mercoledì 24 maggio 2017

ROLLS PER L'APERITIVO DELL'MTC 66


























Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge di maggio 2017


La sfida di questo mese per l'MTChallenge è stata proposta da Giovanna Lombardi del blog Gourmandia Personal Chef che ha vinto l'ultimo MTC sul Sartù.
Per il tema della sfida di questo mese ha scelto i rolls.
Sicuramente ognuno di noi ha partecipato ad una apericena o a qualche cena a buffet e di certo tra i vari stuzzichini c'erano i rolls.
Nei due mesi in cui ho dato una mano ad un mio amico in un bar del centro di Brescia, Vescovado Café, per l'apericena del fine settimana tra le tante tipologie di stuzzichini c'erano anche i rolls.
Purtroppo l'esigenza di contenere i costi e la necessità di farne tanti in poco tempo tarpava le ali alla fantasia e i rolls erano, per lo più arrotolati di pane in cassetta tirato fine con farciture varie, ben saporite per invogliare a bere un aperitivo in più. Comunque l'unica parentela che avevano con il rolls proposti per la sfida da Giovanna era la forma.


Per questa sfida ho lasciato da parte i tempi e mi sono dedicato a sviluppare la prima idea che mi è passata per la testa. No, anzi. In realtà avevo pensato anche a un roll con il pesce ma mi sono ridotto ad andare in pescheria all'ultimo momento e la scelta era veramente limitata e lontana dalla mia idea.
Ho scelto di fare tre tipologie di rolls: vegetariano, con una tartare di carne e, all'ultimo, con prodotti che ricordassero l'Alto Adige.
Premetto che sono moderatamente soddisfatto del risultato finale nel senso che i sapori erano quelli che volevo ottenere mentre il risultato visivo no.
Andando nell'ordine ho preparato prima quelli vegetariani, quelli di carne e infine quelli a tema Alto Adige. L'aspetto visivo è, secondo me, migliorato mano a mano che li preparavo tanto che sono convinto che i prossimi saranno ancora meglio anche perché ho capito cosa correggere.
In fondo ho, come al solito, riportato gli ingredienti e il procedimento per ognuno dei rolls mentre di seguito vado a indicare gli errori e le migliorie per ottenere un risultato esteticamente più bello.


Rolls vegetariano
Ho fatto un rettangolo troppo alto (una ventina di cm) ottenendo un diametro un po' grande. Gli ingredienti risultano un po' slegati con qualche spazio vuoto e hanno reso difficoltoso l'arrotolamento; probabilmente avrei dovuto frullare i peperoni per ottenere una crema che avrebbe reso tutto più compatto. Pur avendo asciugato molto bene l'insalata il raffreddamento per il taglio ho reso il rolls un po' umido e deve essere posizionato sulla patata all'ultimo momento per non fare perdere il croccante a quest'ultima.
Rolls di carne
Anche se un poco di meno ho fatto un rettangolo troppo alto ottenendo un diametro un po' grande. Per il resto grande sapore e il crostino all'aglio una marcia in più.
Rolls Alto Adige
L'abbinamento cetriolino, speck e pane di segale è altoatesino al 100%. Il formaggio, se non piace la curcuma, può essere lasciato naturale con lime e erba cipollina che danno un profumo e un gusto che vi consiglio. 


Giudizio mio e delle mie assaggiatrici, mia moglie Emanuela e sua cugina Grazia.
Rolls vegetariano: sapore ottimo in cui spicca il peperone grigliato. Un po' grande e poco compatto.
Rolls di carne: il meno bello ma il più buono per le mie assaggiatrici.
Rolls Alto Adige: per loro il più gestibile come dimensione ma non apprezzato perché non amano, anzi, la curcuma e le spezie in generale. Il mio preferito.

