domenica 29 gennaio 2012

LINGUINE AL CARTOCCIO

 
Mi capita spesso di pensare a dei piatti da preparare per poi postare la ricetta e, siccome la memoria, andando avanti con gli anni, sempre più latita, ho preso l'abitudine di scrivere o su un quadernetto o sul computer, le idee che mi vengono.
A volte sono nuove ricette che non ho mai realizzato, altre sono ricette che magari ho fatto prima di aprire questo blog ma che da allora non ho avuto ancora l'occasione per prepararla.
Il caso di questa ricetta è però particolare perchè quando ho aperto questo blog, questa è stata una delle prime ricette che mi ero segnato e non la preparavo da almeno vent'anni.
Tanti non è vero?
L'altro giorno ho chiesto a mia moglie cosa avrebbe mangiato volentieri questa domenica le ho proposto di scegliere tra 3 piatti; chiaramente questa è stata la ricetta scelta.


















Colgo l'occasione per ringraziare Jeggy de Il laboratorio culinario di Jeggy, Elisa e Laura di Semplicemente buono, Milena di La scimmia cruda e Gioia di In cucina con Gioia per aver pensato di assegnare al mio blog il premio "The versatile blogger".
Devo indicare sette fatti della mia vita da condividere quindi, in ordine di avvenimento:
1. Il primo bacio
2. La nascita di Giacomo
3. La nascita di Rossella
4. Conoscere Emanuela
5. Aprire questo blog
6. La laurea di domani di mio figlio Giacomo
7. ... quello che il destino vorrà riservarmi in futuro
Dovrei indicare 15 blog a cui vorrei assegnare il premio ma non lo farò perché ci sono blogger che condividono volentieri questi "premi" ed altre no per cui se vi fa piacere prendetevi il banner e continuate il giro altrimenti passate oltre.


Con questa ricetta partecipo al compleanno del blog di Gianni - La mia cucina


venerdì 27 gennaio 2012

PANE DI MONTAGNA



Mi è già capitato di dire che una delle prime amiche di questo blog è stata Ilaria del blog Iaia in cucina con semplicità. Qualche giorno fa, visitando il suo blog, ho letto la ricetta di questo pane di montagna da lei ripresa dal Ricettario di Bianca e mi è venuto subito voglia di provarlo.



Ho seguito quasi fedelmente tutti i passaggi indicati ma, a differenza di Ilaria, ho utilizzato la planetaria e la seconda lievitazione è durata circa 6 ore (la notte).
A livello di ingredienti ho aumentato le farine in quanto l'impasto era abbastanza umido e ho utilizzato lo sciroppo di grano anziché il malto d'orzo.
E' un pane buonissimo e sicuramente lo rifarò avendo però l'avvertenza di fare più breve la seconda lievitazione e direttamente sulla placca del forno in quanto, nel passaggio dal contenitore alla placca stessa, maneggiando l'impasto, si è un po' "sgonfiato".
Nonostante questo, come si vede dalla fotografia, è pieno di bolle d'aria che lo rendono soffice all'interno ma con una bella crosta croccante.
Naturalmente è stato apprezzato ed ha avuto una vita molto breve ma, visto che Ilaria è romana, "che ve lo dico a affà".

mercoledì 25 gennaio 2012

RISOTTO YIN E YANG

Quando Valentina - My taste for food - mi ha preannunciato che avrebbe organizzato con Cinzia - Essenza in cucina - un contest mensile lungo un anno con tema i colori ne sono stato entusiasta e le ho promesso che avrei partecipato.
Per il mese di gennaio i colori scelti sono il bianco ed il nero. Il bianco ed il nero? Ma sono due non colori. E poi, sono i colori della Lupa, contrada nemica della mia ISTRICE; sono anche i colori dei gobbi (volutamente minuscolo) anche se, ultimamente, per mera questione economica, usano anche una maglia rosa shocking.
Mannaggia; però una promessa è una promessa per cui pensa e ripensa mi è venuto in mente che uno dei miei simboli preferiti è quello che nella filosofia cinese contrappone Yin e Yang.
Perché mi piace? Perchè i simboli sono perfettamente identici, perché sono assolutamente complementari, perché l'uno non può esistere senza l'altro, perché quando termina uno inizia l'altro, perché nulla può essere totalmente Yin o totalmente Yang. Quest'ultimo completa ciò che sostengo da sempre: "Non esiste il bianco e non esiste il nero, esistono una infinità di grigi". Così in tutte le cose della vita.

