domenica 26 maggio 2013

TAIEDDHRA RIVISITATA A MIO GUSTO


Questo mese la sfida dell'MTC ci porta in Puglia. Infatti il vincitore del mese scorso, Cristian del blog resi.sten.za.po.e.ti.ca e che ho conosciuto quando ho organizzato la visita alla Cantina Mirabella in Franciacorta, ha scelto un piatto della tradizione pugliese, più precisamente del Salento: la Taieddhda (pron. taieggia).
Ho scritto una cavolata; non ho il piacere di conoscere personalmente Cristian che è il marito di Mari del blog Lasanapazza e non come erroneamente pensavo, il marito di Mai del Il colore della curcuma. Chiedo umilmente venia.
Non sono mai stato nel Salento ed una sola volta sono stato in Puglia.
Era l'estate del 1978 e mio padre assisteva amministrativamente un'azienda agricola di San Severo e aveva avuto l'incarico di svolgere le pratiche necessarie alla vendita diretta a Gallarate del vino da loro prodotto.
I fratelli titolari di questa Azienda ci proposero di passare le ferie da loro; accettammo e ci misero a disposizione un appartamento a San Severo. Non amando particolarmente il mare mio padre dedicava quasi tutte le mattine all'azienda mentre io, mia sorella, mio fratello ed il mio amico Luciano andavamo in auto a Torre Fortore di Marina di Lesina, praticamente dove inizia il Gargano e passavamo il tempo in spiaggia a prendere il sole e a fare il bagno. Ricordo che già il primo giorno conobbi Silvana; era veramente bella e, come al solito, me ne innamorai. Abitava a Cinisello Balsamo e lavorava in un negozio di parrucchiera a Milano ma era originaria di Poggio Imperiale e tutte le estati vi ritornava per le ferie. Se non l'avessi vissuto non ci crederei ma ricordo di essere andato a trovarla una sera; passeggiammo nella "villa" comunale, noi davanti e qualche passo indietro la sua famiglia al completo. Una domenica andai a trovarla a Milano ma i miei piani crollarono miseramente quando sua madre mi disse che l'avrebbe lasciata uscire solo se accompagnata da suo fratello. Lasciai perdere; era tutto troppo complicato, a vent'anni uno vuole divertirsi.
Di quelle ferie ho tanti ricordi simpatici e divertenti ma metterli tutti insieme richiederebbe altro spazio ed tanto altro tempo per cui mi limiterò solo ad un paio.


Un pomeriggio, per ripagare in qualche modo l'ospitalità ci offrimmo di partecipare alla raccolta dei pomodori. Andammo solo nel pomeriggio ma fu sufficiente per trovarci, alla sera, con un mal di schiena terrificante.
Iniziammo la raccolta cogliendo solo i pomodori belli, sodi e maturi ma ci fu subito detto che andava raccolto tutto. "Anche quelli marci o bacati?". "Tutto." fu la risposta e ci spiegarono che venivano venduti ad una famosa azienda conserviera campana che avrebbe utilizzato quelli belli e sani per i pelati in scatola mentre il resto per il concentrato di pomodoro. Vi assicuro che da allora non mi ha mai sfiorato l'idea di utilizzarlo.
Come al solito quando si facevano le ferie con mio padre una parte dei giorni erano dedicati a visite a luoghi abbastanza vicini al nostro punto base e quell'anno oltre al Gargano, Foggia, Bari, Barletta, un giorno andammo ad Alberobello e alle Grotte di Castellana.
Io e il mio amico Luciano siamo da sempre innamorati dei rally e, all'epoca, quando vedavamo una ragazza, ci piaceva fare commenti assimilando il suo fisico con le caratteristiche delle vetture da rally e davamo un giudizio complessivo paragonandole a vari modelli.
Quindi poteva uscire un commento tipo:
"Hai visto quella Porsche? (la scelta della vettura era in base alle nostre preferenze ed erano contemplate anche tante "cesso di macchine")
Le sospensioni sono belle rigide ma l'assetto sbanda un po' sul retrotreno.
La fanaleria è spettacolare e quei sei fari di notte ti illuminano a giorno.
E le "scarpe" (gomme)? Sono proporzionate alla vettura.
La presa d'aria poi è perfetta né troppo grande né troppo piccola".
Traduzione:
"Hai visto quella bella ragazza? Ha il seno bello sodo e camminando muove bene il sedere. Gli occhi sono bellissimi ed abbaglianti. E le gambe? Proporzionate al resto. La bocca è perfetta".
Quanto sopra valeva per una bella ragazza ma eravamo democratici ed i nostri commenti erano indirizzati a tutte: gnocche e cozze.  
Quel giorno c'erano molte persone in attesa di entrare a visitare le grotte e fummo costretti ad una coda di quasi un'ora; per quasi tutto il tempo andammo avanti a fare commenti ad alta voce del tenore di quello indicato con il risultato che le persone vicine ci presero per due un po' suonati che parlavano di auto tipo Stratos, Alpine, Porsche come se fossero state lì davanti e che ridevano vedendo mia sorella che si vergognava del nostro comportamento.
Mia sorella, quando capita, ancora adesso ci ricorda quanto eravamo cretini.