giovedì 11 maggio 2017

MENÙ ISPIRATO A PETRONILLA E LA FAME NEL MONDO


Questo è quello che ogni giorno trovano nel piatto più di 30 milioni di persone nell'Africa centro orientale e nel Corno d'Africa.
A 50 anni dalla spaventosa carestia che colpì il Biafra, regione della Nigeria, che è diventata l'emblema della fame, una nuova emergenza carestia, stimata la più grande dalla fine della seconda guerra mondiale, si sta abbattendo nel sud Sudan, nel bacino del lago Chad e nel Corno d'Africa.
Più di 30 milioni di persone, tra cui circa 1,5 milioni di bambini, non hanno né cibo né acqua neppure per sopravvivere.
Negli ultimi 2 anni il 70% del bestiame è morto di stenti, le mamme non hanno più la forza di allattare i propri figli, le persone si spostano di continuo alla ricerca di che sfamarsi.
Le cause sono la siccità, i mancati aiuti del Governi e le guerre.
Negli ultimi 50 anni si è verificato uno sviluppo esponenziale in tutto quello che riguarda il progresso, il benessere e le aspettative di vita nei Paesi occidentali ma non siamo riusciti a fare nulla per risolvere il problema della fame e della sete in vaste aree del mondo.
Il fatto è che non lo si vuole risolvere. Si preferisce inviare armi per mantenere in vita guerre civili che fanno il bene solo delle lobbies.
I Governi preferiscono lasciare che ci pensino le ONG che, pur con tutto il loro impegno, possono solo intervenire cercando di salvare un numero di persone che, percentualmente, è veramente basso.
Tutto questo nel silenzio della maggioranza dei media. Chiaro! Fa più audience e turba di meno parlare di come Brad Pitt è dimagrito dopo la separazione piuttosto che della carestia in Africa.
Personalmente sono venuto a conoscenza di quanto sopra, mentre viaggiavo verso Torino, ascoltando la radio (Raiuno) alle sei del mattino, quando il conduttore ne ha fatto riferimento leggendo i titoli dei quotidiani. Tornato a casa ho voluto saperne di più.
Sei ONG del gruppo AGIRE (ActionAid, Amref, Cervi, Coopi, Oxfam e Vis) hanno lanciato la campagna NON SENZA DI TE con l'obiettivo di salvare almeno 500 mila persone dalla fame, dalla sete e dalle malattie che una carestia porta sempre con sé.
Cinquecentomila su 30 milioni è una percentuale inferiore al 2% ma sempre 500 mila sono.
Si polemizza che spendiamo troppi soldi per accogliere gli immigrati e che andrebbero aiutati a casa loro. Peccato che siano solo parole. Da dati delle ONG con gli stessi soldi spesi per accogliere chi arriva clandestinamente si potrebbero salvare molte più persone aiutandole nei loro paesi. Allora perché non lo si fa? Forse perché ci sono interessi anche nel canale dell'accoglienza? Andreotti diceva che "a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca". Che abbia ragione lui?
Comunque se si vuole contribuire sui siti delle suddette ONG ci sono tutte le spiegazioni del caso.
Ricordiamoci sempre che anche l'oceano è fatto da gocce d'acqua.

























martedì 9 maggio 2017

UOVO BAZZOTTO CON ASPARAGI E BESCIAMELLA DI PECORINO


Come ho già avuto modo di dire, l'uovo mi piace in quasi tutte le sue cotture.
Per la giornata del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge dedicata all'uovo ho pensato di rivisitare un piatto classico: uova, asparagi e formaggio grana. Di norma, per questo piatto, l'uovo si prepara in padella, con il burro, all'occhio di bue cuocendo bene l'albume tenendo morbido il tuorlo. 


La mia rivisitazione non interviene sugli asparagi, cotti nel metodo classico, ma l'uovo l'ho cotto bazzotto e il formaggio l'ho sostituito con una besciamella al pecorino.
La cottura dell'uovo bazzotto è una via di mezzo tra l'uovo a la coque e l'uovo sodo e ha la caratteristica di avere un albume abbastanza sodo con un tuorlo molto cremoso.
Il risultato, credetemi non ha nulla da invidiare al metodo classico, anzi, la cremosità del tuorlo con la besciamella è veramente fantastica.



martedì 2 maggio 2017

FRITTATA CON VERDURE
























Oggi, per il Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge è la giornata dedicata alla frittata.
Le uova sono da sempre uno dei miei alimenti preferiti.
Quando arrivo a casa alla sera e non ho idee su cosa mangiare il mio rifugio sono le uova: stapazzate, sode, all'occhio di bue, non c'è problema, mi piacciono in qualunque modo.
Tra questi c'è, naturalmente, la frittata fatta con qualunque cosa siano formaggi, verdure o altro.Quando preparavo, nel bar di un amico, gli stuzzichini da abbinare all'aperitivo potevo variare tutto ma la frittata era sempre presente. Preparata in una teglia e infornata mi garantiva sempre un ottimo risultato.Anche a casa, dopo una prima cottura in padella, la completavo al forno senza girarla.



Questa volta l'ho preparata tutta sul fuoco girandola circa a metà cottura e mi è venuta abbastanza bene.Nella frittata io uso aggiungere un po' di birra perché la rende soffice e spumosa anche se la superficie risulta irregolare. Del resto quando incorporo la birra mescolo il minimo indispensabile per non disperdere i gas per cui ci possano essere zone che si gonfiano meno di altre.
In aggiunta all'uovo ho messo le mie verdure preferite ma, come detto, ci puoi mettere di tutto. Ad esempio per me è buonissima inserendo della salamella sgranata fatta saltare leggermente in padella.



