Visualizzazione post con etichetta Ricette; Primi; Pasta fresca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette; Primi; Pasta fresca. Mostra tutti i post

domenica 17 febbraio 2019

PIZZOCCHERI


Ci sono dei piatti che appena li nomini ti evocano subito un territorio.
I pizzoccheri sono sicuramente uno di questi; non è possibile non collegarli immediatamente alla Valtellina. Il comune di Teglio è considerato la patria di questo piatto anche se l'area tipica si estende per una cinquantina di km, da Castione e Grosio.
I pizzoccheri hanno origini antichissime visto che il grano saraceno è coltivato in Valtellina fin dal XIV secolo si ha solo nel 1548 nell'opera "Catalogo delle cose che si mangiano" di Ortensio Landi.
A Teglio si svolgono due feste dedicate ai pizzoccheri: la Sagra dei Pizzoccheri in luglio e il Festival del Pizzocchero d'oro a settembre.
Sempre a Teglio ha sede l'Accademia del Pizzocchero ed è dal loro sito che ricavato la ricetta che ho fatto e che riporto.


Questa è stata la prima volta che ho fatto questo piatto e ne sono soddisfatto perché, non sarà fotogenico, ma è semplice e molto saporito. Gran merito è del Casera Dop ma tutta la miscela degli ingredienti ha una sua armonia ed è veramente ottima.
Un unico appunto: la prossima volta taglierò la verze un po' più grossa perché così, pur sentendone il sapore, si perde visivamente e magari si riesce a tenere un po' più croccante.

Con questa ricetta partecipo a 15 febbraio 2019 Giornata Nazionale dei Pizzoccheri del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

INGREDIENTI (per 4 persone)
400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina 00
200 g di verza
250 g di patate
250 g di formaggio Valtellina Casera DOP
150 g di formaggio grana grattugiato
200 g di burro
1 spicchio d'aglio
Sale
Pepe

PREPARAZIONE
Miscelare le due farine, impastarle con acqua calda (serve per non far sbriciolare la massa) e lavorare l'impasto per 5 minuti fino ad ottenere un impasto compatto, elastico e non troppo morbido.
Con il mattarello tirare la sfoglia fino a uno spessore di un paio di mm.
Tagliare delle fasce di ca. 7-8 cm. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza per ottenere delle striscette di pasta di 5-6 mm.
Per infarinare la spianatoia usare farina di grano saraceno.
Tagliare la verza in piccoli pezzi e le patate a cubetti quindi cuocere le verdure in abbondante acqua salata. Grattugiare il grana e fare a scagliette il Casera.
A seconda della stagione le verze possono essere sostituite con coste o fagiolini (cornetti)
Dopo 5 minuti aggiungere i pizzoccheri e continuare la cottura per una decina di minuti.
Nel frattempo fare sciogliere il burro con lo spicchio d'aglio fino a ottenere un colore nocciola chiaro.
Con una schiumarola togliere una parte dei pizzoccheri e metterli in una teglia ben calda, cospargere con il grana e il Casera quindi proseguire alternando i pizzoccheri ai formaggi.
Versare, distribuendolo, il burro fuso.
Senza mescolare servire i pizzoccheri in piatti caldi con una macinata di pepe a mulinello.

martedì 22 gennaio 2019

RAVIOLI RIPIENI DI POLENTA CON SALSA DI BRASATO


A chi di voi non è avanzata qualche volta della polenta? E l'intingolo di un brasato?
Di norma quando avanzo la polenta la metto in frigorifero in un contenitore rettangolare e quando è ben consolidata la taglio a fette e la griglio per usarla come accompagnamento a una bella salamina.
Oppure metto del formaggio saporito tra due fette e faccio sciogliere, o meglio, ammorbidire nel microonde.
Ambedue i casi una bontà.
L'intingolo di stufati o brasati lo utilizzo come condimento a una semplicissima pasta. 


L'idea di questo piatto mi è venuta qualche tempo fa; ero via per lavoro e, a pranzo, in una trattoria della zona ho mangiato dei ravioli di polenta che, in quel caso, erano conditi con il classico burro bruno con la salvia.
Vi assicuro che erano fantastici ma, visto che avevo avanzato anche dell'intingolo di brasato, ho voluto cambiare il condimento e, credetemi, sono ancora meglio.
Per cui la prossima volta che avanzate della polenta provate a fare questi ravioli. Non ve ne pentirete.



domenica 8 aprile 2018

TAGLIOLINI ALLO ZENZERO


Ecco un'altra ricetta per questo bimestre del Recipe-tionist ospitato da Valentina e il suo blog Profumo di Limoni.
Anche questa volta una pasta. Quando ho letto la ricetta mi ha subito ispirato perché adoro lo zenzero. Non per niente ho chiamato la mia cagnolina Ginger.
Nella sua ricetta Valentina usa come decorazione della menta fresca. Io non l'ho utilizzata perché alla Manu non piace e l'ho sostituita con dei fiori, margheritine e violette che in questi giorni tappezzano i prati attorno a casa nostra.


Nella ricetta Valentina utilizza i semi di papavero e volevo fare lo stesso.
Ero convinto di averli in dispensa ma mi sbagliavo e, visto che me ne sono accorto, mentre stavo preparando il piatto, ho ripiegato con dei semi di sesamo leggermente tostati.
Devo dire che si sono sposati bene con gli altri ingredienti anche se i semi di papavero sono effettivamente più coreografici.


