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lunedì 23 giugno 2014

PIADINA ROMAGNOLA CON BURRATA E ACCIUGHE


Sono passati quasi due mesi ed ecco che finalmente riesco nuovamente a scrivere qualcosa e a proporre una nuova ricetta.
Anche questa volta riprendo con la proposta per partecipare all'MTC di questo mese. Ultimamente pare che riesca a postare solo ricette per questo.
Dal mio post precedente sono cambiate molte cose. Ho terminato la mia collaborazione nel bar di un amico e mi sono lanciato in una nuova avventura con mio fratello.
Prima di Natale Annamaria, cognata di mia sorella e presidente del Circolo Tennis Forza e Costanza Castello di Brescia, mi chiese se mi sarebbe interessato subentrare al gestore del loro bar-ristorante.
Le ho detto che se ne poteva parlare e ho subito avvertito mio fratello di questa opportunità. Abbiamo sempre desiderato un attività con me in cucina e lui al banco del bar.
Sono passati alcuni mesi quando finalmente Annamaria ci ha comunicato che i tempi erano maturi per questo subentro.
In realtà si tratta di una gestione in senso lato in quanto il bar-ristorante è di servizio al Circolo ed è riservato ai soci.
Presi da una grande carica di entusiasmo ci siamo lanciati nell'impresa ed abbiamo cominciato con una pulizia e sistemazione generale scoprendo che era assolutamente necessaria. Inoltre abbiamo scoperto che la lavastoviglie non funzionava da anni così come il frigorifero del banco bar; che la cucina a sei fuochi ne ha 4 che funzionano bene e 2 quando vogliono loro, vale a dire una volta su tre. Peccato che siano anche gli unici due fuochi "bassi". In aggiunta, la porta del forno non chiudeva bene.
Abbiamo trovato disponibilità da parte di Forza e Costanza ad effettuare degli interventi di manutenzione che però sono stati limitati in quanto le attrezzature sono datate e senza più pezzi di ricambio. 
Purtroppo Forza e Costanza non è proprietaria del centro ma è in convenzione, scaduta, con il Comune di Brescia; avrebbero in programma di intervenire anche su altri fronti quale la sistemazione degli spogliatoi ma non ha senso investire del denaro se non si ha una prospettiva di alcuni anni. Per cui siamo in attesa di una nuova definizione della convenzione.
Siamo riusciti a riaprire mercoledì maggio e su richiesta di parte dei soci abbiamo organizzato una cena per 30 persone con spiedo alla bresciana. Nonostante i timori tutto è andato alla grande anche grazie allo spiedista che abbiamo ingaggiato per l'occasione.
La nostra preoccupazione era però un'altra.
Il 2 giugno avrebbe avuto inizio il torneo internazionale femminile con prologo delle qualificazioni dal venerdì precedente. La tensione era palpabile in quanto il super-visor della Federazione avrebbe dato i voti alle varie componenti dell'organizzazione del torneo tra cui anche il servizio di ristorazione ed un buon punteggio era indispensabile per richiedere il passaggio del torneo ad una fascia superiore e quindi più importante per il prossimo anno.
I tempi ristretti fra il nostro subentro e l'inizio del torneo ha fatto sì che abbiamo dovuto proporre un menù che non era stato pensato da noi ma dal precedente gestore.
Dal venerdì con l'inizio delle qualificazioni al giovedì quando si sono svolte le semifinali del doppio e i quarti del singolare è stato un continuo preparare paste, insalate, secondi e si cominciava dalle 10 del mattino fino alle 17-18 del pomeriggio e poi la cena. L'unica serata di riposo è stata il mercoledì perché era previsto un buffet per le giocatrici in un altra location, Villa Fenaroli a Rezzato.
Al termine del torneo abbiamo saputo che il super-visor ci aveva dato un voto sufficiente motivandolo che fosse uno stimolo per il prossimo anno. Peccato che abbia espresso e inviato alla Federazione il suo parere prima del nostro buffet di fine torneo che a detta di tutti è stato spettacolare e meglio di quello di Villa Fenaroli. Vi assicuro che sono comunque soddisfazioni.
Non abbiamo potuto goderci il risultato perché il lunedì sono cominciate le settimane GREST della scuola di tennis e, a pranzo, abbiamo dai 20 ai 30 ragazzini (da me definiti lupi per quanto mangiano) e, credetemi, sono dei tester incredibili. Sentirsi dire dai genitori che, secondo i "lupi", le nostre polpette vegetariane sono diventate un mito, che una carbonara così buona non l'hanno mai mangiata e che mangiano meglio che a casa ti fa sembrare più leggera una settimana in realtà pesante.
La prossima mission che ci siamo riproposti con il Direttore del Circolo, Alberto Paris, è quella di cercare di coinvolgere i soci in cene che non siano conseguenti alla partita a tennis con amici ma che portino i soci a vivere al circolo indipendentemente dal gioco.
Non sarà semplice ma abbiamo intenzione di proporre serate tematiche tipo: pesce, paella, grigliate, vegetariano, ecc. che speriamo siano coinvolgenti.


sabato 24 novembre 2012

ARANCINE DI RISO CON RAGU' PICCANTE


Come ho già avuto modo di dire in precedenti post la mia "briciola" (mia figlia Rossella) è innamorata di tutto ciò che riguarda l'Estremo Oriente ed in particolar modo la Cina e la Korea (in ordine puramente alfabetico).
Non sfugge alla regola il suo amore per la cucina di quei paesi e spesse volte si prepara piatti di tal provenienza.
Le ho proposto di preparare qualche ricetta con una cadenza a sua scelta e che le avrei pubblicate ed inserite una rubrica nel blog. La sua risposta è stata affermativa ma quando cominceremo non è ancora dato a sapersi.
Del resto la comprendo: tra studio (e vorrei vedere), le amiche ed ora il ragazzo (cinese, of course) il tempo non è mai abbastanza.

giovedì 22 novembre 2012

ARANCINE DI RISO CON CONTAMINAZIONE BRESCIANA



Il tema per la sfida dell'MTC di novembre, proposto da Roberta del blog Pupaccena, sono "le arancine di riso", tipico cibo da strada di Palermo.
C'è un leggero filo che mi lega a Palermo visto che, quando avevo 6 anni ed abitavamo a Siena, la società per cui lavorava mio padre gli aveva proposto di passare o all'agenzia di Palermo o a quella di Brescia.
La scelta di Brescia era stata dettata dal desiderio dei miei genitori di avvicinarsi ai parenti, tutti in provincia di Varese. Qualche volta mi sono chiesto, senza rimpianti, che sviluppi avrebbe avuto la mia vita se fossimo restati a Siena o se fossimo andati a Palermo.
Comunque, anche questa volta, la ricetta della sfida è per me un inedito sia perché non le ho mai fatte, sia perché non le ho mai mangiate.
Sono state una sorpresa straordinaria e sono felice che Roberta le abbia proposte.
Ho deciso di fare due versioni: una che unisse Palermo con Brescia e l'altra con un piccola aggiunta ad una di quelle tipiche.
La prima che pubblico è la versione con contaminazioni bresciane.