Tornando alla ricetta ho fatto alcune variazioni rispetto alla ricetta originale (qui) eliminando cozze e pomodori aggiungendo mazzancolle, orata, peperoncino dolce e soprattutto aromatizzando con zafferano, zenzero e dragoncello.


Con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico - MT Challenge di maggio 2013

domenica 19 maggio 2013

MEZZE MANICHE CON PORRI, ARANCE E PISTACCHI


Il tempo vola e senza quasi accorgemene sono passati ben 5 mesi dalla mia ultima partecipazione a The Recipe-tionist (novembre 2012 - Pane per toast Metodo Tang-Zhong).
Mi sono scusato con Elisa, splendida organizzatrice di questo scambio di ricette, ma purtroppo questo è un periodo dove non riesco a seguire come desidererei, l'hobby di cucinare e di tenere aggiornato questo blog.
Chiedo scusa anche alle blogger che hanno ospitato questo gioco nei mesi dove non ho potuto partecipare assicurando che il motivo non è perché non ci fossero ricette che mi ispirassero, anzi.
In questo periodo che ho meno tempo da dedicare al blog mi sono accorto che, invece, i commenti sono in numero inversamente proporzionale; purtroppo sono di "Anonimi", in inglese e per pubblicizzare dei siti.
Di tali commenti ne sono sempre arrivati ma prima erano saltuari e Blogger li metteva nella sezione Spam, mentre ora ne arrivano almeno 5 al giorno ed alcuni, troppi, passano il filtro di Blogger. Che palle!!!!





Loredana,  Recipe-tionist del mese di maggio, lo era già stata, precisamente a febbraio 2012. Potete non crederci ma solo dopo aver realizzato questa ricetta sono andato a rivedere quella che avevo preparato per l'occasione (qui) e, casualmente, anche in quella, tra gli ingredienti c'erano i porri ed il sale dell'Himalaya.
In questa ricetta, rispetto a quella di Loredana (qui), ho eliminato il limone sostituendolo con il peperoncino per dare una nota più piccante e meno agra ed ho utilizzato in maniera differente le arance.


Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di Maggio ospitato da La cucina di mamma Loredana

domenica 28 aprile 2013

CHILI CON CARNE, ROTI E PATATE FRITTE


Dove ero rimasto?
Sono passati 2 mesi dal mio ultimo post e, guarda caso, riguardava la sfida dell'MTC. Ho saltato per motivi contingenti la sfida del mese scorso ma, prossimamente, proverò a fare la Fideuà anche perché non posso assolutamente non preparare la proposta della cara amica Mai del blog I colori della curcuma.
Questo mese Anne di Food Blog ha scelto come tema della sfida il Chili ed io ho preparato quello classico con carne mentre per il pane di accompagnamento ho scelto il classico roti (chapati) indiano che però ho aromatizzato allo zenzero; per completare, come contorno, ho accontentato mia moglie ed ho preparato delle patatine fritte in doppia cottura.

Questo mese è anche richiesto di raccontare nel post qualche ricordo legato alla cucina dei cow-boy sia esso ispirato da film, romanzi, esperienze personali e quant'altro.
Chi mi conosce e ha avuto modo di seguire la mia partecipazione all'MTC sa che questa è la parte che più mi mette in difficoltà. Pinocchio, stò scherzando.
Ho deciso di raccontare dei ricordi personali legati alla cucina dei cow-boy e per aiutarmi sono tornato nel luogo dove sono avvenuti. Nel far west? No, a Brescia. La Brescia di circa 40 anni fa. Una città molto cambiata ma per certi versi sempre uguale.
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Sono seduto su di una panchina del piccolo giardino pubblico posto alla fine di Via Sabotino e che 40 anni fa era un prato incolto e una discarica di materiali edili utilizzati nei tanti cantieri di allora. Guardo verso nord ed in lontananza si vede la sommità del Gölem (Monte Guglielmo) ancora coperta di neve mentre davanti a me c'è quello che noi chiamavamo il "boschetto" e che altro non è che un gruppo di robinie. A sinistra c'è l'edificio che una volta era il collegio dei Padri Maristi e che ora è una scuola professionale della Regione Lombardia. Al posto dei 3 campi da calcio a 7 in terra battuta su cui ho passato ore ed ore di gioco c'è un parcheggio. A destra la cascina, allora fatiscente, è stata ristrutturata ed è la sede provinciale della CISL. Il vecchio muro di cinta con i cocci di vetro in sommità che tante volte ci hanno tagliato quando lo abbiamo scavalcato, non esiste più. Quella che allora era la periferia fa parte ora della cintura attorno al centro storico. Mi viene in mente la canzone di Celentano e non posso fare a meno di pensare che ci sono situazioni che non passano mai di moda. È difficile dire se la nostalgia che mi pervade sia legata al ricordo dei luoghi o di quella spensierata età.