E' stata una scelta quasi obbligata quella di scegliere il riso per realizzare questo piatto e penso di essere riuscito a riprodurre il simbolo Yin e Yang.


Con questa ricetta partecipo al contest Colors and food, what else? di My taste for food e di Essenza in cucina

martedì 24 gennaio 2012

CONTEST "TORTE IN MONOPORZIONE" - VINCITORI


Siamo arrivati ad eleggere la ricetta vincitrice del contest.

Una breve premessa: sono arrivate 56 ricette + 4 fuori concorso e, devo essere sincero, mi aspettavo una maggiore partecipazione visto che tantissimi blog sono "specializzati" in dolci. Devo confessare che qualcuno mi aveva avvisato che la monoporzione è molto più impegnativa del classico dolce soprattutto perché deve essere ben presentata e la cosa non è semplice come la classica fetta di torta.
Sono però molto soddisfatto della qualità delle ricette partecipanti ed in molte di queste traspariva l'impegno profuso per realizzare qualcosa di estremamente gradevole oltre che buono. Vi assicuro che avrei assaggiato tutte le vostre proposte.

Per questo voglio ringraziarvi tutte indistintamente.

Dopo una lunga ed attenta valutazione mia moglie e mia figlia hanno votato le loro 10 ricette preferite e ben 6 sono state votate da entrambe. A queste 6 ne hanno aggiunte 2 ciascuna tra le altre 4 che avevano votato ed alla fine queste sono state le ricette sottoposte alla scelta di Elisabetta e Marco Antoniazzi.

1. Trionfo del moro di Iaia in cucina con semplicità
8. Sospiro dell'Angelo di Cucina e fimo
15. Kubi di Kakao al mandarino di Napoli Centrale Torino Porta Nuova
16. Delizie al limone di Sal De Riso di Il goloso mondo di Minù
19. Castagnaccio destrutturato di Lovely Cake
28. Tartufata in monoporzione di Vitelotte
43. Tortini alla vaniglia e caffè glassati al cacao di Dolcemente salato
53. Mini pavlova al mango selvatico di The Adventures of a Very Personal Chef
55. Bavarose arancia e melagrana di Acquolina
56. Entremets chocolat et clémentines di Il gattoghiotto

Oggi mi hanno comunicato la loro scelta indicandomi le prime 3 classificate e, anche se solo la prima sarà premiata, mi sembra comunque giusto indicarle.

I criteri per la loro valutazione sono stati:
  • Presentazione estetica
  • Difficoltà di realizzazione
  • Originalità della ricetta

lunedì 23 gennaio 2012

TAGLIATELLE OLIMPICHE

La lealtà sportiva sia afferma solo con le Olimpiadi moderne in quanto, nell'antichità non esisteva il concetto di sport ma solo il prevalere sull'avversario come ben rappresentato dalla corsa sulle bighe nel film "Ben Hur".
"L'importante non è vincere ma partecipare", citazione attribuita al Barone Pierre De Coubertain, in realtà non è sua ma, come affermato dallo stesso De Coubertain, estrapolata dal discorso che Etherwet Talbott, Vescovo della Pennsylvania, tenne in St. Paul Cathedral nel corso della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra nel 1908.
Quello che segue è la storia di un uomo che ha onorato al massimo il concetto di sportività.
  

