Visualizzazione post con etichetta Ricette; Antipasti; Carne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette; Antipasti; Carne. Mostra tutti i post

venerdì 9 giugno 2017

CARPACCIO DI CARNE SALADA CON LA GIARDINIERA DI GEMMA


Ho aperto questo blog nell'ottobre del 2010 e a gennaio del 2011 ho postato la Carne Salada nella versione cotta. Se guardo i miei primi post inorridisco sia per le fotografie che per i testi ma, vediamola in positivo, significa anche che sono cresciuto.
La carne salada è un piatto tipico del Trentino, in particolare, della zona che comprende Riva del Garda e Arco di Trento.
Nei locali della zona viene proposta sia nella versione cotta, accompagnata da fagioli, sia nella versione cruda con la giardiniera. 
All'epoca avevo proposto la versione cotta; stavolta, con l'occasione della Giornata del Carpaccio del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge, propongo la versione cruda visto che non è altro che un carpaccio di carne salada.
La carne salada viene ottenuta mettendo sotto salamoia la fesa di bovino adulto, taglio di carne magrissimo. Infatti la carne salada parti grasse inferiori al 1% ed è quindi adatta nelle diete. 










Per la giardiniera di accompagnamento ho voluto preparare la ricetta che mi ha dato Gemma dell'Azienda Agricola Cerasa in Garfagnana.
Recentemente ho avuto ancora occasione di trascorrere qualche giorno in Garfagnana cosa che mi era capitata in altre due occasioni nell'ultimo anno e mezzo.
Ho avuto modo di apprezzare i luoghi ma, soprattutto, le persone, orgogliose del loro territorio e tutte impegnate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti. Farro, castagne e relativa farina, formenton 8 file, e tanti altri prodotti che hanno in comune la qualità e l'amore con cui vengono coltivati e trattati. Per me la Garfagnana è stato un colpo di fulmine e, visto che l'ultima volta è venuta anche Emanuela, lo è stato anche per lei.


Tra le tante realtà conosciute in queste visite un posto di riguardo lo riservo all'Azienda Agricola Cerasa nel comune di Pieve Fosciana, di proprietà della Regione Toscana data in affidamento alla Comunità Montana Garfagnana e da questa data in gestione alla famiglia Cavani composta da Ombretta, titolare della gestione, e i genitori Mario e Gemma. Mario oltre ad essere un allevatore di rara esperienza è anche un norcino e i suoi salumi sono eccellenti. Gemma... beh, Gemma è Gemma. In questa località si sta portando avanti con successo un progetto per la reintroduzione nel territorio della pecora Garfagnina, razza che non ha una lana particolarmente pregiata ma, in compenso, produce un latte la cui composizione consente di ottenere ottimi formaggi con minori quantità.
Nella tenuta vi sono un infinità di castagni secolari ed è anche possibile adottarne uno (informazioni qui)
Tutte e tre le mie visite in Garfagnana si sono concluse con un pranzo presso l'Az. Agricola e abbiamo sempre mangiato piatti semplici ma veramente buoni. Da subito sono stato conquistato dalla giardiniera di Gemma e alla mia seconda visita ho chiesto e ottenuto la ricetta.
Da allora mi ero ripromesso di farla ma avevo sempre rimandato.
L'occasione della giornata del carpaccio è stata troppo propizia per non provarci.








La ricetta che segue è quella dettatami da Gemma.
In questa occasione ho voluto sostituire l'aceto bianco con quello di mele. Personalmente il risultato mi ha soddisfatto mentre Emanuela, che preferisce sapori più agri, mi ha "intimato" di attenermi alla ricetta di chi ha molta più esperienza di me anche se concorda con me che la prossima volta che farò questa giardiniera, perché è sicuro che la rifarò, accorcerò i tempi di cottura di una decina di minuti. Questo perché entrambi preferiamo le verdure un po' più croccanti tenuto conto che durante il raffreddamento la cottura continua.
La dimostrazione è data che nel prepararla avevo dimenticato di mettere in pentola le cime di cavolfiore cosa che ho fatto al termine della cottura e queste si sono cotte ma sono rimaste croccanti.



