un antipasto con la zucca ma non c'era verso di arrivare a decidere. L'altra sera, guardando la televisione, facendo zapping, ho visto preparare questo pane e i miei dubbi si sono subito dissolti.
Rispetto a quella vista in televisione ho utilizzato lo sciroppo di grano anziché il miele e la farina 0 anziché la 1 per la biga.
Sono stato molto soddisfatto del risultato e il pane è stato apprezzato.


domenica 25 novembre 2012

PANE PER TOAST - Metodo Tang Zhong


Il blog Recipe-tionist di novembre e mio successore è Una stella tra i fornelli della carissima Silvia simpaticissima food blogger che ho avuto il piacere di conoscere di persona circa un anno fa in un incontro in Franciacorta.
Come ho detto più volte mi piace molto partecipare a Recipe-tionist e anche questa volta non ho voluto mancare.
Ho guardato tra le ricette di Silvia e, tra le tante, dopo attenta scrematura, dovevo scegliere tra una rosa di sette.
Alla fine ho scelto di realizzare questo pane perché, quando a marzo Silvia ha pubblicato il post, l'avevo letto e lo avevo salvato tra le ricette da fare e perché mi serve giusto per fare anche un'altra preparazione.
Il risultato è andato oltre ogni mia più rosea aspettativa; pane da rifare assolutamente.
L'unica cosa negativa è stato che dopo aver passato l'olio in superficie la stessa si è un po' raggrinzita.

martedì 16 ottobre 2012

KATMER POGAÇA, PANE TURCO SFOGLIATO



Sul blog di Cinzia, Cindystar, avevo letto che invitava le/i blogger a realizzare un pane per la settima edizione del World Bread Day che quest'anno è il 16 ottobre e di inviare la ricetta a Zorra che ne avrebbe curato una raccolta. Seguendo il suo invito ho pensato di partecipare facendo questo pane turco che ho scoperto sul blog della cara Dauly, Cucchiaio e pentolone.
Non svelo un segreto se affermo che lei stessa ha scoperto questo pane sul blog La mercante di spezie della sua amica Lory e, come ha fatto Dauly vi rimando anch'io al suo post dove spiega, anche con l'aiuto di molte fotografie, come realizzare questa bontà.
Quando ho visto le fotografie di Dauly ho pensato: "Che spettacolo queste brioches"; salvo poi scoprire che brioches non sono. La cosa curiosa è stata che quando mi sono visto la sera con mia moglie ci siamo detti, in simultanea, che avevamo visto una ricetta da provare ed era questa.
A parte la sfogliatura, che non mi è venuta bene come la loro, a differenza di Lory e Dauly non ho usato l'olio di riso e ho realizzato 8 panini perché li volevo un po' più grandi.


Versione dolce con crema gianduia
E' un pane dal gusto neutro ed è veramente buonissimo.
Io ho voluto provare a farcirne alcune con la crema gianduia della Caffarel e altre con del gorgonzola per avere sia la versione dolce che quella salata.
L'abbinamento dei ripieni con il pane è stato eccellente; volendo penso che togliendo un cucchiaino di sale o di zucchero si possa ottenere un pane un pochino più dolce o un pochino più sapido.


Versione salata con gorgonzola

Con questo pane partecipo alla raccolta promossa da Zorra per il settimo World Bread Day del 16 ottobre 2012.


mercoledì 9 maggio 2012

GRISSINI TORINESI STIRATI


C'è sempre una prima volta.
È diverso tempo che desideravo preparare dei grissini e stavolta mi sono deciso.
Tempo fa avevo registrato una trasmissione su Gambero Rosso nella quale Igles Corelli preparava dei fantastici grissini torinesi stirati; l'ho cercata tra le decine di videocassette e dvd ma non sono proprio riuscito a trovarla. Sono sicuro che adesso che avrò postato la ricetta sicuramente la troverò.
Ho fatto di necessità virtù e mi sono messo alla ricerca della ricetta sul web e tra le tante, quella che più mi ha convintoè quella proposta in un video da Giallo Zafferano.
Pertanto: prima volta che faccio dei grissini e prima volta che prendo spunto da Giallo Zafferano.
In realtà più che uno spunto ho copiato pedestremente la ricetta.