IL ROSSO VOLANTE
Nasce il 28 gennaio 1928 a Dobbiaco e a 22 anni è la maggiore promessa italiana di sci alpino.
Quell'anno vince, battendo il suo mito Zeno Colò, il campionati italiani in slalom ed in gigante ed arriva terzo in discesa.
Arriva secondo nella discesa de Kandahar a Muerren ed in questa occasione, il grande giornalista Gianni Brera, prende spunto dal colore dei suoi capelli e lo soprannomina "Il rosso volante".
Davanti a lui si profila un luminoso futuro ma una rovinosa caduta in allenamento al Sestriere gli lacera i legamenti di entrambe le ginocchia che, vista la chirurgia dell'epoca, pone fine alla sua carriera di sciatore.
Deve quindi rinunciare a partecipare alle Olimpiadi del 1952 di Helsinki.
Ma non può rinunciare alla neve ed alla velocità così decide di dedicarsi al bob, sport che non sollecita particolarmente le articolazioni inferiori.
Da quel momento una serie interminabile di successi lo pone al vertice della specialità.
Partecipa per la prima volta alle Olimpiadi nel 1956 a Cortina d'Ampezzo e vince la medaglia d'argento sia nel bob a due che nel bob a quattro.
Non partecipa nel 1960 alle Olimpiadi di Squaw Valley perché, per problemi economici, non vengono disputate le gare di bob.
Nel 1964 le Olimpiadi invernali si disputano a Innsbruck ed è il favorito per la vittoria finale; l'unico equipaggio che può contendergli la vittoria è quello composto dagli inglesi Tony Nash e Robin Dixon.
Si comincia con la gara del bob a due.
Al termine della propria seconda manche l'equipaggio italiano è in testa, ora bisogna attendere la discesa degli inglesi. Improvvisa arriva al traguardo la notizia: "Nash non può correre. Si è rotto un bullone del pattino del suo bob." (All'epoca lo sport era in una fase per così dire "pioneristica"; non ci si portava i pezzi di ricambio).
Anche se manca ancora una manche nel clan italiano si comincia a festeggiare.
Ma lui no; lui non ci sta. Non può accettare di vincere per il ritiro dell'avversario.
Fa smontare un bullone dal pattino del suo bob ed incarica un addetto alla pista di andare a consegnarlo a Nash.
L'inglese è stupito da questo gesto ma accetta l'aiuto e riesce ad effettuare la propria manche stabilendo il miglior tempo.
Nella terza ed ultima manche il Rosso Volante commette qualche errore ed alla fine arriva terzo, superato anche dal secondo equipaggio italiano.
A fine gara, rispondendo alle critiche di qualche giornalista dichiara: "Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone; ha vinto perché è andato più veloce".
Anche questa volta non riesce a vincere l'oro olimpico e conquista la medaglia di bronzo in entrambe le specialità.
Ma il Comitato Olimpico Internazionale decide che è arrivato il momento di assegnare, per la prima volta, la medaglia Pierre De Cubertain, nota anche come True Spirit of Sportmanship Medal (Medaglia del vero spirito sportivo), un onore attribuito da allora a pochissime persone, come celebrazione di gesti di altissima lealtà sportiva.
Questa medaglia rappresenta la più alta onorificenza sportiva che un atleta possa meritare.
Lo stesso CIO la considera come il premio più prezioso attribuibile ad un atleta.
Il Rosso Volante è il primo atleta a fregiarsi di questa onorificenza.
Quattro anni dopo a Grenoble, il Rosso Volante, a 40 anni, partecipa alle sue terze ed ultime Olimpiadi ed il destino gli restituisce quello che non aveva vinto prima.
Vince la medaglia d'oro sia nel bob a due che nel bob a quattro.
Si ritira e va a vivere a Cortina d'Ampezzo.
E' tutt'ora l'atleta più titolato nella specialità con 9 medaglie d'oro nei Campionati del Mondo e 6 medaglie olimpiche.
Nel 2003 gli viene diagnosticato il Morbo di Parkinson.
Non può accettare di terminare la sua vita in questo modo così decide di suicidarsi sparandosi un colpo di rivoltella.
Ai funerali un cortinese dichiara: "Il Rosso Volante ce l'ha fatta un altra volta a precedere l'avversario".
Il Rosso Volante è Eugenio Monti

Le notizie riportate sono state riprese da una puntata di "Destini incrociati" in onda su Radio 24

Nota a margine: Speriamo che dopo un Monti che ha tenuto alto l'onore dell'Italia ce ne sia un altro che la riporti ai vertici.

Il 2012 è un anno olimpico quindi ho pensato di riprodurre la bandiera olimpica con le tagliatelle.





Ho preparato altre volte le tagliatelle ma sempre impastando con la planetaria e tirando la sfoglia con la macchinetta. Questa volta ho voluto/dovuto prepararle come da richiesta del Challenge e nonostante i problemi relativi allo spazio, alla mancanza di una spianatoia e di un mattarello di dimensioni adeguate, mi sono divertito sia ad impastare a mano che a tirare la sfoglia e devo dire che quest'ultima operazione mi ha divertito e rilassato.
Il tutto ripetuto 5 volte.
Ho seguito passo passo le modalità descritte da Ale del blog Ale only kitchen nel suo post di lancio del Challenge e una sola cosa mi ha messo davvero in difficoltà: ho fatto asciugare la pasta (forse troppo?) ed al momento del taglio ho dovuto allargare un po' (si vede dalle fotografie) la larghezza delle tagliatelle perchè altrimenti si rompevano.
Quando mi è capitato di fare le tagliatelle le ho tagliate fresche, raggruppate a nido e poi messe ad asciugare.
Esteticamente mi erano venute decisamente meglio.




Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di gennaio 2012



venerdì 20 gennaio 2012

OSSO BUCO ALLA MILANESE


Anche questo mese è arrivato il momento di realizzare la ricetta per The Recipe-tionist il contest a cadenza mensile ideato ed organizzato da Flavia di Cuocicucidici.
Il mese di dicembre è stato vinto da Helga del blog Pâtes et pattes pertanto questo mese si deve realizzare una ricetta presente in questo blog.
E' un blog che non conoscevo: Helga con un suo stile molto personale e, in compagnia della splendida Magali, presenta tante ricette per tutti i gusti.
Vista la vena dolce del periodo, inizialmente avevo pensato a rifare uno dei tanti dolci e/o dessert presenti ma poi, considerando la varietà di proposte, ho cominciato a curiosare anche tra le altre categorie.
Alla fine ho scelto la ricetta "Ossobuco e grani d'oro" che si avvicinano molto agli ossibuchi alla milanese.
Devo dire che è stata una scelta molto apprezzata in famiglia e, come dice sempre Magali, la splendida micia di Helga, "leccatevi i baffi!".




Con questa ricetta partecipo a "The Recipe-tionist" di Gennaio ospitato da Pâtes et pattes


mercoledì 18 gennaio 2012

MILLEFOGLIE ALLA NAMELAKA E CREMA PASTICCIERA


Domenica sera è scaduto il termine per l'invio delle ricette partecipanti al contest "Torte in monoporzione" in collaborazione della Pasticceria Antoniazzi.
Sono arrivate 57 ricette; mia moglie Emanuela e mia figlia Rossella sono al lavoro, ed hanno quasi terminato, per selezionare le 10 ricette da sottoporre al giudizio di Marco Antoniazzi e di sua moglie Elisabetta. 
Il mio commento all'andamento del contest lo esprimerò al momento della proclamazione del vincitore, posso solo dire che ero e sono consapevole che non era un tema facile e che richiedeva un impegno maggiore che preparare le classiche torte.


Alla fine ho voluto preparare anch'io una monoporzione; non sono del tutto soddisfatto a livello di presentazione ma, non è mia abitudine dirlo, è buonissima.

Con questa ricetta partecipo al compleanno del blog di Gianni - La mia cucina


giovedì 12 gennaio 2012

MARGHERITE DI STRESA


Non riesco a spiegarmi il motivo ma non ho mai fatto tante cose dolci come in questo periodo e la cosa che più mi stupisce è che, ultimamente, quando penso a qualcosa di nuovo da fare, mi vengono in mente biscotti, torte, dessert e quant'altro. Sarò stato contagiato dalla blogsfera del food?
In realtà è da quando ho aperto questo blog che volevo preparare e postare questi biscotti tipici della cittadina di Stresa sul lago Maggiore di cui il mio amico Andrea è golosissimo.
Tempo fa mi ero segnato la ricetta ricavata dal forum Pan per focaccia e le ho realizzati rispettandone dosi e preparazione.
L'unica differenza è stato nel metodo di taglio della forma in quanto ho dovuto fare di necessità virtù visto che ho girato mezza Brescia ma formine a forma di margherita neanché l'ombra.
Nella preparazione riporto come li ho realizzati e questo metodo ha il difetto che la forma non è propriamente quella della margherita ma in compenso non c'è nulla di sfrido.
Con le dosi indicate ho realizzato una settantina di biscotti.


Nel cercare nuovamente in rete per dare i riferimenti su dove avevo trovato la ricetta, ho scoperto che recentemente li ha fatti anche la mia amica Ale del blog Timo e maggiorana, a cui mi sento di chiedere scusa perchè se avessi trovato la sua ricetta prima di prepararli, la avrei utilizzata sicuramente che comunque è, in proporzione, quasi uguale.