domenica 4 giugno 2017

GNOCCO FRITTO O TORTA FRITTA


Lo gnocco fritto o torta fritta sono due termini per indicare sostanzialmente la medesima specialità emiliana; il primo viene usato nelle province di Reggio e Modena mentre a Parma il secondo.
Ho scoperto la torta fritta un ferragosto della fine degli anni '70. Eravamo in vacanza in montagna ospiti di un'amica di mia madre e nell'appartamento vicino c'era una famiglia di Parma con una ragazzina molto ma molto carina di nome Angelica. Quel giorno sua madre ci preparò la torta fritta abbinata con salumi, una salsa di funghi porcini e un ragù che ancora ricordo.


Vent'anni fa per lavoro ero spesso nelle province di Cremona e Piacenza e pranzavo sempre fuori.
Tramite un amica avevo conosciuto il proprietario di un'osteria, La Mucca Della Nonna di Soresina e, accomunati dal tifo per la Beneamata, siamo diventati amici. La mamma e Roberto stesso e la moglie fanno una torta fritta straordinaria anche perché abbinata a salumi sceltissimi e a una giardiniera e un'insalata russa fatta in casa assolutamente spettacolari. Da qualche anno la Mucca ha una nova sede, vicino alla vecchia. in un palazzo del '500. Ancora adesso, quando con gli amici decidiamo di andare a mangiare la torta fritta la nostra destinazione è La Mucca Della Nonna e mi piace chiedere a Roberto di riservarci il tavolo nella fornitissima cantina.



Un altro locale dove, quando ero in zona, mi fermavo a mangiare la torta fritta è la Trattoria La stazione di Valmozzola (PR) lungo la vecchia statale della Cisa. La caratteristica principale è che la trattoria è ricavata nei locali della vecchia stazione ferroviaria. Si mangia in modo molto, ma molto informale (facile trovarsi a mangiare in lunghe tavolate con altre persone) a prezzi quasi irrisori.



Di ricette della torta fritta se ne trovano in svariate versioni e quella che propongo l'ho ricavata dal blog della cara amica parmigiana Dauliana, Cucchiaio e pentolone.
Io l'ho abbinata a Prosciutto crudo di Parma, Coppa piacentina, Salame nostrano bresciano, Mortadella, Mortadella di fegato, la mia insalata russa allo zenzero e alla mia giardiniera a cui dedicherò dei post nei prossimi giorni.
Piccolo trucco. Capita a volte che la buccia del salame non si riesca ad asportarla facilmente. La soluzione è semplice: immergere il salame in acqua per 20-30 minuti. asciugarlo e vedrete che la pelle verrà via senza problemi.


mercoledì 22 marzo 2017

TERRINA DI MAIALE E DI UN POLLO CHE SI CREDE ... UN'ARAGOSTA


Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di marzo 2017


Il tema della sfida dell'MTC n° 64 per questo mese di marzo è stato proposto da Giuliana del blog La Gallina Vintage e ha scelto le terrine.
Ho incontrato per la prima volta Giuliana lo scorso novembre in Garfagnana nel corso del weekend dedicato all'approfondimento del tema sugli gnocchi. Ho avuto modo di conoscere una vera signora in tutti i sensi positivi del termine con cui ho passato del tempo in modo molto gradevole.
Prima di allora non conoscevo il suo blog ma, visto il nome del suo blog, non mi sono stupito affatto di ritrovarmi a dover fare qualcosa che andava molto di moda qualche anno fa.
Anche stavolta mi sono dovuto cimentare con qualcosa che non avevo mai fatto e che probabilmente non avrei mai scelto di fare. Ma questo è nel DNA dell'MTC: ogni volta una sfida non tanto verso gli altri ma in particolare contro se stessi.
Qualche anno fa ho cominciato a giocare a golf e, essendo la mia indole iper competitiva, appena possibile ho cominciato a fare delle gare togliendomi anche qualche soddisfazione. Confesso però che adoro giocare da solo. Solo contro il campo ma, soprattutto, contro me stesso. Per me l'MTC è soprattutto questo. L'MTC mette a disposizione il campo, qualche volta simile ma sempre differente, e io ci metto l'impegno e la voglia di fare sempre meglio.
Io amo il golf e per la proprietà transitiva amo l'MTC.