lunedì 25 febbraio 2013

BLUE VELVET CAKE E 12 SMAGLIATURE DI AZZURRO


Questo mese, Stefania del blog Cardamomo & Co., ha proposto come tema del mese per l'MTC, la Red Velvet Cake senza glutine. Personalmente non ho mai avuto la necessità di prestare particolare attenzione a questo tema e non ho nemmeno mai pensato di fare questo tipo di torta.
Per l'ennesima volta con l'MTC, il dover preparare qualcosa di inedito mi ha fatto venire voglia di cimentarmi sia in un tipo di dolce che non amo particolarmente, sia nell'avventurarmi nel mondo del "gluten free".
Dal momento che ne è stata data la possibilità, io, sia come maschio, sia perché avevo già in casa il colorante blu, ho scelto di fare la Blue Velvet Cake.
Avevo scelto il colore blu anche perché volevo dedicarla alle nostre nazionali richiamando con i colori della crema, delle fragole e del kiwi quelli della nostra bandiera.
Avevo perfettamente in testa come doveva venire: torta a strati bianco e azzurri decorazione superiore con caviale di fragole e kiwi e decorazione nel piatto con mousse di fragole e kiwi e relativi frutti.
Peccato che:
  • nonostante abbia fatto due volte l'impasto della Velvet Cake (la seconda eliminando i tuorli) quello che si presentava di un meraviglioso azzurro sia diventato, dopo la cottura, verde; 
  • per velocizzare i tempi avevo acquistato le mousse di fragole e kiwi per scoprire che essendo miscelate alla mela avevano il colore di quest'ultima; avevo delle fragole in casa per cui sono riuscito a fare la mousse di fragole ma per il kiwi mi sono dovuto accontentare
Visto che non sono riuscito ad ottenere quello che volevo, ho pensato di rinunciare e per questo mese passare ma, nello spirito del gioco, mi sembrava giusto partecipare comunque.
Qui trovate la ricetta originale di Stefania.



In realtà questa volta la vera sfida non è stata la Velvet Cake; la vera sfida era il "tacco 12".
Scartata immediatamente l'ipotesi di indossare io un "tacco 12" mentre preparo la Velvet Cake, ho pensato di farmi assistere dalla Manu ma da anni ha smesso di portare i tacchi alti (ultima volta al matrimonio) ed ora è votata alle ballerine.
Cosa fare? Dovevo trovare una soluzione così ho pensato di farmi assistere da una collega della Manu che porta spesso tacchi altissimi e questa è la cronistoria della preparazione della Velvet Cake.



DODICI SMAGLIATURE E UNA SFUMATURA DI AZZURRO

domenica 17 febbraio 2013

KURA NA ŠAMPIŇÓNOCH (POLLO CON I FUNGHI)


Lo scorso anno Abbecedario culinario in collaborazione con la Trattoria MuVaRa aveva proposto un virtuale giro per le regioni d'Italia dove, ospitato di volta in volta da blog diversi, ogni 3 settimane si cambiava regione e si poteva partecipare pubblicando sul proprio blog una ricetta tipica della regione stessa.
Purtroppo la mia partecipazione è stata saltuaria sia perché l'ho scoperto ad avvenimento già iniziato, sia perché il tempo è stato tiranno.
Quest'anno Abbecedario culinario, applicando il medesimo criterio, ha proposto un giro virtuale tra gli stati europei appartenenti alla Comunità Europea ed ha iniziato a gennaio con i Paesi Bassi, ospitato da Gata da plar, e, di seguito, dalla Slovacchia ospitata da Crumpets & Co.. Purtroppo, sempre per questione di tempo, non sono riuscito a partecipare con ricette olandesi ma ci sono riuscito con questa ricetta slovacca.


Come in molti paesi dell'est Europa anche in Slovacchia ci sono molte ricette che hanno come ingrediente principale il pollo e visto che è una carne che mi piace molto non ho potuto esimermi dal sceglierne una.
La ricetta originale prevede l'accompagnamento con la pasta ma, è stato più forte, non sono proprio riuscito a vedere questo abbinamento.

Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario dell'Europa della Comunità Europea e ospitato, per le ricette della Slovacchia, da Crumpets & Co.

venerdì 25 gennaio 2013

PICI AL RAGÙ PICCANTE



Come ho anticipato questa versione dei pici l'ho preparata il giorno dell'Epifania.
Tra preparazione del ragù e dei pici ho passato tutta la mattinata in cucina anche perché era la prima volta che li preparavo e quindi necessitavo di prenderci la mano; infatti, la domenica successiva è stato tutto più semplice e veloce.
Il ragù è simile a quello che avevo preparato come ripieno degli arancini con la variante che al posto della pasta di peperoncino cinese ho utilizzato il mio peperoncino macinato.
Infatti è qualche anno che coltivo nella bella stagione qualche pianta di peperoncino in diverse varietà che nel tardo autunno raccolgo e metto ad essicare dentro un sacchetto di quelli che una volta si usavano per il pane.
In primavera, quando sono ben secchi, li macino finemente e miscelo la polvere ottenuta con quella (poca) che mi è rimasta dalla stagione precedente.
L'utilizzo di diverse varietà di peperoncini, tutte abbastanza piccanti, mi ha consentito di ottenere una miscela particolare e decisamente forte.
Cosa apprezzata in famiglia visto che tutti amiamo il sapore piccante.








mercoledì 23 gennaio 2013

PICI DI CONTAMINAZIONE BRESCIANA



È un periodo no.
Mi capita a volte di avere sbalzi d'umore anche repentini in totale coerenza con le caratteristiche del mio segno zoodiacale, ma in questo periodo l'umore è veramente ai minimi storici.
La situazione economico lavorativa ci ha portato a dover assumere decisioni drastiche che non sono state ancora del tutto metabolizzate. La speranza che quest'anno sia migliore del precedente è, per ora, fondata solo sulla quasi certezza che, sotto questi punti di vista, peggio del 2012 è davvero difficile.
Il mio umore si riperquote anche sul destino di questo blog e sulle visite di blog amici.
Intendiamoci! La voglia di cucinare e di provare ricette nuove c'è sempre, prova ne sia che il mio fidato memo è in continuo aggiornamento e ci sono 7 ricette che aspettano solo di essere pubblicate.
Quello che manca è la voglia di mettermi a fotografare i piatti (ultimamente i risultati non mi soddisfano mai) e approcciarmi alla tastiera per preparare e pubblicare i post è davvero una pena.
Mi sono più volte chiesto se era il caso di continuare questa bellissima avventura che è stato entrare nel mondo dei foodblogger o di abbandonare il tutto.

mercoledì 19 dicembre 2012

VENEZIANA ALLA CREMA PASTICCERA


Come già avevo avuto modo di dire quando avevo preparato le brioches come quelle del bar, durante la settimana, spesso e volentieri, prima di accompagnare mia moglie al lavoro, andiamo a fare colazione con mia mamma, mia sorella Donatella e la cognata di mia sorella Anna, alla Pasticceria Veneto di Brescia il cui titolare è Igino Massari, uno dei pasticceri più famosi d'Italia.
Confesso che è un bel modo di iniziare la giornata, bevendo un buon caffè, in compagnia di persone a cui voglio bene e con cui è sempre piacevole fare quattro chiacchere.
Io bevo solo il caffè, ultimamente al gingseng, mia sorella e sua cognata non hanno una tipologia fissa di brioches, mia mamma prende solo ed esclusivamente la parisiènne mentre mia moglie ordina sempre la veneziana. 



Sabato scorso mi arrivata una mail da Giallo Zafferano in cui veniva riportato il link per le veneziane alla crema.
Leggerlo e decidere di provare a farle è stato un tutt'uno.
Approfittando del fatto che mia moglie non stava per nulla bene ho pensato che le avrebbe fatto piacere, la domenica, essere svegliata dalla colazione a letto con la veneziana alla crema.
Ha indubbiamente apprezzato ed è stata una grande soddisfazione sentirsi dire che, dopo quella della Pasticceria Veneto, la mia è stata quella che più le è piaciuta.
Visto che era la prima volta che mi cimentavo l'ho ritenuto un complimento non da poco stante anche il fatto che, normalmente è molto critica sulle mie preparazioni.








Ho seguito pedestremente la ricetta di Giallo Zafferano con l'unica variante che oltre alla crema pasticcera sulla sommità della veneziane, io le ho farcite all'interno.
Le farò sicuramente di nuovo ma questa volta una piccola variante la apporterò: dimezzerò la scorza di agrumi, probabilmente metterò solo quella di arancia, e userò una bacca intera di vaniglia. Infatti la scorza di limone predomina un po' troppo sul resto degli aromi.
Io ho fatto 10 veneziane, 2 le ha mangiate la Manu e 8 le ho congelate. Alcune tolte lunedì sera dal freezer e messe in frigorifero il martedì mattino, dopo una mezz'oretta a temperatura ambiente, erano pronte per essere mangiate. A detta di mia moglie erano sempre buonissime.