Con questa ricetta partecipo a 2 maggio 2017 giornata della frittata del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge



giovedì 27 aprile 2017

LINGUINE CON LUMACHE STUFATE


Oggi, 27 aprile 2017, è la giornata del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge dedicata a lumache e rane e per celebrarla ho deciso di preparare questa ricetta con le lumache.
Le ho scoperte quando ero da poco maggiorenne.
Prima mi ero sempre rifiutato di prendere in considerazione anche solo l'eventualità di assaggiarle.
A luglio mi ero diplomato e trascorrevo i weekend a Gallarate a dare una mano a mio padre.
In un weekend di autunno, appena arrivato vengo a sapere che eravamo stati invitati a quella che viene chiamata, in edilizia, la cena del tetto e che, come si può desumere, viene organizzata quando la nuova costruzione arriva alla realizzazione del tetto.
Arrivati in trattoria, dopo le presentazioni (conoscevo solo l'impresario cliente di mio padre), partiamo con un classico antipasto. 
Se mettiamo a tavola una ventina di donne possiamo stare sicuri che nel giro di pochi minuti partirà un cicalleggio che raggiungerà un elevato numero di decibel. Questo è niente quando a tavola ci sono una ventina di muratori. Sarà per l'abitudine dovuta al fatto che in cantiere raramente si parla, il più della volte si urla, ma vi assicuro che quello delle donne diventa un sottofondo quasi musicale.
In questo contesto sonoro i camerieri cominciarono a servire i primi e uno di questi erano degli spaghetti con un sugo di pomodoro con dei pezzetti scuri.
Non mi sono posto il problema di chiedere anticipatamente cosa fossero; li ho mangiati e apprezzati tanto che feci il bis.
Solo dopo i primi bocconi compresi dalle parole dei miei vicini di posto che avevo mangiato le lumache.
Da allora le ho mangiate stufate con la polenta, con la pancetta, con gli spinaci, alla bourguignonne e in tanti altri modi,
C'è un ristorante a Lonato (BS) dove puoi cenare con portate tutte a base di lumache che ho provato personalmente. Ottima cena ma per un anno non ho voluto più mangiarne.


Inizialmente avevo pensato di preparare le lumache stufate con la polenta ma sono venuto a sapere che Elena del blog Zibaldone Culinario aveva avuto la stessa idea, cosa già successa in diverse occasioni; siamo probabilmente telepatici.
Da tempo ho in mente di preparare un risotto con le lumache ma è passata da poco la giornata dedicata al risotto alla parmigiana per cui alla fine ho deciso per questa ricetta.
In realtà ho preparato anche delle lumache avvolte nella pancetta da servire con l'aperitivo ma no riesco a preparare il post in tempo per cui pubblicherò prossimamente la ricetta.
Ho utilizzato delle lumache precotte in quanto non avevo tempo di spurgarle e fare una cottura completa. Quando preparerò le lumache allo sbrúnsü, ricetta tipicamente bresciana, farò la procedura completa con il metodo insegnatomi dalla mia prima suocera.



giovedì 20 aprile 2017

RISOTTO AI RAVANELLI CON PESTO DELLE LORO FOGLIE







È diverso tempo che non pubblico una ricetta di un risotto.
Probabilmente perché quando lo propongo mia moglie è affezionata ai soliti 3 o 4 e finisco che l'accontento e faccio sempre quelli. 
Quale migliore occasione della giornata del risotto alla parmigiana per proporne uno nuovo.
È stato indicato il risotto alla parmigiana per distinguerlo dal risotto alla milanese e dai risotti di pesce in quanto avranno una loro giornata dedicata.
Quindi nella giornata del risotto alla parmigiana sono compresi quei risotti che hanno una mantecatura con formaggio e burro o olio evo e che, di norma, vengono serviti all'onda.
Questa base si poteva declinarla a piacimento.


Inizialmente avevo pensato ad un riso con le lumache stufate ma ho desistito perché tra qualche giorno ci sarà la giornata dedicata alle lumache e ho già una certa idea.
Qualche giorno fa ho letto che le foglie dei rapanelli sono commestibili e, visto che amo questo ortaggio, ho pensato a come utilizzarlo in un risotto.
Ho deciso:
  • di usare la buccia per realizzare una salsa con cui "colorare" il risotto
  • di fare saltare la polpa con un poco di aceto di mele per un pizzico di acidità 
  • di fare una specie di pesto cremoso con le foglie
Quando ho detto a mia moglie cosa avrei preparato è rimasta perplessa perché, secondo lei, i rapanelli non vanno cotti ma alla fine è rimasta piacevolmente sorpresa.