La cosa più complessa questa volta è stato reperire una terrina. Ho guardato, con poca speranza, tra le cose di mia suocera e ho sondato mia mamma per vedere se aveva qualcosa adatto allo scopo. Negativo.
Con gioia della Manu ero oramai certo di dover fare la terrina in crosta quando, svuotando gli scatoloni del precedente trasloco mi sono ritrovato una ciotola tonda in ceramica e, immediatamente, mi sono ricordato che c'era anche il suo coperchio in vetro. Senza foro ma dal filo diretto avevo letto che si poteva comunque ovviare alla cosa provvedendo comunque allo sfiato della terrina.
Sono quindi andato a caccia del coperchio e, finalmente, l'ho trovato. Rotto.
Il fantasma della terrina in crosta si è riaffacciato nella mente ma non mi sono dato per vinto. Ho controllato tutti i coperchi che ho a disposizione e ho trovato un coperchio in vetro, del diametro giusto (200 mm) e, udite, udite, dotato di un meraviglioso forellino.


A questo punto ho dovuto "solamente" decidere gli ingredienti e mi sono affidato al mio gusto e all'effetto estetico che volevo ottenere.
Mi sono letto attentamente il post di Giuliana e ho deciso prima di tutto di fare degli strati abbastanza distinguibili e ho optato per le carni bianche. Al maiale, che avendo intrapreso questa strada era quasi d'obbligo, ho voluto aggiungere il pollo; carne che, come ho più volte detto, adoro.
Facendo degli strati ho deciso di non mescolare le due carni ma di tenerle nettamente distinte. Ho scelto quindi le mie verdure preferite: i peperoni e i fagiolini (dalle mie parti i cornetti) che sia come sapore che cromaticamente ero sicuro mi avrebbero soddisfatto.
Per lo strato di pollo volevo ottenere al taglio un effetto "marmorizzato". L'ho quindi tagliato a pezzetti irregolari e, dopo averlo salato e pepato, l'ho ricoperto con abbondante paprika e mi sembra di aver ottenuto l'effetto voluto.
La Manu, tenuta all'oscuro degli ingredienti, quando ha visto la terrina tagliata mi ha chiesto se al centro avevo messo del pesce. Alla mia risposta negativa, saputo che era pollo, dopo aver fatto una faccia schifata (a lei il pollo proprio non piace) mi ha detto: "Peccato, sembrava quasi astice o aragosta". Questa frase mi ha dato il là per il titolo del post.
Per ultimo ho deciso di lasciare scondite le verdure a parte una piccola presa di sale.
Note di colore:
  • La mia Ginger, quando ho tolto la terrina dal frigorifero e l'ho liberata dalla pellicola mi saltava intorno impazzita; forse pensava che fosse per lei.
  • La Manu non ha mangiato la parte di pollo e ha fatto la felicità della Ginger; in compenso mi ha mangiato tutte le cipolle.
  • Ho fatto assaggiare il tutto a Grazia, cugina della Manu nonché vicina di casa e, dopo l'assaggio si auto proclamata assaggiatrice ufficiale dei miei piatti
Per il rispetto del regolamento speciale della sfida è obbligatorio inserire almeno 3 fotografie che rappresentino fasi della terrina dopo la cottura e sono le seguenti. 

Terrina nel suo contenitore
Mezza terrina nel suo contenitore
Terrina nel piatto
La terrina con il suo coperchio
Per l'abbinamento ho scelto di fare delle cipolle rosse in carpione e una composta di mele piccante. La neo assaggiatrice ufficiale ha molto apprezzato.