lunedì 15 ottobre 2012

COSTOLETTA ALLA VALDOSTANA? NO ALLA SVIZZERA


Come ho detto in un post precedente partecipo al concorso organizzato dal Consorzio Formaggi della Svizzera – Switzerland Cheese Marketing Italia in collaborazione con il blog Peperoni e patate e questa è la seconda ricetta.
Il concorso prevede la reinterpretazione di piatti della tradizione italiana che abbiano tra gli ingredienti principali il formaggio sostituendo quello originale con uno dei 2 formaggi svizzeri che mi sono stati mandati per la partecipazione: lo Sbrinz DOP e l'Emmentaler DOP.
La prima ricetta è stata la rivisitazione di un primo piatto, la classica pasta romana Cacio e pepe, diventata per l'occasione Spaghetti, Sbrinz e pepe.
La seconda ricetta è la rivisitazione della classica costoletta alla valdostana dove ho sostituito la fontena con l'Emmentaler DOP. Rispetto alla ricetta originale ho tolto il prosciutto solo per dare maggior risalto al formaggio.
In rete si trovano ricette della valdostana dove c'è anche la presenza del tartufo ma non ne ho trovato riscontri storici. Personalmente non escludo che sia stata l'aggiunta di qualche chef per giustificarne la presenza ed il relativo prezzo nel menù.
Purtroppo non sono riuscito a reperire delle costolette di sufficiente spessore in modo da poterle tagliare orizzontalmente e inserire all'interno il formaggio.
L'Emmentaler DOP si è rivelato adattissimo alla preparazione di questa ricetta sia per la sua consistenza, si è sciolto senza liquefarsi, sia per il suo sapore che rinforza una carne abbastanza anonima come quella del vitello.
Questa volta sono stato tester di me stesso in quanto a mia moglie Manu non piace l'Emmentaler e la suocera con una bistecchina così avrebbe mangiato per 4-5 giorni e, come detto, il risultato mi ha pienamente soddisfatto.




















Con questa ricetta partecipo al contest di Peperoni e patate - La Svizzera nel piatto




domenica 14 ottobre 2012

SPAGHETTI SBRINZ E PEPE


Qualche settimana fa ho scoperto il concorso organizzato dal Consorzio Formaggi della Svizzera – Switzerland Cheese Marketing Italia in collaborazione con il blog Peperoni e patate e ho deciso di parteciparvi.
Il concorso prevede la reinterpretazione, da parte di blogger italiani, di piatti della tradizione italiana che abbiano tra gli in gredienti principali il formaggio sostituendo quello originale con uno dei 3 più famosi formaggi svizzeri: Emmentaler DOP, Sbrinz DOP e Le Gruyére DOP.
Dopo l'iscrizione mi sono arrivati 2 pezzi da ca. 1,5 kg dei 2 formaggi da me scelti: lo Sbrinz DOP e l'Emmentaler DOP.
Chiaramente sono due formaggi che già conoscevo e mi ero fatto un'idea su quali ricette reinterpretare; ho assaggiato quelli che mi hanno mandato e ho avuto la conferma che le mie idee ci sposavano benissimo con i sopra citati formaggi.
Ho deciso di preparare due ricette, ognuna con uno dei formaggi ricevuti, un primo ed un secondo.
La prima è questa rivisitazione della classica pasta romana Cacio e pepe e che avevo preparato recentemente nella sua ricetta tradizionale (qui).
Rispetto alla ricetta originale ho aggiunto mezzo bicchiere di latte per facilitare la fusione del formaggio ma, sinceramente, lo si può tranquillamente fare nel modo tradizionale con l'acqua di cottura della pasta.
Per questa preparazione lo Sbrinz DOP si è rivelato perfetto sia per la sua consistenza adatta ad essere grattugiata, sia per il suo sapore che surroga alla grande il pecorino romano.
Ad essere onesti la mia tester, mia moglie Manu, che le ha assaggiate ambedue ha preferito quella con lo Sbrinz DOP e, personalmente, la penso allo stesso modo.















Con questa ricetta partecipo al contest di Peperoni e patate - La Svizzera nel piatto




mercoledì 10 ottobre 2012

PASTA ALLA GRICIA


A settembre avevo pubblicato la mia Cacio e pepe e, su Facebook, la mia amica Ilaria del blog Iaia in cucina con semplicità mi fece i complimenti e mi disse che quel giorno aveva preparato un'altra pasta tipicamente romana: la pasta alla gricia.
Incuriosito, avendola sentita nominare ma non conoscendone la ricetta, sono andato a cercarla e, sorpresa, ho scoperto che è praticamente la carbonara senza l'uovo.
Io adoro la carbonara e la preparo, sempre insieme alla Manu, con una piccola variante rispetto all'originale; infatti montiamo le uova prima di aggiungerle alla pasta con il risultato che risulta un condimento molto più cremoso (ricetta qui).
La carbonara piace molto anche a mia suocera tanto che, visto che soffre di inappetenza, per farla mangiare la si deve preparare spesso. Spesso vuol dire almeno una volta alla settimana con una punta di 5 volte nella settimana trascorsa in vacanza.
Vista la somiglianza delle due ricette ho voluto prepararle la pasta alla gricia e alla damonda se le piaceva, la sua risposta è stata perentoria: "Non è male ma preferisco la carbonara."












