venerdì 12 luglio 2019

I MIEI FUSILLI FREDDI ALLA CAPRESE CON SALMONE E OLIVE



Sono passati dei mesi dall'ultimo post.
Non è che in questo lasso di tempo non abbia prodotto nuove ricette, solo che non ho avuto né il tempo né la voglia di mettermi a scrivere dei nuovi post.
Ora sembra che questa voglia sia tornata per cui, anche in considerazione che stanno arrivando le ferie e avrò più tempo, sono pronto a preparare i post e a pubblicare altre ricette.


Come cantava Bruno Martino nella canzone "Estate" anche io "odio l'estate" quanto meno per le temperature africane degli ultimi anni. Non sopporto il caldo non tanto durante il giorno quanto la notte. Sono uno che dorme scoperto e con solo l'intimo addosso anche d'inverno. Figuriamoci come mi posso sentire in queste notti le temperature faticano a scendere sotto i 30°C.
La notte è un continuo vagare tra la sala, con aria condizionata e divano scomodo, e la camera, con ventilatore che porta dentro aria calda e letto comodo.
La soluzione ci sarebbe: dovrei smettere di russare così da poter dormire in camera con la Manu dove c'è l'aria condizionata: In questo momento, con i decibel del mio russare, io sono sicuro di dormire mentre è altrettanto certo che non dormirebbe lei. E la Manu reduce da una notte dove non ha dormito non l'auguro a nessuno.
La Manu continua a dirmi di prendermi un pinguino visto che tra l'altro la cameretta è davvero piccola ma non mi sono ancora deciso. Penso però che anche stavolta le darò ascolto.


Con questo caldo è un sollievo mangiare una pasta fredda come quella di questa ricetta che non è altro che una caprese con l'aggiunta di olive e salmone. Quest'ultimo l'ho messo crudo al naturale in stile giapponese ma nulla vieta di dargli una marinatura magari a secco. 


domenica 17 febbraio 2019

PIZZOCCHERI


Ci sono dei piatti che appena li nomini ti evocano subito un territorio.
I pizzoccheri sono sicuramente uno di questi; non è possibile non collegarli immediatamente alla Valtellina. Il comune di Teglio è considerato la patria di questo piatto anche se l'area tipica si estende per una cinquantina di km, da Castione e Grosio.
I pizzoccheri hanno origini antichissime visto che il grano saraceno è coltivato in Valtellina fin dal XIV secolo si ha solo nel 1548 nell'opera "Catalogo delle cose che si mangiano" di Ortensio Landi.
A Teglio si svolgono due feste dedicate ai pizzoccheri: la Sagra dei Pizzoccheri in luglio e il Festival del Pizzocchero d'oro a settembre.
Sempre a Teglio ha sede l'Accademia del Pizzocchero ed è dal loro sito che ricavato la ricetta che ho fatto e che riporto.


Questa è stata la prima volta che ho fatto questo piatto e ne sono soddisfatto perché, non sarà fotogenico, ma è semplice e molto saporito. Gran merito è del Casera Dop ma tutta la miscela degli ingredienti ha una sua armonia ed è veramente ottima.
Un unico appunto: la prossima volta taglierò la verze un po' più grossa perché così, pur sentendone il sapore, si perde visivamente e magari si riesce a tenere un po' più croccante.

Con questa ricetta partecipo a 15 febbraio 2019 Giornata Nazionale dei Pizzoccheri del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

INGREDIENTI (per 4 persone)
400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina 00
200 g di verza
250 g di patate
250 g di formaggio Valtellina Casera DOP
150 g di formaggio grana grattugiato
200 g di burro
1 spicchio d'aglio
Sale
Pepe

PREPARAZIONE
Miscelare le due farine, impastarle con acqua calda (serve per non far sbriciolare la massa) e lavorare l'impasto per 5 minuti fino ad ottenere un impasto compatto, elastico e non troppo morbido.
Con il mattarello tirare la sfoglia fino a uno spessore di un paio di mm.
Tagliare delle fasce di ca. 7-8 cm. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza per ottenere delle striscette di pasta di 5-6 mm.
Per infarinare la spianatoia usare farina di grano saraceno.
Tagliare la verza in piccoli pezzi e le patate a cubetti quindi cuocere le verdure in abbondante acqua salata. Grattugiare il grana e fare a scagliette il Casera.
A seconda della stagione le verze possono essere sostituite con coste o fagiolini (cornetti)
Dopo 5 minuti aggiungere i pizzoccheri e continuare la cottura per una decina di minuti.
Nel frattempo fare sciogliere il burro con lo spicchio d'aglio fino a ottenere un colore nocciola chiaro.
Con una schiumarola togliere una parte dei pizzoccheri e metterli in una teglia ben calda, cospargere con il grana e il Casera quindi proseguire alternando i pizzoccheri ai formaggi.
Versare, distribuendolo, il burro fuso.
Senza mescolare servire i pizzoccheri in piatti caldi con una macinata di pepe a mulinello.