Alla fine sono stato estremamente soddisfatto del risultato e della bontà.
L'impasto poi era spettacolare con una elasticità eccezionale.
Sarebbe stato possibile realizzarli anche più fini ma, non sapendo bene i tempi di cottura, per questa volta li ho fatti "normali"; ci proverò alla prossima infornata.
L'unica variante apportata è stato l'utilizzo dello sciroppo di grano al posto del malto d'orzo.

Vi consiglio proprio di provare, è veramente semplice e sono buonissimi.

venerdì 27 gennaio 2012

PANE DI MONTAGNA



Mi è già capitato di dire che una delle prime amiche di questo blog è stata Ilaria del blog Iaia in cucina con semplicità. Qualche giorno fa, visitando il suo blog, ho letto la ricetta di questo pane di montagna da lei ripresa dal Ricettario di Bianca e mi è venuto subito voglia di provarlo.



Ho seguito quasi fedelmente tutti i passaggi indicati ma, a differenza di Ilaria, ho utilizzato la planetaria e la seconda lievitazione è durata circa 6 ore (la notte).
A livello di ingredienti ho aumentato le farine in quanto l'impasto era abbastanza umido e ho utilizzato lo sciroppo di grano anziché il malto d'orzo.
E' un pane buonissimo e sicuramente lo rifarò avendo però l'avvertenza di fare più breve la seconda lievitazione e direttamente sulla placca del forno in quanto, nel passaggio dal contenitore alla placca stessa, maneggiando l'impasto, si è un po' "sgonfiato".
Nonostante questo, come si vede dalla fotografia, è pieno di bolle d'aria che lo rendono soffice all'interno ma con una bella crosta croccante.
Naturalmente è stato apprezzato ed ha avuto una vita molto breve ma, visto che Ilaria è romana, "che ve lo dico a affà".

sabato 24 settembre 2011

PANE DEL SABATO PER UN'AMICA

Ringrazio i miei genitori e tutti quanti hanno contribuito alla mia educazione soprattutto perché mi hanno insegnato il rispetto per gli altri e per le loro idee.
Per questo non riesco a sopportare chi discrimina il prossimo per, a titolo di esempio, diversità del colore della pelle, provenienza etnica, menomazioni fisiche e mentali, orientamenti sessuali, idee politiche e pratiche religiose differenti dalla propria.
Se immaginiamo che la convivenza civile sia una piramide, il rispetto degli altri ne è la base, le fondamenta.
Non puoi salire ai piani successivi se prima non hai completato e rinforzato le fondamenta. Certo puoi pensare di continuare costruire, salire sempre più in alto, ma se non hai realizzato delle buone fondamenta, prima o poi tutto crolla.
Penso che non sia discriminando ma dialogando che puoi portare avanti le tue idee, le tue convinzioni. Raffrontandoti e discutendo puoi crescere tu e può crescere chi dialoga con te. E se sei convinto delle tue idee, dei tuoi principi è giusto che tu cerchi il confronto ed il dialogo. Ma non lo puoi fare in forma anonima; DEVI metterci la faccia.
Per questo mi ha dato molto fastidio leggere su FB che un'amica riceve dei commenti anonimi sul suo blob in cui vengono fatte critiche gratuite ed offese del tipo: "insulti razzisti sui piatti ebraici, che le torte escono crude, che la vellutata di avocado fa schifo, che non sa scrivere sul blog, etc.".
Non voglio fare l'avvocato difensore, anche perché non ne ha bisogno, però scrivere insulti, fare critiche su piatti che non hai mangiato, su come scrivi sul blog il tutto mantenendo l'anonimato, lo ritengo di una meschinità rara.
Non ti piace quello che viene proposto su quel blog? Puoi benissimo non andarci più! Non è una medicina vitale, puoi benissimo farne a meno.
Se vuoi fare qualche critica devi avere il coraggio, macché coraggio, l'educazione di mettere la tua identità. 
Qualche tempo fa mia moglie ed io eravamo da poco iscritti a FB ed Emanuela ricevette la richiesta di amicizia da parte di un certo "Man the best" con dei messaggi che indicavano inequivocabilmente che la conosceva. Ora, per me non è un problema che tra gli amici di Emanuela ci siano persone che ha conosciuto prima di me (tra i suoi amici c'è anche il suo ultimo ex). E la cosa è reciproca. Non più tardi di un mese fa abbiamo invitato a pranzo la mia ex moglie con il suo compagno ed abbiamo trascorso una piacevolissima domenica. La cosa che ci infastidiva è che questo insisteva senza rivelare la propria identità fino a quando Emanuela, veramente stufa, mi ha chiesto di scrivere io la risposta all'ultimo messaggio. Non ho scritto cose particolari ho solo detto che era "the best" solo nel nickname, che non lo ritenevo un uomo visto che si nascondeva (da cosa?) dietro l'anonimato e che, se voleva, poteva rivelare la propria identità e Emanuela avrebbe deciso se accettare "l'amicizia" altrimenti, se avesse continuato, Emanuela si sarebbe rivolta a FB. Non ha più inviato messaggi.
Per questo, Eleonora, ti dico FREGATENE. Hai tante persone che apprezzano quello che fai e come lo fai, per cui, continua così.
E per dimostrarti la mia solidarietà ho deciso di realizzare questo pane tradizionale ebraico.
La ricetta è stata ricavata in rete da vari siti per cui chiedo scusa anticipatamente se ci sono degli ingredienti o dei passaggi non coerenti alla ricetta originale.