Nota a margine.
Una volta tolti dal forno ho spostato i biscotti, facendo scorrere la carta forno, dalla placca alla griglia e li ho messi, coperti con un panno, a raffreddare 10 minuti all'esterno sulla terrazza.
Operazione ripetuta 2 volte in quanto ho fatto 2 infornate (era la prima volta e non ho voluto mettere 2 placche in contemporanea in forno).
Al termine li ho messi in un vassoio da pasticceria e, nuovamente coperti, ho lasciato che terminassero di raffreddare, sul piano cottura.
Mi sono assentato 10 minuti ed al mio ritorno ho scoperto che la mia micia Thea aveva pensato bene di zampettare sopra il panno per raggiungere il lavello dove le piace nascondersi.
Risultato: una ventina di biscotti sbriciolati e la piccola delinquente che, a distanza di sicurezza, ti guarda con un fumetto grande così con scritto "Colpa tua che lasci in giro le cose dove passo io".
Da qui mio figlio li ha chiamati i biscotti a 2 mani e 4 zampe.

domenica 8 gennaio 2012

CONCHIGLIONI DELICATI



Questa ricetta proviene dal blog di Lidia Cucina e fimo in quanto sono stato abbinato a lei nel secondo turno del gioco ideato da Cinzia dal nel blog Il ricettario di Cinzia che prevede uno scambio di ricette tra foodblogger.
Nel primo sorteggio sono stato accopiato al blog La Dolce Ilaria, che non conoscevo e ho rifatto gli Gnocchi alla sorrentina.
Con Lidia, invece, già ci si conosceva, anche se solo virtualmente.
Nel suo blog Lidia propone molte ricette di differenti tipologie. Come al solito la mia scelta non è stata tanto quella che mi sarebbe piaciuto rifare, quanto quella che sarebbe stata apprezzata in famiglia. Ero sicuro di non sbagliare proponendo una pasta e ho fatto scegliere a mia moglie una tra quelle già realizzate da Lidia.
La scelta è caduta su queste Conchiglie delicate.



A differenza della proposta di Lidia, ho usato i conchiglioni, ho variato la tipologia di formaggi (l'Emmenthal a mia moglie non piace proprio), ho aggiunto un pizzico di zucchero ai pomodori per toglierne l'acidità e il prezzemolo previsto nella ricetta l'ho messo.
Alla prova dei fatti la scelta di Emanuela è stata perfetta. Il sugo è davvero delicato ed il formato della pasta aiuta a raccoglierlo bene.
Con questa ricetta partecipo al 2° giro del gioco de Il ricettario di Cinzia - Dai! Ci scambiamo una ricetta


martedì 3 gennaio 2012

BRUSCITT



I bruscitt (bruscolini) sono un piatto tipico di Busto Arsizio e della zona lombardo-piemontese a cavallo del corso del Ticino tra le province di Varese e Novara. Una zona di brughiera: fresca d'estate e nebbiosa d'inverno. Una nebbia che ti invoglia a chiuderti in casa e gustarti piatti come questo che ti scaldano il corpo e ti alleviano il cuore.
E' un piatto perfetto per la domenica visto che una volta partita la cottura e regolata la temperatura potreste anche dimenticarvene per un po' e, magari, regalarvi due coccole con il/la vostro/a compagno/a. Quelle non fanno mai male.
Come per tutti i piatti tipici ne esistono più versioni: dalla classica con la polenta a quella, come la prepara mia zia Clara in brodo con le patate. E' chiaro che ognuno reputa la propria, la migliore.


La mia è una piccola rivisitazione della ricetta classica in quanto non metto l'aglio (anche se in camicia) all'inizio e ho aggiunto alcune spezie (noce moscata e cannella).
La quantità di carne è indicativa in quanto, per esperienza diretta, posso dire che non è mai abbastanza e, personalmente, anche se comporta un po' di lavoro in più, preferisco tagliarla a pezzettini piccoli e non macinarla.
La polenta di accompagnamento dovrebbe avere una buona consistenza per darle una forma ma se la preferite morbida non è un problema, cambia solo la presentazione del piatto; l'importante è che la polenta abbia almeno 45-50 minuti di cottura.
Nel caso, abbastanza improbabile, ve ne avanzasse un po' potreste condire delle tagliatelle. Vi assicuro un risultato spettacolare.


Con questa ricetta partecipo al contest di Burro e Miele - Lo stufato in collaborazione con lo chef Gualtiero Villa e con Teatro 7