Con questa ricetta partecipo a 20 aprile 2017 giornata del risotto alla parmigiana del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge
INGREDIENTI (per 4 persone)
320 g di riso Carnaroli
15 rapanelli
1 patata piccola
1 scalogno
Un mazzettino di foglie di rapanello
Formaggio grana grattugiato
30 g di burro
Olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di aceto di mele
Brodo vegetale
Sale
Pepe bianco

PREPARAZIONE
Preparare il classico brodo vegetale (io ne conservo un po' in freezer).
Pulire, lavare e asciugare bene i rapanelli. Affettare una ventina di fette di rapanelli per la decorazione. Pelare il resto e tagliare la polpa a cubetti. Frullare le bucce con un cubetto di ghiaccio.
Fare scaldare, a fiamma moderata, l'olio evo nella pentola che verrà utilizzata per la cottura del risotto, aggiungere lo scalogno e la patatina tagliati sottili; farli stufare bene aggiungendo, se necessario, un poco di brodo.
Quando si saranno ben ammorbiditi toglierli dalla padella versali nel bicchiere del mixer insieme alle foglie di rapanelli appena scottate in acqua bollente e immediatamente raffreddate con acqua e ghiaccio ciotola. Frullare il tutto aggiungendo un poco di olio evo a filo.
In un pentolino versare l'aceto di mele e la dadolata di rapanelli. Cuocere fino a che l'aceto non sarà evaporato.
Tagliare il burro a cubetti e metterlo nel freezer.
Rimettere la padella sul fuoco alzando leggermente la fiamma, versare il riso e farlo tostare molto bene quindi aggiungere il brodo ben caldo e proseguire la cottura del riso aggiungendo poco brodo alla volta e mescolando in continuazione. A metà cottura aggiungere la salsa e i pezzetti di rapanelli. 
Aggiustare di sale e pepe e portare il riso a cottura.
Togliere la padella dal fuoco, aggiungere il formaggio grana e il burro e mantecare bene il riso aggiungendo un poco di brodo per eventualmente ammorbidirlo e renderlo all'onda.
Servire in piatti caldi decorando con la crema di foglie e le fettine di rapanello.

venerdì 14 aprile 2017

TAGLIATELLE ALL'AGLIO CON BACCALÀ ALLA LIVORNESE


Questo mese riesco persino a replicare due ricette per il Recipe-tionist di marzo-aprile.
Dopo aver fatto il coniglio con confettura di fichi ho deciso di scegliere un'altra ricetta del blog Beuf à la mode di Cristiana.
Anche questa volta la scelta è stata ardua ma ho voluto accontentare mia moglie scegliendo un primo e alla fine ho optato per le  sue Tagliatelle all'aglio con baccalà alla livornese.


Rispetto alla ricetta di Cristiana ho scelto di non infarinare il baccalà e di aggiungerlo al sugo verso il termine della cottura per cuocerlo il minimo indispensabile. In questo modo il baccalà non si è sfaldato e i cubetti sono rimasti belli compatti.
Ero molto incuriosito dal sapore delle tagliatelle e devo confessare che è stata una piacevole sorpresa sia per me che per mia moglie e sua cugina che hanno molto apprezzato.
Ho indicato che le dosi sono per 4-6 persone perché la pasta fresca rende molto per cui si possono ottenere 6 porzioni normali o 4 abbondanti.


Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo-Aprile 2017


INGREDIENTI (per 4-6 persone)
Per le tagliatelle
300 g di farina 0
3 uova
1 cucchiaio d'aglio in polvere
Per il condimento
600-700 g di baccalà
350 g di polpa di pomodoro
2 spicchi d'aglio
Un pizzico di zucchero
Un peperoncino
Olio extra vergine d'oliva
Prezzemolo