domenica 27 gennaio 2019

TOFFE PECAN BARS


La nuova tendenza del Club del 27 porta ad avventurarsi verso nuove tendenze del cibo in particolare fuori dall'Italia. Per questo mese eccoci a esplorare il mondo dello Sheet Pan, ovverosia, preparazioni sia salate che dolci realizzate mettendo tutti gli ingredienti in basse teglie e cotte in forno.
Come al solito ho lasciato scegliere alla Manu che con grande mia sorpresa (Pinocchio) ha scelto un dolce; questi fantastici Toffee Pecan Bars fatti, questa volta con le noci pecan ma che proverò anche con altra frutta secca.
Le ho fatte in una teglia con il bordo un po' alto e, nonostante l'avessi ben imburrata, ho fatto un po' fatica a fare leva sotto la preparazione e poi ad estrarla. Per questo e per il fatto che volevo evidenziare il fatto che siano stati fatti in casa, li ho volutamente tagliati in maniera irregolare.
Sono piaciute molto e sono sparite in un batti baleno.


Li ha fatti anche Mariella e li potete trovare qui nel suo blog Mariella Cooking. Devo farle un particolare ringraziamento per avermi tradotto la ricetta. Grazie, grazie, grazie.


Con questo post partecipo al Club del 27 - Gennaio 2019 - Sheet Pan per l'MTC.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.


INGREDIENTI
Per la crosta
260 g di farina 00
170 g di burro
70 g di zucchero di canna
1 uovo
Per il ripieno
226 g di burro
155 g di zucchero
200 g di pecan
85 g di cioccolato al latte
85 g di caramelle mou
80 g di sciroppo di mais

PREPARAZIONE
Riscaldare il forno a 190°C; imburrare una teglia da 37x25 cm
In una ciotola sbattere con la frusta elettrica il burro e lo zucchero, previsti per la crosta, fino ad ottenere un composto un po' montato e di colore chiaro. Aggiungere l'uovo e continuare a sbattere fino a quando non si sarà ben incorporato. Abbassare la velocità della frusta e unire la farina fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.
Distribuirlo nella teglia pressandolo bene quindi cuocere per 12-17 minuti fino a che i bordi non cominceranno a imbiondire.
Nel frattempo, in una casseruola, riscaldare il resto del burro e dello zucchero con lo sciroppo di mais mescolando continuamente. Raggiunto il bollore fare bollire per 2 minuti senza mescolare.
Aggiungere velocemente le noci pecan e spalmare il composto sulla crosta parzialmente cotta.
Infornare nuovamente e cuocere per 20-23 minuti fino a quando la superficie non sarà dorata e ribollente. Togliere dal forno e distribuire velocemente il cioccolato e le caramelle mou tritati.
Attendere 5 minuti così che si sciolgano quindi, con una spatola, formare le caratteristiche onde sulla superficie.
Fare raffreddare quindi tagliare a quadrotti regolari o irregolari.

martedì 22 gennaio 2019

RAVIOLI RIPIENI DI POLENTA CON SALSA DI BRASATO


A chi di voi non è avanzata qualche volta della polenta? E l'intingolo di un brasato?
Di norma quando avanzo la polenta la metto in frigorifero in un contenitore rettangolare e quando è ben consolidata la taglio a fette e la griglio per usarla come accompagnamento a una bella salamina.
Oppure metto del formaggio saporito tra due fette e faccio sciogliere, o meglio, ammorbidire nel microonde.
Ambedue i casi una bontà.
L'intingolo di stufati o brasati lo utilizzo come condimento a una semplicissima pasta. 


L'idea di questo piatto mi è venuta qualche tempo fa; ero via per lavoro e, a pranzo, in una trattoria della zona ho mangiato dei ravioli di polenta che, in quel caso, erano conditi con il classico burro bruno con la salvia.
Vi assicuro che erano fantastici ma, visto che avevo avanzato anche dell'intingolo di brasato, ho voluto cambiare il condimento e, credetemi, sono ancora meglio.
Per cui la prossima volta che avanzate della polenta provate a fare questi ravioli. Non ve ne pentirete.