giovedì 28 aprile 2011

TRECCIA DI PANE DI PASTA TENERA

Come ho già riportato in un post precedente sono a dieta, pertanto non ho molte occasioni per mettermi a cucinare qualcosa di appetibile.
Lunedì scorso, giorno di Pasquetta, avevamo degli amici ospiti a pranzo con l'intenzione di mangiare in giardino per la prima volta quest'anno. L'idea era di fare una classica grigliata mista con della verdura.
Ma potevo permettermi di perdere l'occasione di fare qualcosa che fosse poi pubblicabile?
Certo che no! Quindi con questo post e con i successivi 3 riguarderanno parte di quello che ho cucinato, chiaramente, oltre alla classica grigliata.


Come più volte detto a casa l'esperta degli impasti (solo quelli, fosse per lei mangerei solo pane e dolci) è mia moglie Emanuela, la quale aveva programmato di fare per Pasquetta qualche focaccia. Io avevo programmato di fare il pane della mezz'ora, risultato come sempre buonissimo, però la sera di Pasqua mi è venuta voglia di provare a rifare una treccia di pane di cui avevo la ricetta. Dico rifare perché avevo già provato la primavera scorsa ma, nonostante una notte di lievitazione con un risultato spettacolare, nello spostare la teglia nel forno già in temperatura, si era irrimediabilmente sgonfiato. Il risultato è che il sapore non era male ma non aveva la sofficità prevista.
Ho pensato quindi di fare delle leggere modifiche sia negli ingredienti che nella preparazione rifacendomi anche al pane della mezz'ora.



In rosso riporto gli ingredienti previsti nella ricetta originale che ho variato.
La biga non l'ho messa non per scelta ma perché dovendo essere preparata almeno un giorno prima non l'avevo a disposizione.



domenica 2 gennaio 2011

PANE DELLA MEZZ'ORA

Per prima cosa è doveroso ringraziare Maria Luisa del blog In cucina da Malù dove ho trovato questa ricetta per avermi dato l'opportunità di provarla e di postarla.
Come riportato da Malù questo pane è semplicissimo, rapidissimo e buonissimo.
Come più volte detto, di norma a casa è mia moglie che si dedica a tutto ciò che viene impastato. Stavolta ho fatto tutto da solo ed ho avuto i suoi complimenti (altro ringraziamento a Maria Luisa)
Per impastare ho usato la planetaria ma si può fare benissimo anche a mano.
Per il lievito di birra l'ho comprato sciolto dalla fornaia del paese; è sicuramente meglio di quello che trovi al supermercato.
Ho provato a fare le due pagnotte come indicato da Malù ed il giorno successivo una pagnotta unica. Le fotografie si riferiscono alla pagnotta unica per quella integra ed alla due pagnotte per quella tagliata.
Il risultato è identico; io preferesco la pagnotta unica solo per le fette più grandi.
Rispetto alla ricetta originale mi sono permesso di fare due piccole varianti nella fase finale.

Pagnotta della mezz'ora intera


Pagnotta della mezz'ora tagliata