PREPARAZIONE
Tagliatelle
Su un tagliere versare la farina con l'aglio e fare un incavo al centro. Sbattere in una ciotola le uova quindi versarle nell'incavo. Muovere le pareti di farina verso l'interno e iniziare a incorporavi le uova.
Quando si saranno incorporate iniziare a lavorare l'impasto con le mani raccogliendo con una spatola quello che si attaccherà alla spianatoia. Continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto liscio.
Coprire con una ciotola e lasciare riposare una mezz'oretta.
Stendere l'impasto con un mattarello lavorando sempre verso l'esterno fino ad ottenere una sfoglia tutta dello stesso spessore.
Spolverare la sfoglia con la farina e arrotolarla quindi con un coltello affilato fare dei tagli per ottenere le tagliatelle. Stenderle e farle asciugare sulla spianatoia qualche minuto fare dei nidi spolverizzando con la farina e lasciare riposare fino al momento della cottura.
Condimento
Spinare, spellare, lavare e asciugare il baccalà quindi tagliarlo a pezzetti (io cubetti da ca. 1 cm)
In una padella versare un poco di olio evo e fare rosolare l'aglio e il peperoncino dolcemente. Aggiungere la polpa di pomodoro e lo zucchero (per smussare l'acidità); fare cuocere per una decina di minuti.
Togliere l'aglio e il peperoncino, aggiungere i pezzetti di baccalà e continuare la cottura delicatamente per un altra decina di minuti.
Fare cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle e aggiungerle al sugo; farle saltare delicatamente.
Versare nel piatto caldo e cospargere di prezzemolo tritato grossolanamente o, meglio, spezzato con le dita.

martedì 11 aprile 2017

TORTINO DI ASPARAGI




Nell'estate di 2 anni fa ho avuto occasione di partecipare a un tour organizzato dall'AIFB presso le cantine Mazzei a Fonterucoli in provincia di Siena. In quella occasione ho avuto l'opportunità di conoscere lo chef  Lorenzo Baldacci dell'Osteria di Fonterucoli e di apprezzarne la cucina.
Periodicamente ricevo una mail di aggiornamento dei prodotti delle Cantine Mazzei e, a volte, c'è anche una ricetta di Lorenzo. Ai primi di questo mese c'era come ricetta il tortino agli asparagi bianchi. Ho subito deciso di prendere spunto per farne una mia versione.


Ho scelto gli asparagi verdi perché quelli bianchi che avevo trovato erano piuttosto bruttini.
Ho preferito fare la brisè anziché la frolla solo perché la preferisco.
Ho voluto aromatizzare il ripieno con della buccia d'arancia perché, secondo me dona un tocco di profumo al piatto.
Il tortino ha un sapore fantastico a detta sia di mia moglie che dall'assaggiatrice ufficiale.
Peccato che mi si siano seccate le punte degli asparagi perché altrimenti sarebbero stati anche belli.


Con questa ricetta partecipo a 11 aprile 2017 giornata dell'asparago del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 g di asparagi verdi
4 dischi di pasta brisè italiana (vedi in fondo al post)
100 g di ricotta
1 cucchiaio di panna
2 uova
Buccia di arancia grattugiata
3 cucchiai grana grattugiato
Sale
Pepe
Rametti di rosmarino

PREPARAZIONE
Lavare gli asparagi e eliminare la parte inferiore.
Cuocerli per 10 minuti in abbondante acqua salata quindi scolarli e immergerli per qualche minuto in acqua ghiacciata.
Mescolare in una ciotola la ricotta, la panna, 2 cucchiai di formaggio grattugiato e la buccia grattugiata di un arancia. Aggiustare di sale e pepe.
Tagliare gli asparagi a pezzetti tenendo da parte 4-5 punte per ogni stampino per la decorazione.
Stendere con un mattarello la pasta brisè fino ad ottenere una sfoglia di 2 mm ca. di spessore; ricavare 4 dischi di diametro doppio rispetto a quello dello stampino.
Ungere 4 stampini e foderarli con la pasta brisè. Disporre sul fondo i pezzetti di asparagi fino a metà stampino. Completare con la farcia, spolverare la superficie con il restante grana grattugiato e completare posizionando le punte di asparago avvolte con carta stagnola.
Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 10 minuti e per altri 15 minuti a 175°C. (*)
Servire tiepidi o freddi decorando con rametti di rosmarino.
(*) I tempi cambiano per ogni forno; il consiglio è quello di controllare spesso. I tortini nelle fotografie sono stati cotti a 175°C per 25 minuti come da ricetta di Lorenzo e a 200°C per altri 10 ma le punte di asparago si sono un po' seccate.