domenica 7 ottobre 2012

SOUFFLE' DI FUNGHI E PATATE


Ho scoperto la raccolta Abbecedario culinario d'Italia solo a settembre, dopo che erano state "visitate" diverse regioni. Sono riuscito a partecipare per la lettera R (Roma e Lazio) con la pasta Cacio e pepe e per la S (Siracusa - Sicilia) con le Sarde alla beccafico. Con queste ultime ho avuto il piacere di vedere una mia fotografia scelta come testimonial della lettera S.
Adesso è il turno della lettera T (Trieste- Friuli Venezia Giulia) ospitato dal blog Fiordisale.
Ho sottoposto a mia moglie alcune ricette tipiche friulane trovate sul web e, alla fine, ha scelto questo soufflé.
Ero abbastanza sicuro che avrebbe scartato alcune ricette per la presenza di uvetta o canditi che a lei proprio non piacciono mentre funghi e patate è come ... un rigore a porta vuota.
Ho variato un po' le dosi che avevo trovato perché mi sono sembrate un pochino strane; erano indicate per 4 persone quando con la stessa quantità ho preparato 12 porzioni.
Mi scuso per aver dovuto lasciare il soufflé nella cocottina per fotografarlo ma purtroppo, una volta tolto dal forno si sgonfiano velocemente











Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette del Friuli Venezia Giulia, dal blog Fiordisale.


Con questa ricetta partecipo al contest di My taste for food e Essenza in cucina - Brown like Autumn



domenica 30 settembre 2012

L'UOVO NEL RAVIOLO NELLA MIA VERSIONE MINI


A luglio, quando sono tornato dalle brevissime vacanze che mi sono potuto concedere, navigando tra i blog che seguo ho scoperto il contest lanciato da Patty nel suo blog Andante con gusto.
Non conosco personalmente Patty ma il solo fatto che abiti nella "mia" Siena me la rende, in automatico, cara.
Se andiamo a leggere il suo profilo ci rendiamo subito conto che una delle sue passioni, oltre alla cucina, è il cinema; poteva quindi rinunciare a abbinarle?
Assolutamente no e le è stato naturale lanciare un contest che unisse cinema e cucina.
Ho subito pensato che si trattasse di realizzare qualche ricetta presente o richiamata in un film. Ma scherziamo? Troppo semplice. La Patty ha pensato bene di farci conoscere la cinegustologia. Che cos'è? Per una spiegazione più esaustiva consiglio di leggere il post di Patty per il lancio del contest e i link ad esso associati ma, in buona sostanza, la cinegustologia è l'interpretazione di un piatto o un vino attraverso i generi cinematografici.
Rovesciando il concetto, lo scopo del contest è di rappresentare con una ricetta il nostro film preferito nei generi commedia leggera e commedia sofisticata.
A questo punto scegliere un film è stato abbastanza arduo visto che la commedia è il mio genere preferito. Avrei pensato a Victor Victoria se Patty non l'avesse usata per il lancio del contest; ho pensato a alcune delle mie preferite come Notting Hill, Il matrimonio del mio migliore amico, Insonnia d'amore, French Kiss, Sabrina, Vacanze romane, Serendipity, Un ottima annata e tante altre. Alla fine ho scelto C'è post@ per te perchè l'incontro con mia moglie è avvenuto in circostanze simili.
Il film è un remake di Scrivimi fermo posta del 1940 aggiornato agli anni '90 e visto che, sono convinto, l'avrete visto tutti riepilogo solo molto sommariamente la trama.

 Kelly e Joe vivono e lavorano nello stesso quartiere di New York , l'Upper West Side. Lei è proprietaria di un vecchia libreria per bambini mentre lui è il proprietario di una grande catena di bookstore.
Mentre durante il giorno i due vivono la loro vita con i rispettivi fidanzati, la sera i due si conoscono in forma anonima in una chat-room e nasce un sentimento che li porterà a volersi conoscere di persona.
I due, in realtà, si incontrano in varie occasioni e quando Kelly scopre che Joe è il proprietario del nuovo megastore aperto nelle vicinanze della sua libreria "Il negozio dietro l'angolo" e che la sta costringendo a chiudere non fa nulla per nascondegli il suo risentimento.
I due in chat si danno appuntamento in un locale ma quando arriva Joe scopre che è Kelly e decide di darle buca avvicinandosi con la sua vera identità e non come il misterioso amico di chat.
Da questo momento Joe gioca la sua parte ambigua con l'intenzione di far sì che Kelly si innamori di Joe come persona e non come uomo misterioso. Chiaramente l'intento riesce e quando Kelly va all'appuntamento con l'uomo misterioso qualcosa ha già intuito e dentro di se spera che sia Joe.