I tagliolini li abbiamo preparati la Manu ed io. Qualche giorno fa avevamo fatto i casoncelli e ci era avanzato un po' di impasto che avevo congelato. Questo piatto è stata l'occasione per riprendere l'impasto e con la Nonna Papera abbiamo preparato i tagliolini fantastici.
Per l'impasto vedi qui.
Alla fine è una ricetta semplice e rapida di indubbio gusto e che sicuramente rifaremo.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018




mercoledì 22 novembre 2017

TAGLIATELLE ALLO ZAFFERANO CON ROBIOLA E NOCI


La vincitrice dello scorso bimestre del Recipe-tionist è Elena del blog Zibaldone Culinario.
Ho conosciuto Elena esattamente 6 anni fa quando organizzai un blog-tour in Franciacorta e da allora siamo sempre stati in contatto seguendo soprattutto l'evolversi dei nostri blog.
Ci lega anche il fatto che quando partecipiamo a qualche contest, principalmente l'MTC, molto spesso finiamo per realizzare ricette con molti ingredienti in comune.
La ricetta che ho deciso di replicare sono le sue Tagliatelle, robiola, noci e zafferano.


Sinceramente non volevo fare una pasta perché ultimamente ne ho pubblicate diverse ma, dopo aver sottoposto alla Manu un ventaglio di possibilità, la scelta è andata su queste tagliatelle e, in particolare, sul loro condimento visto che entrambi apprezziamo molto la robiola (non manca mai in frigorifero) e che io adoro le noci.
Elena, nella sua ricetta utilizza sia lo zafferano in polvere che i pistilli. Io questi ultimi non li ho utilizzati semplicemente perché ero convinto di averne in dispensa ma in realtà li avevo finiti,
Ho scelto di utilizzare delle tagliatelle fresche e non secche come Elena solo perché le ho trovate fatte artigianalmente e sapevo essere di ottima qualità.
Altra piccola differenza è che io ho preparato il condimento scaldando il latte mentre Elena a freddo.


Alla fine un ottima pasta, molto gustosa e velocissima da preparare.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di novembre - dicembre 2017



martedì 19 settembre 2017

LINGUINE AL RAGÙ DI MAZZANCOLLE E SALSA ALL'ACCIUGA



Quando ho visto che la vincitrice della sfida MTC n° 66 sui rolls era Cristina del blog Poveri ma Belli e Buoni mi sono detto: "Ok, vai col pesce" e in cuor mio ero più che soddisfatto.
Il fatidico 5 del mese ho letto che il tema scelto per la sfida di settembre era "La pasta col pesce"; a stento ho trattenuto urla di giubilo.
Il primo pensiero è stato quello di realizzare un piatto con pesce d'acqua dolce forse perché ultimamente lo sto riscoprendo. È più di un mese che voglio preparare la tinca al forno come viene preparata a Clusane, località sul lago d'Iseo e da allora tutti i sabato mattina vado alla Cooperativa di pescatori di quella località ma, per vari motivi, in questo periodo non è facile trovarla, anzi, praticamente impossibile. In compenso ho preso sarde (agoni), lavarello, pesce persico, etc.
Avevo pensato di fare una pasta con i gamberi di acqua dolce o, in alternativa, con l'anguilla. Sabato mi sono presentato prestissimo ma non avevano nulla di quello che desideravo. Avevano dei bellissimi filetti di pesce persico ma erano già pronti all'uso per cui non potevo utilizzarli per la sfida.
Avevo quasi pensato di rinviare di una settimana. La Manu mi ha chiesto perché non facevo le farfalle con gli scampi, piatto che a lei piace tantissimo, ma le ho risposto che l'avevo già pubblicata tempo fa e che comunque volevo fare qualcosa di diverso.


Nel pomeriggio, mentre mi guardavo la partita dell'Inter, continuavo a pensare a cosa potevo fare, All'improvviso, vedendo la pubblicità dell'ennesimo burger mi sono ricordato che, quando c'era stata la sfida sui burgher, con quello di pesce avevo preparato una salsa fantastica con i carapace dei gamberi.
Da quel momento la ricetta si è sviluppata passaggio dopo passaggio e per compensare il dolce dei gamberi e della salsa ho pensato di mettere sul fondo una crema all'acciuga che avevo visto fare in TV dal mio mito, da anni, prima che lo diventasse di tanti altri, Antonino Cannavacciuolo.
Sono corso in pescheria e sono riuscito a trovare mazzancolle dell'alto Adriatico che avevano un fumetto grande come una casa che diceva: "Era ora che arrivassi, ti stavamo aspettando."
Mentre elaboravo mentalmente la ricetta ho pensato che ci sarebbe stato bene qualcosa di fresco per cui ho deciso di completare il piatto con un gambero a carpaccio marinato.
Ho utilizzato del fumetto di pesce che avevo fatto con gli scarti di orata e che ho congelato pronto all'uso quando necessario.
Ho aggiunto i gamberi a pezzetti solo al momento della mantecatura in modo da non cuocerli troppo.
OT. Odio quando mi vengono serviti gamberi con il carapace perché spesso viene lasciato l'intestino (è più complicato toglierlo). Io lascio il carapace solo quando li faccio alla griglia perché fa da protezione alla carne ma l'intestino lo tolgo comunque.


Ho inserito questa foto per evidenziare la cremosità della salsa sulla pasta
Di seguito altre foto richiesta dalla sfida;
- le mazzancolle a crudo prima di essere pulite
- la salsa di carapaci subito dopo essere stata passata al colino



Questa ricetta mi ha soddisfatto perché è venuta come l'avevo pensata.
La Manu, pur piacendole, continua a preferire quella con gli scampi mentre sua cugina si è esibita in una fantastica scarpetta.

Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge n° 67 di settembre 2017



venerdì 14 aprile 2017

TAGLIATELLE ALL'AGLIO CON BACCALÀ ALLA LIVORNESE


Questo mese riesco persino a replicare due ricette per il Recipe-tionist di marzo-aprile.
Dopo aver fatto il coniglio con confettura di fichi ho deciso di scegliere un'altra ricetta del blog Beuf à la mode di Cristiana.
Anche questa volta la scelta è stata ardua ma ho voluto accontentare mia moglie scegliendo un primo e alla fine ho optato per le  sue Tagliatelle all'aglio con baccalà alla livornese.


Rispetto alla ricetta di Cristiana ho scelto di non infarinare il baccalà e di aggiungerlo al sugo verso il termine della cottura per cuocerlo il minimo indispensabile. In questo modo il baccalà non si è sfaldato e i cubetti sono rimasti belli compatti.
Ero molto incuriosito dal sapore delle tagliatelle e devo confessare che è stata una piacevole sorpresa sia per me che per mia moglie e sua cugina che hanno molto apprezzato.
Ho indicato che le dosi sono per 4-6 persone perché la pasta fresca rende molto per cui si possono ottenere 6 porzioni normali o 4 abbondanti.


Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo-Aprile 2017


INGREDIENTI (per 4-6 persone)
Per le tagliatelle
300 g di farina 0
3 uova
1 cucchiaio d'aglio in polvere
Per il condimento
600-700 g di baccalà
350 g di polpa di pomodoro
2 spicchi d'aglio
Un pizzico di zucchero
Un peperoncino
Olio extra vergine d'oliva
Prezzemolo

PREPARAZIONE
Tagliatelle
Su un tagliere versare la farina con l'aglio e fare un incavo al centro. Sbattere in una ciotola le uova quindi versarle nell'incavo. Muovere le pareti di farina verso l'interno e iniziare a incorporavi le uova.
Quando si saranno incorporate iniziare a lavorare l'impasto con le mani raccogliendo con una spatola quello che si attaccherà alla spianatoia. Continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto liscio.
Coprire con una ciotola e lasciare riposare una mezz'oretta.
Stendere l'impasto con un mattarello lavorando sempre verso l'esterno fino ad ottenere una sfoglia tutta dello stesso spessore.
Spolverare la sfoglia con la farina e arrotolarla quindi con un coltello affilato fare dei tagli per ottenere le tagliatelle. Stenderle e farle asciugare sulla spianatoia qualche minuto fare dei nidi spolverizzando con la farina e lasciare riposare fino al momento della cottura.
Condimento
Spinare, spellare, lavare e asciugare il baccalà quindi tagliarlo a pezzetti (io cubetti da ca. 1 cm)
In una padella versare un poco di olio evo e fare rosolare l'aglio e il peperoncino dolcemente. Aggiungere la polpa di pomodoro e lo zucchero (per smussare l'acidità); fare cuocere per una decina di minuti.
Togliere l'aglio e il peperoncino, aggiungere i pezzetti di baccalà e continuare la cottura delicatamente per un altra decina di minuti.
Fare cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle e aggiungerle al sugo; farle saltare delicatamente.
Versare nel piatto caldo e cospargere di prezzemolo tritato grossolanamente o, meglio, spezzato con le dita.

mercoledì 28 settembre 2016

FRISELLI CON ZUCCHINE, SALSICCIA E RICOTTA


Scorrendo i vari post di FB l'altro giorno ne ho letto uno che faceva riferimento al Recipe-tiuonist gioco tra food blogger organizzato dalla cara amica Flavia nel suo blog Cuocicucidici. Per questioni di tempo ho diradato le mie partecipazioni e sono passati mesi dalla ultima ed è quindi con grande piacere che ritorno a parteciparvi con questa ricetta.


La Recipe-tionist di questo mese è Lidia con il suo blog The spicy note e, una volta deciso di riprendere la mia partecipazione, per prima cosa sono andato a curiosare tra le sue ricette. Ho guardato e segnalato diverse ricette tra antipasti, primi, secondi e dolci anche se già sapevo che, per questioni tecniche familiari, la mia scelta sarebbe andata su una pasta. Alla fine ho deciso per quella riportata nel post Sulla scia del sedanino rigato ...
Non ho usato i sedanini ma, visto che li ho trovati freschi al super, i friselli pugliesi.
Rispetto alla ricetta originale ho leggermente modificato la cottura di salsicce e zucchine e ho aggiunto la ricotta per dare un po' di cremosità in più al piatto e i grissini frantumati per la nota croccante.


sabato 21 novembre 2015

RAVIOLI DI MANZO ALL'OLIO E MANZO ALL'OLIO DI ROVATO


Ormai è assodato. La vecchiaia avanza e mi sto rincoglionendo.
Perché?
Come sempre, quando sono a casa e devo preparare la ricetta della sfida mensile dell'MTC, mi consulto con la Manu e, di norma, le spiego cosa vorrei fare e ascolto la suo opinione. Ho detto ascolto, non che la seguo.
Anche perché lei, per suo carattere deve sempre modificare qualcosa. Del resto se così non fosse cosa le chiedo a fare?
Anche stavolta dopo averle spiegato cosa intendevo fare:
Manu - Il condimento mi convince anzi, direi che è perfetto. Il ripieno invece no, anche perché non mi piace il ripieno di carne. Perché non fai i nostri classici casoncelli e li condisci con il sugo della carne?
Io - Non posso. Devo mettere all'interno quello che ha poi creato il condimento come hanno fatto Monica e Luca del blog Fotocibiamo nella ricetta della sfida i Ravioli cu-u tuccu
Manu - Peccato, li avrei visti bene. Almeno cerca di rendere più leggero il ripieno.
Solo dopo aver preparato i miei ravioli, averli fotografati, mangiati e digeriti sono andato a rileggere il regolamento della sfida mi sono accorto che ... il ripieno era libero e lasciava spazio alla nostra fantasia.
Sconforto allo stato puro. Non tanto per non aver fatto i classici casoncelli quanto per come dirlo alla Manu.
Ho pensato che avrei potuto dirglielo dopo una buona dose di sesso ma quella è una dieta che sto seguendo alla grande, quindi dopo averle fatto un po' di complimenti sulla sua nuova acconciatura le ho buttato lì:
Io - Sai che è un periodo che sono un po' rincoglionito? Potevo tranquillamente fare i casoncelli senza uscire dal tema della sfida.
Manu - Lo so. Ne parlavo ieri sera con Alessandra (mia ex moglie) e anche lei mi ha detto che le sembra che ultimamente tu stia perdendo un po' i colpi.
Maremma le mogli. Possibile che oltre ad andare d'accordo su tante cose siano anche concordi nei miei confronti?
Questa è la genesi che mi ha portato a fare i ravioli ripieni della carne e conditi con il sugo del manzo all'olio di Rovato.

