sabato 24 settembre 2011

CHALLAH O PANE DEL SABATO PER UN'AMICA

Ringrazio i miei genitori e tutti quanti hanno contribuito alla mia educazione soprattutto perché mi hanno insegnato il rispetto per gli altri e per le loro idee.
Per questo non riesco a sopportare chi discrimina il prossimo per, a titolo di esempio, diversità del colore della pelle, provenienza etnica, menomazioni fisiche e mentali, orientamenti sessuali, idee politiche e pratiche religiose differenti dalla propria.
Se immaginiamo che la convivenza civile sia una piramide, il rispetto degli altri ne è la base, le fondamenta.
Non puoi salire ai piani successivi se prima non hai completato e rinforzato le fondamenta. Certo puoi pensare di continuare costruire, salire sempre più in alto, ma se non hai realizzato delle buone fondamenta, prima o poi tutto crolla.
Penso che non sia discriminando ma dialogando che puoi portare avanti le tue idee, le tue convinzioni. Raffrontandoti e discutendo puoi crescere tu e può crescere chi dialoga con te. E se sei convinto delle tue idee, dei tuoi principi è giusto che tu cerchi il confronto ed il dialogo. Ma non lo puoi fare in forma anonima; DEVI metterci la faccia.
Per questo mi ha dato molto fastidio leggere su FB che un'amica riceve dei commenti anonimi sul suo blob in cui vengono fatte critiche gratuite ed offese del tipo: "insulti razzisti sui piatti ebraici, che le torte escono crude, che la vellutata di avocado fa schifo, che non sa scrivere sul blog, etc.".
Non voglio fare l'avvocato difensore, anche perché non ne ha bisogno, però scrivere insulti, fare critiche su piatti che non hai mangiato, su come scrivi sul blog il tutto mantenendo l'anonimato, lo ritengo di una meschinità rara.
Non ti piace quello che viene proposto su quel blog? Puoi benissimo non andarci più! Non è una medicina vitale, puoi benissimo farne a meno.
Se vuoi fare qualche critica devi avere il coraggio, macché coraggio, l'educazione di mettere la tua identità. 
Qualche tempo fa mia moglie ed io eravamo da poco iscritti a FB ed Emanuela ricevette la richiesta di amicizia da parte di un certo "Man the best" con dei messaggi che indicavano inequivocabilmente che la conosceva. Ora, per me non è un problema che tra gli amici di Emanuela ci siano persone che ha conosciuto prima di me (tra i suoi amici c'è anche il suo ultimo ex). E la cosa è reciproca. Non più tardi di un mese fa abbiamo invitato a pranzo la mia ex moglie con il suo compagno ed abbiamo trascorso una piacevolissima domenica. La cosa che ci infastidiva è che questo insisteva senza rivelare la propria identità fino a quando Emanuela, veramente stufa, mi ha chiesto di scrivere io la risposta all'ultimo messaggio. Non ho scritto cose particolari ho solo detto che era "the best" solo nel nickname, che non lo ritenevo un uomo visto che si nascondeva (da cosa?) dietro l'anonimato e che, se voleva, poteva rivelare la propria identità e Emanuela avrebbe deciso se accettare "l'amicizia" altrimenti, se avesse continuato, Emanuela si sarebbe rivolta a FB. Non ha più inviato messaggi.
Per questo, Eleonora, ti dico FREGATENE. Hai tante persone che apprezzano quello che fai e come lo fai, per cui, continua così.
E per dimostrarti la mia solidarietà ho deciso di realizzare questo pane tradizionale ebraico che viene consumato in occasione dello Shabbat.
La ricetta è stata ricavata in rete da vari siti per cui chiedo scusa anticipatamente se ci sono degli ingredienti o dei passaggi non coerenti alla ricetta originale.




INGREDIENTI

Impasto

600 g di farina Manitoba
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiaini di sale
25 g di lievito di birra
2 uova
60 ml di olio di semi
150 ml di acqua tiepida

Glassa
1 tuorlo
1 cucchiaio di acqua
Semi di papavero

PREPARAZIONE

In una ciotola mettere l'acqua tiepida con lo zucchero ed il lievito e lasciare riposare 10 minuti affiché il lievito si attivi, quindi, mescolare bene e fare sciogliere.
Mettere la farina e lo zucchero nel vaso della planetaria, aggiungere l'acqua zuccherata con il lievito, il ale, le uova e l'oilo di semi. Azionare la planetaria con il gancio ed impastare fino a quando non si formerà un composto liscio ed omogeneo e lo stesso non si attaccherà alle pareti del vaso.
Mettere l'impasto in un contenitore grande unto con poco olio e coprire con la pellicola.
Fare riposare circa un'ora fino a quando l'impasto non sarà raddoppiato.
Impastare di nuovo e ricavare 6 pezzi uguali. Formare dei cilindri  con lo stesso spessore e lunghezza. Prenderne 3 unendole per un'estremità quindi formare una treccia risvoltando sotto le estremità'. Posizionarli su una placca con della carta da forno e fare lievitare ancora per un'ora.
Mescolare il tuorlo ed il cucchiaio di acqua e spennellare tutta la superficie dei pani.
Seminare la superficie dei pani con i semi di papavero (in alternativa semi di sesamo).
Preriscaldare il forno a 190°C infornare e cuocere per 5 minuti quindi abbassare la temperatura a 150°C e cuocere per altri 40 minuti.
Controllare la cottura con uno stecchino; devono scurirsi ma non bruciare.
Farlo raffreddare su una grata.
E' ideale a colazione magari con una buona marmellata ma può essere farcito anche con alimenti salati o, meglio ancora, agrodolci.
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18 commenti:

  1. Verissimo Gianni bisogna metterci la faccia...è comodo usare l'anonimato, o nickname diversi dal solito per rompere le palle alle persone!
    Buono questo pane!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Condivido tutto quello che hai scritto. Purtroppo non siamo stati educati tutti allo stesso modo. Buona domenica, Laura

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  4. Mi dispiace molto sentire che accadano questi spiacevoli episodi, la parola che hai usato "meschinità" è la parola perfetta! io aggiungerei anche "idiozia"...certa gente è così priva di contenuti che non sa vivere la propria vita e per riempire quel vuoto del cervello deve per forza disturbare gli altri, spesso per il semplice gusto di farlo.
    Tutta la mia solidarietà ad Eleonora e tanti complimenti a te per le parole assoltamente condivisibili e per la ricetta gustosissima!
    Buon fine settimana :)

    Benedetta

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  5. Oggi sei riuscito a farle uscire, le lacrimucce...
    Gianni, Emanuela...grazie di esserci.
    sei fantastico e la tua Challah è perfetta.
    oggi è Shabbat.. Shabbat Shalom, Gianni, un sabato pieno di pace per voi.

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  6. Gianni, Emanuele, Eleonora, purtroppo ci saranno sempre i vigliacchi che si nascondono dietro l'anonimato, è così, rientra nella normalità, ma quelle non sono persone, le persone degne di tale nome, si confrontano, magari anche in modo aspro, litigano, discutono, per difendere le proprie idee, il proprio credo e tutto quello che di più caro hanno, i vigliacchi no...per cui non consideriamoli parte del genere umano, il loro atteggiamento non paga....detto questo, il pane challah l'ho fatto pure io, è un pane meraviglioso, che amo fare, perché morbido e profumato...bellissimo il tuo...un abbraccio

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  7. Bravo Gianni, ti ammiro per aver postato queste belle parole a sostegno della tua cara amica. Concordo con te. E penso che nel mondo siamo e saremo sempre tutti diversi. Ma in questo sta il bello!

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  8. Per quanto riguarda i commenti anonimi non ho parole...non li sopporto....e poi non so cosa ci trovino al farlo!! Per questo pane invece posso solo farti i miei complimenti...deve essere eccezionale!

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  9. La diversità è il sale della vita... non posso che compatire chi non capisce questa semplicissima verità. ad Eleonora il mio sostegno e "...non ti curar di loro, ma guarda e passa"
    A proposito, adoro la cucina nordafricana e mediorientale, chissà quanti altri sapori meravigliosi che ancora non conosco mi riserva il mondo....

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  10. Io pure non sopporto le critiche anonime, se qualcuno ha delle critiche da fare le deve fare in modo civile ed educato e soprattutto rendendo nota la sua identità. sembrerà anche un controsenso visto che ho un blog quello che sto per dire però io FB lo detesto proprio perchè è troppo accessibile a chiunque. Qui nelle nostre cucine parliamo solo di quello che ci appassiona di più e basta!!
    Un caro saluto Gianni!!

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  11. Bravo Gianni condivido pienamente!!Ma spesso alla base di certe critiche c'è solo ignoranza e invidia...quando poi non si ha nemmeno il coraggio di firmarsi celandosi dietro un anonimo beh...lasciamo i meschini a cuocersi nel loro brodo e noi che amiamo Eleonora e il suo blog condividiamoci questo meraviglioso pane,bravo!!

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  12. ciao, condivido le tue parole, penso che chi non si presenta e si nasconde dietro generalità anonime, sia solo protagonista di determinate correnti che trascinano gli ignoranti e coloro che si fanno influenzare. ma torniano alla tua cucina, questo pane è favolosso, che dire in più se non provarlo!!!

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  13. ciao! la stupidità del'essere umano non ha confini che la possano contenere... godiamoci questo bel pane e non pensiamoci più! a presto :D

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  14. stamattina ho visto e commentato il post di eleonora.. magnifico come sempre! ora leggo qui il tuo...è incredibile! sarebbe più corretto non passarci più per un blog se non t'interessa, scendere a certi livelli è una schifezza.. va beh.. complimenti anche a te per la realizzazione del pane ebraico.

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  15. Condivido in pieno quello che hai scritto!
    A presto

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  16. Condivido in pieno tutto ciò che hai detto, è di una meschinità assoluta nascondersi dietro all'anonimato o ad un nickname per insultare o dire malignità.
    Purtroppo, qualcuno l'ha già detto, non tutti siamo cresciuti con la stessa educazione, il problema è che oggi è ancora peggio dei nostri tempi (anni 70-80).
    Anch'io ringrazio i miei genitori tutti i giorni dell'educazione ricevuta e spero di essere riuscito a tramandarla anche alle mie figlie.

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  17. Ho dimenticato.
    Mi intriga questo pane, come tutte le cose nuove che non conosco mi piacerebbe provarlo, lo proverò sicuramente.

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