Detto del film restava da trovare il piatto che lo rappresentasse.
Secondo me questi ravioli preparati con ingredienti semplici ma che abbinati insieme regalano armonia al palato, con una sorpresa che si scioglie e si armonizza con gli altri ingredienti e con il tocco di preziosa eleganza del burro al tartufo racchiude totalmente l'essenza del film.



La prima volta che ho visto visto preparare questo piatto, su Gambero Rosso Channel da Valentino Mercatilii executive chef del ristorante San Domenico di Imola (BO), me ne sono innamorato e, molto prima che iniziassi la mia avventura con questo blog, mia moglie ed io abbiamo provato a rifarlo ed era ... straordinario. Prossimamente posterò la versione originale.


Con questa ricetta partecipo al contest di Andante con gusto - La commedia è servita



giovedì 27 settembre 2012

RISOTTO AI FINFERLI


Questa è una ricetta che ha riposato o, visto che si tratta di un risotto, ha mantecato nel blog per un anno prima di essere pubblicata.
Sì perché questo risotto l'avevo preparato verso la fine di settembre dello scorso anno e, all'epoca, non ricordo per quali circostanza non l'avevo pubblicato immediatamente. Poi il tempo è passato ed è passata la stagione dei funghi per cui alla fine ho deciso di aspettare.
La stagione dei funghi è arrivata, anzi, è meglio dire, sarebbe arrivata, peccato che il tempo non è stato dei migliori per cui, quest'anno, da queste parti latitano.
Trovi solo funghi rumeni o, comunque, dei paesi dell'est Europa che non hanno niente a che spartire con i nostri finferli o i nostri porcini.
Di norma, quando uno pensa al risotto con i funghi, lo associa immediatamente ai porcini; personalmente penso invece, che i finferli, per la loro consistenza e per il loro profumo, siano i funghi ideali per il risotto o la pasta.
I porcini li ritengo ideali per altri tipi di cottura, trifolati (qui), alla griglia, impanati, etc.
Di solito preferisco preparare il riso molto "all'onda" ma, questa volta, lo volevo presentare in maniera diversa per cui l'ho tentuto un poco più asciutto.














mercoledì 19 settembre 2012

SARDE ALLA BECCAFICO


Nei mesi scorsi avevo fatto due ricette siciliane, la pasta a carrittera e gli spitini siciliani, ma non potevo utilizzarle per partecipare ai contest "La Sicilia in tavola" e all'Abbecedario culinario d'Italia in quanto pubblicate in data precedente a quanto previsto nei contest stessi.
Ho deciso pertanto di partecipare con queste sarde alla beccafico in una versione che credo si avvicini a quella catanese e considerato che vengono richiamate anche nel racconto.
Infatti, per la partecipazione al contest "La Sicilia in tavola" organizzato da Gioia nel suo blog In cucina con Gioia, si richiede che, oltre a cucinare un piatto della tradizione siciliana, si racconti una propria esperienza legata alla Sicilia.
In Sicilia ci sono stato 3 volte: la prima nel 1976 a Castellammare del Golfo, la seconda nel 1984 a Vulcano in viaggio di nozze e la terza nel 1995 vicino ad Acireale con moglie e figli.
Proprio a quest'ultima è legato il mio ricordo.