sabato 25 ottobre 2014

LASAGNA CON FARINA KAMUT


Lo so che fate fatica a crederlo ma, una volta, anch'io ero magro. Anzi ero quello che si suol dire tutto pelle e ossa. Poi ... tutto ebbe inizio.
Erano i primi di novembre di tanti anni fa. Avevo 9 anni. Da qualche anno abitavamo a Brescia ma tutti i nostri parenti vivevano a Gallarate e dintorni. All'epoca le scuole iniziavano il primo di ottobre e quando arrivava l'inizio di novembre si stava a casa 4 giorni. L'uno e il due (Ognissanti e i Morti) di precetto per la Chiesa, il quattro Festa Nazionale delle Forze Armate (era la ricorrenza della fine della I guerra mondiale) e il tre ... ponte. Come sempre eravamo andati a Gallarate per la visita ai cimiteri luoghi dove, in quei giorni, si incontravano persone che non si vedevano da anni anche se vivevano nel circondario. Figuriamoci mia madre e mio padre che vivevano in un altra provincia. E a pranzo, con i parenti i discorsi erano sempre del tipo (chiedo scusa ai milanesi per il dialetto raffazzonato ma in italiano renderebbe meno):
- Tal set che g'ho est al cimiteri?
- No. Dim
- El Giuan co la so mié
- Qual Giuan
- Ma se. El fiö del Carlino.
- Qual Carlino?
- El Carlino de Fern. Ch'el che gha spusat la fiola de Bep el soterù.
- Ah! Ch'el che il fradel lo mort a suldà.
- A proposit! Tal set chi l'è mort?
E così via. 
Eravamo dunque in quel di Gallarate e poco prima di ripartire per Brescia avevo cominciato ad avvertire dei forti dolori sul lato destro del basso ventre e mi era venuta la febbre. Chiaramente i suggerimenti a mia madre si sprecavano: dagli questo; no, dagli quest'altro. Alla fine, dopo avermi chiesto se il dolore era sopportabile, ha deciso che saremmo ritornati a casa immediatamente senza darmi nulla.
Giunti a casa dopo breve consulto telefonico con un medico amico di famiglia e, su suo consiglio, i miei genitori mi portarono al pronto soccorso dell'ospedale dei bambini che era a pochi isolati da casa.
Mi ricoverarono immediatamente e senza nemmeno rendermene conto la mattina presto ero già in sala operatoria. Appendicite acuta con rischio di peritonite.
Mi fecero un piccolo taglietto chiuso con due pinzette metalliche.
E cominciò la mia degenza. I primi giorni totalmente a digiuno senza bere neppure l'acqua. Mia madre mi umettava le labbra con un fazzoletto.
Cominciavo a sognare ad occhi aperti polli arrosto con le patatine, le lasagne di mia madre e tanto altro ben di Dio.
Dopo l'operazione mia madre voleva stare con me anche di notte per cui mi trasferirono dalla corsia alla cameretta privata che tanto privata non era visto che eravamo in 4 degenti per stanza.
Qui, oltre alla fame e alla sete, avevo un problema ancora più grande. Nella stessa stanza era ricoverato un bambino di 4-5 anni che era caduto, aveva battuto la testa ed era in osservazione.
La mamma di questo bambino mi sembra fosse napoletana o comunque da quelle parti ed era di una simpatia devastante. Sì devastante perché era un continuo parlare, fare battute, raccontare storielle divertenti che di per sè erano piacevoli se non fosse stato che ogni volta che mi mettevo a ridere le pinzette dei punti mi facevano ricordare la loro presenza e all'epoca la mia soglia del dolore era molto bassa. Ricordo che pregavo mia madre perché andassero fuori dalla stanza a parlare.
Intanto le visioni dei cibi erano diventati incubi perché l'unica cosa che mi davano da mangiare erano minestrine. Minestrine; più che altro pappette.
Ero stato operato al lunedì mattina e la suora caposala cercava di rincuorarmi dicendomi che la domenica avrei potuto mangiare qualcosa di "solido", probabilmente un risotto. Ora, se ti parlano di risotto tu pensi a quello che ti prepara la domenica la mamma, sempre nella stessa pentola, sempre un po' abbondante perché riscaldato alla sera è ancora più buono, sempre attaccato alla padella così da poter raschiare via la crosticina e oggetto di liti con mio fratello su a chi toccasse farlo.
Le visioni di pollo e lasagne erano quindi inframezzate dal risotto.
Finalmente arrivò la domenica e attendevo il benedetto risotto. A mezzogiorno sentii il carrello arrivare, vidi la suora entrare nella camera con i piatti in mano e mettermi davanti il risotto. Guardai il piatto e vidi un riso stracotto, leggermente brodoso e ... rosso. Non avevo mai mangiato il riso al pomodoro e nonostante la fame lo assaggiai appena giurando a me stesso che mai e poi mai avrei mangiato ancora il riso al pomodoro.
Mi dimisero il venerdì successivo e non ricordo cos'altro mangiai. Ricordo solo che continuavo a dire a mia madre quello che avrei voluto mangiare quando sarei tornato a casa, soprattutto le sue lasagne.
Da allora ho iniziato a non essere più il bambino pelle e ossa di prima ma mangiavo di più e mi irrobustivo. Irrobustirmi perché a ingrassare, come tanti, dopo il matrimonio; sia il primo che il secondo.
Probabilmente anche senza questa degenza sarebbe successo ma siccome si deve sempre cercare la scusante o il responsabile allora verdetto sia:
Ospedale dei bambini di Brescia Umberto I - COLPEVOLE

