lunedì 23 gennaio 2012

TAGLIATELLE OLIMPICHE

La lealtà sportiva sia afferma solo con le Olimpiadi moderne in quanto, nell'antichità non esisteva il concetto di sport ma solo il prevalere sull'avversario come ben rappresentato dalla corsa sulle bighe nel film "Ben Hur".
"L'importante non è vincere ma partecipare", citazione attribuita al Barone Pierre De Coubertain, in realtà non è sua ma, come affermato dallo stesso De Coubertain, estrapolata dal discorso che Etherwet Talbott, Vescovo della Pennsylvania, tenne in St. Paul Cathedral nel corso della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra nel 1908.
Quello che segue è la storia di un uomo che ha onorato al massimo il concetto di sportività.
  

IL ROSSO VOLANTE
Nasce il 28 gennaio 1928 a Dobbiaco e a 22 anni è la maggiore promessa italiana di sci alpino.
Quell'anno vince, battendo il suo mito Zeno Colò, il campionati italiani in slalom ed in gigante ed arriva terzo in discesa.
Arriva secondo nella discesa de Kandahar a Muerren ed in questa occasione, il grande giornalista Gianni Brera, prende spunto dal colore dei suoi capelli e lo soprannomina "Il rosso volante".
Davanti a lui si profila un luminoso futuro ma una rovinosa caduta in allenamento al Sestriere gli lacera i legamenti di entrambe le ginocchia che, vista la chirurgia dell'epoca, pone fine alla sua carriera di sciatore.
Deve quindi rinunciare a partecipare alle Olimpiadi del 1952 di Helsinki.
Ma non può rinunciare alla neve ed alla velocità così decide di dedicarsi al bob, sport che non sollecita particolarmente le articolazioni inferiori.
Da quel momento una serie interminabile di successi lo pone al vertice della specialità.
Partecipa per la prima volta alle Olimpiadi nel 1956 a Cortina d'Ampezzo e vince la medaglia d'argento sia nel bob a due che nel bob a quattro.
Non partecipa nel 1960 alle Olimpiadi di Squaw Valley perché, per problemi economici, non vengono disputate le gare di bob.
Nel 1964 le Olimpiadi invernali si disputano a Innsbruck ed è il favorito per la vittoria finale; l'unico equipaggio che può contendergli la vittoria è quello composto dagli inglesi Tony Nash e Robin Dixon.
Si comincia con la gara del bob a due.
Al termine della propria seconda manche l'equipaggio italiano è in testa, ora bisogna attendere la discesa degli inglesi. Improvvisa arriva al traguardo la notizia: "Nash non può correre. Si è rotto un bullone del pattino del suo bob." (All'epoca lo sport era in una fase per così dire "pioneristica"; non ci si portava i pezzi di ricambio).
Anche se manca ancora una manche nel clan italiano si comincia a festeggiare.
Ma lui no; lui non ci sta. Non può accettare di vincere per il ritiro dell'avversario.
Fa smontare un bullone dal pattino del suo bob ed incarica un addetto alla pista di andare a consegnarlo a Nash.
L'inglese è stupito da questo gesto ma accetta l'aiuto e riesce ad effettuare la propria manche stabilendo il miglior tempo.
Nella terza ed ultima manche il Rosso Volante commette qualche errore ed alla fine arriva terzo, superato anche dal secondo equipaggio italiano.
A fine gara, rispondendo alle critiche di qualche giornalista dichiara: "Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone; ha vinto perché è andato più veloce".
Anche questa volta non riesce a vincere l'oro olimpico e conquista la medaglia di bronzo in entrambe le specialità.
Ma il Comitato Olimpico Internazionale decide che è arrivato il momento di assegnare, per la prima volta, la medaglia Pierre De Cubertain, nota anche come True Spirit of Sportmanship Medal (Medaglia del vero spirito sportivo), un onore attribuito da allora a pochissime persone, come celebrazione di gesti di altissima lealtà sportiva.
Questa medaglia rappresenta la più alta onorificenza sportiva che un atleta possa meritare.
Lo stesso CIO la considera come il premio più prezioso attribuibile ad un atleta.
Il Rosso Volante è il primo atleta a fregiarsi di questa onorificenza.
Quattro anni dopo a Grenoble, il Rosso Volante, a 40 anni, partecipa alle sue terze ed ultime Olimpiadi ed il destino gli restituisce quello che non aveva vinto prima.
Vince la medaglia d'oro sia nel bob a due che nel bob a quattro.
Si ritira e va a vivere a Cortina d'Ampezzo.
E' tutt'ora l'atleta più titolato nella specialità con 9 medaglie d'oro nei Campionati del Mondo e 6 medaglie olimpiche.
Nel 2003 gli viene diagnosticato il Morbo di Parkinson.
Non può accettare di terminare la sua vita in questo modo così decide di suicidarsi sparandosi un colpo di rivoltella.
Ai funerali un cortinese dichiara: "Il Rosso Volante ce l'ha fatta un altra volta a precedere l'avversario".
Il Rosso Volante è Eugenio Monti

Le notizie riportate sono state riprese da una puntata di "Destini incrociati" in onda su Radio 24

Nota a margine: Speriamo che dopo un Monti che ha tenuto alto l'onore dell'Italia ce ne sia un altro che la riporti ai vertici.

Il 2012 è un anno olimpico quindi ho pensato di riprodurre la bandiera olimpica con le tagliatelle.