Quell'anno decidemmo di andare in vacanza in Sicilia anche perchè i bambini volevano andare in aeroplano. La nostra scelta ricadde sull'Hotel Villaggio La Perla Ionica di Acireale in quanto c'erano già state mia mamma e mia sorella e si erano trovate molto bene.
Passammo anche noi una bellissima vacanza.
Per la comprensione di una parte di quanto andrò a raccontare devo puntualizzare che:
  • Il pranzo e la cena erano a buffet e c'era una varietà di pietanze incredibile che variavano di giorno in giorno ma non mancavano MAI le sarde, alla griglia, alla beccafico, marinate, ecc.
  • Essendo su una scogliera con una piccola piattaforma a mare i posti più ambiti erano vicino alla piscina ma dovevi alzarti piuttosto presto per riuscire a "conquistarlo".
Il giorno di Ferragosto i ragazzi dell'animazione organizzarono vari giochi a squadre e venimmo coinvolti anche io e mio figlio Giacomo. Durante il giorno erano previsi diversi giochi in cui si giocava in squadra o come singoli quali: rompere un'anguria con il sedere, lancio di torte di schiuma da barba, gara di apnea in piscina (io feci questa arrivando secondo battuto da un ragazzo russo). 
Arrivammo a sera con la classifica delle 5 squadre assolutamente in bilico e ognuno poteva vincere.
La gara finale si sarebbe svolta dopo cena nell'anfiteatro dove si tenevano gli spettacoli serali.
Ogni squadra doveva allestire una rappresentazione della durata minima di 15 minuti e massima di 30.
Non ricordo chi lanciò l'idea ma qualcuno propose di fare una parodia del "Maurizio Costanzo Show" e visto che ero l'unico che lo seguiva assiduamente mi proposero di fare la parte di Maurizio Costanzo. Adesso, chi mi conosce avrà facile la battuta "Chiaro: è più alto ma la pancia c'è tutta" invece allora dovetti mettermi un cuscino per creare la pancia che non avevo (bei tempi).
Prima di cena preparammo una scaletta di massima concordando tempi e musiche con il ragazzo dell'animazione che curava la parte tecnica lasciando invece all'improvvisazione i dialoghi con ampia libertà a 2 ragazzi napoletani che erano di una simpatia unica.
Iniziò la serata e quando venne il nostro turno preparammo la scena con le sedie ed il pianoforte e al nostro via il tecnico lanciò la classica musica d'avvio del "Maurizio Costanzo Show" ed illuminò il palco.
Cominciai presentando il Maestro Bacardi (il vero era Bracardi) e dissi alla platea che quella era una puntata speciale perché per la prima volta si svolgeva fuori dal Teatro Parioli e passai alla presentazione degli ospiti:
  • Poeta che scrive poesie senza senso e senza rima 
  • Ragazza napoletana che vuole fare strada in televisione ma parla solo il dialetto
  • Carabiniere che conosceva tutte le barzellette sui Carabinieri ma non  sapeva raccontarle.
  • Studioso napoletano che ha scritto un trattato di 1000 pagine spiegando perché Amleto esclamava "essere o non essere" e non "avere o non avere" e cerca un editore.



Prima di dialogare con gli ospiti mi rivolsi alla platea ed esclamai il fatidico: "Consigli per gli acquisti".
Il tecnico spense le luci ed accese solo l'occhio di bue illuminando i 2 ragazzi napoletani che cominciaro 3 scenette pubblicitarie che durarono circa 1 minuto cadauna e avevano i seguenti temi:
  • Una ragazza si avvicina al cuoco della Perla Ionica e chiede se è possibile avere delle sarde ed alla risposta negativa si lamenta perché non è possibile che almeno una volta non vengano cucinate le sarde.
  • Un ginecologo spiega alla paziente i vantaggi nell'adottare come assorbente intimo una spugna da cucina del tipo duble-fax.
  • Una villeggiante della Perla Ionica si alza nel pieno della notte e va in piscina per prendere il posto e scopre che anche tutti gli altri hanno avuto la stessa idea.
Continuammo lo spettacolo intevistando i partecipanti e mi sembra inutile dire che i 2 ragazzi napoletani diedero ancora spettacolo al punto che alla fine il pubblico chiese il bis degli spot pubblicitari.
Vincemmo clamorosamente la gara con votazione del pubblico quasi unanime.
Mi chiedo ancora come feci a restare abbastanza serio fino al termine e, nonostante non ricordi esattamente le battute, quando ripenso a quei 2 ragazzi non posso fare a meno di sorridere.



Con questa ricetta partecipo al contest di In cucina con Gioia - La Sicilia in tavola


Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette della Sicilia, dal blog Fragoliva


martedì 18 settembre 2012

TORTA PASQUALINA FUSION



Questa è la mia seconda pasqualina per l'MTC di settembre.
Come detto nella ricetta della prima, la pasqualina è una ricetta genovese ed in questo caso ho voluto giocare un po' con gli ingredienti del ripieno cercando di fondere alcuni riferimenti relativi a Genova e a me stesso.
Precisamente:
  • La scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo: la zucca (ha infatti origini americane, precisamente dal Messico)
  • I collegamenti commerciali della Repubblica di Genova con tutto il nordafrica ed il medio oriente visto che controllava direttamente molte isole del Mediterraneo e parte della Crimea: le spezie.
  • La mia regione: lo stracchino (oltre a esserci nato ed abitarci il mio cognome ha origini longobarde)
Allo stracchino ho aggiunto il succo di limone per compensare con un pizzico di acidità il dolce molto speziato della zucca.



Rispetto alla precedente non mi sono dimenticato di ungere la superficie una volta tolta dal forno e la cupola gonfiata è scesa in modo molto più uniforme.
Per la realizzazione della sfoglia ho seguito le dosi ed il procedimento indicato da Vitto al momento del lancio del contest (qui) aumentando solo di poco la quantità di sale.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di settembre 2012