mercoledì 20 novembre 2013

LASAGNE AI SAPORI DEL BOSCO

Sono passati quasi due mesi dal mio ultimo post ma, tra un improvviso ed inaspettato attacco di labirintite e il trasloco a casa di mia suocera, non ho davvero avuto il tempo di dedicarmi al blog.
Il trasloco ha conseguentemente comportato un'allocazione diversa della cucina che prima era piccola ed ora ... lo è di più.
Nonostante questo ci sono degli aspetti positivi: una migliore distribuzione degli spazi e degli alloggiamenti degli oggetti, una maggiore luminosità del locale, il piano di lavoro proprio alle spalle del piano cottura, aver trovato il modo di posizionare una mensola con tutte le mie adorate spezie e, ultimo ma non ultimo, il fatto che la mia presenza all'interno della cucina comporta l'impossibilità ad altri di entrarvi.
Questa quindi è il primo post di un piatto realizzato nella nuova cucina.
Il mio post precedente era per partecipare all'MTC di settembre e questo, per ricominciare, è per l'MTC di novembre.
La ricetta scelta da Serena del blog Pici e castagne per la sfida di questo mese non è una ricetta ma un ingrediente: le castagne.
L'idea di questa ricetta mi è venuta quasi immediatamente ma prima di parlare di questo, come sempre in occasione delle sfide dell'MTC, voglio raccontare qualcosa che abbia attinenza con il tema.


Non ricordo esattamente quando è successo quello che vado a raccontare se nel 1979 o il 1980 ma più o meno ci siamo e le protagoniste, con il sottoscritto, furono Simonetta che abitava nella nostra stessa scala ed aveva 5 anni meno di me, Antonella e Iole che, compagne di scuola di mia sorella, lo erano di soli 2 anni.
Tutto ebbe inizio in un sabato autunnale. Il sabato non lavoravo e avevo l'abitudine di attendere Simonetta all'uscita della scuola per accompagnarla a casa. Inutile nascondere che avevo un debole per Simonetta e, pur non essendo mai stati insieme, per il nostro reciproco comportamento tutti pensavano che lo fossimo.
Purtroppo il Grande Architetto ha voluto chiamarla a sé molto, troppo, presto.
Comunque quel giorno Simonetta mi chiese se il mattino dopo avevo voglia di andare con lei per boschi a cercare castagne. Secondo voi ho rifiutato? Certo che no e ci mettemmo daccordo per il mattino seguente.
Nel pomeriggio, come ogni sabato invernale era d'obbligo una vasca in centro. Ci si andava verso le 17 perché a quell'ora i PQ (paesà quader) avevano già preso la via del ritorno al paesello (più che snob eravamo imbecilli). Passeggiando lungo i portici del centro incontro Antonella compagna di scuola nonché amica del cuore di mia sorella. Tra l'altro, all'epoca, si somigliavano tantissimo e non per niente erano state soprannominate le Specus. Abbiamo fatto due passi insieme e, non ricordo chi lo propose, ma ci accordammo per vederci la domenica pomeriggio. A fare cosa l'avremmo deciso al momento.
Alla sera, dopo cena, ci trovammo come sempre presso un locale, la Pagoda, situata nei pressi del castello (#).
Come canta Max Pezzali nella canzone Gli anni erano quelli delle grandi compagnie che si ritrovavano in qualche locale per poi dividersi e contiunuare la serata in altri e noi non facevamo eccezione. A ripensarci, di vista ci si conosceva in tanti ma poi, quando si andava da qualche altra parte, ci si ritrovava sempre gli stessi.
Quella sera dopo diverso tempo rividi Iole, altra ex compagna di scuola di mia sorella. il nostro gruppo decise di andare in discoteca ed Iole ed io facemmo coppia fissa per tutto il tempo. All'epoca le discoteche chiudevano intorno alle 2 ed al termine della serata la riaccompagnai a casa e ci mettemo daccordo per vederci nel tardo pomeriggio per un aperitivo.
La domenica mattina chiamai Simonetta e andammo per boschi in alta Val Trompia a cercare castagne. Ricordo che di castagne ne trovammo poche, in compenso raccogliemmo un bel po' di finferli e, al nostro ritorno, sua madre ci preparò un ottimo risottino.
Salutai Simonetta e sua madre e dopo essere passato da casa a cambiarmi andai a prendere Antonella.
Non sapevamo cosa fare, non c'era un film che ci ispirasse ed alla fine, visto che era una bella giornata, decidemmo di andare a fare una passeggiata in Maddalena (monte alle porte di Brescia).
Al termine della passeggiata ci fermammo a bere qualcosa nel locale che c'era proprio in vetta ed in quel momento, nel caminetto all'interno del locale, stavano cuocendo le caldarroste che ovviamente mangiammo volentieri.
Riaccompagnai a casa Antonella e andai a prendere Iole e dopo un aperitivo finimmo con l'andare a mangiare all'Inferno, un locale piccolissimo, non più di una dozzina di coperti, in prossimità del vecchio Tribunale dove potevi mangiare le rane fritte e una tartare di cavallo unica.
Non ricordo come terminò ma mi resta il ricordo di aver passato una bellissima giornata.
(#) Per chi non conosce Brescia, praticamente in centro c'è il colle Cidneo alla cui sommità si erge il Castello, fortezza di origine medievale fatto erigere dai Visconti.