Ho preparato altre volte le tagliatelle ma sempre impastando con la planetaria e tirando la sfoglia con la macchinetta. Questa volta ho voluto/dovuto prepararle come da richiesta del Challenge e nonostante i problemi relativi allo spazio, alla mancanza di una spianatoia e di un mattarello di dimensioni adeguate, mi sono divertito sia ad impastare a mano che a tirare la sfoglia e devo dire che quest'ultima operazione mi ha divertito e rilassato.
Il tutto ripetuto 5 volte.
Ho seguito passo passo le modalità descritte da Ale del blog Ale only kitchen nel suo post di lancio del Challenge e una sola cosa mi ha messo davvero in difficoltà: ho fatto asciugare la pasta (forse troppo?) ed al momento del taglio ho dovuto allargare un po' (si vede dalle fotografie) la larghezza delle tagliatelle perchè altrimenti si rompevano.
Quando mi è capitato di fare le tagliatelle le ho tagliate fresche, raggruppate a nido e poi messe ad asciugare.
Esteticamente mi erano venute decisamente meglio.




Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di gennaio 2012




INGREDIENTI


Giallo
110 g di semola di grano duro
1 uovo
1 bustina di zafferano
Nero
110 g di semola di grano duro
1 uovo
1 cucchiaino di nero di seppia
Rosso
130 g di farina 0
1 uovo
2 cucchiai di passata di pomodoro
Verde
130 g di farina 0
1 uovo
2 cucchiai di spinaci frullati
Azzurro
110 g di farina 0
1 uovo
3 cucchiaini di soluzione colorante alimentare blu (#)
(#) 1/4 di cucchiaino di colorante idrosolubile sciolto in un bicchiere di acqua
Condimento
100 g di burro
5-6 foglie di salvia

PREPARAZIONE



Per la realizzazione delle tagliatelle ho seguito fedelmente quanto riportato da Ale per cui per la descrizione dettagliata della preparazione vi rimando qui.
L'unica avvertenza è di cuocere le tagliatelle da sole a seconda del colore perchè, anche se di poco, hanno tempi di cottura diversi e quelle azzurre tendono a colorare un po' l'acqua.
Per il condimento mettere il burro in una padellina e quando è caldo aggiungere le foglie di salvia. Sarà pronto quando il burro si sarà brunito e le foglie croccanti.
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21 commenti:

  1. che bell'idea, Gianni!
    troppo carine!
    un bacione

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  2. Grande!!!!!!! mi piace, baci..

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  3. Evviva i colori e..... VIVA L'ITALIA!
    Bravissimo Gianni! Nora

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  4. Ma che ideona, sei già in clima olimpico Londra 2012!!!
    Bravo Gianni!!!!

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  5. che dire...un post da 10 e lode!!!!!! sei di una fantasia e si vede che sei un appassionato matto (come me) eheheh BRAVOOOOOO ^_^

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  6. Che bella storia Gianni, dall'inizio alla fine. E altrettanto bella l'idea di accostarla con queste tagliatelle. In onore della sportivita'.

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  7. Bello leggere, e molto bello da guardare, questo post :-)

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  8. bravo, bravo,bravo! e ormai lo posso dire, questa sarebbe stata l'idea che avrei avuto io, con due distinguo: mai sarei arrivata ai cerchi dell'olimpiade (più banalmente, pensavo al Carnevale) e soprattutto MAI sarei arrivata a metterla in pratica. Perchè qui ci vuole un'abilità superiore al "modello base", per via delle aggiunte degli altri ingredienti, che sballano le proporzioni solido- liquido e già solo il pensiero di doverle tirare a mano mi stremava :-)))) però, ero curiosa di vedere se qualcun altro avrebbe avuto la mia idea. Ieri c'è stata Stefania, di Profumi e Sapori, ieri sera tu. con due versioni per altro diverse... insomma, stamattina mi sento importantissima!!!
    Grazie grazie grazie
    ale

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  9. Ciao Gianni, un post stupendo, che fa riflettere. E le tagliatelle? Una combinazione leggera e davvero simpatica.
    Un abbraccio, Valentina

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  10. L'idea delle tagliatelle olimpiche e' originalissima! Che belle! Grazie anche per avermi fatto scoprire la storia di Eugenio Monti, che non conoscevo come purtroppo spesso succede a grandi sportivi che pero' non praticano gli sport piu' popolari (anche se molto titolati).
    Ciao a presto

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  11. Queste tagliatelle olimpiche sono davvero bellissime che splendidi colori ma ancora più interessante è la storia che hai raccontato, non sono sportiva e non conoscevo se non per il nome questo campione...
    Grazie, buona giornata Ely

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  12. certo che sei inventivo,bella ricetta,bravo:)

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  13. Hai scritto un bellissimo post! Le tagliatelle sono da vittoria olimpica! non le ho mai viste di così tanti colori! Laura

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  14. Che bella idea!! e bellissimo post anche...complimenti! :)

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  15. Sai, quando penso alle olimpiadi mi viene in mente quelle di Barcellona perche le ho visute in diretta è ho partecipato anche nei balletti inaugurali... una apoteosi di emozioni musica e colori! Proprio come le tue tagliatelle olimpiche!

    P.s.: Sempre in tema olimpiadi (in questo caso quelle del MTC) devo dirti che mio marito tifa per te!

    besos

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  16. Gianni, non conoscevo la bellissima storia del Rosso Volante, un esempio per tutti sportivi e non...Grazie per averla raccontata...
    Le tue tagliatelle olimpiche mi mettono allegria!!!

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  17. non potevo non passare
    FA-VO-LO-SE BRAVO COME SEMPRE

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  18. Bellissime!! e bello il post! Complimenti davvero
    Dani

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  19. Bellissimo il post, tanto da rischiare di far passare in secondo piano le tue bellissime tagliatelle.
    Complimenti davvero!

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