PASTA BRISE'  ITALIANA (Ricetta ricavata da qui)
Ingredienti
250 g di farina a media forza
125 g di burro
80-85 g di acqua fredda
5 g di sale
Preparazione
Sbriciolare con le dita il burro e la farina creando una specie di sabbia. Aggiungere il sale e mescolare. Unire l'acqua un cucchiaio alla volta e impastare fino ad ottenere un panetto liscio e compatto. Coprire con la pellicola e fare riposare almeno mezz'ora prima dell'utilizzo.

venerdì 7 aprile 2017

MALFATTI DI CARPENEDOLO





Da tempo avevo in mente di tenere una sorta di rubrica sulla cucina tipica bresciana ma per vari motivi avevo sempre rinviato. Vero è che ho già postato alcune ricette "bresciane" ma sono state occasionali e non facenti parte di un benché minimo progetto. 
Con questa ricetta voglio invece iniziare una sorta di percorso che porti a far conoscere una cucina che non è solo spiedo, casonséi o manzo all'olio.
Del resto la provincia bresciana è geograficamente molto variegata passando dall'alta montagna con tre valli principali, alla collina, alla pianura e ai laghi.
Quanto detto ha portato ad avere anche una grande varietà di piatti influenzati dalle varie culture e attività.


Parto con questa ricetta perché qualche giorno fa la mia collega Federica me ne ha parlato in toni entusiastici dopo averla vista realizzare a La prova del cuoco. Confesso che ne avevo sentito parlare ma non avevo mai avuto l'occasione di mangiarli.
Si tratta di un piatto povero ma di grande sapore che da tantissimi anni viene preparato sia in famiglia che nelle trattorie e ristoranti di Carpenedolo e che dal 2014 ha assunto la Denominazione Comunale d'origine (De.C.O.). Come tutti i piatti tipici con anni di storia alle spalle anche i Malfatti di Carpenedolo partono da una ricetta base e poi ogni famiglia ha sviluppato la propria versione. Chi usa gli spinaci, chi le erbe spontanee quali bietoline, cicoria di campo detta anche tarassaco o dente di leone. Anche per il condimento c'è chi usa burro e salva e chi il pomodoro.
La mia scelta è stata per una miscela di erbe e il condimento con burro e salvia.
Una curiosità. A Carpenedolo vive Sissi The Red Cat, una bellissima gatta divenuta famosa nel 2014 per aver indovinato i risultati delle partite dei Mondiali di Calcio in Brasile la cui pagina Facebook è seguita da più di un milione di persona da tutto il mondo.


I malfatti di Carpenedolo sono una ricetta abbastanza semplice da realizzare ma che al momento di gustarli vi regaleranno un mix di delicatezza e di sapori che vi invoglierà a mangiarne ancora.

lunedì 27 marzo 2017

LA MIA EMPANADA GALLEGA PER IL "CLUB DEL 27"


Questa è la mia prima ricetta per il Club del 27. Tessera # 74.
Ma che cos'è il Club del 27?
Nato il mese scorso all'interno dell'MTC, è aperto a chiunque voglia farne parte e ha l'obbiettivo di tornare a cucinare sul web come si faceva una volta quando internet serviva a condividere una ricetta, a capire cosa si aveva fatto bene, dove si era sbagliato e a come intervenire per migliorare il risultato.
Questo blog è nato proprio per questo per cui mi è sembrato naturale entrare a farvi parte.
Come dice Alessandra, il Club del 27 NON è un gruppo per chi ha voglia solo di curiosare, avere idee nuove o ... cazzeggiare ma, è un gruppo per chi ha voglia di approfondire i temi di volta in volta proposti.
In definitiva, sotto la sapiente regia di Alessandra e di tutta la redazione dell'MTC, ogni mese si cerca di fare rivivere quello spirito prendendo come spunto il relativo Tema del mese delle sfide passate dell'MTC, sviluppando le ricette indicate dalla redazione, liberamente scelte da ognuno, e che, infine, vengono pubblicate in contemporanea alle ore 9,00 italiane il 27 di ogni mese.


Confesso che questo mese lo spirito di condivisione è rimasto nel cassetto. Ho seguito tutte le domande, le risposte, le discussioni solo leggendole ma senza intervenire direttamente. Il motivo sta nel fatto che abbiamo concluso questo benedetto trasloco ma c'è tuttora una stanza ricolma di scatoloni e borse che attendono solo di essere aperte. Dove siamo andati ad abitare è un bel appartamento ma non c'è uno straccio di cantina o garage per cui tutto deve trovare collocazione in casa e, credetemi, non è facile. Nel trasloco precedente avevamo donato alla biblioteca comunale più di 600 libri mentre questa volta, incrocio le dita, dovrebbero starci tutti quelli rimasti. Il problema sarà trovare la collocazione a tutti i CD e DVD che abbiamo mentre per le DIA risolverò il problema trasformandole in digitale.
Sono sicuro che il prossimo mese la mia partecipazione sarà più attiva.


Questo mese si prende spunto dall'MTC n° 46 - La pasta brisee ed il relativo "Tema del mese".
Miss MTC Pies - Timballi, torte e pies da tutto il mondo.