Tornando alla ricetta, come ho detto, mi è subito venuto in mente questo piatto ma soprattutto, visto che adoro la besciamella, ero curioso di vedere come sarebbe venuta utilizzando la farina di castagne.
Il risultato mi ha soddisfatto si nel sapore che nell'aspetto visto che mi aspettavo il colore beige che poi si ottiene.
L'unico dubbio che avevo era di avere un risultato un po' "dolce", privo di sapidità.
Invece i funghi hanno compensato bene la pasta e la besciamella e le noci hanno dato la croccantezza e l'amaro che ci stà benissimo.
Abbiamo terminato il trasloco ma restano da mettere in ordine alcune cose e, al momento di dover stendere la sfoglia, mi sono accordo di non sapere dove trovare l'accessorio del Kitchen-Aid per la bisogna.
Mi sono ricordato della sfida dell'MTC delle tagliatelle per cui ho tirato la sfoglia con il mattarello e invece di ricavare le strisce delle classiche lasagne ho tagliato la sfoglia delle dimensioni della pirofila.
L'ultimo problema era la presentazione delle lasagne in quanto, visto che mi piace abbondare con la besciamella ero certo che, calde, si sarebbero sdraiate e miscelate, cosa che si è puntualmete verificata.
Per un attimo avevo pensato di congelarle, almeno parzialmente, e poi tagliarle per fotografarle ma mi sarebbe sembrato di fare qualcosa di ingannevole e chi mik conosce sa che non è nello stile mio e di questo blog.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di novembre 2013

martedì 24 settembre 2013

RAVIÒLE DËL PLIN CON BAGOSS E SALSA ALLA ZUCCA


Avevo sentito parlare delle raviòle dël plin, tipica ricetta piemontese, ma non avevo mai avuto l'occasione né di assaggiarle né di conoscerne a fondo ingredienti e procedimento di preparazione.
Ho quindi accolto con entusiasmo la scelta di Elisa del blog Sapori di Elisa di proporli come tema del mese per l'MTC.
Credetemi; è stato un sollievo scoprire che "plin" deriva dal dialetto piemontese e significa "pizzicotto" e, soprattutto, non ha niente a che fare con Cristina Chiabotto, guarda caso piemontese anche lei, ed il suo "plin plin" pubblicitario.
Ci mancava solo avere dei ravioli che favorissero la diuresi.


Prendo spunto da questo per raccontare un aneddoto capitatomi un po' di anni fa; precisamente nel 1985, il giorno di Ferragosto.
La mia prima moglie Alessandra ed io stavamo trascorrendo le vacanze in campeggio, nella roulotte di mio zio Pippo, sulle rive del lago Maggiore. Nostri vicini erano una coppia di Brugherio (MI) con il loro bimbo Luca di circa un anno, responsabile della decisione di mettere in cantiere la creatura che, puntuale, sarebbe arrivata nove mesi dopo.
Avevamo deciso di passare il Ferragosto facendo un pic-nic in Val Vigezzo nei pressi della cascata del Toce in quanto avevamo saputo che per quella giornata l'Enel ne avrebbe garantito il flusso completo.
ERRATA CORRIGE: Chiedo scusa, la cascata del Toce è in Val Formazza e non in Val Vigezzo (altro segnale che l'età avanza)


Arrivati a destinazione ci "accampammo" in una magnifica area attrezzata nelle vicinanze di una vasca in pietra dove sgorgava dell'acqua freschissima.
Col passare del tempo avevamo notato che molte persone arrivavano dal paese vicino cariche di bottiglie e le riempivano con quest'acqua. 
Ad un certo momento, il mio amico Massimo ed io, decidemmo di andare a bere un po' di quell'acqua e ci avvicinammo alla fontana dove un signore, che avrà avuto circa cinquant'anni, stava riempiendo le sue bottiglie. Cominciammo a parlare del più del meno e, ad un certo punto, Massimo chiese se quell'acqua avesse delle proprietà particolari visto il continuo via vai di persone. 
L'uomo, serissimo, ci fissò e ci disse: "Quest'acqua, a parte che è purissima e proviene da una sorgente di alta montagna ma ha anche un effetto diuterico sull'organismo."
Vi lascio solo immaginare la nostra difficoltà, dopo questa affermazione, nello stare seri e non scoppiare con le inevitabili risate che vennero spontanee quando raccontammo il tutto alle nostre mogli e quando ci domandammo quali fossero questi "effetti diuterici" soprattutto su noi maschi.


Ho voluto legare in qualche modo le mie raviòle dël plin al territorio bresciano. Noi abbiamo i mitici "casonsei" (1) e, a seconda delle zone, vengono fatti con ripieno di magro (pane e formaggio), di carne o di zucca. Ho preparato il ripieno di magro sostituendo il classico formaggio grana con il molto più saporito e bresciano Bagòss e, per contrastarne un poco il sapore, li ho conditi non con il classico burro versato ma con una salsa alla zucca (2) molto più delicata e con una nota dolciastra a compensare la forte sapidità del formaggio.
Premesso che, come sempre quando si preparano i cansoncelli in casa nostra, anche la realizzazione delle raviòle dël plin ha coinvolto anche mia moglie Emanuela.
Abbiamo avuto qualche difficoltà a dosare gli ingredienti in quanto, di norma, ne prepariamo molti di più. Alla fine con le dosi indicate abbiamo preparato, con metà dalla sfoglia e con tutto il ripieno, ca. 100 raviòle dël plin, a mio avviso sufficienti per 4 persone.



Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di settembre 2013

giovedì 13 giugno 2013

RAVIOLI CARCIOFI E ZUCCA CON CREMA AI CARCIOGHIOTTI


Ed ecco una nuova sfida di "Tutti cuochi per te" lanciata da Ponti a mezzo della pagina Facebook Cuochi di fulmine.
Il titolo di questa terza sfida è: Mamma ho invitato a pranzo gli amici - bussano alla porta, è vostro figlio e ha invitato a pranzo tre dei suoi migliori amici. Quale piatto cucinereste per loro, che sia goloso ma anche salutare? Con quale piatto sfamereste un gruppo di teenager?
Gli ingredienti di cui è obbligatoria la presenza sono:
- pasta fresca ripiena anche già pronta
- un formaggio a pasta dura
- menta
- due o più prodotti Ponti a scelta
A parte che ho dovuto volare con la fantasia sia per la "mamma" che per il fatto che i miei figli non sono più teenager da un po', ho cercato di pensare a che piatto avrei potuto preparare.
Appena venuto a conoscenza della sfida ho deciso che il condimento sarebbe stato a base dei carcioghiotti della Ponti e che avrei utilizzato ancora la glassa di aceto balsamico Ponti.
Mi sarebbe piaciuto preparare la pasta ripiena fresca ma ho dovuto soprassedere per motivi di tempo che ultimamente è sempre meno. Ho quindi acquistato una confezione di ravioli di zucca ed una di ravioli ai carciofi Gioiaverde di Giovanni Rana
Per il formaggio a pasta dura ho scelto il pecorino Fiore sardo stagionato perché dovevo dare una certa sapidità alla preparazione.
Ho dovuto limitarmi nell'uso della menta a poche foglioline perché a mia moglie non piace ma sono certo che metterne qualcuna in più non avrebbe guastato.
Critici per questo piatto sono state mia moglie e mia suocera. Sono piaciuti molto e mia suocera, nota per il suo appetito da uccellino mi ha dato grande soddisfazione mangiandone una porzione decente.



Con questa ricetta partecipo alla terza sfida di "Tutti cuochi per te" di Ponti



venerdì 25 gennaio 2013

PICI AL RAGÙ PICCANTE



Come ho anticipato questa versione dei pici l'ho preparata il giorno dell'Epifania.
Tra preparazione del ragù e dei pici ho passato tutta la mattinata in cucina anche perché era la prima volta che li preparavo e quindi necessitavo di prenderci la mano; infatti, la domenica successiva è stato tutto più semplice e veloce.
Il ragù è simile a quello che avevo preparato come ripieno degli arancini con la variante che al posto della pasta di peperoncino cinese ho utilizzato il mio peperoncino macinato.
Infatti è qualche anno che coltivo nella bella stagione qualche pianta di peperoncino in diverse varietà che nel tardo autunno raccolgo e metto ad essicare dentro un sacchetto di quelli che una volta si usavano per il pane.
In primavera, quando sono ben secchi, li macino finemente e miscelo la polvere ottenuta con quella (poca) che mi è rimasta dalla stagione precedente.
L'utilizzo di diverse varietà di peperoncini, tutte abbastanza piccanti, mi ha consentito di ottenere una miscela particolare e decisamente forte.
Cosa apprezzata in famiglia visto che tutti amiamo il sapore piccante.








mercoledì 23 gennaio 2013

PICI DI CONTAMINAZIONE BRESCIANA



È un periodo no.
Mi capita a volte di avere sbalzi d'umore anche repentini in totale coerenza con le caratteristiche del mio segno zoodiacale, ma in questo periodo l'umore è veramente ai minimi storici.
La situazione economico lavorativa ci ha portato a dover assumere decisioni drastiche che non sono state ancora del tutto metabolizzate. La speranza che quest'anno sia migliore del precedente è, per ora, fondata solo sulla quasi certezza che, sotto questi punti di vista, peggio del 2012 è davvero difficile.
Il mio umore si riperquote anche sul destino di questo blog e sulle visite di blog amici.
Intendiamoci! La voglia di cucinare e di provare ricette nuove c'è sempre, prova ne sia che il mio fidato memo è in continuo aggiornamento e ci sono 7 ricette che aspettano solo di essere pubblicate.
Quello che manca è la voglia di mettermi a fotografare i piatti (ultimamente i risultati non mi soddisfano mai) e approcciarmi alla tastiera per preparare e pubblicare i post è davvero una pena.
Mi sono più volte chiesto se era il caso di continuare questa bellissima avventura che è stato entrare nel mondo dei foodblogger o di abbandonare il tutto.

domenica 30 settembre 2012

L'UOVO NEL RAVIOLO NELLA MIA VERSIONE MINI


A luglio, quando sono tornato dalle brevissime vacanze che mi sono potuto concedere, navigando tra i blog che seguo ho scoperto il contest lanciato da Patty nel suo blog Andante con gusto.
Non conosco personalmente Patty ma il solo fatto che abiti nella "mia" Siena me la rende, in automatico, cara.
Se andiamo a leggere il suo profilo ci rendiamo subito conto che una delle sue passioni, oltre alla cucina, è il cinema; poteva quindi rinunciare a abbinarle?
Assolutamente no e le è stato naturale lanciare un contest che unisse cinema e cucina.
Ho subito pensato che si trattasse di realizzare qualche ricetta presente o richiamata in un film. Ma scherziamo? Troppo semplice. La Patty ha pensato bene di farci conoscere la cinegustologia. Che cos'è? Per una spiegazione più esaustiva consiglio di leggere il post di Patty per il lancio del contest e i link ad esso associati ma, in buona sostanza, la cinegustologia è l'interpretazione di un piatto o un vino attraverso i generi cinematografici.
Rovesciando il concetto, lo scopo del contest è di rappresentare con una ricetta il nostro film preferito nei generi commedia leggera e commedia sofisticata.
A questo punto scegliere un film è stato abbastanza arduo visto che la commedia è il mio genere preferito. Avrei pensato a Victor Victoria se Patty non l'avesse usata per il lancio del contest; ho pensato a alcune delle mie preferite come Notting Hill, Il matrimonio del mio migliore amico, Insonnia d'amore, French Kiss, Sabrina, Vacanze romane, Serendipity, Un ottima annata e tante altre. Alla fine ho scelto C'è post@ per te perchè l'incontro con mia moglie è avvenuto in circostanze simili.
Il film è un remake di Scrivimi fermo posta del 1940 aggiornato agli anni '90 e visto che, sono convinto, l'avrete visto tutti riepilogo solo molto sommariamente la trama.

 Kelly e Joe vivono e lavorano nello stesso quartiere di New York , l'Upper West Side. Lei è proprietaria di un vecchia libreria per bambini mentre lui è il proprietario di una grande catena di bookstore.
Mentre durante il giorno i due vivono la loro vita con i rispettivi fidanzati, la sera i due si conoscono in forma anonima in una chat-room e nasce un sentimento che li porterà a volersi conoscere di persona.
I due, in realtà, si incontrano in varie occasioni e quando Kelly scopre che Joe è il proprietario del nuovo megastore aperto nelle vicinanze della sua libreria "Il negozio dietro l'angolo" e che la sta costringendo a chiudere non fa nulla per nascondegli il suo risentimento.
I due in chat si danno appuntamento in un locale ma quando arriva Joe scopre che è Kelly e decide di darle buca avvicinandosi con la sua vera identità e non come il misterioso amico di chat.
Da questo momento Joe gioca la sua parte ambigua con l'intenzione di far sì che Kelly si innamori di Joe come persona e non come uomo misterioso. Chiaramente l'intento riesce e quando Kelly va all'appuntamento con l'uomo misterioso qualcosa ha già intuito e dentro di se spera che sia Joe.

Detto del film restava da trovare il piatto che lo rappresentasse.
Secondo me questi ravioli preparati con ingredienti semplici ma che abbinati insieme regalano armonia al palato, con una sorpresa che si scioglie e si armonizza con gli altri ingredienti e con il tocco di preziosa eleganza del burro al tartufo racchiude totalmente l'essenza del film.



La prima volta che ho visto visto preparare questo piatto, su Gambero Rosso Channel da Valentino Mercatilii executive chef del ristorante San Domenico di Imola (BO), me ne sono innamorato e, molto prima che iniziassi la mia avventura con questo blog, mia moglie ed io abbiamo provato a rifarlo ed era ... straordinario. Prossimamente posterò la versione originale.


Con questa ricetta partecipo al contest di Andante con gusto - La commedia è servita



mercoledì 28 marzo 2012

CRÉPES RIPIENE DI SALMÌ DI FAGIANO

Non ho davvero avuto il tempo di preparare la solita storiella in abbinamento all'MTC anche se ne ho un paio che mi sarebbe piaciuto raccontare ma le tengo in serbo per una prossima occasione.
Non mi resta quindi che ripiegare proponendo nuovamente uno dei miei vecchi scritti.

BELLI I TUOI OCCHI

Belli i tuoi occhi.

Porta aperta dei tuoi pensieri
della tua mente,
del tuo essere viva.

Belli i tuoi occhi.

Languidi e sorridenti
carichi di felicità
e di dolcezza.

Belli i tuoi occhi.

In loro vedo la luce
vedo quel che desidero,
quello che ho.

Belli i tuoi occhi.



Questo mese il tema dell'MTC è stato scelto da Giuseppina del blog The Adventures of a Very Personal Chef che ho avuto modo di conoscere, anche se solo virtualmente, qualche mese fa quando ha partecipato al mio contest sulle monoporzioni; partecipazione che ha lasciato il segno visto che la sua Pavlova al mango selvatico del Cameroon è stata classificata al 2° posto dai due giudici della Pasticceria Antoniazzi.
La scelta di Giuseppina è caduta sulle crépes che potevano essere proposte o in versione dessert o come primo piatto.
Mi sarebbe piaciuto preparare ambedue le verioni ma è un miracolo che sia riuscito a farne una.
Come riportato in un post precedente, ho preparato il salmì di fagiano ed è risultato davvero abbondante per cui un po' l'ho congelato.
Volevo preparare qualcosa che non fossero i soliti ripieni per le crépes e riflettendo bene ho pensato che il sapore piuttosto deciso del salmì si sarebbe abbinato perfettamente con la morbidezza e la delicatezza delle crépes e della besciamella. Di norma non mi piace dare giudizi sulle mie preparazioni ma questa volta devo proprio dire che avevo ragione. E la controprova me l'hanno data mia moglie, che non è mai tenera nei suoi giudizi, dicendomi che le ha trovate con un gusto davvero equilibrato, e mia suocera che, scusandosi, mi ha chiesto il bis.  È stata l'apoteosi.






Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di marzo 2012