Tra le ricette proposte ho scelto la Empanada Gallega la cui ricetta di riferimento è di Mai (Il colore della curcuma) ed è stata pubblicata sul sito MTCla trovate qui.
Ho scelto questa ricetta per svariati motivi.
- Volevo una torta salata (il dolce non è nelle mie corde)
- Mi piacciono molto i sapori della cucina spagnola
- Gli ingredienti della farcia sono tra i miei preferiti
- Ero curioso di scoprire il sapore della pasta
- Tutto l'insieme mi ha fatto pensare che sarebbe piaciuto anche alla Manu
Tutto ciò premesso mi ha portato a realizzare un piatto fantastico che rifarò sicuramente magari cambiando gli ingredienti. 
Oltre al sapore quello che mi ha colpito è stato il profumo che ha pervaso la cucina non solo in cottura ma anche successivamente.
Oltre che dalla Manu e da mio figlio è stata molto apprezzata da Grazia l'auto proclamatesi assaggiatrice ufficiale delle mie ricette.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.

mercoledì 22 marzo 2017

TERRINA DI MAIALE E DI UN POLLO CHE SI CREDE ... UN'ARAGOSTA


Con questa ricetta partecipo al contest MT Challenge di marzo 2017


Il tema della sfida dell'MTC n° 64 per questo mese di marzo è stato proposto da Giuliana del blog La Gallina Vintage e ha scelto le terrine.
Ho incontrato per la prima volta Giuliana lo scorso novembre in Garfagnana nel corso del weekend dedicato all'approfondimento del tema sugli gnocchi. Ho avuto modo di conoscere una vera signora in tutti i sensi positivi del termine con cui ho passato del tempo in modo molto gradevole.
Prima di allora non conoscevo il suo blog ma, visto il nome del suo blog, non mi sono stupito affatto di ritrovarmi a dover fare qualcosa che andava molto di moda qualche anno fa.
Anche stavolta mi sono dovuto cimentare con qualcosa che non avevo mai fatto e che probabilmente non avrei mai scelto di fare. Ma questo è nel DNA dell'MTC: ogni volta una sfida non tanto verso gli altri ma in particolare contro se stessi.
Qualche anno fa ho cominciato a giocare a golf e, essendo la mia indole iper competitiva, appena possibile ho cominciato a fare delle gare togliendomi anche qualche soddisfazione. Confesso però che adoro giocare da solo. Solo contro il campo ma, soprattutto, contro me stesso. Per me l'MTC è soprattutto questo. L'MTC mette a disposizione il campo, qualche volta simile ma sempre differente, e io ci metto l'impegno e la voglia di fare sempre meglio.
Io amo il golf e per la proprietà transitiva amo l'MTC.


La cosa più complessa questa volta è stato reperire una terrina. Ho guardato, con poca speranza, tra le cose di mia suocera e ho sondato mia mamma per vedere se aveva qualcosa adatto allo scopo. Negativo.
Con gioia della Manu ero oramai certo di dover fare la terrina in crosta quando, svuotando gli scatoloni del precedente trasloco mi sono ritrovato una ciotola tonda in ceramica e, immediatamente, mi sono ricordato che c'era anche il suo coperchio in vetro. Senza foro ma dal filo diretto avevo letto che si poteva comunque ovviare alla cosa provvedendo comunque allo sfiato della terrina.
Sono quindi andato a caccia del coperchio e, finalmente, l'ho trovato. Rotto.
Il fantasma della terrina in crosta si è riaffacciato nella mente ma non mi sono dato per vinto. Ho controllato tutti i coperchi che ho a disposizione e ho trovato un coperchio in vetro, del diametro giusto (200 mm) e, udite, udite, dotato di un meraviglioso forellino.


A questo punto ho dovuto "solamente" decidere gli ingredienti e mi sono affidato al mio gusto e all'effetto estetico che volevo ottenere.
Mi sono letto attentamente il post di Giuliana e ho deciso prima di tutto di fare degli strati abbastanza distinguibili e ho optato per le carni bianche. Al maiale, che avendo intrapreso questa strada era quasi d'obbligo, ho voluto aggiungere il pollo; carne che, come ho più volte detto, adoro.
Facendo degli strati ho deciso di non mescolare le due carni ma di tenerle nettamente distinte. Ho scelto quindi le mie verdure preferite: i peperoni e i fagiolini (dalle mie parti i cornetti) che sia come sapore che cromaticamente ero sicuro mi avrebbero soddisfatto.
Per lo strato di pollo volevo ottenere al taglio un effetto "marmorizzato". L'ho quindi tagliato a pezzetti irregolari e, dopo averlo salato e pepato, l'ho ricoperto con abbondante paprika e mi sembra di aver ottenuto l'effetto voluto.
La Manu, tenuta all'oscuro degli ingredienti, quando ha visto la terrina tagliata mi ha chiesto se al centro avevo messo del pesce. Alla mia risposta negativa, saputo che era pollo, dopo aver fatto una faccia schifata (a lei il pollo proprio non piace) mi ha detto: "Peccato, sembrava quasi astice o aragosta". Questa frase mi ha dato il là per il titolo del post.
Per ultimo ho deciso di lasciare scondite le verdure a parte una piccola presa di sale.
Note di colore:
  • La mia Ginger, quando ho tolto la terrina dal frigorifero e l'ho liberata dalla pellicola mi saltava intorno impazzita; forse pensava che fosse per lei.
  • La Manu non ha mangiato la parte di pollo e ha fatto la felicità della Ginger; in compenso mi ha mangiato tutte le cipolle.
  • Ho fatto assaggiare il tutto a Grazia, cugina della Manu nonché vicina di casa e, dopo l'assaggio si auto proclamata assaggiatrice ufficiale dei miei piatti
Per il rispetto del regolamento speciale della sfida è obbligatorio inserire almeno 3 fotografie che rappresentino fasi della terrina dopo la cottura e sono le seguenti. 

Terrina nel suo contenitore
Mezza terrina nel suo contenitore
Terrina nel piatto
La terrina con il suo coperchio
Per l'abbinamento ho scelto di fare delle cipolle rosse in carpione e una composta di mele piccante. La neo assaggiatrice ufficiale ha molto apprezzato.


lunedì 20 marzo 2017

CONIGLIO CON CONFETTURA DI FICHI


La Recipe-tionist di questo mese è Cristiana con il suo blog Beuf a la mode.
Il suo è un blog che seguo da molto tempo e ho avuto occasione di conoscere personalmente sia Cristiana che Flavia, del blog Cuocicucidici organizzatrice del Recipetionist, qualche anno fa in una bellissima domenica passata nel Masoneshire (non cercatolo sull'atlante o con Google Maps, solo chi lo conosce capirà). Due persone con caratteri completamente diversi; una calma e riflessiva e l'altra estroversa e esuberante. Ambedue persone fantastiche.
Sono andato a curiosare tra le ricette. Ho guardato e riguardato diverse ricette segnandomene ben 14. Alla fine ho deciso per il coniglio con confettura di fichi.


Normalmente nel Recipetionist mi piace fare fare qualche variazione che non stravolga il piatto ma che lo personalizzi un poco.
Questa volta rispetto alla ricetta originale ho solo modificato i gradi e i tempi di cottura e ho gestito in maniera differente la salsa di cottura.


Adoro il coniglio e questa ricetta mi ha intrigato molto. Non posso dare un parere dei miei assaggiatori ufficiali perché in famiglia sono il solo a mangiare il coniglio per cui esprimo solo il mio. Ho trovato molto interessante l'abbinamento l'abbinamento con la confettura di fichi ed è certo che questa ricetta la ripeterò.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo-Aprile 2017


INGREDIENTI (per 4 persone)
700 g di coniglio tagliato in pezzi
1 cipolla
2 cucchiai di confettura di fichi
8 fichi secchi
1 fetta spessa di pancetta stesa fresca
1/2 bicchiere di vino bianco
Salvia
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Pepe

PREPARAZIONE
Accendere il forno a 150°C in modalità statica.
Tritare la cipolla e la pancetta a cubetti.
Farli rosolare a fuoco basso con un poco di olio evo in una pentola che possa andare in forno grande abbastanza da fare stare i pezzi di coniglio in un solo strato.
Quando si saranno ammorbiditi toglierli dalla padella e mettere il coniglio facendolo rosolare bene da tutte le parti. Completata la rosolatura sfumare con il vino bianco.
Aggiungere il trito, la salvia, la confettura di fichi e il fichi, alcuni tagliati in 2 e altri interi.
Mescolare bene il tutto e mettere in forno per una mezz'oretta.
Aggiungere mezzo bicchiere di acqua calda e continuare la cottura per altri 30 minuti.
Togliere dal forno e togliere dalla pentola il coniglio e i fichi.
Versare il condimento nel bicchiere del frullatore a immersione e frullare il tutto fino ad ottenere una crema omogenea ma rustica.
Rimettere salsa e coniglio nella padella e tenere in caldo fino al momento di servire.
Distribuire la crema sul fondo del piatto, posizionare un paio di pezzi di coniglio e i fichi e completare con delle foglie di salvia.